giovedì 31 marzo 2016

Siamo tournati - Le torte salate & l'MTChallenge in tour

Annunciazio' annunciazio' (cit. Lello Arena)

Siamo Tournati

L'invasione delle biciclette (molto meglio delle cavallette) si è fermata.
Le loro golose ruote non erano altro che torte salate, portate a giro da niente popodimenochè John Lennon, Marcello Mastroianni, Sean Connery, Audrey Hepburn, e tanti altri miti in bianco e nero!
Le bici sono arrivate a destinazione e hanno consegnato le torte salate in libreria.

Si, perché oggi esce il nuovo libro nato dalle ricette delle sfide MTC. Vi era mica venuto il sospetto?

Tutto quello che c’è da sapere per preparare una perfetta torta salata in 144 pagine:
dalle basi (frolla, brisee, sfoglia) ai ripieni, alle salse da fare rigorosamente in casa, il tutto ideato, cucinato e assaggiato dalla nostra (orgoglio a mille) community di MTC.

Ps. una delle 144 ricette è pure la mia tartelletta ai profumi d'oriente, ve la ricordate?
:-)

Torte Salate, MTC Challenge e A. Gennaro, Ed. Gribaudo - gruppo Feltrinelli, collana Sapori e Fantasia, 2016

MTC Torte Salate


Il libro è da oggi disponibile in tutte le librerie d'Italia ed anche online (Amazon, Feltrinelli, IBS)

Come tutti i libri MTC, anche per questo volume, parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Piazza dei Mestieri, che ha sede a Torino e che da anni segue progetti per sviluppare il potenziale, spesso nascosto, dei giovani durante la delicata fase che li porta dall’adolescenza alla vita adulta.
L'idea è quella di ricreare l'atmosfera di una vecchia piazza, per poter insegnare gli antichi mestieri ai ragazzi che abbandonano la scuola (dal ciabattino, al sarto e anche al cuoco), in un'ambiente che è un punto di aggregazione in cui le persone si incontrano e crescono insieme.

MTC Torte Salate


Ma non finisce qui.
La notizia dell'ultima ora è che la nostra Gennaro, alias Van Pelt, che ha partorito l'idea del libro, è appena sbarcata sul suolo natìo da quel di Singapore appositamente per presentare Torte Salate in un tour a giro per l'Italia che nemmeno Madonna per i suoi concerti…
Non lasciatevi sfuggire l'occasione di incontrare lei e gli altri sfidanti MTC nelle prossime settimane!

Qui il dettaglio della tournée:

MTC Tour

Per chi è di queste parti, vi aspetto in libreria alla Feltrinelli di piazza della Repubblica a Firenze venerdì 8 aprile! Ci sarà da divertirsi!

mercoledì 23 marzo 2016

Brodetto di pesce e taralli al peperoncino, trivelle e condivisioni

E questo mese tocca al pesce.
Sono sempre più convinta che la sfida MTC in realtà sia una scuola e talvolta una sfida con se stessi più che con gli altri partecipanti!
La dimostrazione sta in questo post: se non fosse stato per MTC una zuppa di pesce non l'avrei mai fatta.
Un po' perché i pesci con le lische in casa sono difficilmente apprezzati dai più piccoli, non tanto per il gusto quanto per il fastidio di ritrovarsi le simpatiche spine tra i denti.
Un po' perchè nonostante le finestre aperte, la porta di cucina chiusa e l'aspiratore della cappa al massimo della potenza, cuocere il pesce ha l'effetto collaterale di lasciare quell'odorino persistente anche nei giorni a seguire. E rientrare in casa e sentire 'puzza di pesce' è quanto di più lontano dal far spuntare un sorriso in viso.
Così il pesce si mangia dalla nonna. Che peraltro è bravissima.
Sono stata titubante se partecipare o saltare il mese.
Poi ho accettato la sfida e mi sono messa all'opera.
Sì, perché è proprio ora il momento per parlare di pesce e di mare. I mezzi di comunicazione tradizionali (Tv e giornali) ne parlano poco, ma il mare ed il suo habitat, i pesci e la nostra salute sono minacciati dalla trivellazione dei fondali dei nostri mari, eseguita senza troppi scrupoli per la ricerca di petrolio e di gas lungo le nostre coste.
Il 17 Aprile sarà possibile fermare le trivellazioni ed evitare che le concessioni governative per l'estrazione e la ricerca di combustibili entro 12 miglia dalla costa non abbiano più una scadenza.
E così con un SI al referendum potremmo tentare di salvare il nostro mare, il suo habitat e i suoi abitanti.
Perché Il mare lo Cucino, non lo trivello!
E se volete anche voi dar voce a questo tam tam di diffusione andate a leggere il breve post che spiega di cosa si tratta, da Maria.



La ricetta della sfida MTC 55 è stata proposta da Anna Maria Pellegrino, del blog La cucina di QB e presidente dell'Associazione Italiana Food Blogger (AIFB) di cui faccio parte.
Anna Maria, che al pari della VanPelt, è una forza della natura, dal fisico esile ma con un'energia che da invidiare, è veneziana e da buona donna che vive vicino al mare (e con il mare negli occhi) ha pensato ad una ricetta dalle umili origini, di stampo marinaro: il Broeto.
Il brodetto (tradotto dal veneziano all'italiano) non è altro che una semplice zuppa che veniva preparata dai pescatori, direttamente in barca, usando il pesce che non vendevano.
Una zuppa in cui poteva finire di tutto e che veniva accompagnata da polenta, gallette o altro tipologia di pane secco che poteva mantenersi in barca per diverso tempo senza sciuparsi.


Brodetto di Pesce


Non avendo tanta dimestichezza con il pesce, non mi sono azzardata a preparare una ricetta molto diversa da quella originale, anzi ho aggiunto solo un pomodoro!
Per l'accompagnamento, invece, ho preparato qualcosa con ingredienti che mi sono più familiari: farina, vino e olio. E così ho realizzato dei tarallini al peperoncino che potessero accompagnare il mio broeto e potessero dargli una nota speziata e un tocco di vivacità.

Brodetto di Pesce

Brodetto di Pesce

Brodetto di Pesce

Brodetto di pesce
(per 4 persone)

400 g di calamari
300 gr di spinarolo
400 gr di coda di rospo
200 gr di triglie
4 scampi
500 gr di cozze
una carota
una costa di sedano
metà cipolla
uno spicchio di aglio
un pomodoro costoluto
olio extra vergine di oliva
sale


Brodetto di Pesce


Togli la pelle ai calamari e tagliali a rondelle.
Togli la lisca centrale dallo spinarolo e dalla coda di rospo e taglia i pesci a cubetti.
Eviscera le triglie e sfilettale, partendo dalla testa e togliendo la lisca centrale.
Stacca la testa degli scampi.
Riponi tutto il pesce in un vassoio, tenendolo separato per tipologia, copri con pellicola e conserva in frigo. Dato che i pesci usati hanno tempi di cottura diversi, se si tengono separati sarà più facile inserirli nella zuppa al momento giusto.
Prepara il fumetto: in una pentola capiente versa due cucchiai di olio extra vergine di oliva e fai dorare gli scarti del pesce (teste e lische) schiacciandoli con un mestolo.
Aggiungi tre litri di acqua e porta a bollore. Unisci il sedano e la carota, schiuma via via e fai ridurre il liquido della metà (ci vorrà un'ora abbondante).
Nel frattempo pulisci le cozze eliminando il bisso (o la barbetta) e falle aprire in una padella a fuoco vivace. Tienile da parte.

In una casseruola capiente fai rosolare la cipolla tagliata a dadini e l'aglio tritato in un paio di cucchiai di olio di oliva. Aggiungi il pomodoro spellato e tagliato a cubetti.
Aggiungi gli scampi e versa un paio di mestoli di fumetto caldo. Fai cuocere 5 minuti, poi aggiungi i calamari. Dopo 5 minuti aggiungi anche i cubetti di spinarolo e di pesce persico. Per ultimo unisci i filetti di triglia e le cozze.
Via via che aggiungi il pesce, unisci anche qualche mestolo di fumetto e sala alla fine.
Quando il brodetto è pronto, versalo nella ciotola di ogni commensale, sopra una manciata di taralli al peperoncino.

Taralli al peperoncino

Taralli al peperoncino
(circa 20 pezzi)

200 g di farina 0
40 g di olio EVO
60 ml di vino bianco secco
2 g di lievito per torte salate
4 g di sale
peperoncino in polvere q.b.

Unisci tutti gli ingredienti ed impasta bene. Lascia riposare coperto da pellicola per un'oretta.
Forma dei salsicciotti spessi quanto un dito e tagliali a circa 10 cm. Forma il tarallo, arrotolando il cordoncino come una ciambella e chiudi le estremità sovrapponendole e sigillandole, premendo con un dito.
In una pentola, porta l'acqua a bollore e versa una decina di taralli alla volta, togliendoli non appena arrivano a galla. Mettili a riposare una mezz'oretta su una teglia coperta con carta forno e spennellali con un po' di albume. Cuoci a 170 gradi per una mezz'ora o fino a che sono dorati.
Spengi il forno e lascia i taralli a seccare nel forno spento.

Taralli al peperoncino


Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC 55 proposta da Anna Maria Pellegrino (La cucina di qb)



Annamaria ci ha chiesto di raccontare un aneddoto in cui il fattore cibo abbia fatto la differenza.
Non mi ci è voluto molto a ricordare un evento capitato qualche anno fa, il giorno della festa di fine anno della scuola materna.
A differenza di quando a scuola ci sono andata io, adesso in classe non ci sono solo bambini fiorentini, ma è frequentata da bambini di ogni nazionalità e ognuno arricchisce la classe con la propria cultura di origine. Perché la differenza, se vissuta con occhi curiosi e mente aperta, non può essere altro che arricchimento.
Quell'anno, in classe, era stato spostato da un'altra sezione un bambino particolarmente agitato, di origini marocchine, con una situazione familiare piuttosto complicata,  che viveva insieme ad altre persone in una vicina scuola occupata.
Dati i motivi per cui dopo qualche mese dall'inizio della scuola era stato spostato di sezione, molti genitori vedevano a repentaglio l'incolumità dei propri figli e mostravano una preoccupazione in parte alimentata anche da un atteggiamento razzista nei confronti di questo piccolo straniero.
In quell'occasione, la maestra fu maestra non solo di scuola ma anche di vita e riuscì a farlo integrare nel gruppo degli altri bambini, a farlo sentire al sicuro e ad avvolgerlo di attenzioni e amore.
In pochi mesi riuscì a portarlo ad essere un bambino un po' più sereno (anche se sempre vivace), ed a sopirne gli istinti aggressivi, nati fondamentalmente da tutte le difficoltà che doveva sostenere nonostante i suoi soli 4 anni.
Ed ebbe un'idea grandiosa per la festa di fine anno.
Dopo averlo fatto accogliere nel gruppo dei bambini, non le restava che far accogliere anche la sua famiglia nel gruppo dei genitori.
La sua mamma ed il suo babbo, si presentarono alla festa con una enorme couscoussiera, e servirono a tutti i genitori, incuriositi da questa specialità esotica, un po' di cous cous alla verdure.
Fu un successo. Anche chi li aveva sempre guardati un po' storto non resistette alla tentazione dell'assaggio, e del bis.
E davanti a quel piatto di cous cous alle verdure, anche gli animi più restii si avvicinarono per assaggiare la novità, chiedere la ricetta, fare i compimenti alla cuoca.
Bastò questa semplice condivisione per rompere il ghiaccio e la diffidenza.
La differenza, se vissuta con occhi curiosi e mente aperta, non può essere altro che arricchimento.

venerdì 18 marzo 2016

un tocco di Taste

Anche quest'anno l'appuntamento di Marzo è stato il Taste, la fiera/esposizione/manifestazione di prodotti eno-e-gastronomici di qualità che porta a Firenze produttori, aziende, compratori e appassionati come me.
Quest'anno non potevo proprio mancare.
Non vedevo l'ora di riassaggiare i fichi di Terravecchia, una new entry per il Taste, ma non per me.
Ho conosciuto Terravecchia un paio di anni fa, grazie ad un contest (A me piace ficotto) in cui ci si sfidava nel realizzare una ricetta originale con alcuni dei loro prodotti.
A parte la bontà di tutto quello che ci inviarono, a partire dai fichi caramellati, all'uva rosa di Pisticci, al Ficotto (un particolare mosto di fichi), quello che mi colpì fu il calore con cui Marina e Paola ci accolsero.
Dopo anni, le ho incontrate la prima volta questo autunno, sempre alla Leopolda, per il congresso nazionale dei Cuochi Italiani. Due ragazze piene di energia, di amore per la terra e per i suoi frutti, che dopo la laurea sono tornate nei campi con il padre e stanno portando l'azienda agricola di famiglia verso il futuro, diversificando la produzione, sperimentando nuove strade anche attraverso un laboratorio di trasformazione dove producono una confettura di frutta che sembra fatta in casa, fichi rosa e uva caramellata  e sono sempre ricche di nuove idee!
Al Taste erano arrivate con non so quanti chili di biscotti al ficotto e gocce di cioccolata fatti appositamente per l'occasione da un convento di suore di clausura, che sono stati un successone!


Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Dopo la tappa obbligata di cui sopra, ho proseguito il giro.
Della serie: Va dove ti porta il cuore (o la gola).
Quest'anno sono stata al Taste in solitaria, per cui il percorso da seguire, i prodotti su cui mi sono soffermata e tutto quanto ho fotografato è stato scelto in completa autonomia in base alle mie personali predilezioni.
Se ancora non le conoscete, scorrete un po' le foto e indovinate!

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016




Taste 2016
Tutte le spezie del mondo (e di Francesca)

Taste 2016
Tutti i tipi di miele. Tutta colpa dell'MTC


Taste 2016
Farina, che passione! 

Al Taste, anno dopo anno, mi sento sempre un po' più a casa.
La conferma l'ho avuta quando sono entrata nello spazio allestito per la libreria di Guido Tommasi.
L'occhio mi è cascato sul 'La Cucina di Casa Mia' di Zenone Benini (di cui mi parla sempre una mia cara amica) e mi si sono illuminati gli occhi. Sull'impalcatura accanto, invece, mi si è aperto il cuore: in fila, una accanto all'altra ho trovato Irene, Sabrine e Maite con Marie e Maurizio.
:-)

Taste 2016

Taste 2016


Per finire il giro e non deludere chi era rimasto a casa, mi sono lasciata tentare anche dal salato.
Formaggi vari, birra e una profumatissima colatura di alici di Cetara, spillata direttamente dalla botte.

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016


Ed anche l'ambientazione e la scenografia sono ogni anno più belle!

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

Taste 2016

mercoledì 2 marzo 2016

Una dopo l'altra, fino alla fine

Le reginelle sono proprio come i popcorn: inizi a sgranocchiarle e ti perdi.

Reginelle

Una dopo l'altra, infilano in bocca con un movimento ripetitivo che fai senza accorgerti che le stai divorando senza sosta.
Sono pericolose.
Però... pazienza.
Il gusto del sesamo le rende uniche, l'uso dell'ammoniaca le rende friabili.
Sì lo so, c'è lo strutto, che non è il massimo dei grassi da usare per fare biscotti, ma ogni tanto...
La ricetta me l'ha passata la mia amica e compagna di imprese culinarie Azucena, che sentitamente ringrazio. :-)

Reginelle

Reginelle
(per tre teglie)

500 g di farina 00
165 g di strutto
165g di zucchero
metà cucchiaino di confettura a piacere
metà uovo
80 ml di acqua
un cucchiaino di estratto di vaniglia
2,5 g di ammoniaca per dolci
2,5 g di sale
200 g di sesamo

Reginelle

Unisci la farina allo strutto, poi aggiungi lo zucchero, il sale l'uovo e la marmellata.
Sciogli l'ammoniaca nell'acqua e versala sull'impasto. Impasta a mano e forma una palla. Lasciala riposare in frigo per un'ora.
Prendi un po' di impasto alla volta e forma un salsicciotto di un paio di cm di diametro. Taglia ogni biscotto ad una distanza di 4 o 5 cm.
Il trucco per far attaccare il sesamo ad ogni biscotto è quello di inumidirlo un po': versa un cucchiaio di acqua nella ciotola in cui hai messo il sesamo e friziona i semi. Fai rotolare i biscotti nel sesamo, uno alla volta, e appoggiali nella teglia coperta da carta-forno, distanziandoli un po'.
Cuoci a 180° per circa 20 minuti o finché non sono dorati.


Reginelle
Photo credits: Lenticchia