lunedì 22 gennaio 2018

Un dolce Kamikaze

Se vi steste chiedendo (notare il Congiuntivo) che fine ha  abbia fatto la sfida MTC, ecco pronta la risposta.
E' tornata, dopo un pausa in onore al nostro indimenticabile DOC e una dovuta al frenetico scorrere del tempo del mese di dicembre.
Come da indicazioni di Giulia, che aveva meravigliosamente sbaragliato tutti nella sfida dei cannoncini sfogliati con una ricetta del cuore, questo mese siamo diventate tutte brille.
L'alcool in cucina è il tema della sfida.


L'idea è quella di riproporre un cocktail ufficiale in una forma diversa.
I cocktail ufficiali si trovano tutti sul sito dell'IBA l'associazione internazionale dei barman ed io, che non sono astemia, ma bevo poco mi sono stordita solo a guardarli.
Come fare a sceglierne uno?
Sono andata ad intuito e l'occhio mi si è fermato su KAMIKAZE. Perchè è esattamente quello che sono in questa tornata del gioco. Un kamikaze che si immola per la causa.
E un po' perché non capendoci un granchè, mi sono buttata e vediamo un po' come va..
In ogni caso, mi son fatta una cultura, che prima non andava oltre al prosecco e un americano.
Ho perfino scoperto che il Triple Sec, che non riuscivo a trovare, è in realtà un distillato prodotto con le scorze di arance ed è comunemente noto come Cointreau, per via dell'azienda più famosa che lo produce!

Insomma, ma che è sto Kamikaze, direte voi?
Semplicissimo:
Per farlo bastano Vodka, Cointreau e succo di lime. Tutti e tre nella stessa quantità.
Si mescolano e si bevono in un bicchiere ghiacciato.
E' un cocktail di quelli definiti 'new-era' e in effetti ...era. Poi si beve e non ci si ricorda più!

Per la sfida, l'ho convertito in una panna cotta. L'aromatizzazione al gusto di arancia che dà il cointreau è stata diluita nella base di panna, mentre la nota più alcolica è quella del topping che intrappola vodka e succo di lime in forma solida.


Panna cotta Kamikaze

Pannacotta Kamikaze
per 3 persone

250 ml di panna
40 ml di latte fresco
45 ml di Cointreau
40 g di zucchero
4 g di gelatina in fogli

per il topping
45 ml di vodka
45 ml di succo di lime
15 g di zucchero
1 cucchiaino di agar agar in polvere

In una ciotola con acqua fredda ammorbidisci i fogli di gelatina.
Nel frattempo, in un pentolino, porta a bollore la panna insieme al latte e lo zucchero. Aggiungi il Cointreau e la gelatina ben strizzata. Mescola il tanto che basta per far sciogliere la gelatina.
Versa nelle coppette e lascia raffreddare, poi conserva in frigorifero per qualche ora.

Prepara il topping unendo vodka e succo di lime. Aggiungi lo zucchero e mescola bene per scioglierlo.
Versane un paio di cucchiai in un bicchierino e riscaldalo al microonde fin quasi al bollore. Versalo a filo in una tazzina cin cui avrai messo l'agar agar e mescola delicatamente via via che lo versi, in modo tale da sciogliere la polvere e non formare grumi. Poi aggiungilo al resto del liquido e versalo nelle tre coppette di panna cotta. Riponi di nuovo in frigo per qualche ora, in modo che si addensi.


Panna cotta Kamikaze

Ehi, Doc! ...con tutti questi cocktail, noi continuiamo a brindare a te.
Da lassù in alto a sinistra, ci vedi barcollare, vero?

lunedì 15 gennaio 2018

Chut - che? Chutney di mango

Avete visto la novità di casa MTC, la community che ogni mese si sfida su una ricetta da reinventare?
A gennaio è nato Mag about Food. La rivista che non si era mai vista. :-)
Ogni giorno, sul sito MTC troverete un nuovo articolo, come una rivista di cucina che esce con la frequenza di un quotidiano.

MAG about FOOD è la nuova avventura dell’MTChallenge.

Una rivista nel senso più inconsueto del termine, che delle riviste classiche ha copertine e rubriche, ma che si svilupperà attraverso aggiornamenti quotidiani sul web, senza nessun supporto cartaceo e neppure nessuna “forma” che imprigioni la nostra libertà di scrivere e la vostra di selezionare, di leggere, di raccogliere. Il nostro invito è quello di seguirci tutti i giorni, perchè l’appuntamento con l’MTC diventi un piacevole buongiorno, in un percorso che vorremmo tornare a fare assieme, fra progetti da condividere con tutti i nostri lettori e chiacchierate da scambiarci, a tu per tu.

MAG about FOOD è l’ennesimo gioco di parole, fra il Mad about food (pazzi per il cibo) e il Magazine about food (rivista sul cibo): l’obiettivo è la solita via di mezzo, ossia di parlare di cibo e dintorni in modo lieve, divertente e magari un po’ dissacrante, esattamente come abbiamo fatto in questi anni, accogliendo però le nuove istanze di un mondo che è cambiato e che sta cambiando sotto i nostri occhi.


Chutney di mango

Tra le rubriche, oggi ne esce una nuova.
Con Passiamole in rivista: le riviste di cucina alla prova dei fornelli, vogliamo non solo leggere, ma anche provare le ricette che vengono proposte nelle riviste di cucina, perché può capitare, purtroppo, che una ricetta con una foto accattivante ed appetitosa, alla fine non riesca esattamente come descritto.
Sì, perché non è scontato che le ricette proposte sulle riviste che si comprano in edicola portino allo stesso risultato della foto che le rappresenta. Purtroppo sono poche le redazioni dotate di cucina interna, per cui può capitare che chi si avventura nella preparazione di un piatto appetitoso, ne esca con un po' di frustrazione perché le dosi non erano corrette oppure il procedimento non era chiaro.
MTC ha una redazione che nasce in cucina e che è la garanzia inconfutabile che sta alla base delle ricette che trovate sul sito della community.
Per questo motivo, abbiamo deciso di provare a testare le riviste del settore, spaziando non solo tra i mensili italiani, ma ampliando l'orizzonte a 360 gradi!
Oggi, sul sito MTC troverete le recensioni senza veli di due riviste inglesi:
Delicious UK e Olive.



Di entrambe sono state rifatte alla lettera tre ricette pubblicate sul numero di gennaio.
Oggi, trovate anche la mia esecuzione dei Fagottini di caprino, che l'autore consiglia di accompagnare con un chutney di mango, senza però fornirne la ricetta.

fagottini caprino, patate, cipollotti

Forse in UK il chutney è un prodotto comune, ma siccome noi siamo in Italia, vi spiego come preparare un imprescindibile chutney per accompagnare questi fagottini.

Curiosi di sapere come è andata la recensione? Andate a leggere i nostri pareri sul sito MTC!

Chutney di mango

Chutney di mango
per 3 vasetti piccoli
1 mela
1 mango
3/4 di tazza di zucchero
1 cipolla rossa
1/2 tazza di uvetta
1/2 tazza di aceto di mele
1 cucchiaino di radice di zenzero grattugiata
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di curry
metà cucchiaino di noce moscata
metà cucchiaino di cannella
metà cucchiaino di sale


Dividete la mela ed il mango in cubetti, tagliate la cipolla finemente.
In una pentola con il fondo spesso, unite mela, mango, cipolla, zucchero, uvetta, aceto e zenzero. Portate a bollore a fuoco alto, poi riducete la fiamma e fate sobbollire per venti minuti o fino a che la miscela si è addensata, senza coperchio, mescolando di tanto in tanto con un mestolo di legno.  Aggiungete il succo di limone, le spezie ed il sale e lasciate sobbollire altri 5 minuti.
Riempite tre vasetti sterilizzati e conservate a testa in giù fino al raffreddamento, per ottenere il sottovuoto.


Chutney di mango

lunedì 8 gennaio 2018

Cosa fai per cena?

Non so voi, ma mi capita spesso di non sapere proprio cosa preparare per cena...
E visto che tutti s'ha da cenare, e s'ha pure poco tempo per farlo e a volte poche idee, può tornare utile la rubrica quotidiana KEEP CALM and WHAT'S FOR DINNER, di MagAboutFood, la rivista che non si era ancora vista, firmata MTC, che dà idee originali, non troppo complicate e veloci da fare per risolvere una cena, passando dal super con la lista della spesa già pronta.


Qualche sera fa, ce la siamo cavati con del pesce. Abbiamo preso i filetti di merluzzo, ma invece di farli alla solita maniera... mi sono buttata sull'esotico. Il Giamaicano, per essere precisi..

Ho scoperto che in Giamaica,  oltre al reggae e ad altre sostanze, fanno largo uso delle spezie per marinare carne o pesce.
Il Jerk è una miscela di spezie tra cui  cannella, pepe e zenzero ed è stata una vera sorpresa.
Avrei scommesso che il piccolo storcinaso di casa avrebbe esclamato il suo classico 'che sarebbe questo?' con tutta l'aria di chi non ha intenzione nemmeno di assaggiarne un pezzetto, adducendo la scusa che .. è troppo stanco...
Questa volta, per fortuna, la scommessa l'avrei persa perchè il gusto delle spezie (nonostante il mio scetticismo sull'uso della cannella) ha esaltato il pesce ed è stato molto apprezzato, anche dallo storcinaso.

Curiosi di sapere cosa ho fatto per cena?

Il piatto, si chiama:
Filetti di merluzzo speziati con insalata di cavolo, crema di avocado e yogurt all'harissa

Ma non lasciatevi spaventare, è facile facile e in mezz'ora o poco più la cena è servita.


jerk Fish


La ricetta la trovate oggi sulla pagina Facebook di MTC.

giovedì 4 gennaio 2018

La scopa della Befana

C'era una volta la Befana, che stava preparando da mesi dolcetti e carbone per tutti i bambini, quelli buoni e quelli un po' più birichini.
La sua casa era sommersa da dolciumi di ogni tipo: confettini colorati, cioccolatini, noccioline e lecca lecca.
Era quasi tutto pronto, quando si mise a cercare le calze.
Rovistò nel baule che teneva in soffitta ma non trovò niente. Dove poteva averle messe? Stava diventando vecchietta, ma non pensava di rincitrullirsi a tal punto.. Provò a guardare anche sotto il suo lettone, ma trovò solo un po' di polvere... Arrivò persino a controllare nel frigorifero.. tante volte si fosse proprio bevuta il cervello....
Alla fine, in una scatolina che teneve nascosta in un punto così segreto della casa, che se ne era addirittura scordata, trovò solo una calza rattoppata sul tallone e sulla punta, un paio di ciabatte e un vasetto di vetro.
Certa che non sarebbero bastate per tutti i dolcini che aveva preparato, le venne un lampo di genio.
Tutti gli altri li avrebbe nascosti nella sua scopa. E così, carica di caramelle e di carbone, con una calza, un vasetto e un paio di ciabatte e la sua scopa che pesava come non mai.... partì per la sua notte speciale!

befana</

Siete curiosi di sapere cosa combinò? Date un'occhiata qui.

Volete sapere come era la calza? Guardate qua.
Come sarà stato il suo vasetto di vetro? Guardate .
Saranno mica state puzzolenti e rotte, le sue ciabatte? Guardate qui.

E come fece a riempire la scopa con tutti i suoi dolcetti? Guardate qua sotto e vi svelerò il suo segreto....


La scopa della Befana

2 sacchetti di carta per alimenti
1 bastoncino
pellicola per alimenti
colla vinilica
forbici
spago

dolcetti vari

Scopa della Befana Scopa della Befana Scopa della Befana
Scopa della Befana Scopa della Befana Scopa della Befana
Scopa della Befana Scopa della Befana Scopa della Befana

Con le forbici sfrangiate l'estremità del primo sacchetto, con tagli lunghi 5 cm.
Sfrangiate il secondo sacchetto per intero, lasciando intatta la base.
Distribuite la colla vinilica sulla base del sacchetto e appoggiatevi sopra il primo, premendo bene in modo che le basi rimangano ben aderenti.
Foderate una estremità del bastoncino con la pellicola per alimenti.
Riempite il sacchetto di dolcetti e un pezzetto di carbone (se è il caso), inserite il bastoncino e chiudete il sacchetto con uno spago. A questo punto, prendete tutte le frange del secondo sacchetto e avvolgetele intorno alla chiusura, che fermerete con un altro pezzetto di spago.
Adesso la scopa della Befana è pronta per partire!
Allacciatevi bene il fazzoletto in testa e via.... verso l'infinito e oltre!

Scopa della Befana

giovedì 14 dicembre 2017

L'avvento dei Trifle per MTC - il Black Forest Trifle

Non volendo arrivare a Natale senza un'idea per il dessert, potreste dare un'occhiata, oggi, a quello che abbiamo preparato per il club del 27, che per questa edizione di fine anno viene eccezionalmente spostato al 14 del mese. Provate a cliccare sulla foto qua sotto...

triflePuzzle


Vi troveterete circondati da un tripudio di trifle, che erano stati oggetto di un vecchio tema del mese: i trifle sono parte di una tipologia di dolci della tradizione inglese che sarebbe meglio non conoscere, per non rischiare di finire, ruzzolando, nel girone dantesco dei golosi. Il trifle è un dolce che si eleva su uno strato di pan di spagna o simile, imbevuto in una bagna di sherry o altro liquore, su cui si poggia uno o più strati di crema e di frutta. E che viene decorato con panna montata, per non farsi mancare ulteriore trasgressione.

La coppa in cui va servito, anche in caso di monoporzioni, deve avere la caratteristica imprescindibile di essere trasparente (e possibilemnte con gambo fine) in modo da allietare la vista degli strati e preparare l'anima alla gioia che sicuramente sarà provata da chi vi affonderà il cucchiaio.

A questa notizia, il gruppo che segue l'avventura del club del 27, è sprofondato in una ricerca disperata della coppa di vetro, saccheggiando il supermercato di mobilio svedese, la casa della mamma e quella della nonna.

Nel mio caso, costretta dal non poter far varcare la soglia a altri oggetti del settore cucina di dimensioni maggiori di uno stuzzicadenti, e dopo la rovinosa ricerca della coppa giusta a casa della mamma (che le irreprensibili colleghe, amiche, compagne del club mi hanno gentilmente bocciato), mi son dovuta ingegnare... e così, aprendo per l'ennesima volta l'anta di cucina ho guardato con occhi diversi la mia amata brocca graduata in vetro, che tra l'altro, a quanto mi dice #mylenticchia è di un brand pure parecchio trendy.

Dunque: era lei la predestinata.
E che l'abito non fa il monaco, questa volta ne ho la prova inconfutabile.

Per la scelta del trifle mi sono lasciata andare alle mia passione più viscerale: il cioccolato.
Che in questa versione è fondente per la crema e bianco per il brownie (che per l'appunto diventa un blondie).
Poi ci vuole la panna (con un po' di mascarpone, che sennò siamo troppo leggeri) e come da tradizione inglese, la frutta.
Le amarene sciroppate valgono come frutta, giusto?
E cosa vi viene in mente, abbinando tutti questi ingredienti, se non un formidabile Trifle alla Foresta Nera?
Come questo di Paul Hollywood, tradotto e già provato da Mile.


black forest trifle


BLACK FOREST TRIFLE DI PAUL HOLLYWOOD
(qui l’originale)

Blondie alle amarene 
(per uno stampo 20×20 cm)
112 g di burro tagliato a cubetti
112 g di cioccolato bianco tritato grossolanamente
112 g di zucchero semolato
2 uova
metà cucchiaino di estratto di vaniglia
87 g di farina
50 g di cioccolato fondente
50 g di amarene

Preriscalda il forno a 180° C, ungi una teglia di 20×20cm e rivestila di carta forno, in modo che aderisca bene.
Sciogli a bagnomaria burro e cioccolato bianco, mescolando di tanto in tanto. Appena è pronto togli dal fuoco e lascia intiepidire, oppure usa il microonde per 1 minuto alla massima potenza. Monta a nastro zucchero, uova e vaniglia fino a quando il composto non sarà gonfio e spumoso. Versa lentamente il composto di cioccolato fuso sulle uova e mescola per incorporarlo. Aggiungi la farina e il cioccolato tritato. Versa nello stampo foderato e cospargi la superficie di amarene (devo dire che questa parte me la sono dimenticata, ma è venuto eccezionale anche senza amarene nell'impasto).
Cuoci per circa 30 minuti o fino a quando, inserito uno stuzzicadenti nel centro del dolce non uscirà pulito. Lascia raffreddare completamente prima di toglierlo dalla teglia.


Crema pasticciera al cioccolato
75 ml di panna
75 ml di latte
2 tuorli d’uovo
50 g zucchero semolato
15 g di farina
50 g cioccolato fondente, tritato finemente

In un pentolino scalda la panna e il latte fino a raggiungere il bollore. Togli dal fuoco. Sbatti i tuorli, lo zucchero e la farina insieme. Versa il latte caldo e la panna sulle uova e mescola per incorporarle. Rimetti sul fuoco e unisci il cioccolato tritato.
Mescola sempre fino a quando il cioccolato non si sarà sciolto e la crema addensata. Togli dal fuoco, versa la crema in una ciotola e coprila a contatto con la pellicola trasparente. Lascia raffreddare.


Black forest trifle

Crema al mascarpone
75 gr di mascarpone
75 ml di panna
1 cucchiaio di zucchero a velo

Monta la panna con un cucchiaio di zucchero a velo. Uniscila al mascarpone mescolando delicatamente con una spatola per non smontarla.


Per comporre il dolce
blondie alle amarene
crema pasticciera al cioccolato
crema al mascarpone
cioccolato fondente grattugiato per decorare
amarene sciroppate scolate
kirsh alle amarene o maraschino

Black forest trifle Black forest trifle Black forest trifle

Rifila il blondie ottenendo una base della stessa grandezza del fondo della coppa che utilizzerai per comporre il dolce. In questo caso circa 15 cm di diametro.
Disponi il blondie sul fondo della ciotola. Il blondie è molto tenero e fragile, ma anche se si dovesse rompere, non è un problema.
Irroralo con il Kirsch o il maraschino e disponi sulla base le ciliegie sciroppate.
Ricopri di crema al cioccolato e infine fai un altro strato di ciliegie. Trasferisci il dolce in frigo per diverse ore fino a quando gli strati non si saranno rappresi. Termina il Trifle con ciuffi di crema al mascarpone, qualche ciliegia per decorare e le scaglie di cioccolato fondente. Conserva in frigo.
In alternativa, si possono anche realizzare delle coppe monoporzione.
Con queste dosi, nonostante mi sia avanzato un po' di blondie,  ho realizzato un trifle da 15 cm di diametro e due monoporzioni.



Black forest trifle

Volete che vi versi un trifle nel bicchiere?

sabato 2 dicembre 2017

La palla pigna di Natale

Si avvicina il Natale.
Vi siete messi a produrre biscottini o panettoni?
Quest'anno, in casa profumodimamma, si cambia registro (per il momento) e nell'attesa del Natale, ci dedichiamo a preparare un po' di decorazioni fai da te.
Se volete decorare la casa spendendo poco e con un tocco di originalità, potete realizzare queste palline di Natale, semplicissime ma raffinate e di grande effetto!
Bastano pochi ingredienti, un po' di manualità ed il gioco è fatto.
Che sia un rametto secco, un abete, la maniglia di una porta o la chiave di un guardaroba, appendendo queste pigne, sarà un attimo trasformare la casa in un nido dall'atmosfera natalizia!

Decorazioni di Natale

Ecco a voi, questa insolita ricetta:

Palle Pigne di Natale

- pigne
- nastro di raso
- spago
- pistola per colla a caldo
- forbici

Decorazioni di Natale


In pratica, si fa un cappio con lo spago e lo si ferma all'estremità della pigna (quella attaccata al ramo) con un giro tra le squame che poi viene chiuso con un nodo.
Si prepara un fiocco con il nastro e si attacca al cappio, con una goccia di colla a caldo. Si aggiustano le code del fiocco, ed il gioco è fatto!


Video realizzato e montato da #mylenticchia


In casa MTC da ieri c'è una gran rivoluzione in atto.
Non solo cucina: con dicembre parte anche il calendario dell'avvento, con una sorpresa al giorno da scoprire!


Per altre bellissime idee, vi consiglio di dare un'occhio in MTC!

lunedì 27 novembre 2017

ciao Doc!

Non mi sembra ancora vero.
E' incredibile come l'empatia, le passioni comuni, la solidarietà, la sofferenza e la gioia possano unire con un'intensità enorme e reale anche persone che dal vero non si sono mai incontrate.
E' successo così con Eleonora prima e con Michael poi.
Senza saperlo, è stata Eleonora a farmi conoscere l'MTC. Rimasi incantata dalla foto di quella treccia dello Shabbat che propose cinque anni fa e non resistetti al desiderio di presentare anche sulla mia tavola quel lievitato profumato e morbido, per la gioia di tutti.

Eleonora, dall'animo gentile e incredibilmente forte (anche se a volte lo dimentica), che ha incrociato la sua vita con quella di Michael, in un momento inaspettato, ritrovandosi di nuovo figlia. E che con la sua generosità, non lo ha tenuto tutto per sé, ma lo ha presentato un po' alla volta alla grande famiglia dell'MTC. E' stato facile accogliere Michael: un ex chirurgo oncologo, ex vegetariano, ex osservante: un bandito errante, eretico anarchico, come scrive sul suo blog. E davvero era impossibile non amare la sua profonda cultura, lo spirito ribelle, l'ironia e la bellezza.
Ed impossibile era non accogliere, in questa grande famiglia allargata anche la splendida Micol, cuoca raffinata, che è diventata la sua signora dopo tanti tanti anni..

Ma in dieci giorni può succedere di tutto. In dieci giorni che sono sembrati un'infinità, la famiglia dell'MTC ha vissuto con il fiato sospeso, in un altalenarsi di emozioni, preoccupazioni, preghiere più o meno codificate e bischerate per risollevare l'animo di Eleonora ed arrivare al cuore di Michael.
E' stata fortissima l'emozione di risentirlo di nuovo con un messaggio, che rimarrà sempre con noi e che, come nel suo stile, ha strappato un sorriso a tutti (Grazie di ogni pensiero e di ogni preghiera, con tutto il cuore. O quel che ne resta. E se dovete proprio ubriacarvi, fatelo alla mia salute). E poco dopo (troppo poco) fortissima è stata l'incredulità davanti alla notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto ricevere..

E' stato un dolore indicibile per tutti noi.
In questi momenti manca il contatto fisico, ma sono convinta che la presenza costante e sincera e l'abbraccio virtuale con cui abbiamo strinto forte forte Eleonora e Micol, abbia superato le migliaia di chilometri che ci separano, con la speranza di averle sorrette e averle alleviato un po' il dolore infinito per una perdita così cara.
Sono state fortunate due donne fortunate ad aver camminato con Michael.
Michael era unico.
Perfino nel raccontare ai nipotini che le persone non se ne vanno. Basta guardare in alto a sinistra. E lì le trovi.

Tutte le volte che penso al pane del sabato, il giorno di festa ebraico, penso a questa treccia e la mia mente vola verso Eleonora, in qualunque posto del mondo si trovi.
Da oggi, i miei pensieri prenderanno anche la strada che porta verso Micol e poi proseguiranno nella direzione di  un puntino luminosissimo, lassù, in alto a sinistra.
Con tutto il mio affetto.


Pan dolce del sabato


Per ricordare Michael Meyers, questo è il pane dolce del sabato, di Eleonora:
(ho ridotto la quantità di lievito e aumentato i tempi di lievitazione)

500 g di farina 0 setacciata
2 uova codice 0 (di circa 60g con il guscio)
100 g di zucchero
6 g di lievito di birra
125 ml di acqua
125 ml di olio extra vergine d'oliva (per me di semi di arachide)
10 g di sale
100 g di uvetta
100 g di cioccolato al latte
50 g di nocciole
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo

Si scioglie il lievito nell'acqua e si mescola con 125 g di farina. Si lascia lievitare fino al raddoppio (circa 2 ore).
Si versa il lievitino nella restante farina, si aggiunge sale e zucchero e si unisce l'olio un po' alla volta, in modo da mantenere l'incordatura. Per ultimo si uniscono le uova, in tre volte.
Si lavora fino a che l'impasto si stacca bene dalla ciotola ed è incordato. Ci vorrà un po' di tempo (con l'impastatrice almeno 20 minuti).
Si lascia lievitare fino al raddoppio: dalle 6 alle 8 ore, a seconda della temperatura ambiente.
Nel frattempo mettete le uvette a rinvenire in un po' di acqua calda. Tagliate il cioccolato e le nocciole a pezzetti.
Al raddoppio, si sgonfia l'impasto, si divide prima in due pezzi e poi ognuno in tre, di peso uguale, per formare i capi delle due trecce.

Pan dolce del sabato Pan dolce del sabato Pan dolce del sabato

Su un piano infarinato, con il matterello si stende ogni pezzo fino a formare una striscia lunga circa 35 centimetri e larga 15. Si cosparge di uvetta (strizzata) e si arrotola nel verso della lunghezza, pizzicando i bordi in modo da formare un bel salsicciotto.

I tre salsicciotti si intrecciano cercando di lasciare la chiusura verso il basso.
Si ripete l'operazione per la seconda treccia.

Pan dolce del sabato

Si unge una teglia di olio e vi si posano delicatamente le due trecce.
Si coprono con pellicola e si lasciano lievitare ancora un paio di ore.
Quando sono quasi pronte, si accende il forno a 200°, si sbatte il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e si spennella sulla superficie delle trecce, si cospargono i semi di sesamo su una treccia e si sistemano le gocce di cioccolato sull'altra, poi si inforna la teglia in forno a temperatura, per circa 15-20 minuti.

Pan dolce del sabato Pan dolce del sabato

Ciao Doc!