lunedì 31 ottobre 2011

Paura...!

Vi fanno paura, questi muffin, vero?

Halloween-idea

Trattasi di muffin di stagione, stagionati un anno..

In effetti, sono stati fatti per Halloween 2010, all'ultimo minuto.
E siccome foto e post sarebbero stati fatti a festa passata, mi sembrava che fossero ormai troppo fuori stagione.. e quindi, sono rimasti in bozza.

Adesso, ad un anno di distanza, ve li faccio vedere in tempo, anche se un po' all'ultimo minuto, anche questa volta...

Premetto che quest'anno ho avuto un'altra idea, suggeritami dall'omonima celiaca, ma mi ci devo ancora cimentare.. Quindi forse la vedrete il prossimo anno, se riesco a realizzarla e se viene fuori decentemente!

Siccome questi muffin sono dell'anno scorso, chi si ricorda più come li avevo fatti?!?!

Forse era una torta all'acqua, a cui avevo aggiunto gocce di cioccolato, e che avevo poi suddiviso nei pirottini da muffin.
Avevo sciolto cioccolato fondente al microonde e l'avevo poi versato su ogni muffin, decorando con confettini colorati e cocco grattugiato fintanto che il cioccolato era ancora malleabile.

Ma non è tanto importante la ricetta, quanto l'idea della decorazione.

Che forse non è venuta benissimo, ma è stata d' effetto, per i pargoli e per i loro amichetti!
Vi puo' tornare utile per stasera?
:-)

Buona festa!

Halloween - idea

lunedì 24 ottobre 2011

Calabria calling

Ad essere sinceri i peperoni, dovessi comprarli, avrei sempre il dubbio che poi toccherebbe mangiarli solo a me.
E si sa che fare 4 pietanze diverse, per 4 persone diverse, non è proprio il caso. Non siamo mica al ristorante!
E così, quando qualche settimana fa mi sono ritrovata 3 brillanti peperoni rossi e verdi, nella busta che il contadino ci porta ogni settimana, ho interpretato il fatto come un segno del destino.
Cosa ci avrei potuto fare?
La marmellata, quella per i formaggi, ce l'ho già.
La peperonata non è il caso, che poi mi si lamentano che non la digeriscono.

Così mi è venuta in mente Tery, e il suo Peperoni e Patate, che non solo è il nome di casa sua, qui in rete, ma anche la prima ricetta che ha pubblicato.

Peperoni e Patate (e cipolle)

Non l'avevo mai fatta prima, ma, complice la simpatia per Tery, ci ho voluto provare.
E' venuto fuori un contorno appetitoso, e non so se per merito della freschezza dei peperoni o che, non è risultato indigesto a nessuno.

Essendo un piatto di origini contadine, a parte le misure che sono a occhio, anche l'esecuzione cambia da famiglia a famiglia.
Io ho scelto la versione più croccante, e così ho aggiunto giusto un goccio d'acqua in cottura, quando proprio era inevitabile.
E siccome è un piatto calabrese, ho onorato i luoghi unendo al tutto anche una bella cipolla di Tropea!

Ho usato:
- 3 peperoni (misura medio-piccola)
- 3 patate medie
- 1 cipolla di Tropea
- olio e.v.o.
- sale

I peperoni, lavati, si mondano togliendo i semini e si fanno a listarelle.
Le patate, lavate e sbucciate, si tagliano a spicchi, come se dovessero essere fritte.
La cipolla, mondata della buccia esterna, si taglia a spicchi fini.
In una padella si riscalda l'olio evo (circa 5 cucchiai) e si fanno cuocere le verdure, a fuoco medio basso, girando la prima volta quando le patate hanno iniziato a fare la crosticina (per evitare che si spappolino). Condire con sale e portare a cottura, girando ogni tanto ed eventualmente aggiungendo poca acqua se dovesse servire.

Così, adesso, suffragata dal post di Tery, dove dice che ogni famiglia ha la propria ricetta di peperoni e patate, da oggi, anche la mia ne ha una!


Peperoni e patate

lunedì 17 ottobre 2011

Schiacciatine per merenda

Ieri era il World Bread Day: un giorno speciale, in onore del pane.
Non tanto un giorno celebrativo su questo splendido prodotto, prima della terra e poi delle nostre mani, ma un giorno per ricordare che il pane, pur nella sua semplicità, ancora non è presente sulle tavole di tutti.Io lo festeggio in ritardo, ma festeggio e condivido, oggi.

Quando era ancora caldo e non accendevo il forno (perchè bastano così pochi giorni di freddo per farti sembrare una vita fa che si stava bene, e perchè quando si stava bene ci si lamentava sempre che era troppo caldo??) avevo iniziato a comprare delle schiacciatine simili per la merenda dei legumini.
Poi, al solito, leggendo gli ingredienti e tutti i conservanti contenuti, mi è passata la voglia.
E mi è venuta quella di farmele da me.

schiacciatina morbida

Così, tra le prime cose fatte, quando è ri-iniziata la stagione del forno acceso, sono state queste schiacciatine.
Morbide, morbide.
Molto meno unte di quelle comprate.
E pure della misura giusta.

Per 14 schiacciatine:

250 gr di pasta madre (rinfrescata due volte)
350 gr di farina 0
150 gr farina manitoba
200 gr di latte
50 gr di acqua
50 gr di burro (sciolto e lasciato raffreddare, si mette che è una crema)
16 gr di fiocchi di patate (2 cucchiai)
7 gr di sale
3 gr lievito di birra

Per la salamoia:
30 ml di acqua e 30 ml di olio, circa, emulsionati bene con una forchetta

Ho sciolto la pasta madre nei liquidi (latte e acqua) tiepidi, in cui avevo precedentemente fatto sciogliere quel poco di lievito di birra (messo per dare un aiutino ai lieviti naturali, che ancora non conosco bene, dato che sono i nipotini della mia vecchia FU pasta madre).
Ho impastato con le due farine setacciate, a cui avevo mescolato i fiocchi di patate.
Per ultimo ho aggiunto il burro (sciolto nel microonde e lasciato raffreddare fino alla consistenza di una cremina) in cui avevo mescolato il sale.
Ho lasciato riposare fino al raddoppio e poi ho diviso in pezzi da 75 grammi circa.
Ho avvolto a palla e lasciato riposare per una mezz'oretta.
Ho schiacciato ogni pallina delicatamente con i polpastrelli e ho fatto i buchini con le dita.
Ho cosparso ogni schiacciatina con un cucchiaio di salamoia.
Ho coperto con pellicola (senza PVC) e lasciato lievitare nuovamente.
In forno, cuociono a 180° per circa 20-25 minuti.


schiacciatina morbida

mercoledì 12 ottobre 2011

schiacciata 3.0

Altro che Web 2.0!!

Qui siamo arrivati addirittura alla 3.0, ma di versioni di.. schiacciata con l'uva. Che dopo la prima con la pasta madre, la variante con il lievito di birra, adesso sono qui a presentare con il lievito istantaneo.

Sì, perchè io sono curiosa (oltre che golosa) e così, dopo averla assaggiata ad un rinfresco in ufficio, mi sono fatta portavoce di tutti quelli che come me, ne volevano la ricetta.

E dopo intense pressioni psicologiche, il malcapitato che ce l'aveva fatta assaggiare è arrivato a telefonare a casa per avere conferma di procedimento e dosi.

E così, ho fatto giusto in tempo a procurarmi un po' dell'ultima uva di stagione, per poter offrire nuovamente questa schiacciata, con la quale abbiamo festeggiato il rientro nella banda di una cara collega (ora pure compagna di stanza)!

A differenza delle precedenti versioni, questa è molto rapida, non avendo tempi di lievitazione: si impasta (semplicemente mescolando) e si inforna.
Il sapore è molto gustoso. A me ricorda molto la schiacciata con l'uva che si trova dal fornaio.
Segnatevela, tra le cose da provare per il prossimo autunno (se non trovate l'uva prima).

Schiacciata con uva 3.0


Per una teglia grande 30x40 circa ( o due più piccole):

250gr di farina
150gr di zucchero
un bicchiere di acqua (circa)
1 kg di uva (da schiacciata)
1/2 bustina di lievito in polvere da dolci
olio q.b.
pan grattato

Impastare acqua, farina (setacciata con il lievito) e zucchero fino ad ottenere un impasto non troppo morbido.
Lavare l'uva ed eventualmente zuccherarla se non fosse troppo dolce. Mescolare l'uva all'impasto.
Ungere una teglia con olio e spolverarla di pan grattato.
Adagiarci la schiacciata, cospargere la superficie con olio e zucchero.
Infornare in forno caldo a 180-200° per circa un'ora.

Schiacciata con l'uva 3.0


Con questa ricetta, tipicamente toscana, partecipo al contest di Federica, mia conterranea:

La Toscana nel piatto: il mio nuovo contest

venerdì 7 ottobre 2011

Alla ricerca della carotina bruciacchiata

Se qualcuno di voi volesse invitarmi a cena, un giorno, con appendici al seguito, sappia subito che con un contorno così, farebbe felice i miei legumini, che tutte le volte lo divorano fino a non lasciare in padella nemmeno una rondellina, soprattuto se bruciacchiata!

Le carote, come le zucchine (ma forse un po' meno...), in cottura perdono volume.
In genere, io ne uso un mezzo chilo, ma devo dire che se dovessi raddoppiare le dosi, non andrebbe certo sprecato!

carotine e aneto


E' appunto un contorno veloce, e che richiede POCHE attenzioni, perchè l'importante è bruciacchiare (con moderazione) qualche carotina, che diventerà così ancor più saporita!
L'uso del burro rispetto all'olio, inoltre, ha il vantaggio di rendere ancor più delicato questo piatto, che lo è già naturalmente per l'uso delle carote.

Per 4 persone, servono:

500 gr di carote (volendo, anche di più)
una noce di burro
sale
un cucchiaino di aneto

Si lavano, sbucciano e affettano a rondelline sottili le carote.
Si fa sciogliere il burro in padella, si aggiungono le carote e si aggiusta di sale.
Se si dovessero seccare troppo, in caso di necessità, si puo' aggiungere qualche cucchiaio di acqua, durante la cottura.
Verso la fine, aggiungo un cucchiaino di aneto (quello essiccato).

martedì 4 ottobre 2011

Una domanda...

Avrei una domanda da fare.
Ambientazione:
In campagna, la vicina di casa annuncia un invito ad una merenda cena.
Per l'occasione ha intenzione di accendere il suo enorme forno a legna e di cuocerci qualcosa.

Domanda:
Cosa fai?
Accetti l'invito
Accetti l'invito pensando che potresti portare un dolcino
Accetti l'invito e ti esalti al solo pensiero di cosa potresti cuocere in quell'angolino di forno che rimarrà libero
Non accetti l'invito perchè devi andare a cercare funghi

Non so voi, ma io ho scelto: la uno, la due (questo il dolcino) e soprattutto la tre!!

E così la sera prima dell'evento mi sono messa a impastare...
Cosa di meglio se non provare a fare la pizza? Ma non una pizza qualsiasi... ho tentato di replicare questa pizza qui (scorrete le immagini e capirete), con enorme soddisfazione...


Pizzaaaaaaa!


Adriano è sempre Adriano.
E il fuoco ha il dono di farti incantare.
Con una pizza dentro, poi, che per il gran calore del forno, in un attimo si circonda di un bordo pieno di bollicine che crescono davanti ai tuoi occhi... lo spettacolo non ha prezzo!

Giusto per comodità, riporto qui la ricetta della sua pizza al piatto.

Per 6 pizze tonde da 200-250gr:

-270gr di farina tipo 0
-80gr di semola rimacinata di grano duro
-500gr di farina Manitoba
-3gr di lievito di birra
-1 cucchiaino di malto (stavolta, essendo estate non l'ho messo)
-25gr di sale
-30 gr. di olio
-500 gr. di acqua

La sera prima ho preparato il poolish con la farina Manitoba, l'acqua ed il lievito fresco.
Il mattino ho impastato aggiungendo la farina rimanente, 2 cucchiai alla volta a pioggia, il sale e l'olio alla fine.
Ho lasciato riposare per una mezz'oretta, poi ho diviso l'impasto in panetti da circa 200 - 250 grammi, e li ho messi in contenitori di plastica ermetici a riposare in frigo, nella parte bassa.

Due ore prima dell'infornata ho tolto dal frigo l'impasto per farlo risvegliare.

Ho steso in forma tonda (più o meno), ho condito con salsa di pomodoro, olio, origano e sale e ho infornato nel forno a legna per 5 minuti scarsi. Ho tirato fuori, ho aggiunto la mozzarella e ho rimesso in forno per farla sciogliere.

In mancanza di forno a legna (cosa che mi capita sempre) Adriano suggerisce di
sistemare una pietra refrattaria quanto più vicina al grill superiore (max 12cm) e accendere il forno al massimo. Una volta che questo è arrivato a temperatura, accendere il grill al massimo, condire la pizza ed infornare, facendo attenzione che il grill sia acceso. La cottura ideale è intorno ai 3'.