venerdì 21 dicembre 2012

Dopo un anno di attesa

Ho il frigorifero pieno di vasetti di albumi.
No, non mi sono convertita ad una dieta proteica per mettere su massa muscolare, cosa che ai tempi, faceva spesso il mio fratellone, patito della palestra.
Sabato ho iniziato la produzione annuale dei panettoni.
E, a distanza di un anno dal corso di Paoletta e Adriano, per riprendere la mano ne ho sfornati 4 nella stessa giornata.
Il tutto è stato preceduto da un mese trascorso tra scambi di mail con due preziose amiche pasticcione (tra cui una perla d'arsella), ordini cumulativi al mulino che produce la farina, ritrovi con pizza, e ripasso di appunti e dispense.
Alla fine, segnato in agenda il giorno giusto, sabato scorso ho iniziato la produzione 2012.
Che è partita alla grande con 4 panettoni a lievitazione mista: la dopatura con un po' di lievito di birra ha il pregio di non alterare il profumo del panettone, che rimane morbido e soffice, e l'altrettante grande pregio di dare una spintina alla lievitazione (che si ottiene in tempi ragionevoli).

L'unico difetto all'occhio, ma non al palato, è stata la cupolona spaccata...
Eh, sì... dopo tanto studiare e ripassare, ho frainteso un appunto che avevo preso e non ho fatto la scarpatura della cupola.Vale a dire: non l'ho incisa e non ho inserito il tocchetto di burro, cosa che dona al panettone la tipica cupola a 4 spicchi..
Lo so, è un danno irreparabile.. prometto di non farlo più.
Voi, invece, avete ancora tempo per farlo, il panettone.
Io, domani, proseguo con altre 4 infornate (confidando che i Maya abbiano toppato la data):  non sia mai che la prossima settimana, che sarà un susseguirsi di pranzi e cene ad oltranza fino ad anno nuovo, possa capitare di arrivare ad un fine pasto senza una fetta di Panettone Artigianale di Produzione Propria!!

Ho seguito la ricetta del corso di Adriano e Paoletta, che trovate anche da lei.
La riporto copi-incollandola per comodità anche qui.

Per due panettoni, in stampi da 750gr
(oppure tre da 500 oppure uno da 500 e uno da 1kg... si vede che mi piace la matematica?!?)

Ingredienti 1° impasto (mattino):
155gr lievito madre maturo (rinfrescato con lo stesso tipo di farina prevista dalla ricetta)
350gr farina 00 W 380 – 400
90gr zucchero semolato
90gr burro 
83gr di tuorli (circa 5)
190gr acqua
7,5gr lievito di birra fresco

Preparazione:
Montiamo la foglia, spezzettiamo il LM nell’acqua (26°) dove avremo messo un cucchiaio dello zucchero previsto, avviamo la macchina (a vel. bassa) per qualche minuto.
Uniamo tanta farina quanta ne occorre per ottenere una massa 'cremoso', aggiungiamo il lievito di birra sbriciolato, poi uniamo ancora tanta farina quanta ne serve a incordare l' impasto (dovrà rimanere comunque morbido).
Aumentiamo la vel. a 1 e, dopo averlo ribaltato, attendiamo che si 'aggrappi' alla foglia; uniamo in sequenza un tuorlo e una spolverata di zucchero, seguiti a breve da una spolverata di farina, facendo in modo da esaurire i tre ingredienti contemporaneamente e facendo riprendere corda all’impasto prima del successivo inserimento.
Ribaltiamo l'impasto ogni due tuorli.
Aggiungiamo il burro non troppo morbido, in tre volte, ribaltando ogni volta l’impasto.
A incordatura completa, montiamo il gancio ed impastiamo (ribaltando una volta) fino a che la massa non si presenterà liscia e semi lucida.
Copriamo la ciotola con pellicola e trasferiamo in forno, con la sola lucetta accesa, (a 26°) per circa 2h e45' - 3h. L’impasto dovrà triplicare.

Nel frattempo:
Mettiamo in ammollo: tutta l'uvetta in acqua calda (appena a coprirla) con 4 o 5 cucchiai di marsala.

Prepariamo del burro aromatizzato con:
28 gr di burro, zeste grattugiate in 1 arancia grande, zeste grattugiate di ½ limone.
Facciamo sciogliere il burro a fiamma bassa, aggiungiamo le zeste, ai primi 'sfrigolii' spegnamo.
Aggiungiamo canditi e uvetta strizzata, facciamo riprendere un leggero tepore, copriamo. 

Ingredienti 2° impasto (pomeriggio)
L’impasto precedente
93gr farina 00 W 380 – 400
70gr burro
90gr zucchero semolato
83gr di tuorli (circa 5)
26gr acqua (presa dall'acqua di ammollo delle uvette)
5,2gr sale
30gr miele d'acacia (non pastorizzato)
110gr arancia candita cubettata
35gr cedro candito cubettato
145gr uvette
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Preparazione:
Montiamo il gancio e serriamo l’incordatura del primo impasto con qualche giro di macchina; uniamo l’acqua, un cucchiaio abbondante di zucchero e facciamo andare a vel. 1,5 per qualche istante. Uniamo farina quanta ne basta a formare l'impasto e riportiamo in corda.
Ribaltiamo la massa.
Inseriamo i tuorli uno alla volta, seguiti da una parte di zucchero ed una di farina, curando che l’impasto riprenda elasticità prima del successivo inserimento, ribaltando ogni volta,
i tre ingredienti dovranno esaurirsi contemporaneamente. Con l’ultimo tuorlo aggiungiamo anche il sale.
Inseriamo il miele, poco alla volta, ribaltando l'impasto alla fine.
Uniamo il burro morbido (non in pomata), in tre volte, facendo attenzione a non perdere l’incordatura acquisita e ribaltando, ad ogni inserimento, l’impasto nella ciotola.
In ultimo uniamo la vaniglia a filo, lasciamo assorbire e controlliamo il “velo”.

Importante: durante tutta la lavorazione usiamo il gancio iniziando a bassa vel. passando
gradatamente, in una decina di secondi, alla vel. di impastamento (circa 1,5).
Scaldiamo leggermente al microonde la massa aromatizzata con canditi e uvetta ed aggiungiamola all'impasto a bassa velocità facendo girare la macchina giusto il tempo di distribuirli uniformemente, e ribaltando una, due volte o anche tre volte, fino a quando la massa sarà distribuita in modo uniforme.
Lasciamo riposare 30’ coperto da pellicola, poi spezziamo ed arrotondiamo con piano e mani imburrati.
Copriamo a campana e lasciamo riposare ancora 30’.
Poniamo negli stampi, avendo cura di arrotondare di nuovo se l'impasto si è eccessivamente 'rilassato'.
Copriamo con pellicola e trasferiamo a 26° fino a che l’impasto non sarà arrivato a due dita dal bordo. (Rif. al panettone da 1 kg. 1 dito per le pezzature da 500 gr.).

A questo punto, si procede con la scarpatura, cosa che io l'ultima volta ho dimenticato (anche perchè la ricetta riportata è in origine per il panettone con glassatura, che non la prevede)...
Si toglie la pellicola per circa 30 minuti, in modo da far un po' asciugare la superficie del panettone.
Poi, si imburra il filo di una lametta da barba (di quelle vecchio stile, e per sicurezza coprendo la lama superiore con un po' di scotch di carta per evitare tagli alle dita) ed incidiamo sotto pelle a forma di croce (attenzione a non affondare la lama), divarichiamo leggermente i 4 lembi riportandoli verso l'esterno,  mettiamo al centro un tocchetto di burro e richiudiamo delicatamente i quattro spicchi,

Inforniamo a 180° fino a cottura (prova stecchino o temp. al cuore 93°/94°).
Pezzature da 500gr – ca. 35’
Pezzature da 750gr – ca. 45’
Pezzature da 1kg – ca. 50-60’
Trapassiamo gli stampi, in prossimità del fondo, con degli spiedini lunghi e lasciamo raffreddare capovolti.



Dopo il copia-incolla, quello che mi sento di sottolineare sono solo due punti:
- inserire uovo, zucchero e farina e aspettare di riottenere l'incordatura, prima di proseguire con il terzetto successivo (uovo, zucchero, farina)
- ribaltare (ovvero riportare in alto l'impasto che tocca il fondo della ciotola, con movimenti della spatola   dal basso verso l'alto)


Panettone 2012


Mi sarebbe piaciuto farvi vedere una foto dell'interno, ma..
- ... il primo panettone è stato fatto fuori il giorno dopo la cottura, con la voracità e l'impazienza di chi lo aspettava da un anno. Era buono, ma gli aromi non avevano ancora dato il meglio di sé. E comunque non c'è stato modo di immortalarlo.
- ... il secondo panettone è stato fatto fuori, ieri mattina, dai colleghi in un battibaleno. Non sono stata abbastanza veloce tra il tagliarlo e andare a prendere il cellulare, per fargli una misera fotino, che era belle e che andato... Vi garantisco però che dopo 5 giorni di attesa (in busta per surgelati) il sapore era ottimo e la consistenza morbida e soffice.
- un panettone è stato prenotato ancor prima della gestazione...e non posso tagliarlo.
- l'altro lo apriremo la Vigilia, e quindi non ho ancora una foto dell'alveolatura...ma non posso mica aspettare ancora per convincervi a provarlo?!?!

lunedì 17 dicembre 2012

Natale: legumini all'opera parte 2

Dopo la prima puntata, eccoci alla seconda.
Non contenti di aver trascorso qualche ora di un pomeriggio a preparare i festoni di popcorn, presi dall'entusiasmo e dalla voglia di pasticciare, ho convinto i legumini a seguirmi nell'impresa di fare biscotti.
Anche questa volta, per una buona causa: riempire di colore i rami verdi dell'alberino 'ecologico' trovato per caso al negozio svedese (capito quale?).
Tutte le volte che mi soffermo a osservarlo rimango sorpresa da quanto sia così somigliante ai suoi fratelli con le radici vere: mi sa che gli manca solo il profumo!

Pepparkakor

Era da tanto che volevo provare a fare i biscotti allo zenzero, i famosi pepparkakor, che per l'appunto si trovano tutto l'anno proprio dagli stessi svedesi da cui proviene l'alberello...
Ho seguito alla lettera la ricetta che avevo stampato qualche anno fa, dal sito di gennarino, che è sempre una garanzia!

Per  3 teglie di croccanti e profumati biscottini (la dose è metà di quella indicata nella ricetta):


150 ml zucchero
25 ml melassa
50 ml acqua
100gr burro
1/2 cucchiaio di buccia d'arancia (ho usato polvere di arancia homemade)
1  cucchiaio colmo di cannella in polvere
1/2 cucchiaio di zenzero in polvere
1/2 cucchiaio di chiodi di garofano in polvere
1 cucchiaino di semi di cardamomo finemente triturati
1 cucchiaino di bicarbinato
1/2 litro di farina 00

Fase uno - preparare gli aromi
In un pentolino, portare ad ebollizione zucchero, melassa e acqua.
In una terrina un po' grande, invece, mettere il burro a pezzetti e tutte le spezie. Quando il liquido bolle, versarlo nella terrina e far sciogliere il burro, mescolando. Lasciare raffreddare.

Fase due - preparare l'impasto
Mescolare bicarbonato e farina e versarli nella terrina con gli aromi, impastando velocemente ed eventualmente aggiungendo un po' di farina fino ad ottenere un impasto morbido e liscio.

Fase tre - ecco i biscotti!
La ricetta indicava di lasciare riposare l'impasto in frigo per una notte. Io l'ho lasciato solo 4-5 ore ma il risultato è stato eccezionale lo stesso....
Un po' per volta, e rimettendo via via in frigo l'impasto che non si usa, si stende un po' di pasta fino ad uno spessore di 2-3mm e si formano i biscotti con le formine.
Se l'intenzione è quella di appenderli,  allora va fatto anche il buchino per far passare il filo.
I legumini, gran sperimentatori, hanno usato una cannuccia (di quelle 'horte 'horte con cui si beve la 'hoha 'hola 'halda :-)) ed il buchino, che in cottura si restringe,  è venuto proprio della misura giusta!

Per mantenere meglio la forma, prima di cuocerle, ho tenuto un po' le teglie al fresco dell'inverno (in terrazza).
I biscotti cuociono in circa 6-8 minuti a 200°. Raffreddandosi si induriscono e diventano croccantini.
Si possono appendere, mangiare, o conservare in un contenitore (con il tempo migliorano anche!). 


Pepparkakor

Non penserete mica che io sia riuscita ad addobbare l'albero come si deve, vero?
Tra un 'mamma fammi assaggiare' e un 'mamma come sono buoni', alla fine di tre teglie di biscotti, sull'albero ne sono stati appesi forse una dozzina.
In effetti ne avevo fatti troppi e l'albero è alto solo mezzo metro... non potevamo mica buttarli via, no?!?
Ci siamo sacrificati per una buona causa!

giovedì 13 dicembre 2012

Natale: legumini all'opera - parte 1

Avete già fatto l'albero di Natale anche voi, o fate come una mia amica danese, che per tradizione, non porta un abete in casa fino al 24?
In casa profumodimamma, è l'8 dicembre il giorno che tutti aspettano.
Ognuno ha il suo compito: c'è chi recupera gli scatoloni dal nascondiglio in cui stanno al buio per undici mesi l'anno, chi li apre e chi monta l'albero (sì, un albero 'ecologico' si dice ora.. una volta di diceva 'albero finto'), perchè un povero alberello abituato al freddo dell'inverno non si troverebbe un granchè bene al caldo di un ottavo piano di un condominio di città....
L'ultima operazione è l'addobbo con palline, lucine e festoni vari.
Negli ultimi anni le decorazioni sono state sempre le stesse... come si fa a buttare via un foglietto con disegnata una faccina di Babbo Natale tutta brillantinosa, opera dell'impegno di Lenticchia alla materna o una specie di pallina, non si saprà mai di che materiale, pitturata dalle manine ancora cicciottelle di Fagiolino?

Quest'anno però, complice una visita all'IKEA da cui non sono riuscita ad uscire senza che mi rimanesse attaccato alle mani un piccolo alberello 'ecologico' che sembrava vero, ho dovuto trovare altre decorazioni..
E complice anche una domenica pomeriggio di pioggia (e l'ispirazione di ghirlande di popcorn) ho coinvolto i legumini nella preparazione di decorazioni 'mangerecce'...
Non è stato difficile convincerli, non appena hanno sentito il profumino sprigionato dai popcorn che stavano scoppiettando in padella... è stato molto più difficile convincerli ad infilare i popcorn con l'ago, invece di infilarli... in bocca!!

Legumini all'opera

Alla fine, però, ci siamo riusciti, e il nostro piccolo nuovo alberello, posizionato sul tavolo di cucina, per l'appunto, ha mostrato con orgoglio delle candide ghirlande di popcorn!
Ma non è finita qui.
Le decorazioni, con l'aiuto dei legumini, sono proseguite anche il sabato successivo.
Curiosi di sapere di cosa si tratta?
A prestissimo con la prossima puntata!

Albero di Natale giorno 1

E voi, come decorate l'albero?

giovedì 6 dicembre 2012

Per una volta

Sì, lo so...
il grasso fa male. E quello animale ancora di più.
Ma per una volta, mi sono lasciata tentare.
Dal pizzicagnolo da cui capito quando, sull'ora del pranzo, non ho portato niente di commestibile da casa e lo stomaco brontola.
Il pizzicagnolo, che a Firenze sarebbe il signore che sta dietro al bancone del negozio di alimentari, aveva in bella mostra di sè, in una cesta di legno protetta da carta gialla, i ciccioli.
Ovvero, pezzettini di carne di maiale (poca) e grasso (tanto) che vengono prima cotti a fuoco lento per almeno un paio d'ore e poi strizzati ed aromatizzati con spezie. Tanto per capirne la leggerezza, la parte colata non è altro che lo strutto!
Erano decenni che non li mangiavo, dai tempi in cui il mio babbo, tornando dalla campagna senese, ce ne portava una ciotolina... per questo mi sono sentita meno in colpa e me ne sono fatta incartare un po'.
L'idea era quella di riprodurre la schiacciata con i ciccioli.

Schiacciata con i ciccioli

Ho usato la pasta madre, ma sono sincera: l'ho dopata con uno zinzo di lievito di birra.
Il fatto è che ho impastato la mattina e siccome volevo portarla dai miei al pranzo della domenica, che è categoricamente alle ore 13.00, non potevo rischiare che non fosse pronta in tempo ....
Se non avete particolari urgenze, ma tempi rilassati, potete tranquillamente evitare di usarlo!

Ecco come ho fatto:

150 g pasta madre (rinfrescata due volte il giorno prima)
500 g farina
130 g latte
170 g acqua
5 g lievito di birra (si puo' togliere)
1 cucchiaio di fiocchi di patate
10 g sale
2 cucchiaini di zucchero
60 g ciccioli
40 g di strutto

Salamoia
emulsionare in un bicchiere:
- un dito di olio evo
- due dita di acqua

Miscelare farina e fiocchi di patate.
A parte mescolare latte e acqua a temperatura ambiente: tenerne da parte un po' per sciogliervi il sale.
Sciogliere nella planetaria la pasta madre con i liquidi, aggiungere lo zucchero, il lievito di birra (se andate di fretta) e per ultimo la farina.
Impastare un po', poi aggiungere il sale sciolto nell'acqua tenuta da parte.
Amalgamare bene e quando l'impasto è liscio aggiungere lo strutto in un paio di volte, lasciandolo assorbire prima di aggiungerne altro.
Solo alla fine aggiungere i ciccioli tagliati a dadini e dare un paio di giri di gancio per inserirli nell'impasto. Non lavorare troppo la massa per evitare che si spezzi la maglia.
Porre in una ciotola coperta da pellicola senza PVC, al calduccio, fino al raddoppio.
Fare le pieghe di sovrapposizione, lasciare riposare 10 minuti e poi stendere in teglia per la seconda lievitazione.
Accendere il forno a 220° e prima di infornare, bucherellare la superficie della schiacciata con i polpastrelli, versare la salamoia e cospargere di poco sale.
Cuoce in circa 30 minuti.
A me è venuta una teglia di circa 30 x 40 cm.

Era buona?
La foto l'ho scattata la domenica pomeriggio, dopo il pranzo dai miei, a cui l'avevo portata.
Di una teglia intera, quel pezzettino è stato l'unico sopravvissuto.
Può bastare?


... dimenticavo ... io partecipo al giveaway della Banda dei broccoli. E voi?



giovedì 29 novembre 2012

Qualcosa di buono

Voglia di qualcosa di buono.
E anche di veloce.
La soluzione?
I muffin!
Dimensione giusta per colazione.
E per merenda.
Congelabili e gustosi per lo spuntino di metà mattina, a scuola (ma anche in ufficio)!
Classici con mele e uvetta.
Ma con un l'aggiunta di farina di mandorle, che dona un tocco in più.

Per fortuna, ne sono venuti tanti (19 per la precisione):
un numero sufficiente per assaggiarli appena usciti dal forno (fuori 4), per riassaggiarli a colazione il giorno dopo (fuori altri 4) e per serbarli in freezer e gustarli in altri momenti!

mele uvetta e mandorle



Mi sono ispirata ai muffin di Linda Collister da 'Baking with kids':

per 19 muffin tendenti al piccolo:

Le polveri
- 200 g di farina
- 75 g di mandorle senza pelle (tritate nel tritatutto fino ad arrivare a una grana sabbiosa, se non si arriva alla polvere)
- 50 g di zucchero integrale muscovado
- 100 g di zucchero
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiaini di lievito istantaneo

I liquidi
- 90 g di burro (fuso)
- 60 g di olio di semi
2 uova
- 100 ml di acqua
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Gli aromi
- 2 manciate di uvetta (da ammollare in acqua calda 10 minuti)
- 2 mele medie
- scorza grattugiata di un limone

Si prendono due ciotole.
In quella piú grande si versano le polveri: farina, mandorle tritate, lievito, i due tipi di zucchero, il pizzico di sale.
In quella più piccola si mettono i liquidi: burro fuso e un pó raffreddato, olio, acqua, estratto di vaniglia, uova.
Per ultimo si preparano le mele, sbucciandole e tagliandole a cubettini piccoli.
Si rovesciano i liquidi nelle polveri, si aggiungono le mele, l'uvetta strizzata e la scorza del limone, e si miscela con un mestolo di legno velocemente.
Si versa il composto a cucchiaiate nei pirottini di carta fino a riempirli di due terzi e si infornano a 180 gradi per circa 20 minuti.
Fate comunque la prova stecchino!

giovedì 22 novembre 2012

Cambio genere

Niente panico, niente allarmismi!
Tranquille :-)
Continuo a cucinare, anche perchè stare senza mi rimane difficile... però oggi mi dedico ad altro.
Anzi, mi sono dedicata anche ad altro da un paio di settimane.

Cuori profumati


Tutta colpa (anzi, merito) della Spilucchina.
L'avventura è iniziata con il contest Buono come il pane, di cui avevo parlato qui, a cui tante blogger hanno partecipato per sensibilizzare le coscienze sul problema della scarsa alimentazione e la malnutrizione che colpisce molti (troppi) paesi, donne e bambini...
Il contest ha diffuso anche un sacco di ricette buonissime, 12 delle quali sono state raccolte e pubblicate in un calendario (cercate, cercate e mi troverete pure qui!), creato appositamente per raccogliere fondi da devolvere alla onlus Progetto Mondo Mlal, che si occupa di realizzare progetti per combattere la mancanza di cibo e perché i giovani del Sud del Mondo siano artefici della propria crescita e dello sviluppo delle loro comunità!

CALENDARIO Buono come il pane 2013

Non contenta del poco impegno profuso, la Spilucchina si è fatta in quattro (e anche di più) per organizzare un Mercatino Solidale, per raccogliere fondi per la campagna "Io non mangio da solo".

Ovviamente, non sono riuscita a stare con le mani in mano ....
E allora, sapendo di non riuscire ad andare a Milano di persona, ho tirato fuori la macchina da cucire.
Quell'aggeggio infernale con cui ho un rapporto amore-odio, che mi fa venire le 'caldane' non appena metto il filo nell'ago...
Quella macchina infernale, che dopo i primi due cuoricini cuciti, ha deciso che era troppo e che lei non voleva saperne di spostarsi dal punto numero 5.
E io mi sono adattata. Ho proseguito imperterrita per tanti altri cuoricini, che poi ho riempito con essenze naturali profumate e ovatta: così dopo aver fatto bella mostra di se sull'albero di Natale, continueranno a far compagnia nei cassetti, con il loro lieve profumo...

Quindi, prendete carta e penna (o segnatelo nell'agenda del cellulare):
se siete nei paraggi o se vi fate un giro a MILANO, domenica 25 novembre, dalle 9 alle 17, sul Naviglio Grande, in Darsena, angolo viale Gorizia - Ripa Porta Ticinese e avvistate un gazebo pieno di questi bellissimi calendari e qualche cuoricino profumato da appendere all'albero di Natale, siete nel posto giusto!!


Produzione natalizia


Insieme ai cuoricini troverete tante altre decorazioni natalizie, borse portatorta (di Stella), biscotti da appendere all'albero e ghirlande preparate con amore e impegno da un sacco di blogger (tra cui Iolanda, Cinzia, Maria, Sabrina,  Katia, Anna, Diletta, Marina, Laura, Franci e Vale) che si sono unite per la stessa causa.

E se  invece non riuscite ad andare a Milano, potete ordinare lo stesso il calendario, direttamente all'associazione, chiamando il numero 045.8102105 oppure mandando una mail a sostegno@mlal.org


Cuori e decorazioni

Buono shopping (e speriamo che non piova)!

venerdì 16 novembre 2012

Son soddisfazioni!

Saranno giorni intensi, e pieni di impegni, questi, per profumodimamma.
Lo scopriremo solo vivendo....

Intanto, si comincia con questo semifreddo.
Io, golosa come non mai, potevo mica snobbare il cioccolato di cui sono moderatamente dipendente, per il primo semifreddo homemade che abbia mai fatto?!?
E quindi, vi presento un delizioso semifreddo al cioccolato con salsa di lamponi.

Mousse cioccolatosa

Ho studiato tano, prima di arrivare a questo.
Avevo in freezer da qualche settimana una meringa italiana, in attesa del suo momento di gloria.
Anche questa, l'avevo fatta per la prima volta, seguendo le indicazioni di Montersino e ascoltando :-) e osservando con attenzione il video dello zio Piero, in cui fa proprio vedere come si fa la pastorizzazione degli albumi!
Ho studiato anche le varie quantità di grassi e di aromatizzazioni e sono giunta a questo risultato.
Molto, ma molto soddisfacente.
La scioglievolezza del cioccolato si sposa a meraviglia con il dolce e acidulo del lampone!
Insomma, un fine pasto in dolcezza!

 Per sei porzioni (ho usato  uno stampo in silicone per muffin)
250 ml di panna
100 g di meringa italiana (vedi qui)
10 g di cacao amaro
85 g di cioccolato fondente

per la salsa ai lamponi
125 gr di lamponi (si ottengono circa 50 gr di purea)
2 cucchiai d i zucchero
1 cucchiaino scarso di amido di mais


Lamponi

Si spezzetta il cioccolato fondente e lo si scioglie nel microonde (o a bagnomaria).
Nel frattempo che si raffredda, si setaccia un po' per volta il cacao nella panna, cercando di scioglierlo.
Si monta la panna e si amalgama delicatamente il cioccolato fuso e ormai un po' raffreddato, facendo i soliti movimenti dall'alto verso il basso per non smontare il composto.
Alla fine si unisce anche la meringa, con lo stesso movimento.
Si versa nelle coppette e si passa in freezer qualche ora.

Essendo un semifreddo, ci si deve ricordare di toglierlo dal freezer un'oretta prima, per dargli la consistenza morbida tipica di un semifreddo, per l'appunto.

Quando si toglie dal freezer, si prepara la salsa al lampone.
Si lavano i lamponi (eventualmente tenendone da parte qualcuno per la decorazione) e si fanno cuocere 5 minuti in un pentolino. Si passano con un colino a maglie fitte per ottenere una purea.
Si uniscono tra loro l'amido di mais setacciato e lo zucchero, e si rimette tutto nel pentolino, a fuoco basso, per pochi minuti girando continuamente fintanto che non si ottiene una consistenza leggermente densa, ma ancora morbida.
Si tiene da parte e di lascia raffreddare.
Al momento di servire, si versa sul semifreddo e si decora con i lamponi tenuti da parte.

Nota.
La furbata è che il tutto può essere fatto a pezzi, nei ritagli di tempo!
Un giorno la meringa. E si mette in freezer.
Un giorno il semifreddo. E si mette in freezer.
Quando arriva finalmente il giorno di portarlo in tavola, basta preparare la salsina!!
;-)


Ma perchè, oggi, si parla di SODDISFAZIONI?!? (vedi titolo del post)
Eh... perchè sono soddisfazioni, quando la tua piccola storia, le manine di Fagiolino e una tua bella foto compaiono (anche se un po' minuscole)  in edicola...nel numero speciale sul Natale, di SALE E PEPE KIDS!!

... e chi legge IL TIRRENO, il quotidiano toscano della zona costiera, lunedì troverà una sorpresa!
;-)

su Sale e Pepe Kids!

martedì 30 ottobre 2012

Focaccine nuvolose

Il fine settimana, mannaggia a me, è quasi piu' faticoso di tutta la settimana messa insieme...
Colpa dell'astinenza da forno spento, dei tempi stretti e della mia voglia di impastare.
In più ci si mette il fatto che  il lunedì  trovo in rete qualcosa di molto interessante da rifare, la stessa cosa mi succede il martedì, poi il mercoledì e così via... e quando arriva il sabato e la domenica che si fa? Tocca per forza mettere in opera il film che mi sono fatta durante tutta la settimana, con titoli, sottotitoli e pure titoli di coda!

Gli ultimi due sabati (della serie: perchè uno non bastava) mi sono dedicata a focaccine di vario tipo.
Oltre alla ormai collaudata focaccia pugliese con pomodorini (finchè se ne trovano ancora a giro... poi passerò a quelli congelati!), che sono riuscita a far assaggiare anche a chi arrivava da oltre Manica, mi sono dedicata ad un tarlo che mi era rimasto in mente: le schiacciatine fatte con il latte di soia.

Non so se ve ne siete accorti nei mesi scorsi, ma pare che si sia trattato di una vera epidemia!
Il latte di soia nei lievitati (panini, schiacciatine e co.) spopolava.
A dir la verità, il latte di soia non lo avevo mai usato prima, ma in effetti non era solo una moda dei foodblog:  forse merito della lecitina di soia che contiene (che è un emulsionante naturale) le schiacciatine che son venute fuori meritano e parecchio!

Focaccine

Sono sofficissime!
Anzi, dirò che se la giocano alla grande con le altre schiacciatine con pasta madre che avevo pubblicato tempo fa. (Ora, cara omonima, ti tocca provare a reinterpretare pure queste, tanto il latte di soia è gluten free!?)


La ricetta l'ho presa paro paro da Martina.
L'unica sperimentazione che ho fatto è relativa alla scelta del peso delle schiacciatine, che varia a seconda della fame e dell'occasione.

Con 90 grammi di impasto si ottengono delle schiacciate che ci si puo' far pranzo, se ben imbottite!
Se si vogliono schiacciatine di dimensioni medie (intorno ai 10cm di diametro) basta fare pezzature da 70 grammi.
Per schiacciatine da buffet, di quelle più piccoline, 45 grammi sono sufficienti!
Se poi volete trasformarle in pizzette, non vi fate problemi: vengono benissimo e spariscono in fretta!!!

A voi la scelta.

Per il resto, seguite qui e procuratevi:

250 g di farina 0
250 g di farina 00
170 ml di latte di soia
150 ml di acqua
1 cucchiaino di zucchero
8 g di lievito di birra fresco
30 g di strutto
10 g di sale

latte per spennellare

Il procedimento descritto è per l'uso con l'impastatrice, ma si puo' procedere anche a mano, ovviamente!
Versare nella ciotola le due farine e mescolarle (oppure fare la fontana).
In una brocca unire il latte di soia, l'acqua e lo zucchero e scioglierci dentro il lievito.
Versare nella farina e iniziare ad impastare finchè non si ottiene un impasto liscio.
Unire strutto e sale in due volte, aumentare la velocità e continuare a impastare fino ad ottenere un panetto che si stacca dalle pareti e si avvolge tutto intorno al gancio (l'incordatura)!
A questo punto, formare una palla e lasciare lievitare fino al raddoppio, in un contenitore coperto da pellicola.
Dividere l'impasto secondo la pezzatura scelta:
- 90 g per schiacciatine grandi
- 70 g per schiacciatine medie
- 45 g per schiacciatine da buffet
o come volete.
Formare delle palline e lasciarle riposare una decina di minuti, in modo da poterle stendere con facilità.
Stenderle con i palmi delle mani o con un mattarello (o matterello?!?), posarle in teglie coperte da carta forno, coprire le schiacciatine con pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio.

Focaccine nuvolose

Accendere il forno a 200° e nell'attesa che raggiunga la temperatura, spennellare le schiacciatine con il latte e fare i buchini con i polpastrelli, affondando fino ad arrivare alla teglia: in cottura la schiacciatina lievita molto e se non si affonda bene, i buchi spariranno!
Cuociono in circa 18 minuti, a secondo della pezzatura.

Vivamente consigliato: raddoppiare la dose e, non appena freddate, congelare per l'uso durante la settimana!

giovedì 25 ottobre 2012

L'ingrediente fortunato

Sottotitolo:
O meglio, quello che dovrebbe scacciare la SFIGA.


Portafortuna

E, visti i tempi che corrono, ce ne sarebbe bisogno a tonnellate!
Per questo è stato molto apprezzato il meraviglioso e colorato vasetto che mi è stato gentilmente donato per una ricorrenza passata da poco.
Con il mite autunno che abbiamo avuto (ancora per pochi giorni, a quanto pare) la piantina sta continuando a produrre i suoi piccanti e coloratissimi frutti.
Questa foto, che sembra fatta ad agosto, in realtà è stata scattata solo la settimana scorsa: il vasetto era così carico di colore e la giornata era così luminosa che non ho potuto non immortalarlo.

Se un cornetto fosse poco...

Ed armata di ago e filo, invece di cucire una toppa o rammendare un paio di calzini, mi sono messa a creare una collana scacciaguai, che ora sul balcone, cattura i raggi di sole per conservare queste perle piccanti per tutto l'inverno!

Piccante

Nel frattempo che penso a come impiegare in altro modo la collana (ogni suggerimento utile sarà apprezzato), senza farmene accorgere dai legumini, che il piccantino lo sentono subito... la dedico a Massimo, che ne ha bisogno più di tutti noi.

martedì 16 ottobre 2012

La scoperta di una zucca

Sottotitolo: non si finisce mai di imparare.
Sì, perchè la marmellata di zucca non era una novità, o almeno così pensavo...
Un paio di anni fa, incuriosita da tutte le marmellate che si gustano volentieri anche con una bella fetta di formaggio stagionato, mi ero cimentata nella produzione di questa marmellata profumata, utilizzando la classica zucca gialla di Cenerentola, quella che si trasforma in carrozza, tanto per intendersi!

E mai avrei pensato che per fare la marmellata di zucca ci potesse essere una zucca apposta per farci la marmellata!!
L'ho scoperto invece una mattina, al mercato contadino.
La signora davanti a me, avvistando un enorme cocomero, un po' fuori stagione, ha chiesto cosa fosse.
Ecco svelato che il cocomero da 8 kili in realtà era una zucca e per di più da marmellata.
"Ma come, signora, ha fatto la marmellata con la zucca gialla?!?" - mi ha chiesto incredulo il contadino quando gli ho svelato della mia vecchia esperienza - "Ma la marmellata, la si fa con questa!!"

La scoperta di una zucca

La signora davanti a me, aveva tutto il fine settimana libero da impegni e si sarebbe potuta attrezzare per fare un po' di marmellata, ma 8 kili di zucca erano un po' troppi anche per lei.. Il contadino non pareva intenzionato a intaccare con il suo coltellaccio un tale frutto e così mi sono sacrificata: ci siamo messe d'accordo e ce ne siamo prese mezza per uno!

Ma la ricetta?
Non potevo mica fare un torto a chi aveva accudito la zuccona fino a quel momento e cercare una ricetta in rete... Il contadino, orgoglioso e fiero, ci ha lasciato il numero di casa: l'ho chiamato a ore pasti per avere svelato il segreto di come trasformare la sua zucca in marmellata e ora il segreto lo passo a voi!

Pumpkin Jam

Marmellata di zucca con zucca da marmellata...

- 1 chilo di zucca mondata e tagliata a cubetti di circa 2cm per 2
- 300 gr di zucchero
- 1 limone
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (mi son rifiutata di usare la vanillina indicata dal contadino!!)

Tenere in infusione per 24 ore la zucca a cubetti, lo zucchero e il succo del limone. Volendo, si può aggiungere anche un po' della buccia grattugiata del limone.
Una volta passato questo tempo, la zucca avrà rilasciato molto liquido. Aggiungere l'estratto di vaniglia e porre su fuoco medio per almeno 2-3 ore, senza coperchio.
Se non piacciono i pezzi, si può frullare con il mixer ad immersione.
Quando avrà raggiunto la consistenza di una marmellata (fare prova del piattino), invasare in vasetti sterili e capovolgere.

Zucca per marmellata

Note:
Questa zucca da marmellata, come si vede dalle foto, è verde fuori e bianca al suo interno. I semi sono di un bel verde scuro e sono tutti concentrati nella parte centrale. Per pulirla, ed evitare il rischio di infilare qualche seme nella marmellata, con un po' di rammarico, ho scartato molta parte.

Alla fine, da 4 kili scarsi di zucca, ho ricavato circa la metà del peso in polpa e ne son venuti fuori  3 barattoli medi di marmellata.

Il gusto è molto delicato: sta bene sia sul formaggio che su una fetta di pane. Anche ai  legumini è piaciuta parecchio in entrambe le versioni!

martedì 9 ottobre 2012

E questo era pane raffermo?!?

Vi capita mai di comprare (o fare) pane e poi trovarvelo in dispensa secco?
Nel cassettino dove abita il pane, in cucina, fino all'altro giorno c'era sempre un sacchettino di carta con gli avanzi rinsecchiti di fette e tozzetti..

Non ce l'ho mai fatta a buttare il pane nel sudicio (una volta) oppure nel cestino dell'organico (adesso).
Mi sembra un tale spreco... buttare via qualcosa che per noi ha così 'poco valore' e che però  in molti ancora sognano solo,  che al massimo, se proprio non ci va di riutilizzarlo, lo tengo da parte per portarlo in campagna, per la gioia delle galline del vicino di casa!

Pane raffermo

D'estate, spesso il pane secco si trasforma magicamente in panzanella.
D'inverno, invece, diventa una bella pappa al pomodoro.
Ma d'autunno?
L'idea l'ho covata per tutta una settimana, ... più di una gallina!
Volevo trovare una soluzione diversa e metterlo in un dolce. Per ridare nuova vita all'ultimo pezzetto rinsecchito di pane a lievitazione naturale che mi era rimasto nel sacchetto, e che incredibilmente, come ho scoperto affondando il coltello, a distanza di una settimana aveva ancora un piccolo cuore morbido!

E a dirla tutta, perchè mi era rimasto nel cuore l'appello di Wiggy, la spilucchina, che insieme alla onlus Progetto Mondo Mlal ha promosso la campagna IO NON MANGIO DA SOLO,  per sensibilizzare sulla malattia della malnutrizione, che nei paesi più poveri di noi colpisce irrimediabilmente tante persone, comprese mamme e bambini ..
Per partecipare anche voi, e contribuire nel modo che più vi piace (con una ricetta, pubblicizzando la campagna tra amici, con un contributo in euri, ecc.) andate a dare una sbirciatina qui e fatevi emozionare da questi occhietti neri, pieni di entusiasmo e bisognosi di aiuto!



... questa volta le galline sono rimaste a bocca becco asciutto, perchè il pane rinsecchito  si è trasformato in un:

PUDDING al cioccolato e mirtilli
per 4 persone

160 gr pane raffermo tagliato a cubetti
80 gr di cioccolato fondento
15 gr di burro
1 uovo
50 gr di zucchero
1 cucchiaino di lievito per torte
1 manciata di mirtilli
latte

In una ciotola far rinvenire il pane immerso nel latte. Più il pane è secco e più tempo ci vorrà. A me è servita un'oretta.
Sciogliere il cioccolato con il burro (nel microonde ci vuole 1 minuto!). Unirlo al pane strizzato. Mescolare lievito e zucchero e aggiungerli al composto. Aggiungere anche l'uovo (un po' sbattuto con una forchetta o una frusta) e alla fine i mirtilli.
Imburrare 4 pirottini e versare il pudding.
Si cuoce a vapore in pentola a pressione, usando il cestello per la cottura al vapore, in 30 minuti dal fischio.
Lasciar raffreddare e servire.
Ottimi anche con l'accompagnamento di una salsina morbida, tipo la salsa inglese, che contrasta la consistenza del pudding!

Pudding di pane e cioccolato


NOTA:
Il pudding di pane è un dolce di origini popolari e inglesi, che si cuoce al vapore (per questo ho usato la pentola a pressione) oppure in forno.
Ha una consistenza compatta, quindi non stupitevi nè rammaricatevi se verrà fuori un dolce che non è proprio soffice come un ciambellone, ma (a detta del mio simpatico fratellone) ha un peso specifico simile a quello del plutonio!!

lunedì 1 ottobre 2012

Prima che spariscano...

L'estate è finita.
Le pesche stanno per avere lo stesso destino...
Prima che non si trovino più a giro, mi sa che un fine pasto, leggero e profumato come questo lo rifarò, magari con un po' di quelle pesche cotogne bianche che ci profumano la cucina da un paio di giorni.
L'idea è nata per caso, una mattina, durante il breve e burrascoso soggiorno al mare.
Sì, perchè quest'anno al mare ci sono stata una sola settimana ed è stata l'unica settimana di questa calda estate che è piovuto...
Ma non tutto il male viene per nuocere...
Una mattina, appunto, di cielo grigio e di poca prospettiva di spiaggia, mi sono lasciata ispirare da quello che c'era in casa e appena fuori dall'uscio.
Dentro: una casa d'altri tempi, con pavimenti in graniglia, utensili d'epoca e meravigliose posate e piattini ...
Fuori: un imponente cespuglio di rosmarino, profumato e fiorito...
In frigo: ricotta e pesche.
Ecco cosa ne è nato:

insolita ricotta

Ricottine con pesche al profumo di rosmarino

per 4 persone:

- 4 ricottine monoporzione
- 2 pesche cotogne
- 4 cucchiai abbondanti di zucchero di canna
- 4 cucchiaini scarsi di acqua
- un rametto di rosmarino

Ho lavato le pesche, e le ho tagliate a spicchi.
Le ho rosolate in un padellina antiaderente, cospargendole di zucchero. Siccome le cotogne sono toste e non rilasciano molti liquidi in cottura, per ammorbidire la salsina, ho aggiunto un po' di acqua e ho aromatizzato con il rametto di rosmarino.
Il tempo necessario che si formi la salsina ed è fatto!
Ho servito le ricottine in un piattino, decorandole con gli spicchi di pesca e versando sopra la salsina al rosmarino.

Una colazione-merenda-fine pasto leggera, gustosa e particolare con il profumo di rosmarino che sta benissimo insieme a quello della pesca!

insolita ricotta

lunedì 3 settembre 2012

La mia migliore focaccia

L'ultima volta l'avevo fatta due anni fa.
Un vero peccato. Ma c'erano dei buoni motivi.

La focaccia con i pomodorini è sempre buona, ma è strepitosa solo in estate, quando i pomodori sono rossi ( e questa volta anche gialli) solo perchè sono stati al sole e hanno un sapore che sa di pomodoro!
Rifatta a dicembre, quando i pomodori sono rossi solo perchè si vergognano di essere tra le altre verdure a cui spetta il regno dell'inverno, e sanno di tutto tranne che di pomodoro, non è la stessa cosa...

Pomodorini di casa

Però, avete mai provato ad accendere il forno d'estate quando in cucina ci sono 30 gradi di giorno e 28 di notte?
Io no e non ci tengo.
Di conseguenza, il forno lo accendo solo il fine settimana, quando vado a respirare l'aria della campagna, che si lascia respirare meglio ed è un po' più  mite.
E così il sabato pomeriggio, invece di stare al sole (come i pomodori) e recuperare un colorito almeno bianco panna, mi rinchiudo in cucina. Che è fresca, ma purtroppo senza planetaria..

E quindi l'ultima volta che avevo fatto questa meravigliosa focaccia con i pomodorini, avevo impiegato un'ora, dico un'ora, di un sabato pomeriggio di due anni fa a sbatacchiare l'impasto sulla spianatoia, alla ricerca dell'incordatura e poi del velo, corredando il tutto di frequenti schizzi di impasto a giro (a scelta tra capelli, vestiti, pavimento e tavolo).
Sì perchè la focaccia è sofficissima dentro e croccante fuori, proprio perchè l'impasto è molto morbido (ha un'idratazione dell' 80%').. una pastella quasi.. ecco.
Immaginatevi come può essere lavorare una pastella a mano, per ottenere una consistenza più tenace.

Avevo avuto la fortuna di impararla ad un corso di Paoletta e Adriano, proprio 2 anni fa, quando ancora presa dall'entusiasmo sbatacchifero l'avevo subito rifatta.
Poi la fatica immane me l'aveva fatta dimenticare.
Fino a quest'anno, quando la produzione dei miei nuovissimi pomodorini GIALLI mi ha fatto venire la voglia di metterli proprio su quella focaccia.

Ed è stato un successo!!
Un successo tale che la settimana dopo, il solito vicino che ha acceso il forno a legna, mi ha fornito la scusa per raddoppiare le dosi!!

In preparazione

Per due teglie da forno (circa 30 x 40 cm)

500 g  farina tipo 0
200 g semola rimacinata di grano duro
560 g acqua
50 g olio extravergine di oliva
18 g sale
15 g lievito di birra fresco
2 cucchiai di fiocchi di patate oppure 2 patate piccole lessate (50 g)
pomodorini ciliegini (rossi e gialli)
origano
sale grosso

Sulla spianatoia rovesciare e mescolare: farina, lievito sbriciolato, fiocchi di patate (oppure le patatine lessate e schiacciate bene).
In una tazzina far sciogliere il sale in un po' di acqua tolta dalla dose indicata.
Iniziare con il versare la restante acqua un po' per volta sulla farina, cercando di farla assorbire usando la spatola e raccogliendo la farina dall'esterno verso l'interno.
Alla fine aggiungere l'acqua con il sale.
Avrete un impasto che è quasi una pastella... con santa pazienza cominciate a spatolarlo verso di voi, in modo da fargli prendere consistenza. Continuate a lavorare, cercando di raccoglierlo con la spatola e con la mano sinistra dal lato destro, alzarlo, girarlo di 90° e ripiegarlo verso di voi, per fargli prendere corpo e incorporare aria.
Continuate con costanza, indifferenti degli schizzi di impasto che potrebbero (e lo faranno) schizzarvi nei capelli o sul pavimento!!
Quando le braccia non ne potranno più, potete cominciare a inserire l'olio, in tre volte e aspettando che sia assorbito prima di aggiungerne altro..
Con le mani unte frizionate l'impasto e continuate il movimento di piegatura.
Aumentando la velocità, gradatamente, l'impasto sarà più consistente (prenderà corda) e alla fine potrete addirittura vedere il velo (cerca la foto)...

Ci siamo, il più è fatto... ponetelo in una ciotola stretta e alta fino al raddoppio che avverrà più o meno in un paio di ore (e andate a fare una doccia!).

Con la farina di semola spolverate abbondantemente la spianatoia, rovesciatevi l'impasto, fate le pieghe di sovrappposizione e coprite con la ciotola per una mezz'oretta.
Poi, ungete bene le teglie e le mani, dividete l'impasto in due parti con la spatola e cercate di allargarlo delicatamente, cercando di non far fuoriuscire i gas di lievitazione.
Condite le focaccie con i pomodorini tagliati a metà (con il taglio rivolto verso il basso), sale grosso, origano e olio e lasciate lievitare una ventina di minuti, prima di passarle in forno a 220° per circa altri venti minuti (o fino a che non sono dorate).

Bontà divina

Otterrete una focaccia morbidissima dentro e croccante fuori, con il sapore dei pomodorini che si fonde a meraviglia nel palato.
Il consiglio è di assaporarla a occhi chiusi e di rifarla al più presto!!

lunedì 27 agosto 2012

Cartolina speciale n.5

Biondino
Il cucciolo coccoloso e giocherellone che allieta questa estate!
(.. purtroppo solo in affido temporaneo..)

venerdì 24 agosto 2012

Una femminile pausa rinfrescante

Intermezzo tra le cartoline....

Quest'estate ho scoperto i frullati, pardon, gli smoothie...vi ricordate  quello con frutta gialla e basilico?
Mi è piaciuto molto e così quest'anno mi sono sbizzarrita.
Armata di frutta di ogni tipo e di mixer ad immersione, ho frullato tanto e di tutto!
E dopo gli smoothie mi sono cimentata pure nei lassi.
Sempre più difficile? Nooo...

mirtilli e menta

Il lassi è una bevanda di orgine indiana, a base di yogurt, acqua e spezie.Tradizionalmente salato, si è poi diffuso anche in versione dolce (usando il miele) e profumato con acqua di rose, limone, mango e altri frutti.
E' una bevanda molto semplice da preparare, cosa che probabilmente ha facilitato la sua diffusione in tutto il mondo e il successivo adattamento ai diversi gusti.

Dopo questa veloce premessa, posso presentarvi la mia versione di lassi, che si ispira all'uso degli ingredienti indiani e prende poi la sua strada (non me ne vogliano i puristi..)!

Il caldo non ci dà tregua, quest'anno...
Vi va un lassi rosa e femminile, ai mirtilli,  per rinfrescarvi il pomeriggio?

frullato fucsia

Lassi ai mirtilli  (dosi per due):

- un vasetto di yogurt naturale
- un bicchiere scarso di acqua
- due cucchiai di ricotta
- due cucchiaini di miele (regolatevi secondo il vostro gusto)
- due manciate di mirtilli (ho usato quelli che avevo in freezer)

La ricetta è semplice:
mettete tutto nel bicchierone del frullatore (o in quello del mixer ad immersione) e azionate fino a che si ha una consistenza fluida.
Servite nei bicchieri ed eventualmente decorate con foglioline di menta (dal vaso del balcone)..

Buona pausa e buon ultimo fine settimana di agosto!


mercoledì 22 agosto 2012

giovedì 16 agosto 2012

Cartolina n.1

Dato il periodo, e non trovando francobolli in giro, le cartoline di questa insolita vacanza in famiglia, nei luoghi del cuore, ve le mando da qui.
Un caro saluto a tutti!


Da una finestra

La casa nel bosco

giovedì 26 luglio 2012

Arancio da bere

In questo periodo, la voglia di cucinare è ai minimi storici, causa di tutta una serie di personaggi storici e mitologici.
Vi fa venire in mente niente: Caronte, Minosse, Scipione e company?
Ad eccezione di un giorno di insperata tregua. Alle cui avvisaglie mi sono attrezzata, dopo mesi di astinenza da forno spento, ad impastare la pizza addirittura la mattina prima di andare in ufficio... Sarà normale o sono parecchio malata?
Insomma, in questo momento, ciò che più cerco è qualcosa di fresco e che si prepari senza fornelli accesi.
E così, ho preparato questo frullato di frutta, che ora va tanto di moda chiamare smoothie.


pescamelonabasilico


Ma non potevo preparare un frullato normale, no?
E così ho trovato questo abbinamento profumato, che è piaciuto a tutti, legumini compresi:
2 pesche gialle
metà melone
2 cucchiaini di miele (opzionali)
una manciata di foglie di basilico fresco

Si taglia la frutta a pezzi, si mette nel bicchierone del mixer insieme al basilico e con il frullatore ad immersione si riduce in purea. Ho addolcito con un po' di miele (ma potete evitare) e servito con un po' di ghiaccio.

Buona merenda!

mercoledì 18 luglio 2012

Tutti i colori del te'

L'ho scoperto un pomeriggio di gennaio, quando era un bel frescolino, a casa di un'amica che aveva organizzato un ritrovo all'ora del tè.
Ho scoperto che oltre al tè verde, al tè nero e al tè bianco, si beve anche il tè rosso!
In realtà non si tratta di un vero e proprio tè, perchè è ottenuto da un arbusto di origine africana: l'Aspalathus linearis, che viene comunemente chiamato roiboos (si legge qualcosa tipo roibush), cioè la versione afrikaans di 'red bush' - cespuglio rosso. 
Ha un sapore fruttato e dolce, piacevole da gustare anche senza ulteriori aggiunte di zucchero,
ed è molto buono sia caldo (come l'ho assaggiato a gennaio) che freddo (nella versione estiva).
E' una bevanda dissetante, priva di caffeina e ricca di sali minerali! 
Addirittura, come diceva la mia amica, in caso di disidratazione l'ospedale pediatrico lo consiglia come aiuto  per i bambini che hanno bisogno di reintegrare i sali minerali!

Roiboos tea

Cosa di più adatto, quindi, per rinfrescare e reintegrare l'organismo in queste giornate di caldo?

Incuriosita da un articolo che lessi molto tempo fa, ho voluto provare a usare la tecnica dell'infusione a freddo. Con il caldo che c'è stato da queste parti, anche solo l'idea di accendere il bollitore per qualche minuto, mi faceva sudare...
E così, ho preparato il tè freddo da freddo!



In una bottiglia da 750ml si mettono 3 cucchiaini di roiboos, si tappa la bottiglia, si lascia riposare un giorno in frigorifero ed il gioco è fatto.
Si filtra al momento dell'uso e si gusta con gli occhi chiusi!

Volendo si può addolcire con un po' di miele o di zucchero.

Roiboos tea

PS. Il roiboos si trova nei negozi di prodotti biologici, nelle erboristerie o nei negozi specializzati in tè.
Io mi sono rifornita nel negozio del biologico ed ho preso un infuso misto di roiboos e lemongrass.

martedì 10 luglio 2012

Very glamorous tonno cipolle & fagioli

Dei covrigi (non me ne voglia la mia amica Tatiana) non se ne può più, vero?
E' passato un tempo infinito dall'ultima volta che mi sono affacciata da queste parti e pure un tempo infinito dall'ultima volta che ho sbirciato nella casa virtuale delle mie (e dei miei) compagne/i di 'merenda' ;-)
Ci sono sempre, solo un po' più indaffarata del solito nel mondo reale.
I muratori ci hanno fatto visita di nuovo.
E' stato un periodo in cui continuavo a vedere gesso e pensare a come trasformarlo in torta.
A vedere fili della corrente e pensare se arrotolarli come la liquirizia...
Mi sembra di essere un po' la Pina di Fantozzi, che nascondeva il pane dappertutto, chè aveva un debole per il fornaio! Anche se di muratori ora non ne posso proprio più (e nemmeno di idraulici, elettricisti e falegnami), mi sa che se non ho un rappresentante di queste categorie in casa ogni 2 anni, sto male.
:-)
Ma ormai si vede la luce alla fine del tunnel...e così spero di ricominciare la vecchia vita...

Ne è passata di acqua sotto i ponti, in questi mesi ...e sarebbero tante le cose da raccontare.

Una per tutte è questo fazzolettino colorato, che in realtà sarebbe un tovagliolo, che in realtà sarebbe il ricordo di un abito da damigella di un matrimonio nord europeo, che racchiude in 20 cm per 20 amicizia, viaggi e scoperte. Grazie Sam!

Tonno e fagioli?!?!

E in questo caso, rende molto chic un piatto che per gli ingredienti si avvicinerebbe di più allo stile di Bud Spencer e Terence Hill... 
Ma solo per gli ingredienti, perchè questa è una versione estiva: fresca e nutriente al tempo stesso.
Si consuma fredda di frigo e basta da sola a farsi una cenetta, magari in dosi un po' più generose di quelle della foto :-)


Le quantità sono indicative, quel che conta è l'idea per questo:
Very glamorous tonno cipolle & fagioli

Fagioli secchi (un pugno abbondante a testa), lasciati in ammollo per mezza giornata.
Tonno al naturale
Cipollina di Tropea
Olio e sale

Per non soffrire troppo il caldo, ho cotto i fagioli la sera prima, quando era ormai calato il sole e la calura si era un po' (poco) placata. Ho usato la pentola a pressione per diminuire il tempo di cottura.
Ho passato i fagioli e li ho lasciati riposare e raffreddare.
La mattina dopo li ho trasferiti in frigo.
La sera della cena ho preparato le porzioni, suddividendo la purea di fagioli in ciotoline, ho aggiunto il tonno e la cipolla tagliata a dadini. Ho condito di olio e sale e ho servito FRESCO!

giovedì 12 aprile 2012

Covrigi: i tempi cambiano....

Che la cucina sia una passione per me, ormai lo sanno più o meno tutti quelli che mi conoscono.
Ovviamente, anche chi, suo malgrado, deve trascorrermi accanto un tempo variabile tra le 6 e le 9 ore al giorno: i colleghi d'ufficio.
E così, quando qualcuno torna dalle vacanze, c'è la rituale saga delle domande: chi chiede cosa ha visto, chi chiede cosa ha fatto e chi chiede (una a caso) cosa ha mangiato.
:-)
Anno scorso, Matteo aveva trascorso una settimana in Romania.
Alla mia domanda di rito la risposta fu: covrigi.

covrigi

Prima di capire come si pronunciava e come si scriveva c'ho messo un paio di giorni di enormi sforzi mentali. Ma quando mi sono fatta spiegare cosa fossero e quando ho scoperto che c'erano di mezzo lievito e farina, il povero Matteo si è dovuto subire domande inquisitorie sulla consistenza, il sapore, la forma, le varianti, le origini, ecc. ecc.
Ormai il danno era stato fatto. E io dovevo assolutamente trovare la ricetta.
Le ricerche in rete non hanno dato i frutti sperati: ogni foto trovata e passata al suo vaglio non rappresentava bene ciò che lui aveva assaggiato.
La storia si stava trasformando in sfida quando mi si è illuminata la lampadina.
La soluzione l'avrei trovata a scuola!

Infatti, per fortuna i tempi cambiano. Quando andavo a scuola io, si sentiva parlare solo fiorentino.
I legumini, invece, pur sentendo parlare ancora tanto fiorentino, vivono una realtà multietnica (ed è così buffo sentire la c aspirata provenire dalle labbra di chi ha la pelle un po' più scura!!) .
E la scuola pubblica che frequentano, da anni, ha progetti di integrazione che coinvolgono i genitori che non sono nati in Italia, per far conoscere ai bambini della classe quali sono le tradizioni, le fiabe, i vestiti e il CIBO delle loro case!
Un modo intelligente e coinvolgente che fa avvicinare anche le mamme, che poi si scambiano le ricette...
In 6 anni di scuola, abbiamo scoperto come si mangia in Cina, in Senegal, in Giappone, in Marocco, negli Stati Uniti e.... in Romania!!
Ecco la mia lampadina! Ho subito telefonato a Tatiana, la mamma di un compagno di Fagiolino, che si è perfino emozionata al ricordo dei covrigi fatti in casa sua e si è fatta in 4 per potermi procurare la ricetta che usa la sua mamma per fare questi snack a metà tra il dolce e il salato, che si vendono anche per strada come da noi si fa con la trippa o il lampredotto, e che hanno mille varianti (con semi di papavero, con noci, più o meno dolci, più o meno salati) a seconda della regione di provenienza.

Perchè mi decido solo ora a farveli vedere?
Tatiana mi ha svelato che a casa sua si preparano per il periodo di Pasqua.....

Tra le tre varianti che mi ha dato, quelli che ho provato sono con i semi di papavero, che donano all'impasto dolce e burroso del pane, un aroma decisamente particolare, che è piaciuto a tutti, Matteo compreso.

covrigi

Servono:
1 kg di farina
200 gr di zucchero
200 ml di latte (più altro se l'impasto fosse troppo duro: io ne ho aggiunti ancora una decina di cucchiai)
200 gr di burro fuso
15 gr di lievito di birra
2 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
semi di papavero

In poco latte tiepido si fa sciogliere il lievito di birra, nel restante si cerca di sciogliere lo zucchero.
Si aggiungono i tuorli e il pizzico di sale e si impasta il tutto con la farina. L'impasto rimarrà ancora piuttosto asciutto, per cui se ce n'è bisogno potete aggiungere il latte (come ho fatto io) fino a che l'impasto diventa gestibile. Si impasta per 5-7 minuti e poi si aggiunge un po' alla volta il burro fuso e raffreddato.
Si impasta ancora fino ad ottenere un panetto liscio. Si ricopre con pellicola e si lascia riposare per una mezz'oretta.
A questo punto si può procedere alla formatura.
Io ho fatto delle specie di breetzel, facendo prima un cordoncino lungo una trentina di cm, poi avvitandolo al centro, e sigillando le estremità nella parte in basso del bretzel.
Magari dalle foto si capisce di più che dalla mia spiegazione..!
Le forme si spennellano con l'albume avanzato e poi si cospargono dei semi di papavero.
Si infornano a 180° fino a doratura.
PS. conservati in un sacchetto di carta, il giorno dopo e quello dopo ancora sono ancora più buoni!
;-)

covrigi ai semi di papavero

venerdì 6 aprile 2012

Il mio regno per un biscotto

Indovina indovinello...

- Quando abbiamo ristrutturato casa, il punto fermo è stato il suo ingrandimento
- E' il mio regno
- E' dove ci si ritrova, dove si mangia, dove Lenticchia studia seduta sulla sua sedia senza più bisogno del cuscino, dove io stiro, dove Fagiolino disegna (sdraiato sul tavolo).

Uso di cucina


Allora, cos'è?

La mia amata cucina.
Il luogo dove infilo non appena arrivo in casa (chè l'ora di cena è sempre lì in agguato), dove trascorro il sabato mattina a impastrocchiare, dove conosco cm per cm la disposizione di vettovaglie, posate, utensili utili e caccavelle varie. Solo in cucina ho tutto sotto controllo!! ;-)

Capite bene che quando la mia cara Elena mi ha proposto di dedicare una ricetta al nuovo e innovativo blog delle cucine Lube, non ho esitato un attimo a contribuire in qualche modo!!
Finalmente qualcuno che le cucine le fa e dà voce a chi proprio lì si sente come una regina...
:-)

Tornando a noi, vi svelo però che nel mio regno, ho il grande aiuto dei miei fidi operai specializzati.
C'è l'addetto alla rigovernatura dei piatti, c'è chi prepara le etichette per le marmellate e c'è il piccolo legumino di casa che è specializzato nei biscotti.


Quelli che presento oggi non sarebbero potuti nascere senza il contributo fondamentale delle manine cicciottelle (chissà ancora per quanto poco tempo) del mio speciale aiutante, che ha curato la scelta delle formine, l'operazione di stampaggio, il controllo del profumino che usciva dal forno e l'assaggio finale...
:-)

Aiutante specializzato


I biscotti sono una rivisitazione (golosa) di una classica e facile ricetta dell'Artusi, che mi ispira tanto anche solo per il nome: BISCOTTI DA FAMIGLIA

Per circa 900 gr di biscotti:

390 gr di farina 00
110gr di farina di riso
100 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
200 ml di latte
10 gr di ammoniaca per dolci
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone bio
2 cucchiai abbondanti di mirtilli rossi disidratati
2 cucchiai abbondanti di gocce di cioccolato ( o cioccolato a pezzi)

Biscotti a primavera

Si setaccia bene la farina con l'ammoniaca, si aggiungono il sale e lo zucchero ed infine il burro, tagliato a tocchetti ed ammorbidito un po'. Si procede quindi come per fare la frolla, cioè sabbiando la farina, fino a che non si ottengono tante bricioline. Si aggiunge la scorza del limone e poi il latte a filo, fino ad ottenere un impasto morbido.
Per avere le due varietà di gusti, ho diviso l'impasto in due parti uguali, ho aggiunto ad una metà il cioccolato e all'altra i mirtilli e ho lavorato fino ad ottenere un impasto ben amalgamato, che va poi steso con il matterello ad uno spessore di 3-4 mm.
Considerate che in cottura i biscotti crescono molto, per cui potete anche farli più fini...
Cuociono a 180° fino a che non diventano dorati (circa 15 minuti).



Biscotti da inzuppo


E se vi piacce l'inzuppo, dategli prima un morsino e poi fategli fare dei bei salti nel latte!!
;-)

Il tuffo


E visti i tempi che corrono:

BuonaPasqua