giovedì 9 marzo 2017

Ottolenghi style

Sarà anche una moda, ma a me Ottolenghi piace.
Da tanto tempo. Da quando è uscito lo Starbooks: la raccolta di recensioni sincere di ricette tratte da libri di cucina, che vengono poi realizzate seguendo le indicazioni alla lettera. Era Febbraio 2013 quando il libro da analizzare era proprio il suo Jerusalem.
Ottolenghi, cuoco nato a Israele, ha raccolto in questo bellissimo libro scritto insieme a Sami Tamimi, grande amico e cuoco palestinese, ricette tradizionali e loro libere interpretazioni, ispirate ai sapori mediorentali che hanno conosciuto durante la loro infanzia.
Del suo Jerusalem, è difficile che abbia fatto una ricetta che non mi sia piaciuta.
La sua capacità di unire dolce e salato, l'uso che fa delle spezie (che sono il profumo più caratteristico della cucina mediorientale), l'accostamento di verdure, legumi, carni mi piacciono un sacco.
Così, quando mi prende il trip Ottolenghi, non c'è naso storto di Fagiolino che tenga: che Ottolenghi sia.

E ancora una volta, dopo le melanzane speziate con chermoula, couscous e yogurt,  partecipo allo STARBOOKS Redone per questo mese con una ricetta tratta dal suo Jerusalem. Lo Starbooks Redone non è altro che l'opportunità aperta a tutti di sperimentare e poi promuovere o bocciare le ricette tratte da libri precedentemente censiti dal gruppo delle starbookers. Io ho scelto di nuovo Jerusalem di Ottolenghi. Perchè è un libro che proprio non mi piace.

La recensione iniziale di questa ricetta fu fatta da Patty (da cui ho copiato il testo, per risparmiarmi la traduzione dal mio libro in inglese) ormai 4 anni fa, e a rileggerla di nuovo, dopo averla rifatta anche io, deve quotarla in tutto.
Si tratta di un secondo con contorno, o di un piatto unico, se come me lo accompagnate con del riso bianco. Il Re del piatto è il pollo, i suoi aiutanti sono clementini, finocchi e Arak, un liquore all'anice tipicamente mediorentale.
Il consiglio è di preparare la marinatura la sera prima, in modo da dare il tempo agli aromi di penetrare e profumare la carne del pollo.
In mancanza di Arak (non propriamente facile da reperire), ho utilizzato la Sambuca: temevo che l'accostamento tra il dolce della Sambuca ed il pollo arrosto fosse un po' troppo azzardato. Invece, devo ammettere che con la cottura, la dolcezza si stempera e anzi lascia un gusto in bocca particolarmente gradevole.
Ho cotto il pollo più del tempo previsto, per paura che non fosse cotto bene, e devo ammettere che il liquido di cottura si è ristretto da solo. Il mio consiglio è di rispettare i tempi previsti dalla ricetta in modo da avere più salsa per condire il pollo!

pollo con clementine e finocchi

Pollo arrosto con clementine ed Arak
(per 4 persone)

100 ml di Arak (per me Sambuca)
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
3 cucchiai di spremuta di succo d'arancia
3 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di mostarda in grani
3 cucchiai di brown sugar light (io ho usato zucchero di canna muscovado)

2 finocchi medi
1 pollo diviso in 8 parti senza eliminare la pelle
4 clementine biologiche con la buccia affettate orizzontalmente in fette da 5 mm
1 cucchiaio di foglie di timo
2 cucchiaini e mezzo di semi di finocchio leggermente schiacciati
sale - pepe nero
Prezzemolo fresco tritato grossolanamente per servire.

Mettete i primi 6 ingredienti in una larga ciotola ed aggiungete 2 cucchiaini 1/2 di sale e 1 cucchiaino 1/2 di pepe. Mescolate bene e mettete da parte.
Pulite i finocchi tagliandoli a metà e poi in quarti ed ogni quarto ulteriormente in 2 spicchi. Aggiungete i finocchi ai liquidi insieme ai pezzi di pollo, le fettine di clementine, il timo ed i semi di finocchio. Mescolate bene con le mani affinché tutti gli ingredienti siano ben mischiati quindi lasciate marinare per qualche ora o tutta la notte (potete evitare anche la fase di marinatura se avete fretta).

Preriscaldate il forno a 220° e trasferite il pollo e la sua marinata in una teglia larga abbastanza per ospitare comodamente tutti gli ingredienti in un solo strato. La pelle del pollo dovrà essere rivolta verso l'alto.

Una volta che il forno è a temperatura mettete la teglia e fate cuocere per 35/45 minuti, fino a che il pollo non sia ben colorito e cotto. Rimuovete dal forno.
Togliete il pollo, i finocchi e le clementine dalla teglia e sistemateli su un piatto di portata, coprite e tenete al caldo.
Mettete i liquidi di cottura (se ne formerà una discreta quantità) in una piccola casseruola e fate cuocere a fuoco medio, portando a bollore e facendo ridurre di un terzo. Ne resteranno c.ca 80 ml. Versate la salsa calda sul pollo, guarnite con prezzemolo sminuzzato e servite.

pollo con clementine e finocchi

Il piatto è stato il nostro pranzo di una domenica di qualche tempo fa.
E' piaciuto a tutti, perfino a Fagiolino, lo storcitore di naso.
Di conseguenza non mi resta che affermare che questa ricetta per me noi  è decisamente PROMOSSA!

12 commenti:

  1. Chissà se la Pulce - noto storcitore di naso - lo apprezzerebbe? La mamma dello storcitore (lei che sta pranzando in pausa in ufficio con una ricca macedonia di frutta, ma pur sempre macedonia) ha già l'acquolina in bocca!

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    1. Sono convinta che i noti storcitori di naso a volte sorprendono inaspettatamente. Nel caso la Pulce mantenesse inalterato il suo status, una bella fetta di pane, olio e sale e via.
      ;-)
      Ma bisogna solo 'provare, provare, provare' come diceva Amanda Sandrelli a Troisi in 'non ci resta che piangere'!
      ;-)

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  2. Sono sempre tentato di prendere i suoi libri ad Anna Luisa, sono sicuro che le piacerebbero, perché le ricette son sempre bellissime, come questa che hai realizzato tu.

    Fabio

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    1. Caro Fabio,
      sono sicura che Anna Luisa apprezzerebbe. E tu, pure!
      un bacio!

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  3. Grazie, Gaia !! Ed ancora prima di Jerusalem sullo Starbooks, nel lontano 2012, era già passato Plenty , altra meravigliosa pietra miliare per chi ami questo chef. In bocca al lupo allora :)

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    1. E infatti, Plenty me lo sono accaparrato da poco. In versione e-book, per la gioia della condivisione degli spazi...
      ;-)

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  4. Non e' una moda... e' un classico. E hai voglia ad attingere a piene mani: e' un continuo scoprire cose nuove, anche fra le righe. Leggo qui il commento di Stefania, su Plenty e convengo. Curiosa anche li, perche' noi Ottolenghi lo avevamo proposto con quel libro (il secondo dei suoi) ed era stata una folgorazione assoluta. Da Jerusalem, la conferma. Ma da Plenty, l'innamoramento :)
    Bravissima!

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    1. Ci sono arrivata dopo a Plenty... che bontà, pure lì!

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  5. Bellissima ricetta, l'avevo fatta anch'io a suo tempo ma mai pubblicata. Ottimo e il tuo bellissimo.
    Che bella questa tua partecipazione allo Starbooks!

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    1. Sapessi quante ne ho fatte pure io e mai pubblicate!! :-)
      grazie, omonima, è sempre un piacere partecipare!!

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  6. Con le ricette di Ottolenghi ci sono sempre soddisfazioni! Io amo anche "The Cookbook": un libro fantastico...
    Grazie Gaia!!!

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