martedì 28 maggio 2013

Chi la dura la vince: pane a lievitazione naturale, con i buchi grandi!

English version below

Fare il pane sarebbe facile.
Acqua, farina, sale e lievito (per me naturale, qualche volta di birra).
Fare il pane e ottenere il pane che vuoi tu, invece, non è proprio immediato.
Dipende da cosa vuoi: crosta fine, crosta grossa, a filone, a mezzaluna, compatto, soffice, con i buchini o con i buconi (i.e. ben alveolato).
Sono anni che faccio il pane, ma non sono stata sempre costante.
Anche perchè, tanto per dirne una, l'estate (e per estate intendo dire quando fa caldo, non come ora...) le temperature bollenti di casa non mi fanno nemmeno passare per l'anticamera del cervello la possibilità di accendere il forno.
Lo confesso, a volte anche durante i mesi più freschi, il pane lo compro: semplicemente perchè non ho il tempo di farlo.
Ma la differenza si sente. Eccome.
A fare le cose da sè con ingredienti buoni, si diventa parecchio esigenti e critici davanti a quello che trovi già fatto. E se, assaggiando qualcosa, ti viene di pensare: a me sarebbe venuto meglio... è fatta.
Non si torna più indietro.
Così è con il pane.
A farlo da sè, con farine di qualità e a lievitazione naturale, non se ne trova di uguale in commercio.
Ma non si finisce mai di imparare.
A me, per esempio, con la pasta madre i buchi grossi nel pane non sono mai venuti bene.
E' sempre stato il mio cruccio.
Così quando ho visto il pane fatto da Paoletta, con tutti quei buchi (lei ha usato il lievito di birra), non  me lo sono più tolto dalla testa. Dovevo provare a farlo anche io, ma a lievitazione naturale!
Ci ho provato.
La settimana scorsa, la prima volta, i buchi sono venuti più grossi del solito, ma si è spiattellato ed è venuto parecchio basso.
Una soddisfazione a metà. Ho chiesto consigli su Faccialibro e c'ho rimuginato tutta una settimana.
Domenica ci ho riprovato.
Ho cambiato la farina, su suggerimento di Valeriano ho fatto qualche piega in più e ho incordato meglio, su consiglio di Genny ho cotto nella pentola di ghisa (messa in forno), che si riscalda tantissimo e grazie al coperchio mantiene l'umidità del pane e favorisce lo sviluppo!
Non potete immaginarvi la faccia che ho fatto quando ho alzato il tappo...


Pane a lievitazione naturale



Era gonfio che pareva il babbo del pane della settimana prima.
A noi, che 700gr di pane durano una settimana, da domenica a oggi ne è rimasto un cantuccio.
Può bastare per direi che è buono buono?

La ricetta è ripresa direttamente dalla fonte, con qualche annotazione su come ho fatto io e i tempi che ho seguito (tenete conto che non sono normale a svegliarmi la domenica la mattina alle 6.30 con l'ansia che l'impasto potrebbe essere pronto)

Ingredienti:
500 gr di farina buratto  150gr Manitoba, 200gr integrale, 150gr farina 0
500 gr di acqua del rubinetto
7 gr di lievito di birra fresco 80 gr di pasta madre rinfrescata e arzilla
11 gr di sale

Procedimento:

Impasto
(alle 21.30)
Sciogli la pasta madre nell'acqua, fai partire la macchina a bassa vel. con la foglia e aggiungi tanta farina quanta ne serve ad ottenere un impasto cremoso ma denso, a questo punti metti il sale e, dopo due o tre giri di foglia (sempre a bassa vel., tutta la farina precedentemente setacciata.
Attendi che sia ben idratata quindi alza a vel. sostenuta fino a che l'impasto si aggrapperà alla foglia, ma non sarà completamente incordato, ci vorranno circa 12'/15' minuti di lavorazione.
Durante l'impastamento capovolgi ogni tanto la massa.

Non appena tenderà a staccarsi dal fondo della ciotola Quando si stacca dal fondo della ciotola ed è bene incordato, prepara un contenitore, ungilo con olio di semi e rovescia l'impasto in quest'ultimo.
Copri con pellicola e lascia riposare 1h (30 minuti).

(alle 22.30) Dopodiché infarina molto bene il piano di lavoro, metti l'impasto sulla farina e, aiutandoti con una spatola, fai le pieghe di sovrapposizione, queste, le prime.

Rimetti l'impasto piegato nella ciotola con la piega sotto.
Attendi ancora 1h (30 minuti, perchè volevo andare a dormire).

(alle 23) Fai di nuovo le pieghe, rimetti in ciotola con la piega sotto, copri e poni in frigo a 4°/6° lascia lievitare a temperatura ambiente tutta la notte.


Pane a lievitazione naturale



(alle 6.30) Al mattino tira fuori l'impasto dal frigo, lascialo ambientare 1h circa,  rovescia l'impasto sulla spianatoia infarinata e fai un nuovo giro di pieghe, lascia riposare 30 minuti, e poi se ce n'è bisogno un ultimo giro di pieghe, capovolgilo e forma a palla stringendo delicatamente.
Coprilo a campana per circa 20'.

Nel frattempo prepara un canovaccio ben infarinato e un cestino o comunque qualcosa a mezzaluna col fondo tondo e di materiale che permetta all'impasto di 'respirare'. Io ho usato un cestino portafrutta a fili di acciaio di vimini.
Poi, dopo i 20', capovolgi il pane sul canovaccio. Sigilla bene la chiusura e poni il canovaccio con la pagnotta (chiusura sopra) nel cestino.

Lascia lievitare circa 1h, nel frattempo accendi il forno (statico) alla max temp. posizionando nella parte più bassa una teglia (leccarda di ferro) o refrattaria una pentola di ghisa con il coperchio.
Quando il pane sarà pronto, e lo riconosci affondando con delicatezza ma decisione le dita ai lati, l'impasto dovrà tornare indietro lasciando una leggera fossetta, capovolgilo su una paletta infarinata mettilo nella pentola di ghisa caldissima, spruzza un po' di acqua e tappa con il coperchio.
Se non è troppo 'avanti' di lievitazione, pratica dei tagli con una lametta bagnata.

(alle 8.30) Poi infornalo abbassando la temp. a 230°.
Cuoci a questa temp. per 20'.
Poi abbassa a 215° e cuoci per altri 20'.
Quindi altri 10' a 200° posizionando la pentola di ghisa refrattaria o la teglia verso l'alto e col forno a fessura (apri leggermente lo sportello aiutandoti con un coltello o cucchiaio di legno). Se vuoi la crosta croccante questi ultimi 10' accendi il grill e usa il ventilato.
(alle 9.20) Il pane è pronto quando, bussandolo sotto, suona vuoto.

Alza il coperchio et voilà!
;-)


Pane a lievitazione naturale

English version

Whole wheat sourdough bread

Ingredients:
150gr Strong Flour
200gr Whole wheat flour
150gr White flour
500 gr tap water 
80 gr sourdough
11 gr salt

Direction
(at 9.30 pm)
Melt sourdough in water, switch the machine on with paddle attachment and add as much flour as you need to obtain a creamy batter. Add salt, wait a minute, then add the remainig flour.
When moisture has been absorbed, increase machine speed until the dough is smooth and clings to the paddle attachment. You may need 12/15 minutes. During the kneading process switch the machine off, turn upside down the dough and switch it on again, to ensure the dough is uniformly kneaded.

Lightly oil a bowl, put the dough in it and let it rest for 30 minutes.

(at 10.30 pm) Put the dough on a well floured surface and fold it in the way you see in the first pics here, using a spatula.
Put again the dough in the bowl, leaving the fold underneath.
Wait for 30 minutes more, then fold it again and leave the dough in the bowl at room temperature all night long.

(at 6.30 am) The morning after, overturn the dough on a well floured surface, fold again, let it rest for 30 minutes and do a second fold if needed.
Then shape it as a ball and cover with a bowl for 20 minutes.

Meanwhile flour a dish cloth and prepare a little wooden basket. Overturn the dough on the dish cloth, and put it in the basket, having the dough closure upside.

Let it rise for one hour. Preheat oven at the maximum temperature and put a cast iron cocotte in it.
(at 8.30 am) When the dough is ready, put it in the casserole, spray some water on it and cover with the lid.

Bake in the oven for 20 minutes at 450F, reduce heat to 420F and bake for 20 minutes more.
Bake for the last 10 minutes at 390F move the cocotte to the top rack and bake leaving the oven door open a little bit, using a wooden scoop.
If you like a crunchy crust, place the oven at the grill plus the fan function to distribute heat uniformly.
(at 9.20 am) Bread is ready when it sounds hollow.

Then, open the lid and... surprise!
;-)

mercoledì 22 maggio 2013

Buongiorno, anzi Buondì!

English version below
Buongiorno!
Anzi, BUONDI'.
Non sono impazzita, sono solo simpatica. :-D
Insomma, avete presente le merendine di una volta?
Quelle che, in fin dei conti, ci sono anche ora e ti fanno sentire un po' meno vecchia, a meno che non ti vengano a dire con fare innocente "Mamma, ma c'erano anche ai tuoi tempi? Allora è tanto che esistono, eh?"
Quelle merendine che hai mangiato da piccola ma che, ora, storci il naso a dare ai tuoi pargoli al solo pensiero di quali grassi idrogenati, emulsionanti, Exxx e co. sono annoverati tra gli ingredienti...
Quelle merendine che però fanno parte un po' anche di te.
E allora, se scopri che su faccialibro c'è un gruppo di matte/i come te che hanno pensato di organizzare un sabato panificatore per riprodurre proprio quelle merendine, usando ingredienti un tantino migliori e pure la pasta madre, te che fai?
Beh, io, tanto per cominciare, l'ho scoperto la domenica sera. A cose fatte.
Però ho rimediato, eh!
Il sabato successivo, anche se in solitaria, il giorno panificatore me lo sono fatto da sola, attingendo ai loro consigli, foto e entusiasmo.
Questo quello che è venuto fuori.

il Buondì


(Ricetta tratta dal gruppo Facebook di Paoletta di Anice e Cannella), le mie note in corsivo.

BUONDI'  a lievitazione naturale (circa 22)

150 g di lievito madre maturo*
500 g di farina W330 (oppure metà 00 e metà manitoba)
60 g di burro
2 tuorli
1 uovo (usare uova grandi)
24 g olio semi
12 g di sale
100 g di zucchero
100 g acqua (per le farine che ho usato ho dovuto aggiungerne poco meno di metà tazzina da caffè)
100 g latte
3 cucchiaini di estratto di vaniglia

*procedere col rinfresco del lievito madre la sera precedente e lasciare a T.A. tutta la notte. Al mattino procedere con un secondo rinfresco, portare a maturazione (circa 3 ore) e iniziare spezzando direttamente il lievito nei liquidi con 1 cucchiaio dello zucchero previsto.

A questo punto aggiungere 1/5 dello zucchero (1 cucchiaio circa) e tanta farina quanto basta perchè l'impasto riprenda consistenza e si aggrappi alla foglia.
Procedere aggiungendo l'albume, 1/5 dello zucchero e farina qb (con l'albume saranno orientativamente 3 o 4 cucchiai) affinchè l'impasto si aggrappi alla foglia.
Continuare inserendo 1 tuorlo, 1/5 di zucchero e farina qb per riportare l'impasto in corda. Durante la lavorazione ribaltare l'impasto di tanto in tanto.
Quindi inserire con la stessa modalità il secondo tuorlo, 1/5 di zucchero e farina. Riportare in corda l'impasto. Con l'ultimo tuorlo (il terzo) inserire il sale e lo zucchero rimanente e non appena l'impasto si aggrappa alla foglia mettere metà della farina rimanente avendo cura di abbassare la velocità. Ribaltare l'impasto a metà lavorazione. Aggiungere la farina rimanente.
Valutiamo la consistenza dell'impasto che può variare secondo il tipo di farina utilizzata (Se si ha un impasto troppo consistente, come quello che è venuto a me,  aggiungere fino a 15 g di acqua in più). Nel frattempo avremo spatolato il burro e procederemo all'inserimento graduale. Quando tutto il burro sarà stato assorbito, inseriremo l'olio a filo. Ribaltare l'impasto. Inserire la vaniglia a gocce.
Finito l'impasto siamo ad un bivio:
1) aspettare i primi accenni di lievitazione (almeno 40 minuti) e riporre in frigo nella parte più fredda per riprendere poi la lavorazione. In questo caso togliamo dal frigo l'indomani e aspettiamo la lievitazione per poi proseguire normalmente.
2) finirli in giornata e allora procedere alla puntata di 1 ora.


La glassa mandorle e nocciole


Preparare intanto la GLASSA con
- 48 g di farina di mandorle
-16 g di farina di nocciole
- 110 g di zucchero
- 50 g di albumi  (l'albume varia in relazione all'assorbimento delle farine, comunque la consistenza deve essere densa).
-12 g di fecola di patate
-1 o 2 gocce di estratto di mandorla amara (io ho tritato due mandorle amare insieme alle altre)
Sarebbe preferibile prepararla prima e lasciarla in frigo ma se non abbiamo avuto modo di farlo possiamo rimediare preparandola durante la puntata e riponendo in freezer per 40 minuti. Quindi trasferirla in frigo.

-Trascorso questo tempo schiacciamo leggermente dando forma quadrata e facciamo un giro completo di pieghe a 3. Arrotondiamo leggermente e copriamo a campana per 30 minuti. Tagliare nella pezzatura desiderata (noi 50 grammi per un totale di 22 pezzi),e avvolgere a palla stretto sigillando sotto.
Il tempo che saranno tutti così preformati potremo ricominciare dal primo pezzo con la formatura definitiva:capovolgere la pallina ed avvolgere a filoncino avendo cura di sigillare bene sotto. Riporre a lievitare in una teglia rettangolare precedentemente foderata con abbondante carta forno sistemata in modo che formi come delle onde dentro le quali sistemeremo i pezzi che rimarranno così separati. Non avvicinateli eccessivamente: le pareti a contatto cuociono male!!!
Lasciar lievitare (a me ci sono volute circa quattro ore) coperti con pellicola.
Scaldare il forno a 180°
Montare con le fruste la glassa ed applicare con sac à poche e bocchetta piatta, facendo delle righe sulla sommità (poi tenderanno a colare e a spandersi in modo più regolare).Quindi glassare e cospargere con granella di zucchero.
Infornare a 180° in forno statico o termoventilato (io termoventilato perchè ho cotto due teglie insieme) per 20 minuti circa.
Appena sfornati pennellare con latte.


Questa è la scaletta che ho seguito, in base ai miei impegni:
- giovedì sera ho rinfrescato la pasta madre, venerdì mattina di nuovo
- venerdì sera ho impastato e ho messo in frigo fino alle 12 del sabato
- sabato pomeriggio ho formato e la sera dopo cena ho infornato.

I buondì sono venuti bene.
I legumini ne sono rimasti entusiasti (e anche un paio di colleghi).
Secondo me, che sono pignola, non sono ancora abbastanza nuvolosi... ma forse per farli esattamente come quelli confezionati bisognerebbe metterci dentro grassi idrogenati, emulsionanti, Exxx e co.
E allora molto meglio questi!!
:-)

Nocciole

English version

BUONDI'  buns made with sourdough (makes 22)

150 g sourdough*
500 g  strong flour
60 g butter
2 yolks
1 big egg
24 g peanut oil
12 g salt
100 g sugar
100 g water (add more if  flour needs more)
100 g milk
3 teaspoons vanilla extract

*Refresh sourdough the evening before. Leave at room temperature for the night.
Refresh it again the morning after.

Buondì in lievitazione


When the dough has tripled in size  (in about three hours) start breaking the dough in a  bowl and mix with water, milk and a tablespoon of sugar.

Then add about a tablespoon of sugar and the flour you need to get a solid but soft dough that wraps around the paddle attachment of the stand mixer.
Go on adding the egg white, 1/5 of the sugar and again the flour you need to to get a solid but soft dough (this time should be about 3 or 4 tablespoons).
Then add 1 yolk, 1/5 of the sugar and again the flour you need to to get a solid but soft dough. Remember to stop the mixer once a while and to move the dough upside down, using a spatula, for better kneading.
Follow the same steps to add the second yolk, 1/5 of the sugar and again the flour.
With the last yolk (the third one) add salt, the remaining sugar and half of the remaining flour. Slow down the robot speed, turn the dough upside down and add the last flour.
Now check your dough: if it's too hard (as mine was) you may add up to 15 ml of water. It depends on the flour you used.
Then add softened butter in three times, in little bits, and wait it has been absorbed before adding more.
At last pour in the oil. Overturn the dough then add vanilla extract in drops.
When the dough is ready you can choose to:
1)Bake tomorrow: then wait for the dough to start leavening (at least 40 minutes), then set in the fridge until the day after. Then you have to take the dough out of the fridge and wait for rising, before going on with the directions.
2) Bake the same day: then let the dough rest for one hour.


Buondì mark


Meanwhile prepare the frosting using:
- 48 g almond flour
-16 g hazelnuts flour
- 110 g sugar
- 50 g egg whites  (the exact weight depends on the humidity of th flours used, anyway the frosting should be quite thick).
-12 g potato starch
-1 o 2 drops of bitter almond extract (I chopped 2 bitter almonds together with the other nuts to get the flour)
Mix all together and set aside in the fridge.

- When the dough is ready, press a bit to a squared shape and fold in three, rotate the dough clockwise for a quarter and fold again in three (as shown in the second pic here).
Shape the dough in a ball, cover with a bowl. Half an hour later cut in pieces (50 grams each to get 22 buns) and form a ball, sealing underneath.
Then starting from the first bun formed, shape in rolls and let them rise on a baking tray, covered with parchment paper. The paper should be placed to separate the buns, leaving enough room for rising, as shown in the image above.

Cover with cling film and wait for the buns to double in size (about 4 hours).
Preheat oven at 360F.
Mix the frosting with a whisk, then fill a piping bag with a flat tip and draw lines on the surface of the buns (the frosting will spread evenly by itself). Sprinkle with sugar granes.
Bake for about 20 minutes.
When out of the oven, brush buns with some milk.
Enjoy!


Buondì

martedì 14 maggio 2013

Carciofiamo

Sono sempre indietro con le cose che vi vorrei far vedere..
Mi sono accorta l'altro giorno che avevo da parte un po' di foto che mi piacevano a tema merenda per la scuola. Tutte studiate a modino, con tanto di libri chiesti in prestito ai legumini, matite trafugate dagli astucci, portamerende e quant'altro per un set a tema... quando mi sono accorta di due cose.
Primo:  la scuola sta per finire e forse non sono più tanto tema hot...
Secondo e ancor più grave: che ricetta avevo usato per quelle splendide briochine?
Mica posso mettere una bella foto e poi improvvisare la ricetta!! Eh no!
Qui le foto sono studiate, ma le ricette pure!

E allora per le briochine soffici e cioccolatose vi toccherà aspettare (se sarete sempre lì e se qui ci sarò ancora) il prossimo autunno, quando le avrò rifatte e vi potrò dare indicazioni precise su dosi e modalità.
Per il momento tocca accontentarsi di questi carciofi.. anche perchè se aspetto ancora, alla fine potrei rischiare di perdere l'attimo anche per loro...

TegliaCarciofi


Se leggete qui a destra di cosa ho scritto di più,  sembra che io sia patita solo di cioccolata (io?!?!), di lievitati (io?!?!), e che no disdegni sfiziositaà salate e peccati di gola (ohiohiii...)
Ma in realtà a me la verdura piace un sacco!
E così, quando si è presentata l'occasione mi sono amazonata (sarebbe a dire, accaparrato su amazon) un libro a tema dal titolo Verdure Golose, di Delphine de Montalier.
Pieno di ricette particolari e non scontate, che fanno respirare un po' di mondo e culture diverse. E, cosa che mi piace ancor di più, per il discorso della consapevolezza della stagionalità, dopo la lista della spesa, in ogni ricetta è indicato il periodo dell'anno a cui si adatta!
Insomma, da qui, ho tratto e reinterpretato questi carciofi ghiotti, adatti alla primavera (e così questa volta sono in tempo)!

Carciofo

Per 4 persone

4-5 carciofi (questi erano morellini)
il succo di mezzo limone
1 etto di stracchino
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
olio di oliva
sale e pepe

Mettere in una pentola acqua e succo di limone e portare a ebollizione.
Nel frattempo pulire i carciofi, togliendo le foglie esterne più dure (circa i due terzi) e tagliando abbondantemente le punte spinose (si lascia un terzo dell'altezza). Tagliare il gambo alla base, facendo in modo che il carciofio possa poggiare e stare diritto senza pendere come la torre di Pisa!
Io ho usato anche i gambi, dopo averli raschiati con il pelapatate.
(PS. con gli altri scarti potete provare a preparare una cremina tipo vellutata, cuocendoli  e poi passandoli al passaverdura, per eliminare le fibre).
Quando sono pronti, tuffarli nell'acqua bollente e cuocere per 10 minuti. Scolarli e lasciarli raffreddare un po', in modo da non bruciarsi per togliere le foglie interne e aprire il loro cuore.
Frullare insieme ai formaggi le foglie che sono state tolte, condire con sale e pepe e riempire i carciofi.
Sistemarli in una piccola teglia, versarci un po' di olio a filo e infornare a 180° per 15 minuti.
Sono buoni sia caldi che freddi...

lunedì 13 maggio 2013

Aveva ragione Lorenzo

Lorenzo de' Medici, era lui che diceva chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza.
E aveva proprio ragione! Anche a proposito del meteo...
Sabato abbiamo goduto di un tempo meraviglioso, qui a Firenze.
E abbiamo colto questa e un'altra occasione per esser lieti e andare a fare i turisti in città, ovviamente armati di macchina fotografica.
Direzione: giardino di Boboli, il giardino (ma sarebbe meglio chiamarlo parco) della residenza granducale, a partire dai tempi della famiglia di Lorenzo, da cui si gode un panorama mozzafiato sulla città e sulle colline intorno.
Stupendo, soprattutto ora con il verde rigoglioso che queste piogge ci hanno donato (a qualcosa sono servite, eh?) e i colori e i profumi di tanti fiori.
Domenica, invece, un temporale che ci ha fatto ripiombare in un attimo a novembre ha concluso un fine settimana intensissimo (almeno per noi).
Per fortuna, oggi, si torna in ufficio!
;-)


Boboli

Pura peonia


Boboli


Fontana Boboli -particolare


Peonia e goccia


Limonaia di Boboli


Rosa


Tunnel verde



Ospite a boboli


venerdì 10 maggio 2013

I pomodori al loro posto

Giusto per augurarvi buon fine settimana e tenervi aggiornati sull'andamento dell'orto sul balcone.
Vi ricordate la semina di marzo?
E i primi germogli che hanno fatto capolino dalla terra qualche settimana dopo?
Siamo al momento del passaggio dal semenzaio ad un vasetto un po' più grande.
In teoria avrei potuto trapiantarli nel vaso definitivo, grande e pieno di terra, ma non sono ancora riuscita ad organizzarmi come vorrei, così il neurone solitario mi ha fatto balenare questa idea...
Non è carina?
Il pomodoro è già nella lattina (preventivamente forata con un colpo ben assestato di cacciavite sul fondo)!

Pomodori dell'orto


PS. in realtà l'etichetta non è troppo veritiera: in questo caso trattasi di pomodoro americano, ma nato e cresciuto in Italia!

Pomodoro in latta

lunedì 6 maggio 2013

Inizia la stagione


English version below


Ci sono sempre, eh...
solo che l'arrivo della tanto sospirata primavera mi ha colto impreparata.
E il cambio dell'armadio pure.
Posso mica mettere nei cassetti le canottierine colorate o i costumi da mare?
E non posso mica far sparire tutte le  magliette a maniche lunghe?
E i golf da lavare?
E quelli già lavati, dove li metto?
Quando si passa dall'inverno all'estate, c'è sempre la fregatura: le scatole sempre quelle sono, ma 3 golf prendono il posto di 10 T-shirt.. e va a finire che non so mai dove rimpiattarli per il letargo.
E così in casa ci sono più scatole a giro che se stessi in mezzo ad un trasloco..
Sono solo io o succede così anche a voi?

In compenso, la voglia di cose fresche sta ricomparendo e questa cosa non mi ha colto impreparata!
Dopo aver scoperto come è semplice fare la meringa italiana (ci si mette 10 minuti in tutto) e anche che rimanendo morbida anche in freezer, è un valido aiuto per preparare gelati senza l'uso della gelatiera... d'ora in poi i gelati me li faccio così.

Gelato panna e mirtilli



Il primo esperimento è nato per caso ed è stato portato avanti ad occhio.
Avevo della meringa in congelatore (contento, zio? la ricetta è la tua) e della panna in frigo da smaltire.
Ho fatto due + due e ci ho aggiunto dei mirtilli (pure loro con dimora accanto alla meringa).
Fatto.
Certo, c'è da aspettare che il composto diventi gelato (nel senso di temperatura), ma poi il gelato è pronto!

Per una vaschetta di gelato alla panna variegato con mirtilli

200 gr di meringa italiana
300 gr di panna
4 cucchiai di mirtilli

per la meringa:
70 gr di albumi (circa 2)
28 gr di zucchero
-  da mescolare a mano con una frusta per un minuto scarso

e
28 gr di acqua
112 gr di zucchero
- da mescolare in un pentolino e far raggiungere 121° (oppure, se non avete il termometro, spegnete quando si formano delle grandi bolle di aria)

A questo punto, versate il liquido bollente piano piano negli albumi e contemporaneamente mescolate a mano con una frusta fino ad esaurirlo.
Poi avviate il frullatore elettrico (o la planetaria con la frusta) e montate a neve fino a che non si ottiene la consistenza di un batuffolo e la spuma forma dei picchi se si ferma la frusta e la si alza.
Evitate di azionare il frullatore mentre versate il liquido bollente: rischiate di bruciarvi o, se usate la planetaria, di far cristallizzare gli schizzi lungo le pareti della ciotola!

A questo punto,  montate la panna, unitela alla meringa (fredda) e alla fine aggiungete i mirtilli.
Versate in una vaschetta e scordatevela in freezer per almeno qualche ora.
Nel frattempo, potete togliervi la voglia ripulendo la ciotola!!

Gelato Panna e mirtilli


English version

If you don't have an ice-cream maker,  enjoy an homemade ice-cream using italian meringue!


Ice-cream with blueberry variegate

200 g italian meringue
300 g whipped cream
4 tablespoon blueberries

for the italian meringue:
step 1 
2 egg whites
28 g caster sugar
mix and whisk by hand for less then a minute
step 2 - the syrup
28 g water
112 g caster sugar
mix in a little saucepan on medium heat until it reaches 121°C (if you don't have a thermometer just wait until a hard boiling ball forms).

Then, pour carefully the syrup into the whites mixture while still whisking a bit by hand.
Switch an electric mixer on and whip until the foam gets shiny and double eight times in size!
Avoid to start the electric mixer when still pouring the syrup: you might get burnt and drops would get crystallized all over the bowl!

When the meringue is cold, add the whipped cream and the blueberries.
Put in the freezer for at least a couple of hours before serving.
That's all. ;-)



Gelato Finito!