mercoledì 24 luglio 2013

Le amarene al sole

English version below

Dire che si tratta di ricetta, forse, è esagerato.
Vediamo se indovinate:
Bastano due-tre ingredienti, ma di quelli buoni, un po' di pazienza e poi basta aspettare.
Non c'è cottura e non c'è inganno.
Si fa da sole e con il sole!

Cos'è?

Amarene

L'ingrediente principale aspettava il suo momento di gloria, ormai da anni.
In campagna, nell'orto della mamma, l'albero di amarene è sempre stato snobbato.
Tutti preferivano fare la corte al ciliegio.
Il mio babbo, che invece apprezza il dolce-aspro racchiuso in queste palline rosse, è stato l'unico fino ad ora a spelluzzicare dai rami, anche solo per dissetarsi un po'.
Ma quest'anno, una mattina, mi sono decisa. Armati di cestini, insieme al babbo, siamo andati a trovare l'amareno e lo abbiamo un po' alleggerito dal peso dei tanti frutti che quest'anno ci ha regalato.

PuzzleRaccoltaAmarene


La poesia, dopo le foto bucoliche, gli assaggi direttamente sotto le fronde e il ritorno a casa, è terminata al momento dell'operazione di snocciolamento.
Una amarena alla volta.
1 kilo e mezzo di amarene.
Quante saranno state? Non so, ma tante.
Avremmo potuto proporre un quiz a premi, come faceva la Raffaella nazionale con il barattolo di fagioli.

Amarene on the go



Fatto sta che mi ci è voluta un'oretta...
Dopodichè niente più.
Al resto ci pensa il sole.

Amarene al sole

La preparazione di queste amarene sciroppate viene direttamente da Antonia (appassionata pasticcera e cuoca che sforna delizie napoletane ineguagliabili), la stessa Antonia delle zeppole, vi ricordate?

Amarene sciroppate

1 kilo di amarene (per me 1 kilo e mezzo, tanto per gradire)
700 gr di zucchero (per me 1 kilo)
alcool per liquori

Snocciola le amarene (con santa pazienza), coprile con lo zucchero e mettile al sole per 7-10 giorni, magari coperte con uno di quegli ombrellini di rete per proteggere le pietanze dagli insetti, e con un cucchiaio rigira di tanto in tanto lo zucchero che poco a poco diventerà uno sciroppo.
Ricordati di riporle in casa al tramonto e rimetterle al sole la mattina.
Trascorso questo tempo, travasale in vasetti sterilizzati e versa un cucchiaio di alcool in ogni vasetto.
(La quantità di zucchero non richiede che il vasetto venga sterilizzato anche dopo).

Ah, mi dimenticavo....In bocca al lupo con il clima!
L'accudimento delle amarene al sole è stato affidato alla mia mamma, che perfettamente calata nel ruolo di tutore, per 10 giorni non ha fatto altro che controllare l'arrivo di nuvoloni minacciosi e fare avanti e indietro tra casa e fuori, per non far bagnare la preziosa ciotola...!

PS.
E ora che ho le amarene, come mi consigliate di usarle?
Io avrei in mente una bella torta foresta nera per il prossimo inverno.
Altre idee?

Amarene sciroppate


English version

This year the black cherry tree near where my mum lives in the summer months had a so many little red cherries that I couldn't leave them alone on the branches.
One morning, with my dad, we had our visit to the tree and came back home with a basket full of these red and bitter sweet red pearls.
The recipe here is not properly a recipe, as after pitting the cherries, the hard work is done.
Then it's up to the sun to turn them into a mouthwatering ingredient for future experimentation!

Amarene


Black cherries in syrup
1 kilo of black cherries
700 grams of sugar
alcohol

Remove pits form cherries, one at a time. You'll need great patience and endurance, but then you'll have finished the hard work.
Add the sugar and leave in a sunny place for at least 7-10 days. Remember to gently mix with a spoon black cherries once a while. Every night put the cherries in and bring them out the morning.
After ten days, pour in sterilized jar and cover with a tablespoon of alcohol.
That's all.

Now, I'm wondering how to use them.
I think next winter I could have a Black Forrest gateaux, in a rainy sunday...
Any other suggestion?

:-)

Amarene sciroppate

martedì 16 luglio 2013

Tempi lunghi, anzi di più.

La lievitazione naturale, quella con la pasta madre, richiede tempi molto più lunghi rispetto all'uso del lievito di birra.
Trattasi però sempre di ore.
E dopo l'attesa, la soddisfazione di veder crescere in forno qualcosa, che sia una pagnotta, una brioche o una pizza, è grande.
Niente a confronto con i tempi di attesa che ci vogliono per veder nascere un pomodoro...
Soprattutto se si parte con un seme.
Trattasi di mesi.

Fiori di aneto


Quest'anno sul balcone mi sono dedicata all'agricoltura (che se mi sente la mia mamma o un contadino vero, gli scappa da ridere).
Ho iniziato a seminare semini di tutti i tipi a marzo.
Ad aprile le piantine hanno cominciato a sbucare di sotto terra.
A maggio le ho trapiantate in vasi un po' più grandi.
Poi con il tempo che è stato, le piantine sono cresciute piano piano: adesso, l'aneto fa compagnia alle bietoline arcobaleno (delle bellissime fogliolone con i gambi gialli oppure fucsia), due steli di basilico verde fanno compagnia all'unica piantina superstite di basilico viola che ho seminato.
Le zucche di Halloween, purtroppo, hanno fatto una brutta fine, prima del previsto...
Ma solo ora, dopo 4 mesi dall'inizio di questa avventura, i fiorellini gialli dei pomodori hanno iniziato a lasciare il posto a minuscoli pomodorini, delle sferette verdi che variano da un paio di millimetri di diametro ad un orgoglioso e tronfio centimetro.
La soddisfazione è enorme. Non arrivo a parlarci, con questi pomodorini, ma la sera è d'obbligo il saluto della buonanotte e al risveglio un bel buongiorno.
Chissà se servirà a farli crescere bene.
E chissà se un giorno li potremo pure gustare nella loro bontà, sempre che non mi dispiaccia troppo staccarli dal ramo.. Che poi, anche con le piante, ci si affeziona!

Oggi niente ricetta.
Venite a sbirciare nel mio orto sul balcone!
Salvia

Aneto

Basilico viola

Bietola arcobaleno

Pomodori on the go

Pomodorino

ps. Qui, la settimana scorsa, si parlava di piante di pomodori e di come curarle (c'era stata anche la prima parte, qui).
E' stata una lettura molto interessante, ma non lasciatevi impressionare come è successo a me, che poi di notte mi son venuti gli incubi: nooooo..... i miei pomodorini erano diventati tutti neri...!!!!

mercoledì 10 luglio 2013

Luglio, col pane che ti voglio

English version below

Di solito a luglio fa caldo.
Così tanto caldo che la pasta madre se ne sta, beata lei, il più del tempo al fresco, in frigo, in attesa di mangiare. Una volta a settimana…
Ma quest'anno è tutta un'altra storia.
Siamo a luglio e il caldo, quando arriva, lo fa senza ritegno. Ma capita anche che per qualche giorno, ogni tanto, ci lasci in pace e così ... il forno a casa nostra non è ancora andato del tutto in ferie.
Ma soprattutto, abituata al pane buono, quando mi tocca comprare quello del super causa forza maggiore, mi accorgo sempre più come il sapore sia Cartonato.
E così, la voglia di impastare (che non mi lascia mai) è incentivata.
Questo qui, è un pane di luglio. Cosa che gli altri anni non sarebbe stata pensabile.
E' un pane che non avrei mai trovato dal fornaio:
A lievitazione naturale, con mix di farine (svuotadispensa, ma non a caso) compresa la farina di miglio…
Come mi capita di dire quando se ne parla, con il tempo ho imparato a conoscere la mia pasta madre ed ho sperimentato, modificato e riadattato ricette secondo i miei tempi.

Pane mix di farine a lievitazione naturale


Ho scoperto che cuocendo la pagnotta in forno dentro una pentola (per me di ghisa), si mantiene l'umidità e si sviluppa la mollica, e ultimamente faccio lievitare il pane in un cestino di vimini, per mantenere meglio la forma e lasciar respirare l'impasto.
Il vantaggio dell'uso della pasta madre è che ci si può organizzare, e i lunghi tempi di lievitazione si possono meglio far conciliare con i propri impegni.
Qui si impasta il pomeriggio e si cuoce la mattina dopo, così da avere per pranzo il pane 'appena sfornato'!
Ma niente vieta di impastare la sera e cuocere addirittura la sera dopo. Vedete voi…


Per una pagnotta da circa 1 kg
120 g pasta madre rinfrescata
100 g farina manitoba
200 g farina 0
30 g farina di miglio
170 g farina integrale
350 g acqua
7 g sale

Sciogliere la pasta madre in 300 g di acqua, aggiungere le farine e farle idratare. Per ultimo inserire a filo l'acqua rimanente in cui si è sciolto il sale.
Lasciar riposare per 20 minuti (l'autolisi facilita la formazione dell'impasto).
Riprendere l'impasto (a mano o con la planetaria, con il gancio a foglia) e impastare a lungo fino a che l'impasto non è più appiccicoso, ma tende a compattarsi in una palla (segno che il glutine si è formato).
Lasciar riposare un'ora, poi fare le pieghe a tre. Ripetere le pieghe a distanza di un'ora per altre due volte. Poi ungere leggermente un contenitore, inserire l'impasto, tappare e riporre in frigo.
La mattina dopo, togliere l'impasto. Lasciarlo a temperatura ambiente un'oretta, poi formare (a filone o a pagnotta).
Per la lievitazione, ho messo un tovagliolo ben infarinato in un cestino di vimini (portapane o portafrutta), ho appoggiato il pane con la chiusura rivolta verso l'alto e ho coperto con i lembi del fazzoletto.
Dopo un paio d'ore, ho acceso il forno a 250° e ho inserito la pentola di ghisa. Quando il forno era caldo, ho estratto la pentola, ho rovesciato l'impasto, fatto i tagli e tappato.
Il pane cuoce i primi 10 minuti a 250°. Poi si abbassa la temperatura a 200° e si continua per altri 40 minuti (se si vuole la crosta croccante, si toglie il coperchio per gli ultimi 5-10 minuti).
Si alza il coperchio e … la sorpresa è lì sotto.
Un oooohhhh di meraviglia è d'obbligo!


Fetta Pane a lievitazione naturale


English version
When you get used to your homemade sourdough bread, every other bread you can find in the bakery tastes like cartoon…
Using sourdough let you organize accordion to your life, work and hobbies.
Once you take confidence with it, you will never come back.
I experienced different recipes, ingredients, kneading techniques.
Recently I use a baking basket for the loaf rising and cook the bread inside a cast iron pan, in the oven (that maintains the moisture inside and helps developing breadcrumb)


For a mixed flours sourdough loaf (about 1kg)
120 g refreshened sourdogh
100 g strong flour
200 g flour
30 g millet flour
170 g wholewheat flour
350 g water
7 g salt

Dissolve sourdough in 300 g water, add allt the kinds of flours and let them hydrate.
Melt salt in remaining water and slowly pour into the batter.
Let the dough rest for 20 minutes, then knead it at long (if you use the electric robot, use the paddle attachment) until the dough is no more sticky and tend to form a ball (that means that gluten is formed).
Cover with cling film and wait one hour, then fold the dough in three layers (have a look here). Repeate two more times. Then, lightly grease a bowl, put the dough in it, cover and store in the fridge.
The morning after take the bowl out at room temperature for about an hour.
Then form your loaf as you like.
I use to let the loaf rise in a bread rising basket, covered with a floured towel, having the loaf closure upside.
Two hours later, warm the oven at 480F, with a covered pan inside (I use a cast iron pan).
When the oven reach the temperature, take the pan out, and overturn the loaf inside.
Cover with the lid.
The loaf bakes for 10 minutes at 480F, then reduce the heat at 390F and bake for 40 minutes more (if you like a crunchy crust remove the lid the last 5-10 minutes).
Open the lid and… the surprise is there: your 'oooohh' is mandatory!

Pane lievitazione naturale

mercoledì 3 luglio 2013

Mai smettere di provare

English version below

Salmone in panatura agrodolce

Non sono la prima a dirlo.
Essere appassionata di cucina e anche mamma che deve nutrire, a volte è difficile.
La pasta al pomodoro, che farebbe la gioia di tanti bambini (miei compresi), è l'ultima nella lista di piatti da preparare che mi viene in mente quando devo organizzare la cena.
E così capita che qualcuno (Fagiolino) storca il naso se trova qualcosa che non è tra le 3 cose che mangia volentieri (nell'ordine: pasta al pomodoro, prosciutto cotto, pane e pomodoro).
Ma posso mica dargli solo quello che vuole, anche se le nonne sono di altra idea...?!?
E così io non mi arrendo.
Magari qualche volta mangia poco, qualche volta assaggia e poi chiede pane e prosciutto, qualche volta, invece, ti sorprende!
Come quando ho preparato per cena questo salmone al forno.
Ero sicura che sarebbe stata la solita scena: lui che non prova nemmeno ad assaggiarlo e si lamenta a priori.
E invece... sarà stata la croccantezza della panatura, sarà stato il saporino un pò dolce dato dallo zucchero, sarà stato incuriosito da noi che ne stavamo divorando un filetto dopo l'altro... alla fine ha assaggiato, gustato e ripulito la teglia.
E la volta dopo, usando filetti di trota salmonata, la scena si è ripetuta.
Conclusione: mai smettere di provare!


Salmone


La ricetta è di Lorraine Pascale.
L'araba Stefania ce l'ha fatta conoscere grazie allo starbook.
Io me ne sono innamorata.

Filetti di salmone al forno con panatura di senape e prezzemolo

4 filetti di salmone, possibilmente senza pelle (oppure trota)
100 g di pangrattato
un cucchiaio e mezzo di brown sugar
2 cucchiai di senape di Digione
una noce di burro
la buccia grattugiata di 2 o 3 lime (per me 1 limone e mezzo)
un mazzetto di prezzemolo
sale e pepe


Mischia pangrattato, brown sugar, senape, buccia di lime (o limone), il prezzemolo finemente tritato, sale e pepe in una ciotola.
Aggiungi il burro fuso e lavora con le dita.
Copri una teglia con carta forno, adagiaci i filetti e pressa la panatura su ognuno.
Cuoci in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 15 minuti,  se vuoi che il pesce sia ben cotto, meno tempo altrimenti.



English version

When I cooked this salmon I was sure my little boy would have never appreciated it.
I was wrong and I learnt the lesson:
never stop trying new recipe and flavors.
Sometimes kids are surprising!

Salmone impanato


Oven-roast salmon with a mustard and parsley crust

4 salmon fillets (preferably skinless)
100g dried breadcrumbs
1 and half tbsp soft brown sugar
zest of 2-3 limes (I used 2 organic lemons)
2 tbsp Dijon mustard
knob of butter
1 bunch fresh parsley, chopped
salt and pepper


Preheat oven to 350F.
Mix breadcrumbs, sugar, lime (or lemons), mustard, butter and parsley together in a small bowl
Cover a baking tray with parchment paper and lay over the salmon filletts.
Divide the topping between the four salmon fillets and pat down well.
Bake for 10-15 minutes depending on your preference.