giovedì 12 aprile 2012

Covrigi: i tempi cambiano....

Che la cucina sia una passione per me, ormai lo sanno più o meno tutti quelli che mi conoscono.
Ovviamente, anche chi, suo malgrado, deve trascorrermi accanto un tempo variabile tra le 6 e le 9 ore al giorno: i colleghi d'ufficio.
E così, quando qualcuno torna dalle vacanze, c'è la rituale saga delle domande: chi chiede cosa ha visto, chi chiede cosa ha fatto e chi chiede (una a caso) cosa ha mangiato.
:-)
Anno scorso, Matteo aveva trascorso una settimana in Romania.
Alla mia domanda di rito la risposta fu: covrigi.

covrigi

Prima di capire come si pronunciava e come si scriveva c'ho messo un paio di giorni di enormi sforzi mentali. Ma quando mi sono fatta spiegare cosa fossero e quando ho scoperto che c'erano di mezzo lievito e farina, il povero Matteo si è dovuto subire domande inquisitorie sulla consistenza, il sapore, la forma, le varianti, le origini, ecc. ecc.
Ormai il danno era stato fatto. E io dovevo assolutamente trovare la ricetta.
Le ricerche in rete non hanno dato i frutti sperati: ogni foto trovata e passata al suo vaglio non rappresentava bene ciò che lui aveva assaggiato.
La storia si stava trasformando in sfida quando mi si è illuminata la lampadina.
La soluzione l'avrei trovata a scuola!

Infatti, per fortuna i tempi cambiano. Quando andavo a scuola io, si sentiva parlare solo fiorentino.
I legumini, invece, pur sentendo parlare ancora tanto fiorentino, vivono una realtà multietnica (ed è così buffo sentire la c aspirata provenire dalle labbra di chi ha la pelle un po' più scura!!) .
E la scuola pubblica che frequentano, da anni, ha progetti di integrazione che coinvolgono i genitori che non sono nati in Italia, per far conoscere ai bambini della classe quali sono le tradizioni, le fiabe, i vestiti e il CIBO delle loro case!
Un modo intelligente e coinvolgente che fa avvicinare anche le mamme, che poi si scambiano le ricette...
In 6 anni di scuola, abbiamo scoperto come si mangia in Cina, in Senegal, in Giappone, in Marocco, negli Stati Uniti e.... in Romania!!
Ecco la mia lampadina! Ho subito telefonato a Tatiana, la mamma di un compagno di Fagiolino, che si è perfino emozionata al ricordo dei covrigi fatti in casa sua e si è fatta in 4 per potermi procurare la ricetta che usa la sua mamma per fare questi snack a metà tra il dolce e il salato, che si vendono anche per strada come da noi si fa con la trippa o il lampredotto, e che hanno mille varianti (con semi di papavero, con noci, più o meno dolci, più o meno salati) a seconda della regione di provenienza.

Perchè mi decido solo ora a farveli vedere?
Tatiana mi ha svelato che a casa sua si preparano per il periodo di Pasqua.....

Tra le tre varianti che mi ha dato, quelli che ho provato sono con i semi di papavero, che donano all'impasto dolce e burroso del pane, un aroma decisamente particolare, che è piaciuto a tutti, Matteo compreso.

covrigi

Servono:
1 kg di farina
200 gr di zucchero
200 ml di latte (più altro se l'impasto fosse troppo duro: io ne ho aggiunti ancora una decina di cucchiai)
200 gr di burro fuso
15 gr di lievito di birra
2 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
semi di papavero

In poco latte tiepido si fa sciogliere il lievito di birra, nel restante si cerca di sciogliere lo zucchero.
Si aggiungono i tuorli e il pizzico di sale e si impasta il tutto con la farina. L'impasto rimarrà ancora piuttosto asciutto, per cui se ce n'è bisogno potete aggiungere il latte (come ho fatto io) fino a che l'impasto diventa gestibile. Si impasta per 5-7 minuti e poi si aggiunge un po' alla volta il burro fuso e raffreddato.
Si impasta ancora fino ad ottenere un panetto liscio. Si ricopre con pellicola e si lascia riposare per una mezz'oretta.
A questo punto si può procedere alla formatura.
Io ho fatto delle specie di breetzel, facendo prima un cordoncino lungo una trentina di cm, poi avvitandolo al centro, e sigillando le estremità nella parte in basso del bretzel.
Magari dalle foto si capisce di più che dalla mia spiegazione..!
Le forme si spennellano con l'albume avanzato e poi si cospargono dei semi di papavero.
Si infornano a 180° fino a doratura.
PS. conservati in un sacchetto di carta, il giorno dopo e quello dopo ancora sono ancora più buoni!
;-)

covrigi ai semi di papavero

venerdì 6 aprile 2012

Il mio regno per un biscotto

Indovina indovinello...

- Quando abbiamo ristrutturato casa, il punto fermo è stato il suo ingrandimento
- E' il mio regno
- E' dove ci si ritrova, dove si mangia, dove Lenticchia studia seduta sulla sua sedia senza più bisogno del cuscino, dove io stiro, dove Fagiolino disegna (sdraiato sul tavolo).

Uso di cucina


Allora, cos'è?

La mia amata cucina.
Il luogo dove infilo non appena arrivo in casa (chè l'ora di cena è sempre lì in agguato), dove trascorro il sabato mattina a impastrocchiare, dove conosco cm per cm la disposizione di vettovaglie, posate, utensili utili e caccavelle varie. Solo in cucina ho tutto sotto controllo!! ;-)

Capite bene che quando la mia cara Elena mi ha proposto di dedicare una ricetta al nuovo e innovativo blog delle cucine Lube, non ho esitato un attimo a contribuire in qualche modo!!
Finalmente qualcuno che le cucine le fa e dà voce a chi proprio lì si sente come una regina...
:-)

Tornando a noi, vi svelo però che nel mio regno, ho il grande aiuto dei miei fidi operai specializzati.
C'è l'addetto alla rigovernatura dei piatti, c'è chi prepara le etichette per le marmellate e c'è il piccolo legumino di casa che è specializzato nei biscotti.


Quelli che presento oggi non sarebbero potuti nascere senza il contributo fondamentale delle manine cicciottelle (chissà ancora per quanto poco tempo) del mio speciale aiutante, che ha curato la scelta delle formine, l'operazione di stampaggio, il controllo del profumino che usciva dal forno e l'assaggio finale...
:-)

Aiutante specializzato


I biscotti sono una rivisitazione (golosa) di una classica e facile ricetta dell'Artusi, che mi ispira tanto anche solo per il nome: BISCOTTI DA FAMIGLIA

Per circa 900 gr di biscotti:

390 gr di farina 00
110gr di farina di riso
100 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
200 ml di latte
10 gr di ammoniaca per dolci
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone bio
2 cucchiai abbondanti di mirtilli rossi disidratati
2 cucchiai abbondanti di gocce di cioccolato ( o cioccolato a pezzi)

Biscotti a primavera

Si setaccia bene la farina con l'ammoniaca, si aggiungono il sale e lo zucchero ed infine il burro, tagliato a tocchetti ed ammorbidito un po'. Si procede quindi come per fare la frolla, cioè sabbiando la farina, fino a che non si ottengono tante bricioline. Si aggiunge la scorza del limone e poi il latte a filo, fino ad ottenere un impasto morbido.
Per avere le due varietà di gusti, ho diviso l'impasto in due parti uguali, ho aggiunto ad una metà il cioccolato e all'altra i mirtilli e ho lavorato fino ad ottenere un impasto ben amalgamato, che va poi steso con il matterello ad uno spessore di 3-4 mm.
Considerate che in cottura i biscotti crescono molto, per cui potete anche farli più fini...
Cuociono a 180° fino a che non diventano dorati (circa 15 minuti).



Biscotti da inzuppo


E se vi piacce l'inzuppo, dategli prima un morsino e poi fategli fare dei bei salti nel latte!!
;-)

Il tuffo


E visti i tempi che corrono:

BuonaPasqua