martedì 19 luglio 2016

Scoprire Cerreto Guidi ed il suo Mestolo d'oro

E' un periodo di scoperte, questo, per me.
In effetti, vivendo a Firenze, sono parecchio avvantaggiata: la zona che mi circonda è ricca di paesaggi, paesi e panorami che facilmente emozionano.
Dopo aver scoperto Prato, ruotando il timone poco più verso ovest e allungando di un po' il tratto, sono arrivata a Cerreto Guidi, una piccola cittadina, sui colli che circondano Empoli e da cui si gode una vista a 360 gradi sul panorama che spazia dalle colline pettinate dai filari verdi delle vigne circostanti, fino alle Alpi Apuane, se si alza lo sguardo verso la direzione del mare.

Cerreto Guidi

La famiglia Medici aveva buon gusto (basti pensare alle varie residenze in cui soggiornava, tra Firenze e la provincia) e non a caso a Cerreto Guidi costruì una Villa, proprio in cima al Colle dove sorge il paese.
Usata come dimora in tempo di caccia, fu poi la residenza di Isabella, figlia di Cosimo I, che qui trovò la morte in modo misterioso: secondo la leggenda si trattò di un caso di femminicidio (strangolata dal marito per adulterio) ma molto più probabilmente solo per malattia (come recenti studi hanno chiarito, polverizzando gli aneddoti e le fantasie che hanno accompagnato le storie raccontate ai bambini del luogo e l'aria magica della villa)!
Tra l'altro, ogni estate, a luglio il paese celebra La notte di Isabella e ricorda l'arrivo della nobildonna a Cerreto Guidi, dove andò sposa, e ricorda il triste evento della sua morte, con una celebrazione ricca di eventi a carattere rinascimentale, che si concludono con uno spettacolo finale davanti ad un palcoscenico di eccezione: i Ponti Medicei della Villa.

Il mese di luglio, per Cerreto Guidi, è un mese così intenso e fitto di eventi che spesso chi lo visita ha la fortuna di viverne contemporaneamente più di uno!

Il fine settimana scorso, per esempio, è stato ricco di eventi eno-gastronomici e non, che si sono sovrapposti dando la possibilità di fare un'esperienza completa e per tutti i gusti a chi era presente:
la sagra del papero e del cinghiale (con un'affluenza che arriva a 700 coperti al giorno), Rubino Mediceo (concorso di promozione del vino locale, curato anche dall'Associazione Italiana Sommelier), il Mestolo d'oro e perfino la battitura del grano e la fiera dei trattori antichi.

Quando in casa Profumodimamma si è scoperto la ricchezza di eventi, immaginate bene che non potevamo perderci la festa dei trattori antichi e della mietitura, uno spettacolo a cui non è facile assistere per chi vive in città!
Ad essere sincera, i legumini erano sì incuriositi dai trattori e da come da un fascio di spighe si ottengono i chicchi di grano, ma sono stati entusiasti soprattutto della sfilata di tutti i trattori per strada.
Purtroppo non tanto per l'idea dei mezzi usati e dalla loro storia, ma più che altro per il tormentone dell'estate di tale Rovazzi, che canta di 'Trattori in tangenziale' e di 'Selfie mossi'.. :-)

Cerreto Guidi - Trattori antichi

Per me, appassionata di arte bianca, invece, la battitura è stata davvero interessante. Devo ammettere che il livello di rumore era un po' alto, tra macchine trebbiatrici e trattori
in funzione, ma il fascino di questa tradizione agricola mi ha incuriosito come una bambina:
sono rimasta ad osservare i covoni di grano che fanno lo scivolo all'incontrario per entrare nella macchina, sono rimasta come ipnotizzata davanti al movimento dei complicati ingranaggi a vista, e mi sono ritrovata spolverata della pula di scarto che il vento faceva svolazzare per aria e faceva sfuggire alla parte che l'avrebbe chiusa nelle presse..
E per finire, l'incanto è stato osservare i sacchi che si riempivano piano piano di grano, che esce come un fiume dall'altra estremità della trebbiatrice, con la stessa intensità con cui le braccia del contadino alimentano la macchina di covoni.

Cerreto Guidi - La battitura del grano

Cerreto Guidi - La battitura del grano


La serata è poi proseguita con l'annuale sfida gastronomica del paese: Il Mestolo d'oro.
Da anni ormai, le quattro contrade si sfidano ai fornelli e presentano i loro piatti ad una giuria tecnica e a tutti coloro che partecipano alla degustazione itinerante nel centro del paese e che votano, con un'apposita scheda, il simbolo della contrada che li ha deliziati maggiormente.
Quest'anno, l'organizzazione mi ha invitato alla degustazione e con molta curiosità e onore ho fatto parte della giuria tecnica!

Nonostante il primo imbarazzo dopo aver scoperto che il tavolo imbandito proprio vicino alla piazza centrale del paese, sarebbe stata la nostra postazione, è stato emozionante e molto piacevole poter assaggiare le quattro specialità proposte quest'anno. La degustazione, l'attenzione rivolta a percepire i sapori, le consistenze, gli accostamenti ed il fatto di condividere queste sensazioni con gli altri giurati (i docenti dell’Istituto Alberghiero di Montecatini Valerio Nesti e Sergio Mati ed Enrica Palandri del blog Una cena con Enrica) è stata un'esperienza davvero particolare!

Quest'anno le contrade si sfidavano a suon di antipasti e primi, che spaziavano da piatti molto originali come lo sformato di porri, zucchine e patate su dadolata di melanzane, cipolla e pomodori secchi (preparato dalla contrada di Santa Maria a Pozzolo), oppure una vellutata di fagioli con cozze e salvia fritta alla pasta di acciughe (opera della contrada di Caracosta), ai più tradizionali Pici all'Aglione (preparati dalla contrada di Porta Palagio) e per finire un passato di ceci con crostini alle erbette (realizzata da Porta Fiorentina).
E' stato duro stilare una classifica, che rendesse giustizia a tutti quanti, ma alla fine siamo riusciti a individuare il piatto che ci aveva colpito di più.
Il nostro voto, sommato a quello della giuria popolare, ha decretato due Mestoli d'Oro! A pari merito si sono classificati primi le contrade che avevano presentato gli antipasti (Santa Maria a Pozzolo e Caracosta) e un pari merito anche alle due contrade rimanenti.

Mestolo d'oro 2016 - Sformato su caponatina
sformato di porri, zucchine e patate su dadolata di melanzane, cipolla e pomodori secchi

Mestolo d'oro 2016 - Cozze su purea di fagioli e salvia fritta
vellutata di fagioli, cozze e salvia fritta alla pasta di acciughe 


Mestolo d'oro 2016 - Pici all'aglione
pici all'aglione

Mestolo d'oro 2016 - Passato di ceci e crostini alle erbette
passato di ceci con crostini alle erbette 

Alla fine della serata, mentre stavamo tornando verso casa, Cerreto Guidi ci ha salutati con uno spettacolo mai visto prima: una collina illuminata dai fari dei trattori antichi impegnati in una speciale aratura notturna in uno scenario ancora più suggestivo dato dalla notte ormai inoltrata.

Ringrazio la Proloco di Cerreto Guidi, per l'invito alla manifestazione e le Calugi Sisters, Chiara e Marta, che ci hanno fatto da esperte Cicerone alla scoperta di questo gioiellino, immeritevolmente poco noto.

mercoledì 13 luglio 2016

Lampre-che? Lampredotto

Da quando mi sono candidata Ambasciatrice a quando ho inviato il pezzo in redazione sono trascorse tre settimane.
Tre settimane di fuoco, in cui mi sono documentata, ho cercato ricette, aneddoti, fatto reportage fotografici, intervistato, post-prodotto, scritto, riletto e corretto.
Ambasciatrice di cosa?
Della giornata odierna del Calendario del Cibo Italiano, progetto AIFB che dal primo gennaio festeggia ogni giorno un piatto tipico della nostra penisola.
Quando ho scoperto che era rimasta libera la giornata dedicata al panino con il lampredotto, che ho cominciato ad apprezzare solo a partire da una decina di anni, ma che è tipicamente fiorentino, come me, non mi sono potuta tirare indietro.
Così, per tre settimane, cadute tra quelle con mille impegni, non ho pensato quasi ad altro, nonostante abbia fatto molto più che solo un post.
E' stata un'esperienza totalizzante, in cui mi sono divertita e ho giocato a fare la freelance-writer-photographer-interviewer-chippiunehapiunemetta, ma nella quale ho anche imparato tanto.
Ringrazio pertanto Sara (e consorte) che, nonostante le temperature, mi ha seguito a ruota e si è cimentata anche lei nell'impresa, Lavs per le dritte, Alfredo per il suo libro sui trippai fiorentini da cui ho attinto, Ciucciù che si è lasciato intervistare al suo chiosco durante una delicata ora di punta.

Vi invito ad andare a leggere il pezzo che ho scritto su Firenze, il lampredotto ed il suo panino direttamente sulla pagina del Calendario del Cibo Italiano.
Qui, in ogni caso, vi lascio la ricetta di Paolo Petroni, autore del Libro della vera cucina fiorentina, per il

Panino al lampredotto

Panino al lampredotto

una cipolla
una carota
una costa di sedano
qualche pomodorino
un mazzetto di  prezzemolo
un mazzetto di basilico (se in stagione)
600 g di lampredotto già pulito e bollito
sale

In una pentola capiente mettere circa 3 litri d'acqua, aggiungere la cipolla tagliata a metà, la carota e il sedano a pezzetti, i pomodorini, prezzemolo e basilico.
Salare e portare ad ebollizione, poi unire il pezzo di lampredotto intero.
Abbassare il fuoco, coprire e cuocere piano per circa un'ora.
Scolare il lampredotto dal brodo, tagliarlo al listarelle e condirlo con sale, pepe e un filo d'olio bono (quello extravergine di oliva).
Il lampredotto si può condire anche con un una salsa piccante fatta con olio e peperoncino sia in polvere che in frantumi, oppure con una salsa verde (realizzata con olio, prezzemolo, poco aglio, capperi, pangrattato e uovo sodo tritato).
Come suggerisce un trippaio interrogato, quando la stagione è calda e le cipolle sono nel loro splendore, una dadolata di cipolla di Tropea fresca aggiunge una nota in più.

venerdì 8 luglio 2016

Ri-scoprire Prato

Ho iniziato a febbraio, dalla parte meno tradizionale, ma decisamente di attualità: la comunità cinese.
L'occasione fu una passeggiata con Chef Kumalè, che in pieno periodo dei festeggiamenti per il capodanno cinese ci accompagnò in una passeggiata tra le abitudini alimentari e non della comunità straniera più diffusa a Prato.
L'occasione per scoprire Prato, dal lato più tradizionale e tuttavia per me sconosciuto, si è ripetuta qualche settimana fa quando sono stata invitata a partecipare ad una giornata dedicata alle eccellenze gourmet della cucina e pasticceria pratesi, in concomitanza con EatPrato, la manifestazione organizzata per festeggiare i 300 anni da quando il Granduca Cosimo III de’Medici (nel 1716) indicò Carmignano (poco distante da Prato) come una delle quattro zone a vocazione viticola del Granducato di Toscana.
Dopo la mia partecipazione con la ricetta delle stelline con mousse di mortadella di Prato e sfere al vermouth bianco di Prato, con cui sono arrivata addirittura in finale, sono stata onorata di poter passeggiare per il centro della città alla scoperta di un concentrato di eccellenze a distanza di pochi metri l'una dall'altra.

La giornata è partita in dolcezza con una colazione alla pasticceria di Luca Mannori, maestro pasticciere e cioccolataio, che da tempo aspettavo di visitare.
Luca, per chi non lo conoscesse, insieme a Luigi Biasetto e Cristian Beduschi, ha ideato la famosa torta setteveli:
Si tratta di una base di pralinato ai cereali golosamente contrastata dalla morbidezza di un pan di Spagna al cacao. La bavarese alla nocciola e una mousse di cioccolato fondente al 64% di cacao vengono alternate da sette veli di finissimo e croccante cioccolato fondente con una copertura fatta da un lucentissimo nappage al cacao.

che ha conquistato la Coppa del Mondo di Pasticceria di Lione nel 1997.

La pasticceria accoglie gli ospiti con una vetrina scintillante e ricca di golose delizie, frollini, plumcake, macaron, torte e pasticceria da colazione, tra cui è difficile scegliere un solo assaggio...
Mannori, grande appassionato di cioccolato, ci ha raccontato con passione di come ha intrapreso la carriera pasticciera dopo esperienze in altri settori e come abbia fortemente voluto fondare una scuola (Mannori Espace) aperta a tutti, sia professionisti del settore che semplici appassionati, in cui propone corsi e workshop a tema pasticceria e cioccolato.


Luca Mannori

Luca Mannori
La Setteveli

PASTICCERIA MANNORI
Via Lazzerini 2
Prato
Tel. 0574 21628
www.pasticceriamannoriprato.it


Sempre in tema dolci, non potevamo non visitare Mattei, quello dei Biscotti di Prato nella confezione blu.
Mattei è un biscottificio storico a Prato, nato nel 1858 e gestito da tre generazione dalla famiglia Pandolfini, che ogni giorno sforna i Cantucci alle mandorle e dal 2013 anche al cioccolato.
Come bambini in gita scolastica, e con gli occhi e le bocche spalancate, siamo stati accompagnati da Elisabetta nel profumato modo dei biscotti appena sfornati.
Dopo un iniziale assaggio delle loro delizie (non solo cantuccini, ma anche torte, brutti ma buoni, biscotti della salute, cassatine gelato) Elisabetta ci ha illustrato con un sorriso e tanta passione tutto il processo produttivo: dalla realizzazione dell'impasto (in cui sono presenti solo uova, zucchero, farina, mandorle e pinoli), alla stesura a mano, alla cottura, al controllo qualità (un lavoro che mi indurrebbe di sicuro in tentazione) e al confezionamento.
Mi sembrava di essere nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, se non fosse stato per il delizioso profumino di biscotti...
E l'assaggio finale del cantuccio al cioccolato (messo in produzione nel 2013 in occasione del 155° anniversario della fondazione del biscottificio), ancora caldo e appena uscito dal forno è stata la ciliegina sulla torta!

Elisabetta Pandolfini per Biscottificio Mattei
Elisabetta Pandolfini del Biscottificio Mattei

Biscottificio Mattei
I Biscotti di Antonio Mattei

Biscottificio Mattei
Cantuccini passati al controllo qualità

ANTONIO MATTEI BISCOTTIFICIO SRL
VIA RICASOLI 20 – 22
PRATO
Tel. 0574 25756
www.antoniomattei.it


La passeggiata è proseguita verso la piazza del Comune, in cui erano allestiti gli stand della manifestazione ed in cui abbiamo incontrato Marco Bardazzi, dell'omonimo molino di Vaiano (poco distante da Prato), che ci ha illustrato il progetto GranPrato: l'Associazione che raccoglie un numero sempre crescente di agricoltori, mugnai, fornai, pasticceri e rivenditori che hanno deciso di mettersi a disposizione di un obiettivo ambizioso, ovvero quello di valorizzare l’economia locale e le sue eccellenze, nel più totale rispetto dell’ambiente – riducendo l’impatto ambientale con la filiera corta e l’orientamento al biologico – e del lavoro, garantendo ai produttori un equo compenso.

L’Associazione è nata nella primavera del 2013, dopo che un primo gruppo di produttori aveva sperimentato, per più di un anno, un progetto pilota per la creazione di una filiera corta del pane.
Il successo riscosso sul territorio, il sostegno delle Istituzioni locali, così come il crescente interesse e l’apprezzamento dei consumatori, hanno fatto sì che l’Associazione GranPrato sia cresciuta, in poco tempo, configurandosi come una delle realtà più innovative e stimate del panorama pratese, allargandosi anche oltre i confini del territorio provinciale.


Il sorriso e la passione con cui Marco ci ha raccontato del grano coltivato nelle terre circostanti, delle farine prodotte, dei loro utilizzi, del progetto GranPrato sono stati l'accompagnamento di una conversazione molto interessante, a cui è solo mancata (nello spirito della curiosità e della gita di classe) la visita al Mulino, per sporcarci un po' di bianco!


Marco Bardazzi
Marco Bardazzi del Molino Bardazzi

Molino BARDAZZI
via XX Settembre 24
Vaiano
Tel. 0574 989115
www.facebook.com/MolinoBardazzi

Con la farina GranPrato, il mastro fornaio Sergio Fiaschi, della famosa pasticceria di piazza Mercatale, ci ha mostrato (insieme a Stefania) la Bozza di Prato, tipico pane pratese a lievitazione naturale, prodotto con le farine GranPrato, e come si realizza la forma, tagliando con il tarocco l'impasto precedentemente avvolto a filone.

Sergio Fiaschi
Sergio Fiaschi

Bozza di Prato
Il taglio della Bozza di Prato

Dopo il pranzo (per me al Garage Bistrot, un locale inaugurato di recente che propone un menù ricercato e in cui l'arredamento retrò ti fa sentire davvero in un bistrot parigino), la direzione è stato il Museo del Tessuto, che per la grande tradizione tessile pratese, non poteva non essere che qui!
Devo ammettere, che pur conoscendolo di nome, non lo avevo mai visitato, pensando che non fosse di grande interesse.. invece mi sono dovuta ricredere!
La guida che ci ha accompagnato nelle varie sale, ci ha illustrato vestiti antichi, figurini, tipologie di fibre tessili e tessuti con così tanti aneddoti curiosi e passione che le faceva brillare gli occhi che non era possibile rimanere non affascinati dai figurini in 3D che illustravano la moda in voga alle nobildonne ottocentesche, oppure davanti ai quadri e ai tessuti stampati a partire da opere d'arte di Lucio Fontana o di altri artisti del Novecento.
Mi ha molto incuriosito anche la sezione didattica, in cui bambini (ed adulti) possono avvicinarsi al mondo del tessuto e della moda e perfino sperimentare e percepire le caratteristiche delle diverse fibre tessili, a partire dalla sensazione tattile. Ho scoperto che il Museo organizza regolarmente laboratori per bambini, divisi per fasce d'età, a cui penso che porterò presto i miei legumini per un pomeriggio di giochi e non solo.

Museo del Tessuto
Laboratorio tattile

Museo del Tessuto
Rivestimento in tessuto su disegno di un'opera d'arte

MUSEO DEL TESSUTO
Via Puccetti 3
Prato (PO)
tel. 0574 611503
www.museodeltessuto.it


La giornata si è conclusa in dolcezza, così come era iniziata.
Andare via da Prato senza aver assaggiato le pesche di Prato non era pensabile. Così l'ultima tappa è stata un'altra gita emozionante, per chi come me, è appassionata di lievitati e di dolci.
Accedere al laboratorio di pasticceria Il Nuovo Mondo di Paolo Sacchetti, vice presidente dell'associazione maestri pasticcieri italiani (AMPI), il cui dolce vanto é infatti la Pesca di Prato, di cui Sacchetti é diventato emblema a livello nazionale. Si tratta di una specialitá pratese che stava andando perduta e che lui ha deciso di recuperare e valorizzare grazie alla ininterrotta produzione
e ad una pubblicazione monografica stampata nel 2006.
Due piccoli bocconcini di pan brioche leggermente inzuppati in una bagna al liquore Alchermes e farciti con crema pasticciera, composti a raffigurare proprio una pesca estiva.

Paolo Sacchetti
Paolo Sacchetti

Pesche di Prato by Sacchetti
Farcitura delle pesche di Prato


Pasticceria, caffè Nuovo Mondo
via Garibaldi 23
Prato
tel. 0574 27 765
www.pasticcerianuovomondo.com

Segnatevi questi indirizzi, e se vi capitasse di andare a Prato, ricordatevi di passare da qua!