martedì 27 settembre 2011

La promessa di settembre

Settembre è il vero primo mese dell'anno.
Colpa dell'inizio della scuola?
Colpa delle ferie che ti fanno staccare la spina e poi devi ricominciare e riprendere (bene o male) quello che avevi lasciato?
Per me, settembre, è davvero il mese dei buoni propositi, quelli che fai e poi ti prometti di cercare di realizzare.
Quest'anno mi sono promessa di cercare di vivere di più come se fossi in vacanza.
Senza lo stress dell'ora (anche se quando si è in vacanza e non c'è niente da fare tutto il giorno, direi che la cosa funziona meglio, decisamente)...
Per cui, invece di correre come una matta sempre, e cercare di riempire il tempo a disposizione fino all'inverosimile, cerco di fare meno cose. E cerco di farle con più calma.

La cena, è tra queste.
Invece di preparare pietanze complicate, a volte, basta una mezz'ora per aver pronto tutto.
Come queste barchette di melanzane. Piatto unico. In mezz'ora in tavola.

Così, mi guadagno l'altra mezz'ora per godermi con calma i pargoli, che crescono troppo in fretta.

Melanzana di cous cous

Per 4 persone, servono:

2 melanzane
200 gr di cous cous
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di curry
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di latte(se ce n'è bisogno)
sale


Lavare le melanzane, tagliarle a metà e svuotarle con uno scavino. Poi, cuocere le barchette di melanzane  nel microonde per 8 minuti circa.
Nel frattempo, far soffriggere l'aglio tritato in padella con un cucchiaio di olio e cuocervi poi la polpa delle melanzane, tagliata a dadini e cosparsa di un cucchiaino di curry. Aggiustare di sale.
Far bollire l'acqua salata in un pentolino. Al bollore, rovesciare l'acqua in una ciotola con il cous cous, coprire e lasciar gonfiare per 10 minuti (oppure seguire le indicazioni di cottura del vostro cous cous).
Con un mixer a immersione, frullare i dadini di melanzana ed aggiungere eventualmente un cucchiaio di latte per rendere più cremosa la salsa.
Condire il cous cous con la cremina e servire nelle barchette di melanzane.

mercoledì 21 settembre 2011

Schiacciata rustica con l'uva

Il periodo è quello giusto.
L'uva è in fase di vendemmia, condizioni meteo permettendo.
In campagna, la vendemmia non c'è, per il semplice fatto che l'uva è solo quella del pergolato sopra il tavolo a cui si pranza d'estate.
Tuttavia, la vite ci regala sempre tanti grappoli di uva fragola (se riescono a resistere alle pallonate dei legumini).
Per questo motivo, da sempre, la schiacciata di uva fatta dalla mamma è una schiacciata di uva fragola (anche se nei ricordi d'infanzia c'è anche la schiacciata della nonna, che invece usava l'uva bianca, proprio come avevo fatto anno scorso).

Quest'anno, complice il fatto di averla rivista in rete qui proprio quando l'uva giaceva in frigo da qualche giorno, ho sperimentato un'altra ricetta. Che regala una schiacciata più alta di quella di uva fragola a cui ero abituata, ma altrettanto buona.
Nella mia variante (perchè le cose non riesco quasi mai a riprodurle senza metterci lo zampino) ho ridotto un po' le dosi, perchè non avevo abbastanza uva e ho reso la schiacciata un po' più rustica, utilizzando una parte di farina di farro.
Non mi ero poi mai cimentata prima nello schiccamento dell'uva fragola, e ora posso capire perchè..
E' un'operazione certosina, che richiede taaanta taaanta pazienza e del tempo.
Ma ha i suoi vantaggi: il morso senza paura (senza sgranocchii e soprattutto senza sputacchini...)
;-)
Schiacciata rustica con uva

Per una teglia formato A4 (20 x 30 circa):

380 gr di uva fragola (al netto dei semini)
100 gr farina di farro
200 gr di farina manitoba
50 gr zucchero + un cucchiaio extra
½ cubetto di lievito di birra (scarso)
1 cucchiaino di malto
170 gr acqua tiepida
olio extravergine d'oliva
un pizzico di sale

Ho sciolto il lievito nell'acqua tiepida insieme al malto, poi l'ho versato in una ciotola in cui avevo messo la farina e il sale. Ho impastato bene e ho lasciato riposare nella ciotola, coperta da pellicola, fino al raddoppio (circa un'ora).
Ho foderato la teglia di carta forno e vi ho adagiato due terzi dell'impasto, steso con il matterello.
Ho coperto con due terzi dell'uva schiccata e snocciolata, con un cucchiaio ho distribuito sopra quasi tutto lo zucchero e un giro d'olio.
Poi ho coperto con l'altro impasto, steso anch'esso con il matterello, ho sigillato bene i bordi con l'impasto della base e ho cosparso la superficie con l'uva rimasta, lo zucchero e qualche altro giro di olio.
Ho lasciato lievitare per un'altra mezz'oretta, poi ho infornato (in forno già caldo) a 180° per una mezz'oretta abbondante (30-40 minuti).

giovedì 15 settembre 2011

Insalata DEL mare

Il fatto che sia ancora estate, non solo perchè il 21 settembre deve ancora arrivare, ma soprattutto per le temperature.. può essere un vantaggio.
A pranzo, una bella insalata è ancora accettabile.
Non come d'inverno, che il solo pensiero mi mette il freddo addosso...

Quindi, perchè non provare a rifare quell'insalata DEL mare, gustata proprio al mare, sull'unica spiaggia dotata di bar/ristorante vista in 14 giorni di acqua azzurra, cielo blu, sabbia bianca, roccia rossa e cespugli verdi?

Corsica 2011

Semplicemente con:

- cetrioli affettati finemente
- insalata mista
- pomodori rossi a spicchi
- tocchetti di polpo lesso
- gamberi
- cozze
- olio
- limone
- sale

Dosi a piacere.
Piacere e ricordi da assaporare...


Insalata del mare

lunedì 5 settembre 2011

Il tempo delle more

Quando leggerete questo post, io dovrei essere ancora in un altro posto :-)
Per me adesso è tempo di mare.
Ma questo, adesso, è pure il tempo delle more, e non volevo rimandare la ricetta al prossimo anno, o, ancor peggio, a quando le more non ci saranno più.

Quindi, se riuscite a trovarne ancora a giro, e se siete al fresco e riuscite ad accedere il forno, ricordatevi di questa torta, che altro non è che uno streusel kuchen tedesco oppure un crumble cake americano, insomma, parlando come si mangia, è una torta con le briciole sopra..
Ma a differenza di tutte le torte di questo tipo in cui mi sono imbattuta in rete, questa ha la particolarità di avere una base lievitata, fatta con l'uso del lievito di birra.
Potevo io sottrarmi all'impastamento a mano (in campagna non c'è planetaria che aiuti) di un lievitato?

tempo di more

L'idea di base l'ho recuperata da Sigrid, che ho poi adattato ai miei gusti, diminuendo il lievito di birra, usando le more, e facendo delle briciole più rustiche con il farro e allo stesso tempo profumate di mandorle.
E' un bel contrasto quello della base soffice e la crosta croccante, che se si accompagna con una bella cucchiaiata di crema pasticcera (io ho usato questa di Paoletta), addolcisce il sapore delle more (che quando ho trovato io erano ancora lontane un pelino dal loro stato maturo..)!

Questa la mia versione, per una teglia formato A4 :-)

per la base:

125 gr farinaManitoba
175 gr farina 00
125 ml di latte
1 uovo
50 gr burro
60 gr zucchero + 3 cucchiai
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
10gr di lievito di birra
600 gr di more fresche
un pizzico di sale


per le briciole:
100 gr farina di farro
70 gr farina di mandorle
100 gr zucchero
100 gr burro

Streusel di more con base di brioche

In una ciotola ho sciolto il lievito nel latte tiepido e l'ho impastato con la farina Manitoba, facendo poi lievitare questo pre-impasto fino al raddoppio (circa un'ora).

Nel frattempo ho tolto il burro dal frigo, e ho sciolto lo zucchero e il sale mescolandoli con l'uovo e l'estratto di vaniglia.
Ho preparato le briciole mescolando il burro (ammorbidito nel micro) con le due farine e lo zucchero. Ho rimesso in frigo a riposare.

Una volta raddoppiato il preimpasto, ho aggiunto la farina rimasta e poi il composto con l'uovo.
Poi ho aggiunto in tre volte il burro ammorbidito, ho impastato a lungo e dopo aver incordato il tutto, ottenendo una palla morbida ed elastica, ho lasciato lievitare di nuovo fino al raddoppio, in una ciotola coperta con pellicola.

Ho foderato la teglia con carta forno e vi ho adagiato l'impasto, steso con il matterello ad uno spessore di 3 o 4 cm.
Ho versato sopra le more, cercando di farle affondare nell'impasto e le ho cosparse con 3 cucchiai di zucchero.
Ho sbriciolato le briciole sulla torta e ho cotto in forno a 180° per circa 40 minuti.