mercoledì 26 novembre 2014

I muffin dal biglietto d'oro

English version below
Si, lo confesso,  anche questa volta l'MTC, la sfida  mensile più divertente, interessante e istruttiva a cui partecipo da diversi mesi, mi ha dato da pensare!
Quando ho letto che la ricetta da riprodurre era quella dei muffin, ho tirato un sospiro di sollievo, ma il pensiero Questa volta è facileee!! è durato poco poco… Il tempo di continuare a leggere il regolamento e capire che i muffin da soli non bastavano, ci voleva un accompagnamento … letterario … !!??!!?
Letteratura, fiabe, poesie, canzoni, qualcosa a cui siamo legate, che ci portiamo nel cuore ci avrebbe dovuto ispirare per la realizzazione dei muffin in questione.
E' stato un bel pensare.
Alla fine, ha vinto lui, il romanzo di Roald Dahl: La fabbrica di cioccolato.
I motivi sono diversi.
Un po' perché mi sento a mio agio anche solo a pronunciarne il titolo.
Un po' perché ho scoperto il libro quasi per caso, qualche anno fa, sottoforma di audiolibro in lingua originale, ed è stata una piacevole compagnia durante una breve convalescenza.
Un po' perché poi l'ho letto insieme ai legumini e poi tutti insieme ci siamo visti il film, non una, non due, non tre.. (la smetto qui, ma forse siamo arrivati ad una decina…) di volte!
Insomma, è un romanzo leggero, per ragazzi (e non) che mi ci è rimasto nel cuore e che porta con sé tanti ricordi.
I muffin che ho fatto, in particolare, sono dedicati a Violetta Beauregarde, la bambina vanitosetta che ha una mamma più antipatica di lei.

Muffin GoldenTicket

Violetta è una divoratrice di gomme da masticare e quando scopre che Willy Wonka, ha inventato una gomma che contiene al suo interno i sapori di un intero pasto (che si conclude con una torta di mirtilli) non riesce a resistere alla tentazione di metterne in bocca subito una, senza dare ascolto a Willy, che l'avverte che però l'invenzione non è ancora stata perfezionata.
L'effetto collaterale è immediato: Violetta comincia a diventare blu e a gonfiarsi come un mirtillo gigantesco, senza alcuna speranza di antidoti per tornare ad essere una bambina!
E così questi muffin, che devono essere necessariamente al cacao, in onore di Willy Wonka, nascondono un cuore di mirtillo che fa capolino appena li si addenta. Il cuore dolce è una piacevole sorpresa, soprattutto perché il cacao di per sé è amaro e lo zucchero di canna non li rende particolarmente dolci!
Ma la nostra fortuna, più grande, come quella di tutti i bambini che hanno potuto varcare la soglia della fabbrica di cioccolato, alla scoperta di un mondo incredibile di invenzioni, dolcetti e un tripudio di cioccolato, è stata quella di aver trovato il biglietto d'oro (courtesy of Lenticchia)!

Muffin di kamut al cacao con cuore di mirtilli
(per 6 muffin)

marmellata di mirtilli

ingredienti solidi/polveri
130 g di farina di kamut
20 g di cacao amaro
50 g di zucchero di canna
50 g di gocce di cioccolato fondente
1/4 cucchiaino di bicarbonato
4 gr di lievito per torte

ingredienti liquidi
60 g di latte
50 g di olio extravergine di oliva
50 g di yogurt
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Accendi il forno a 180°.
Come spiega Francesca nel suo post sui muffin (che sono tutt'altra cosa rispetto ai cugini cupcake) uno dei segreti nell'avere muffin perfetti è  mescolare gli ingredienti il meno possibile tra di loro (per gli altri segreti, rimando direttamente al suo bel post), metterli nei pirottini e infornare. Per questo è bene accendere subito il forno, in modo che sia già alla temperatura giusta non appena abbiamo finito di preparare questi dolcetti!
Quindi, armati di due ciotole: una piccola per gli ingredienti liquidi, una più grande per quelli solidi.
Setaccia la farina insieme al cacao, al bicarbonato e al lievito istantaneo per torte, unisci lo zucchero e le gocce di cioccolato.
Nell'altra ciotola mescola tra loro i liquidi e poi versali nella ciotola delle polveri. Con un cucchiaio mescola il minimo indispensabile per idratare tutte le polveri (al massimo una decina di giri) e versa nei pirottini o nelle formine da muffin precedentemente imburrate e infarinate. Riempi i pirottini a metà, poi versa un cucchiaino di marmellata di mirtilli, e ricopri con un altro cucchiaio di composto.
Cuoci in forno per 20 minuti (fai comunque sempre la prova stecchino per capire se i muffin sono pronti).
Lascia raffreddare una decina di minuti, poi togli dalle forme e appogiali su una griglia a finire di freddare.

MuffinWonka


I miei muffin (e il biglietto d'oro) per la sfida MTC n. 43!


English version

Khorasan and cocoa muffins filled with blueberry jam
(makes 6 muffins)

blueberry jam

solid ingredients:
130 g Khorasan wheat flour
20 g bitter cocoa
50 g cane sugar
50 g  chocolate chips
1/4 tsp baking soda
4 g baking powder

liquid ingredients:
60 g milk
50 g extravirgin olive oil
50 g yogurt
1 egg
1 tsp vanilla extract

Preheat oven to 360F/180C.
As Francesca clearly says in her post, to have perfect muffins there's one trick: mix the ingredients as much as you need to get the powders be hydrated, less than ten turns. Then, you should immediately put the batter in the molds and in the oven. That's the reason why you should have the oven at the right temperature in time!
Get two bowls: a little one for the liquid ingredients and a bigger one for powders.
Sift flour with cocoa, baking soda and baking powder. Add sugar and chocolate chips.
In the other bowl, mix all the liquid ingredients together, then pour them in the bigger bowl and mix with a spoon for at most ten turns, so to have flour to be hydrated. Put the batter in the paper cases tip half full, add a spoon full of jam, then cover with another tablespoon of batter.
Bake for about 20 minute (check with a toothpick if they are ready)
Let muffins cool 5 minutes, then turn them out and lay on a wire rack to completely cool.

MuffinAlto

venerdì 21 novembre 2014

Tempo di clementine (e cioccolato)

English version below
Come tutti gli anni, si arriva a novembre, e a casa nostra arrivano 10 kili di clementine ogni 3 settimane.
Ce li manda (a noi e a tante altre famiglie di Firenze, unite nei gruppi di acquisto solidali) direttamente da Rossano Calabro, Cristiana, una ragazza 'ribelle per scelta di vita' che da qualche anno ha lasciato la carriera legale e ha deciso di occuparsi della sua terra e dell'agrumeto del padre e lì, con l'aiuto del sole e delle piogge, produce in modo sano e consapevole questi frutti dolci e profumati, di cui dispiace buttare via anche solo la buccia!

Torta Ciocco Mandarino

Ma 10 kili di clementine sono tanti e così sono sempre alla ricerca di modi alternativi per gustarli.
L'ho già detto, sono nel periodo trip per il libro della Juls, e così quando ho visto questa torta cioccolatosa, con i mandarini nel titolo, ho capito che dovevo provarla.
In realtà, di mandarini indicati, qui ce n'era solo 1… troppo poco per la mia dispensa, così ho variato la ricetta e ho abbondato: la scorza di clementine l'ho usata anche nella glassa fatta con il cioccolato bianco!
Ne viene fuori una torta davvero ciocco-agrumata tanto profumata!

Torta al cioccolato fondente al profumo di clementine
(per uno stampo da 20cm)

3 uova
120 g di zucchero di canna
120 g di cioccolato fondente a pezzi
50 g di olio extra vergine di oliva
succo e buccia grattata di una clementina bio
100 g di mandorle
100 g di farina
8 g di lievito
1 pizzico di sale

per la glassa:
100 g di cioccolato bianco
la scorza di una clementina bio

Imposta il forno a 180°.
Monta le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto soffice e spumoso.
Sciogli il cioccolato fondente (io uso il microonde alla massima potenza per 1 minuto, poi controllo, mescolo ed eventualmente proseguo per intervalli di 10 secondi), aggiungi l'olio, la scorza della clementina e il suo succo.
Aggiungi il cioccolato alle uova e mescola bene.
Trita le mandorle insieme ad un paio di cucchiai di farina presi dal totale, uniscile alla restante farina setacciata insieme al lievito. Aggiungi il pizzico di sale e versa nella ciotola con uova e cioccolato, amalgamando delicatamente.
Imburra uno stampo da 20 cm di diametro, versa un cucchiaio di farina e fallo ruotare, in modo da rivestirlo completamente. Rovescia l'impasto nella tortiera e cuoci in forno per circa mezz'ora (fai la prova stecchino).
Lascia raffreddare prima di sformare.
Per la glassa, sciogli il cioccolato bianco usando la stessa tecnica del microonde e alla fine unisci la scorza della clementina. Quando la torta è fredda, rivestila di cioccolato. Non importa se cala un po' lungo i bordi, anzi,… avrà un aspetto ancora più godurioso!


English version
This is clementine-time at ours'.  The pace is 10 kilos of clementines every 3 weeks. They come directly from south of Italy, where Cristiana takes care of them and with the help of the sun and her land, grows up these sweet and scented little orange balls.
I crave some new recipe to use them. This is a scroumptious cake, where chocolate mixes with clementine juice and zest, both inside and outside for the glaze!

Dark chocolate and clementine cake 
(20cm diameter)

3 eggs
120 g brown sugar
120 g dark chocolate
50 g extravirgin olive oil
juice and zest of one organic clementine
100 g almonds
100 g all purpose flour
8 g baking powder
1 pinch of salt

for the glaze:
100 g white chocolate
zest of one organic clementine

Preheat oven at 350F.
Beat eggs and sugar until fluffy and pale.
Melt chocolate (I use microwave at max power for the first minute, then I check, stir, and eventually warm ten minutes more at a time), add oil, zest and juice from the clementine.
Mix melted chocolate with the eggs mixture, then stir well.
Chop almonds with a a couple of tablespoon of flour taken from the total amount, add to the remaining flour and baking powder. Add a pinch of salt and sift on the bowl with eggs and chocolate, mixing gently.
Lightly grease a 20cm diameter cake pan, cover evenly with a tablespoon of flour.
Pour the batter in the pan and bake for about half an hour (check the cake with a toothpick).
Let the cake cool, then turn it out.

Meanwhile you can prepare the glaze: melt white chocolate using the same microwave technique, and add the clementine zest at the end.
As soon as the cake is cold, cover with the glaze. Don't worry if some glaze drizzles.. your cake will look more scrumptious!

TortaCioccoClementini

mercoledì 12 novembre 2014

Il pesto di cavolo nero e una cosa che non capitava da tanto

English version below
Vi sembrerà strano, visto quanto poco riesco ad affacciarmi su questi schermi, ma quest'anno passo in cucina molto più tempo degli ultimi anni… incredibile ma vero.
Il merito è tutto di Lenticchia, che ha deciso di cambiare sport e che invece dell'impegno di tre volte a settimana per due ore, con rientro in casa alle 20.15, si limita a frequentare una scuola di danza contemporanea, con due semplici lezioni di 1 ora a metà pomeriggio.
Non mi sembra vero.
Capita di rientrare a casa che sono le 17,30!! Non so se mi capite..: voglio dire non ci sono più, in genere, pomeriggi che arrivi trafelato e dopo un quarto d'ora tutti si aspettano di sedersi a tavola davanti a qualcosa di buono…!
Sono le 17.30 e ci si mette in cucina. Ci. Cioè io e Lenticchia. A ….studiare.
Si, perché il grembiulino che avevo messo in bella mostra diversi anni fa, ormai non lo usa più.
Non fatemici pensare troppo, che ancora non mi ci sono abituata…. ma la Lenticchia, quest'anno è di nuovo in prima. Ma media, questa volta…   o_O

Dicevo, che ci mettiamo in cucina. Ma poi mi fermo lì. In realtà, fintanto che c'è da fare i compiti scritti, un po' di libertà me la concede.. e allora basta la presenza nei paraggi e così stiro, oppure inforco gli occhialini e taglio le cipolle per il soffritto, oppure stendo i panni. Ma se c'è da studiare.. niente. Non riesco a fare niente in confronto a quanto vorrei.
Però tra un Teodorico e una latitudine, una molecola e la proprietà invariantiva, ci metto magari il doppio del tempo necessario, ma poi a cena almeno una-cosa-buona-una riesco a farla!
E ultimamente le cose buone che ho fatto sono state merito dei consigli della mia cara Juls. Un portento di semplicità, simpatia, gentilezza e autenticità. Che ho riabbracciato, insieme a Lenticchia, quando ha fatto un 'cooking show' in occasione della Fiera di Firenze, e ha preparato tre ricettine prese dal suo ultimo libro!

Non mi era mai capitato di rifare così velocemente tante ricette prese da uno stesso libro!
Il fatto è che sono tutte molto semplici e al tempo stesso gustose e poi ci sono le foto, fatte da Giulia, che sono decisamente invitanti!
Niente rispetto a quelle del collage qui sotto, scattate dalla sottoscritta con il cellulare, per immortalare solo alcune delle ricette provate fino ad ora e apprezzate da tutti!

puzzle Juls


Più sotto ancora, invece, la pasta con il pesto di cavolo nero.
La ricetta proviene sempre da lì: il libro di Giulia. Ma confesso che la voglia di farla me l'ha fatta venire la mia amica Simonetta, a cui ho parlato così tanto di Juls, che alla fine mi ha accompagnato allo 'show cooking' e si è appassionata alla questione ancora più di me!

Questa versione però, invece della pancetta, usa il Tarese: una recente scoperta che mi ha fatto apprezzare la Simonetta di cui sopra, complice uno spacciatore d'eccezione che ce l'ha portata direttamente dalla zona di origine.
Ma che è il (o la) Tarese?
Trattasi di una particolare pancetta di dimensioni molto più grandi del solito, che è tipica della zona del Valdarno ed è stata inserita tra i presidi SlowFood.
La sua particolarità sta, oltre che nel taglio, anche nella salatura che viene arricchita di profumi di aglio, pepe, ginepro, scorza d'arancia che la rendono davvero prelibata....

Pesto di cavolo nero

Ma ecco la ricetta.
Le dosi che vi riporto sono dimezzate rispetto a quelle indicate da Juls, da cui se ne ricavano due vasetti, ma vanno benissimo per 4-5 persone

Pasta al pesto di cavolo nero con tarese

250 g di cavolo nero
75 g di mandorle
60 g di pecorino toscano stagionato e grattugiato
mezzo spicchio di aglio
sale
olio extravergine di oliva
30 g di tarese (un paio di enormi fette)

Lava bene il cavolo nero e togli la costola centrale, sfilando le foglie. Fallo cuocere per una mezz'ora in acqua bollente salata, poi scolalo, strizzalo e fallo freddare.
Grattugia il formaggio.
Taglia a listarelle il cavolo, poi tritalo con un tritatutto o un frullatore insieme alle mandorle e all'olio.
Aggiungi olio in abbondanza, in modo da amalgamare gli ingredienti.
Alla fine unisci il pecorino e sala, se ce n'è bisogno.

Cuoci la pasta, e prima di scolala ricordati di recuperare un po' di acqua di cottura, bella amidosa, per stemperare il pesto e renderlo ancora più cremoso.
Condisci con il pesto e aggiungi le fette di tarese, tagliate a listarelle e saltate in padella per renderle croccanti.
Il loro profumo, il gusto delicato e la loro consistenza si sposano alla perfezione con questo pesto!

Pesto di cavolo e tarese

English version

Tuscan kale pesto
250 g Tuscan kale
75 g almonds
60 g grated well aged Tuscan pecorino (hard cheese made from sheep milk)
half garlic clove
salt
extravirgin olive oil
30 g tarese (a special kind on bacon made in the Valdarno region of Tuscany)

Wash and rinse well the Tuscan kale, then remove the central hard line. In a pan, bring salted water to boil, then cook for about 30 minutes. Drain the kale, squeeze it and let it cool.
Grate the hard cheese.
Cut the kale in sticks, then chop it and but in a mixer with almonds and oil. Add oil with no hesitation, so you can mix well all the ingredients.
At least, add the grated Tuscan pecorino and season with salt, if necessary.

Boil the pasta and remember to set aside a cup of the water you cooked pasta in, to dilute the pesto and help it become a cream.
Prepare the tarese: cut it in sticks and stir fry it in a non-stick pan, to have a crunchy texture.
Season the pasta with the kale pesto and add the tarese sticks.
Enjoy.

Pesto Cavolo nero e Tarese