lunedì 21 novembre 2016

Tiraminsù neh

Alè, il tiramisu!
Ecco, questo è stato il mio primo pensiero di gioia quando Susy ha svelato la ricetta della sfida MTC numero 61.
Il tiramisu, che non ho mai messo sul blog, quello di cui sono specializzata, che piace a tutti e che non manca mai a Natale.
Questa sfida si che è facile, ho pensato subito.
Poi ho letto meglio, un tiramisu sexy. Ohiohi.
Ispirato ad un'icona sexy del cinema mondiale. Ohiohi.
E ora che mi invento?

Mentre il pensiero su cosa inventarsi si offuscava sempre più, l'idea sull'icona mi si è schiarita velocemente. Ora, non sarà proprio del cinema mondiale, anche se magari si, visto che ha avuto una parte anche in un film di Hollywood, con la mia adorata Julia Roberts.
Ma in quanto a sexy non c'è dubbio.
Non vi pare?

Un sorriso e uno sguardo magnetici, intriganti, teneri, sensuali. Insomma: tanta roba.
Tanta roba fin dal suo esordio, ai tempi della prima versione del GF televisivo (e non parlo di Gluten Free), quando ancora guardavo un po' di tubo catodico e mi sa che erano parecchi anni fa, e tanta roba anche ora, che la chioma nera si è trasformata in brizzolata e gli ha regalato un look ancora più fascinoso.

tiramisu

Con Luca in mente, piano piano sono cominciati a materializzarsi pure gli ingredienti del tiramisù.
In casa nostra, in genere, il tiramisù si fa con l'orzo. Un po' per via dei pargoli, un po' per il fatto che il caffè non ci piace. O meglio, ci piacerebbe sniffare l'odore che sale dalla macchinetta, quando è pronto, ma poi lo abbandoneremmo lì dentro. Per un periodo l'abbiamo pure tenuto in casa, ma si usava solo per gli ospiti, e l'ultima volta che l'abbiamo fatto abbiamo deciso che non era il caso proseguire. Per 3 giorni, gli ospiti che abbiamo accolto per le feste di fine anno, a nostra insaputa si sono sorbiti un caffè alla gomma: la guarnizione imporrata non perdona e forse nemmeno loro, noi!

Ma nel tiramisù ci vuole il caffè, dice. E se anche non fosse così perentorio, ho deciso che il caffè ci doveva essere, non fosse altro che per onorare Argentero, il suo cuore e la sua mente, perchè 'oltre i pettorali c'è di piùùùù'... Luca, ha fondato a Torino, insieme ad alcuni amici, la ONLUS 1caffè nata dall'idea comune di offrire un caffè a qualcuno che non si conosce, sottoforma di donazione del corrispettivo di un caffè ad un progetto di solidarietà tra quelli che proposti quotidianamente da altre associazioni italiane meno conosciute.

Quindi nel tiramisù ci vuole il caffè.

E nel tiramisù dice pure che ci vogliono i savoiardi. Ecco, io sono da sempre una accanita sostenitrice del pavesino. Il pavesino che si imbeve alla perfezione, non rimane né troppo umido né asciutto ed è dolce il giusto.
Ma niente. Dopo un sondaggio lampo fatto sul re dei social, faccialibro, MTC stabilisce che ci vogliono i savoiardi. E allora me li faccio io. E il caffè lo metto nell'impasto.
Si. Ma quale caffè? Ora, con tutto il bene che voglio a questa sfida, non mi sembrava il caso di investire euri in un'altra confezione di caffè, usarne giusto il quantitativo di una tazzina e poi lasciarlo ammuffire. Allora ho rimediato passando da casa della mamma, che è sempre la mamma, e che nel dubbio mi ha rifornito di caffè macinato e pure caffè solubile.

Quindi nel tiramisù ci vogliono i savoiardi.

Penso un altro po' a Luca (che non fa mai male) e mi lascio ispirare per gli altri ingredienti.
Sarà un tiramisù con crema al mascarpone e nocciole. Nocciole piemontesi, proprio come lui.
Per la copertura ci vuole una ganache che cali giù lungo i bordi, in modo molto godurioso, e deve essere bigusto: cioccolato fondente e ovviamente gianduiotto, neh.
E con briciole di amaretti, per dare quella nota scrocchiarella che contrasta con la morbidezza del resto! E poi gli amaretti, sono tipici anche di alcune località del Piemonte (e così si chiude il cerchio)!
E poi decido di preparare una bagna al Rhum. Che non sarà piemontese e magari nemmeno tanto adatta ai miei pargoli (che comunque stan diventando grandi), ma vuoi mettere un tiramisù leggermente alcolico che ti fa superare la timidezza e ti aiuta a lasciarti andare.?....insomma, davanti (magari!!) a tanto bendiddio, ci vuole!

Poi ci ripenso, e invece di una tazzina da caffè, uso una tazza un po' più grande: perché se va fatto, va fatto a modo!


I savoiardi

Non avendoli mai preparati, non sapevo esattamente quanto sarebbero stati simili a quelli comprati, anche se tutti mi dicevano che sono tutta un'altra cosa.
E non sapendo come sarebbero venuti fuori quelli che avevo in mente, ho provato due versioni: una aggiungendo all'impasto del caffè macinato e una aggiungendo del caffè solubile.
Difficile distinguerli dall'aspetto, ma se spezzati, uno è risultato più scuro e l'altro più profumato.
Quale versione poteva essere la migliore per il tiramisù?
Per decidere, ho costretto compagno e pargoli alla prova assaggio, quella da veri intenditori (tipo Michele del Glen Grant, vi ricordate?).

tiramisu

Muniti di carta, lapis e savoiardi, ognuno si è espresso secondo i propri gusti. E' stato buffo vederli tutti intenti ad assaporare con senso critico (pure troppo), riassaggiare, cercare le sensazioni (si sono messi ad ascoltare perfino il rumore che facevanoi savoiardi, se premuti tra pollice e indice) e giustificare la propria scelta.
E poi quell'innocente ma sincero: secondo me è più buono perché è soffice e molto zuccheroso, non è granchè ma è meglio dell'altro mi ha fatto morire!! :-D

il verdetto sul savoiardo


Non me ne vogliano i puristi caffeinomani, ma alla fine hanno vinto i savoiardi aromatizzati al caffè solubile!
Ed ecco quindi la ricetta, ispirata da quella di Giulia, con le mie variazioni:



Savoiardi al caffè
(per circa 60)

110 g di farina 00
50 g di amido di mais
125 g di zucchero
100 g di albumi (meno di 4)
80 g di tuorli (di 4 uova grandi)
25 g di miele
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 cucchiaini di polvere di caffè solubile

Monta gli albumi a neve ed aggiungi lo zucchero in tre volte, cominciando quando hanno già raddoppiato il volume. Prosegui fino a che diventano piuttosto sodi e alzando la frusta, alla massa rimane il becco.
Mescola insieme tuorli, miele ed estratto di vaniglia ed uniscili agli albumi, con movimenti dal basso all'alto, per non smontare. Con lo stesso movimento incorpora anche la miscela di farina e amido di mais setacciata.
Fodera con carta forno un paio di teglie e usando un sac a poche forma tanti bastoncini (lunghi circa 8-10 cm) uno accanto all'altro, distanziandoli di un paio di centimetri.
Spolvera con zucchero a velo e aspetta che si asciughi prima di infornare (si formerà così la crosticina del savoiardo). Cuoci a 180° per i primi 4 minuti, poi apri lo sportello e incastraci un mestolo di legno, e prosegui la cottura (in fessura) per altri 5 minuti.
Aspetta che si freddino prima di staccarli delicatamente dalla carta forno.

tiramisu


per la ganache al cioccolato
120 g di cioccolato fondente
140 g di panna liquida


per la ganache al gianduiotto
100 g di gianduiotti
20 g di cioccolato fondente
140 g di panna liquida

Spezzetta con un coltello affilato il cioccolato (oppure cioccolato e gianduiotti). Porta al bollore la panna liquida e versala nella ciotola con le scaglie di cioccolato. Mescola con un cucchiaio fino a che il composto sarà uniforme e non ci sarà nessun grumo. Lascia raffreddare, mescolando ogni tanto.


Dopo i pavesini savoiardi, mi sono dedicata a preparare il tiramisu secondo la regola aurea di casa, che non fallisce mai e che prevede per ogni 100 g di mascarpone, 1 uovo ed 1 cucchiaio di zucchero. Nel tiramisù sexy, ho aggiunto la pasta di nocciole, aggiornando la regola aurea con 30 g di pasta di nocciole.

tiramisu

Tiraminsù neh

500 g di mascarpone
5 uova
5 cucchiai di zucchero
150 g di pasta di nocciole
60 savoiardi al caffè
150 ml di Rhum
150 ml di acqua

Usa uova a temperatura ambiente per facilitarne il montaggio.
Separa i tuorli dagli albumi e con le fruste elettriche (o la planetaria con il gancio a fragola) monta gli albumi per primi. In questo modo puoi usare le stesse fruste anche per montare i tuorli. E' bene non invertire l'ordine, altrimenti, le fruste sporche di tuorlo (che ha una componente grassa) non permetterebbero di montare gli albumi.
Quando i bianchi sono raddoppiati aggiungi uno dei cucchiai di zucchero, per stabilizzare un po' le chiare, che dovranno essere aggiunte per ultime.
Poi monta i tuorli con i restanti 4 cucchiai di zucchero fino a che non saranno belli spumosi e chiari, aggiungi la pasta di nocciole ed il mascarpone e uniforma la massa, che non dovrà avere grumi. Incorpora gli albumi montati e tenuti da parte, con movimenti delicati, dal basso verso l'alto.
In un piatto fondo prepara la bagna, mescolando Rhum e acqua.
Per ogni porzione usa una tazza da te, oppure se preferisci puoi usare una pirofila unica. Versa sulla base un leggero strato di crema, bagna leggermente un savoiardo per volta (oppure due se usi entrambe le mani in sincro) e appoggialo sullo strato di crema, copri con un po' di mascarpone, livella con il dorso del cucchiaio e prosegui fino a quasi il bordo della tazza (oppure della pirofila).

tiramisu

Quando le due ganache al cioccolato e al gianduiotto sono a temperatura ambiente, versa la copertura magari formando un cuore di gianduiotto, come quando al bar ti servono il caffè macchiato disegnando un cuore con il latte e se possibile lascia sbrodolare un po' di ganache lungo i bordi. Riponi in frigo per qualche ora (meglio ancora tutta la notte) e al momento di servire, sbriciola gli amaretti in superficie.




Affonda il cucchiaio e godi(ti il tiramisu) Luca!


l'assaggio del tiramisu

Ps ringrazio Susy per averci aperto il mondo delle GIF (non so come ho fatto a vivere fino ad ora senza).

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lunedì 7 novembre 2016

Un classico senza stagione

In effetti, le foto qui sotto non sono proprio autunnali.
Gli scatti sono stati fatti d'estate, e nemmeno quella appena passata, in campagna, dove i fiori freschi sono spesso sulla tavola.
Fiori di campo, soprattutto. Infilati in vasi di vetro (ricordo di conserve o marmellate),  mescolati con erbe spontanee e raccolti in mazzolini all'apparenza casuali, ma a cui in realtà la mia mente cerca di dare un senso e un'armonia.
Rivedere queste foto mette un po' di nostalgia, ripensando a quelle giornate di sole e colori.
Ma una torta della nonna, per fortuna, non ha stagione.
Va bene tutto l'anno.
E magari adesso, con le giornate diventate cortissime, può avere il potere di rallegrare gli spiriti, proprio come quel mazzolino di fiori!

Torta della nonna

La torta, fatta e rifatta, è tratta da una ricetta della mia cara Juls, con cui ho allietato pranzi domenicali e ritrovi tra amici.
Sono sicura che non vi deluderà!

per la pasta frolla
300 g di farina
150 g di zucchero
5 g di lievito per torte
1 pizzico di sale
1 limone bio
150 g di burro
1 uovo

Setaccia farina e lievito, unisci lo zucchero, la scorza di limone grattugiata e il pizzico di sale. Taglia il burro a tocchetti e con le punta delle dita, intridi le polveri fino ad ottenere delle briciole.
Aggiungi l'uovo leggermente sbattuto e impasta il minimo indispensabile per formare una palla. Avvolgi nella pellicola e tieni a riposare in frigo almeno un'ora (meglio ancora se lo prepari con largo anticipo).

per la crema pasticciera
660 ml di latte intero
1 limone bio
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 tuorli
2 uova intere
66 g di farina
150 g di di zucchero
1 pizzico di sale

Sbatti le uova e i tuorli con lo zucchero ed il sale. Unisci la farina setacciata.
Nel frattempo, metti a bollire in un pentolino il latte con la scorza del limone. Quando raggiunge il bollore, versa il composto di uova a coprire e aspetta che il latte torni a bollire e cominci bucare il tappo di uova.
A quel punto, con una frusta, mescola velocemente la crema e spengi il fuoco quando comincia ad addensarsi. Basteranno pochi minuti.
Lascia raffreddare la crema, coprendola con un po' di pellicola, in modo da non farle venire la buccia.

per decorare
60 g di pinoli
1 uovo
zucchero a velo

Quando la crema è fredda, puoi preparare il guscio di frolla.
Usa uno stampo rotondo da 26 cm di diametro, ungilo con un po' di burro, poi dividi la frolla in due parti non esattamente uguali. Stendi il pezzo più grande fino a circa 4 mm di spessore e rivesti la base dello stampo, bucherellalo con una forchetta e cuocilo a 180 gradi per 12 minuti.
Spalma la crema pasticciera, poi rivesti con la frolla rimasta, stesa anch'essa a 4 mm, e sigilla bene i bordi tutto attorno.
Spennella la superficie della torta con l'uovo sbattuto e poi fai nevicare i pinoli. Inforna ancora a 180 gradi per una mezz'ora o finché la torta non diventa dorata.
Quando è fredda, spolvera con un po' di zucchero a velo.

Torta della nonna

giovedì 3 novembre 2016

Tutti dietro la Lasagna!

Evviva!
Finalmente non si vede l'ora di andare dietro la lavagna, pardon, la LASAGNA!
E' appena uscito il nuovo libro targato MTC, basato sulla sfida numero 42, quella a cui partecipai con le lasagne con porri e salsiccia, che ci allietarono una domenica con i fiocchi!!
Sono passati ben due anni ed ora, anzi proprio da oggi, le lasagne le trovate anche in libreria!
Insieme ad una selezione di ricette tratte dalla sfida, nelle 160 pagine da leggere troverete anche un sacco di consigli su come fare tutto in casa (a partire dalla sfoglia)  e  più di 50 preparazioni di lasagne che sapranno accontentare davvero tutti i gusti… con ricette in 10 minuti, ricette “senza” e poi varianti di besciamella e vellutate e tante idee di pasta al forno, anche veloci da realizzare.


Dietro la Lasagna

Come sempre, i libri MTC sono belli e buoni.
Anche DIETRO LA LASAGNA sostiene Piazza dei Mestieri, l'associazione che ha sede a Torino e che da anni segue progetti per sviluppare il potenziale, spesso nascosto, dei giovani durante la delicata fase che li porta dall’adolescenza alla vita adulta.
L'idea è quella di ricreare l'atmosfera di una vecchia piazza, per poter insegnare gli antichi mestieri ai ragazzi che abbandonano la scuola (dal ciabattino, al sarto e anche al cuoco), in un'ambiente che è un punto di aggregazione in cui le persone si incontrano e crescono insieme.


Dietro la LASAGNA


Trovate il libro in tutte le librerie italiane e on line su Amazon (su cui siamo già primi in classifica, grazie alle prenotazioni fatte addirittura prima dell'uscita) e su Feltrinelli.

Avete già pensato al Natale? :-)


DIETRO LA LASAGNA
Testi di Alessandra Gennaro
Foto di Paolo Picciotto
Illustrazioni e Styling di Mai Esteve
Casa Editrice Gribaudo (Gruppo Feltrinelli)