venerdì 29 aprile 2011

Alla ricerca del Gambo Rosso

Sottotitolo: Post di servizio.

Se siete anche voi alla matta e disperata ricerca del Gambo Rosso,
se abitate a Firenze e dintorni,
oppure se avete voglia di trascorrere il fine settimana nella culla del Rinascimento...

sappiate che al Giardino dell'Orticultura fino a domenica 1 maggio c'è la mostra primaverile dei fiori e delle piante... delle piante aromatiche... e del RABARBARO!!


Gambo rosso


Ieri pomeriggio, insieme alla omonima Celiaca, ne abbiamo fatto incetta!
Ma ve ne abbiamo lasciato qualche piantina.


Rabarbaro!!


Interessa la merce?


Buon fine settimana!

mercoledì 27 aprile 2011

Meglio tardi che mai

Immagino che adesso nessuno abbia più voglia di fare una colomba, o perchè l'ha già fatta, o perchè Pasqua è passata...
Quest'anno anche la colomba, come l'uovo, ero riuscita a farla in tempo. Incredibile, ma vero!
E' stata la mia prima colomba (anzi, le mie prime 4 colombe, chè quando uno ci mette 2 giorni per farla, non ne vale la pena farne una sola!).
D'altronde non me la sentivo di mostrare qualcosa che non avevo ancora assaggiato, anche se le referenze, questa colomba le aveva tutte: presentata da Adriano, elaborata da un appassionato di pasticceria (Teresio Leoncini) e per giunta già provata e riprovata da tanti altri gennarini, tra cui Lory, che me l'ha fatta tornare in mente!

Colomba

Adesso, dopo averla impastata, vista lievitare, infornata, cotta, tagliata e mangiata, posso dire che... il prossimo anno la rifaccio!

Ho seguito le indicazioni rielaborate da Lory, tuttavia, rispetto alla versione originale di Teresio, ho utilizzato burro comune anzichè chiarificato ( o anidro), considerando che rispetto a quello chiarificato ha un 15% di acqua in più, che ho quindi tolto dalla quantità di acqua richiesta dalla ricetta.
Se volete procedere, munitevi di tante tante uova. Io non sapevo quanto pesasse un tuorlo, ed avevo approssimato male.. per cui ho fatto il viottolo tra casa e supermercato, a forza di andare e tornare... Ora ho scoperto che in media, un tuorlo pesa circa 18 grammi.
Io ne ho usati 22.

Inoltre, invece del baccello di vaniglia, ho utilizzato l'estratto naturale.
Con queste dosi sono riuscita a fare 4 colombe da 750 grammi.
La glassa che avevo preparato non è stata abbondante per la copertura, per cui il prossimo anno, penso che ne farò dose doppia o quasi!
Ah, un'ultima cosa: mi sono dimenticata di mettere le mandorle a decorare... pazienza!


Colomba


Iniziando il sabato mattina con i rinfreschi, si inforna la domenica pomeriggio-sera.
Vedete voi..

- Primo rinfresco ore 7: gr.25 lievito ottenuto dal rinfresco quotidiano della madre
- Secondo rinfresco ore 11: gr.25 lievito + gr.37 farina + gr.18 acqua = tot gr. 80
- Terzo rinfresco ore 15: gr.80 lievito + gr.120 farina + gr.54 acqua = tot gr.254


Ingredienti per il primo impasto (la sera del sabato):

- 200 gr di lievito madre ( ne vanno tolti 54 gr dal panetto che avrete ottenuto con i rinfreschi)
- 640 gr di farina forte (ho usato un W330)
- 178 gr burro
- 180 gr di zucchero
-160 gr di tuorlo (circa 9)
- 200 gr di latte
- acqua 37 gr.
- 1 cucchiaino di malto

Si prepara una emulsione con latte, acqua, zucchero e tuorli con gli ingredienti tutti alla stessa temperatura.
Si versa nella ciotola della planetaria 120 gr di burro, ammorbidito nel microonde, e 80 gr di farina.
Con il gancio, impastare il tutto per 10 minuti, poi aggiungere i restanti burro e farina.
All'inizio sembrerà di fare una 'sabbiatura', come quando si prepara la frolla, poi man mano che si aggiunge l'emulsione, che va fatto poco per volta per mantenere l'incordatura dell'impasto, il tutto si amalgamerà per bene.
Alla fine, l'impasto non sarà lucido, ma va bene così..

Si mette a lievitare a 28° (io nel forno spento con la lucina accesa) fino a quando il volume triplica (ovvero il mattino dopo).


Ingredienti per il secondo impasto (la mattina della domenica):
- 300 gr di farina forte (ho usato un W330)
- 300 gr di burro
- 220 gr di zucchero (ho usato lo zefiro, che si scioglie meglio)
- 240 gr di tuorli (circa 13)
- 25 gr di miele
- 15 gr di acqua
- 10 gr di sale
- 1 cucchiaino di malto
- una lenticchia di lievito di birra
- 100 gr di cioccolato bianco
- 3 cucchiaini di estratto di vaniglia
- 450 gr di arancia candita

Per la glassa (fatene una dose e mezzo, almeno)
- 100 gr di nocciole tostate (meglio 150)
- 100 gr di albume (meglio 150)
- 200 gr di zucchero (meglio 300)

Per decorare
- zucchero a velo
- granella di zucchero
- mandorle pelate


Si scioglie il cioccolato bianco (io uso il microonde alla massima potenza per un minuto, poi controllo, mescolo ed eventualmente continuo, controllando spesso e riducendo il tempo nel micro), si aggiunge il sale e 50 gr di burro a tocchi e si mescola finchè non si è sciolto pure lui.
Si tiene da parte.

Si riprende l'impasto lievitato, e si aggiunge la farina, il malto, lo zucchero e il miele (in cui si sarà sciolto il lievito di birra). Ho aggiunto il lievito di birra su suggerimento di Adriano che riporta come sia cosa importantissima per permettere la colonizzazione del lievito naturale nel primo impasto.

L'impasto diventa molto asciutto, ma va lavorato circa 10 minuti. Dopodichè riprenderà consistenza con l'aggiunta dei tuorli, che va fatta un paio di cucchiai alla volta, aspettando sempre che i tuorli siano ben assorbiti e l'impasto di nuovo incordato prima di aggiungerne altri.
Questo è molto importante, perchè un impasto smollato è difficilmente recuperabile e sarebbe un peccato.. dopo tutto l'impegno messo!

Tra una cucchiaiata di tuorli e l'altra, si aggiunge anche un po' alla volta il burro restante (250gr) che sarà ammorbidito e l'acqua, alternandoli ai tuorli.

Quando tutto è ben amalgamato, si puo' aggiungere l'emulsione con il cioccolato bianco e a seguire l'estratto di vaniglia. Continuare a lavorare l'impasto e dopo 5 minuti aggiungere l'arancia candita tagliata a pezzettoni quadrati di meno di un cm di lato.

Lasciar riposare l'impasto per 10 minuti, poi dividerlo nei pesi desiderati, considerando un peso di circa 50 gr meno rispetto al peso dello stampo, quindi, per esempio, per uno stampo da 750 grammi, usare solo 700 gr di impasto.
A me sono venute fuori 4 colombe da 750 grammi e 4 stampini da panettone da 100gr.
I pezzi di impasto, si arrotolano stretti, se ne fa una palla di ognuno e si lasciano riposare 30 minuti a 30°C (il solito forno spento con la lucina accesa)

Si tolgono dal calduccio e si lasciano stare per 15 minuti.

Poi, si sistema ogni palla nel suo stampo, procedendo come si vede nelle foto: si divide l'impasto a metà. Una parte sarà il corpo e l'altra divisa ancora a metà formerà le due ali.
Si sistemano nello stampo prima le ali e poi il corpo, che cercheremo di allungare un po'.

Colomba Formatura

Si rimettono a 30°C a lievitare per 4-5 ore, fintanto che l'impasto non ha raggiunto il bordo.
A dir la verità, io le ho tenute a lievitare per 6 ore, ma il bordo non lo avevano ancora raggiunto.
E' stato incredibile vedere poi come sono cresciute in cottura!
Mi viene il dubbio che i miei stampi fossero con il bordo troppo alto!!:-)

Si tolgono dal calduccio e si lasciano riposare un'altra oretta.

Nel frattempo si prepara la glassa nel mixer, tritando le nocciole con lo zucchero. Alla fine si aggiunge l'albume, in due volte.
Poco prima di infornare, si bucherella un po' la superficie delle colombe, in modo che la glassa che viene poi spennellata sopra non scivoli troppo.
Voelndo, si può spolverare anche un po' di zucchero a velo.
Si aggiunge la granella di zucchero a spolvero e si sistemano sopra un po' di mandorle (che io mi sono dimenticata..).

Si cuoce a 185° per circa 45 minuti, tenendo aperto unpo' il forno a fine cottura per far uscire il vapore.
Conviene comunque fare la prova stecchino, per controllare che siano asciutte dentro.

Una volta estratte, devono essere lasciate asciugare a testa in giù per almeno 8 ore.

Puo' essere comodo infilzarle con spiedini di ferro, o ferri da maglia, e poi lasciarle a penzoloni.
Io ho usato gli spiedini di legno, ma le colombe si sono un po' imbarcate, per il peso che il legno ha avuto difficoltà a sostenere...
Ma erano buone lo stesso!

domenica 24 aprile 2011

giovedì 21 aprile 2011

Mistero svelato

Cosa bolliva in pentola?
Ci credete che mi avete messo in testa un sacco di idee a cui non avevo pensato?
Tipo: colomba, piatto dolce o addirittura pietanza salata...!

In realtà in pentola non ho messo proprio niente, per il semplice motivo che ho fatto tutto a crudo! ahahah :-D
Ecco svelato il mistero!

L'ingrediente principale, oltre allo zucchero profumato era questo qui:

fragole

un bel cestino di fragole!

Poi ho aggiunto solo un altro ingrediente: il limone.
A dir la verità ho aggiunto pure l'acqua, che uno non ci pensa mai, ma è un ingrediente di tutto rispetto.
Senza acqua, così come senza aria, senza fuoco e senza terra non ci sarebbe vita e quindi nemmeno nessun altro ingrediente...
L'acqua, un elemento indispensabile e inalienabile, come ci invita a ricordare
La banda dei broccoli



Quindi, tornando alla ricetta procuratevi:

- 2 cucchiai di ACQUA
- un cestino di fragole
- mezzo limone
- 3 cucchiai di zucchero aromatizzato con polvere di arancia e vaniglia

Pulite le fragole, tagliatele a pezzi e conditele con il succo del mezzo limone, l'acqua e lo zucchero.
Lasciate macerare in frigo per qualche ora.

e se siete golosi, prendete anche:

- 250 ml di panna da montare e
- 2 cucchiai di zucchero a velo per addolcirla


fragole

lunedì 18 aprile 2011

cosa bolle in pentola?

Oggi passo velocemente da qui per stuzzicarvi l'ingegno...
Ho qualcosa in mente, da fare con questo barattolino prezioso colmo di un dolce e profumato mix:
- polvere di arancia
- zucchero
- vaniglia (o meglio, pezzetti di baccelli di vaniglia usati, che invece di finire nel cestino dell'organico, stanno continuando da mesi a profumare questo vasetto)!

zucchero aromatizzato

Che ci avrò fatto mai?
;-)

Buon inizio di settimana!

venerdì 15 aprile 2011

Prima la fragola, poi il bicchiere...

Quando abbiamo fatto l'uovo, prese/i dall'entusiasmo e dal fatto che eravamo in ballo con il temperaggio, non ci siamo limitate/i all'uovo e abbiamo ballato fino allo stremo!!
Eravamo quasi a fine pomeriggio quando, con occhi luccicanti e furbetti ho tirato fuori da un cassetto l'ultimo stampo che il mio spacciatore di fiducia mi aveva portato (sì, sempre lui) e che era ancora da inaugurare.

Così l'ultima fatica sono stati dei bicchierinidi cioccolato, che fanno molto 'pasticceria'.
Purtroppo, lo smodellamento che ho fatto io degli ultimi due bicchierini che non volevano abbandonare lo stampo nemmeno a batterli con forza, li ha rotti.
Non potete immaginare il dispiacere: me li sono dovuti far fuori di nascosto, per non inquinare la bella riuscita degli altri!
;-)

Bicchierini
Lo smodellamento a cura del Nanni
(non pensavate mica che era mia questa manina?)


Domenica, i bicchierini sono stati portati al pranzo dai nonni.
Preventivamente farciti (...i bicchierini..!) con una coulisse di fragole (da non confondere con una coulotte), insomma con una salsina di fragole, e decorati con panna montata e fragolina.
Buoni buoni. Davvero.


Fragole nel bicchiere

Per 8 bicchierini di cioccolato:

Per la coulisse:
- 100gr di fragole
- 18gr di zucchero
- 1/2 cucchiaino di agar agar in polvere
- 1/4 di limone

Per decorare:
- panna da montare
- zucchero a velo
- fragoline intere

Si lavano e tagliano le fragole a pezzetti, si mettono in un pentolino insieme allo zucchero ed al succo di un quarto di limone e si mette il pentolino sul fuoco.
Si cuoce lentamente per 4-5 minuti fintanto che le fragole non si sono ammorbidite.
Si toglie dal fuoco e si frulla con il mixer a immersione.
Per rendere il composto non troppo liquido, si aggiunge l'agar agar: si fa sciogliere l'agar agar in una ciotolina con un po' di salsina bollente, in modo da stemperare la polverina ed evitare che si formino grumi. Poi si versa nel pentolino e si fa bollire un altro minuto mescolando bene.
Si lascia raffreddare.

Solo quando la coulisse è a temperatura ambiente, si versa nei bicchierini (altrimenti si rischia di rovinare e/o bucare il bicchierino di cioccolato), riempiendoli fino a 2/3 e lasciando lo spazio per aggiungere con un sac-a poche la panna montata addolcita con zucchero a velo.
Alla fine, si affonda la fragolina intera.

E... gnam!

Con questa ricetta partecipo per il mese di maggio al calendario di Ammodomio

calendario ammodomio 2011

martedì 12 aprile 2011

come 2 galline (e un gallo) ... nonostante il clima

Il clima è primaverile, almeno lo è stato sabato.
Anzi, sabato c'è ovviamente stato un colpo di caldo che da canottiera e maglietta a maniche lunghe, mi ha costretto solo a una maglietta senza maniche..
Dico ovviamente, per il semplice motivo che era da un mese che avevamo deciso di provare a fare l'uovo...Come 2 galline: io e la mia omonima!
Un uovo di cioccolato.
Si sa, per il cioccolato, il caldo è la morte sua..
E così, nella migliore legge di Murphy, il caldo è esploso...

Per fortuna, insieme a noi, è arrivato a domicilio il grande Nanni!!
Insieme a lui sono arrivati, stampi, stampini, cioccolato, termometri, ciotole, spatole e un povero marmo surriscaldato a cui ha dovuto fare le spugnature di acqua ghiaccia per vedere se si riprendeva...

pronti, si parte!

La lezione-dimostrazione-ripasso-divertimento è durata un intero pomeriggio, in cui, se non fosse stato per:
- il condizionatore acceso a palla in salotto, con la speranza che il fresco arrivasse anche in cucina,
- l'esperienza del Nanni
- l'incoscienza della Gaia e della Gaiuccia
non si sarebbe arrivate a produrre due bellissimi uovi di cioccolato, bicchierini, arance candite intuffate nel cioccolato e cioccolatini dalle forme più svariate!

Abbiamo imparato che ci sono tre tipi diversi di temperaggio:
- a tablage (quello che avevamo fatto al corso), usando il piano di marmo (vedi qui)
- a innesto (vedi qui)
- a c... (quello più empirico e improbabile... che, seppure fisicamente il c... non ci manca, chissà se riusciremo mai a temperare così!!)

Per quello a c... si divide il cioccolato fondente a pezzetti il piu' possibile omogenei tra loro.
Due parti si mettono in una ciotola, a sciogliere al microonde (fino a raggiungere 50°).
Dopodichè si aggiunge la parte rimanente e si mescola fintanto che non si scioglie. Questa operazione riduce la temperatura del cioccolato. Se, una volta sciolto tutto il cioccolato, si ha una temperatura finale di 32°.... ci siamo: Abbiamo temperato con la tecnica del c...
;-)

Per fare l'uovo, c'è invece la tecnica della goccia:
si riempie la cavità del semiuovo con il cioccolato temperato necessario (per la lavorazione artigianale è consigliato usare un 20% in più di materiale) e si comincia a ruotare la cavità in modo da portare l'onda di cioccolato sul bordo.
A forza di ruotare, il cioccolato si rapprende ed è pronto quando l'onda si trasforma in una goccia che fa fatica a muoversi!
Con il caldo che faceva l'operazione è stata lunga e pericolosa... soprattutto per il pavimento della cucina, che ha rischiato l'arrivo dell'onda dolce!


la goccia

L'uovo.. metà..


Poi abbiamo visto come si sigillano le due semisfere!
Prima di tutto bisogna ricordarsi di mettere la sorpresa dentro... sennò la sorpresa (amara) l'avrà chi lo apre, l'uovo...
Poi, si rovescia una teglia da forno sul fornello a gas, si riveste di carta alluminio e si accende il gas al minimo per qualche secondo: giusto il tempo che la teglia si surriscaldi un pò. Toccandola, non deve bruciare.. altrimenti il cioccolato (non solo quello del bordo) si squaglierà!
Con molta delicatezza, si appoggia la semisfera dell'uovo sulla teglia, facendola scivolare sull'alluminio finchè non si è sciolto un po' il bordo (proprio un gingillino...).
A quel punto, si solleva delicatamente dalla teglia e si appoggia sulla semisfera contenente la sorpresa. Si preme quel poco che basta per far aderire il bordo dell'uovo e si lascia asciugare.

Uova di Pasqua e varie

A parte tutto, dopo un ulteriore pomeriggio trascorso insieme, confermo che il mio socio, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo!
E che con la mia omonima è sempre un piacere vedersi e pasticciare insieme!!

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Avevamo anche voglia di provare a fare l'uovo maculato, proprio come quello che la Caffarel mi ha gentilmete inviato, in una splendida scatola piena di ovetti che hanno fatto impazzire i legumini.. (sarà dura convincerli ad aspettare ancora un paio di settimane prima di aprire quell'uovo Mucca che se lo scuoti muggisce!)

pacco caffarel - 2011

Secondo me (anzi dovrei dire secondo noi, anzi dovrei dire secondo il mio socio) le macchie si fanno mettendo un po' di cioccolato al latte, temperato, a mucchietti sparsi nella cavità dell'uovo e si lasciano raffreddare.
Nel frattempo si tempera il cioccolato bianco e quando quello al latte è freddo, si riveste la cavità con il cioccolato bianco...
Et voilà, les jeoux son fait! (come è andata? ... mica lo conosco il francese..)

Se anche voi volete provare a indovinare come si fa, potete andare sul sito Facebook della Caffarel e giocare a L'uovo "Le Mucche Country": come è nato?!?. Dopo Pasqua il mistero sarà svelato!

Uovo mucca

venerdì 8 aprile 2011

I Gam-bi-stelle

La clonazione bis è uno sport che mi riesce molto.
Con ottimi risultati, direi, senza troppa modestia per il semplice fatto che l'oggetto della clonazione è sempre di qualità.
La clonazione bis come l'intendo io, però, non è semplice copiatura, ma rielaborazione, per cercare di ottenere qualcosa che si adatti ai gusti di casa, non solo e semplicemente alla dispensa!

La prima vera clonazione bis è stata questa, rivisitata nell'assenza di alcool.

gambistelle

La seconda clonazione bis, si rifà in parte agli stessi attori dell'altra. La ricetta di origine questa volta, è di Gambetto e già lì mi aveva colpito per il semplice fatto che in quel (e pure questo) momento Woody e compagni è spesso ospite nelle serate dei legumini del post-cena/pre-letto. La clonazione è stata fatta dallo zio. E le sue parole sono state un'illuminazione: Gaia: non conosco la tua to do list....ma i biscotti si fanno in un baleno!
La clonazione bis, anche questa volta, era lì che non si è fatta attendere troppo.
Era tanto che volevo provare a farli e mi son detta: perchè non provare a rifare questi biscotti tentando di trasformarli in pan-di-stelle? (a proposito: qualcuno ha una ricetta testata?)

E così, vi presento la mia clonazione bis, ribattezzata i Gam-bi-stelle, che sono un incrocio, appunto, dei due.
Della versione gambettiana è rimasto quasi tutto, a parte l'aggiunta di nocciole e di estratto di vaniglia. Del gusto dei pan-di-stelle, invece, c'è solo il cioccolato e la nocciola.
L'impasto è parecchio morbido e difficilmente lavorabile con uno stampo da biscotti. Per ottenere la forma a stella, ho usato uno stampo da muffin, dato che non era possibile fare altrimenti... Quindi ho ottenuto 6 stelle e tanti biscottini tondi (le palline che in cottura si sono adagiate sulla teglia).
Oltre alla consistenza morbidosa, nei biscotti si ha un forte sentore di arancia, dato dalla presenza delle zeste, che profumano molto più di quanto io potessi pensare!!

Questa la mia versione:

220 gr di cioccolato fondente
70 gr di nocciole triate fini
140 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
zeste di un'arancia
2 uova
1 cucchiaino di lievito
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
zucchero a velo e/o decorazioni di zucchero

gambistelle

La preparazione è lineare:
si montano le uova intere e lo zucchero con una frusta. Nel frattempo in una ciotola si scioglie il cioccolato a pezzetti con il burro (come Gambetto, anche io uso il microonde: alla massima potenza, un minuto alla volta per i primi due minuti, controllando e mescolando il composto, poi riducendo a 30 secondi finchè non si è sciolto).
Si aspetta che si raffreddi un po', poi si versa sulle uova e zucchero continuando a mescolare.
Si aggiunge l'estratto di vaniglia, le nocciole tritate, le zeste dell'arancia.
Alla fine, quando è tutto amalgamato, si aggiunge la farina setacciata insieme al lievito, a pioggia, continuando a mescolare.
Si mette il composto su una pellicola senza PVC, si chiude a salsicciotto e si pone in frigo a riposare almeno un'ora.
L'impasto è piuttosto morbido, per cui, se non avete tanti stampi a bordi alti (tipo muffin) alla cui base mettere l'impasto (per dare una forma particolare, tipo le mie stelline) conviene procedere comefa Gambetto, facendo palline da mettere su una teglia rivestita da carta forno.
Eventualmente decorandole con un po' di formine in zucchero.
In cottura le palline si adagiano e formano delle cupoline. Si cuociono in forno a 180° per 13 minuti. Non uno di più!
;-)


Devo dire che nell'ultimo mese, ho pensato spesso a quale ricetta mi si addicesse di più.
Sicuramente qualcosa con il cioccolato.
Che adoro.
E che è coccola, che è antidepressivo, che è gioia.
Ma cosa? Ci sono tante ricette irresistibili con il cioccolato...
Forse questa, è un po' meno irresistibile di un cioccolato e panna, tanto per dirne una..
Ma è quella che mi assomiglia di più: nata dall'unione di più idee, dall'amicizia, dallo scambio, dalla sperimentazione.
E così, con questi biscottini partecipo al contest di Juls (in collaborazione con Macchine alimentari): Se tu fossi una ricetta....



venerdì 1 aprile 2011

Senza versare una lacrima

L'ultima volta che ci avevo provato, avevo finito le lacrime... e con metà dose di cipolle!
Questa volta, invece, mi sono fatta furba e non ho versato nemmeno una lacrima per fare questo spezzatino con 1 kilo abbondante di cipolle tagliate a rondelline, una per una!!
Il trucco?
Ho usato gli occhialini da piscina!

occhialini

Così, alla fine di tutta l'operazione spezzatino-alle-cipolle, gli occhi non ne hanno risentito per niente. Questa volta, l'unico inconveniente è stato il lieve profumino di cipolla cotta che ha accompagnato capelli e vestiti fino al mio arrivo in doccia..!

Il procedimento è semplicissimo, come gli ingredienti.
La cottura, invece, per arrivare ad ottenere una carne molto morbida (che comunque deve essere di qualità) richiede un po' di tempo. Diciamo che se avete un 2-3 ore libere, questo piatto fa per voi!
Ho usato un tajine (o una tajine, non ho ancora ben chiaro). Avete presente? Quella pentola mediorentale con il coperchio a cono, che riesce a mantenere i vapori di cottura all'interno della pentola? Ecco, quella lì!
Un trucco: per evitare che si cretti a contatto con il fuoco dei fornelli, la uso sempre con uno spargifiamma, per uniformare il calore alla sua base.

tajine cipolle e manzo

Servono:
- spezzatino di manzo (non l'ho pesato, ma sarà stato sui 700 grammi)
- 1 kilo di cipolle
- olio e sale

Per prima cosa ho tagliato le cipolle a rondelle. E ora sapete pure come si fa (vedi sopra)!!
Poi le ho messe nel tajine, ho messo il coperchio e le ho stufate per circa 20 minuti.
Dopodichè ho aggiunto un cucchiaio di olio a filo e la carne tagliata a cubetti di circa 3-4 cm. Ho dato una mescolata , ho tappato e ho cotto per circa 2 ore con fuoco al minimo, rigirando ogni tanto e controllando che gli umori della carne non si asciugassero. A me non è successo, ma in caso, potete aggiungere un po' di brodo.
Accompagnandola con riso basmati al naturale è la fine del mondo! Provare per credere!