venerdì 25 febbraio 2011

Colazione per cena ?!?

Fare colazione a cena, e non perchè uno si sveglia che è l'ora di cena, a volte capita.
Avete mai cenato con latte e biscotti?
Noi, a volte sì.
E quando capita, di solito è la domenica sera, dopo essere stati a pranzi luculliani in famiglia...e non si ha nè voglia nè stomaco di addentare qualcosa, ma è l'ora di cena e non ci si fa ad andare a letto saltando proprio il pasto!

Ma questa volta non è successo di domenica e non abbiamo cenato come se fosse una colazione con latte e biscotti.
E' stata una rapida cena fatta come se fosse una Irish breakfast, insomma, una fast Irish breakfast!!

FAST Irish breakFAST

Avete presente?
Salsiccia, pomodorini, lattuga e uova strapazzate.
A dir la verità non ricordo se a Dublino abbia mai avuto anche la lattuga, per colazione, ma di sicuro tutto il resto sì!!

Devo dire che la cena è stata preparata in men che non si dica, e già questo può essere utile a chi, come me, durante la settimana arriva a casa e la cena deve essere pronta in due balletti, come dice la mia mamma..

PS. Ecco, a essere precisi precisi, magari in Irlanda la Guinness non se la scolano a colazione, ma la nostra era una cena e ci stava proprio bene!!
PS del PS: ovviamente la birra è stata somministrata solo ai maggiorenni di casa :-)

Irish breakFAST

venerdì 18 febbraio 2011

Schiacciata alla fiorentina - atto II

Come l'anno scorso, anche quest'anno, non ho potuto fare a meno di parteciapare al corso di cucina e panificazione tenuto da Adriano e Paoletta.
Come l'anno scorso, anche quest'anno, non ho potuto fare a meno di apprezzare la loro professionalità che unita al loro essere generosi di consigli, affabili, disponibili, sempre con il sorriso sulle labbra rendono interessante e piacevole il corso e ti fanno dimenticare che a fine giornata hai trascorso un sacco di ore in piedi, ma con le mani in pasta!

il corso

Come l'anno scorso, anche quest'anno, la compagnia è stata molto piacevole e la timidezza iniziale non si è nemmenno sentita, visto che questa volta diversi visi erano già noti (il Nanni, Anna, Monica, Rita, Kety, e altri)!
Come l'anno scorso, anche quest'anno, non ho potuto fare a meno di gustare con soddisfazione i manicaretti che siamo riusciti tutti a preparare, nonostante fosse la prima volta e alcune preparazioni non fossero proprio facilissime (babà, pesche dolci, friselle, pane comune, pane cafone)!


la produzione..

Fuoco e fiamme

Come l'anno scorso, anche quest'anno, dopo due giorni intensissimi, Adriano, per la nostra gioia, non si è trattenuto dal prepararci con tanta generosità la sua pizza napoletana.
Che non ha uguali.

la pizza di Adriano
La pizza di Adriano

La crema di Paoletta
La crema di Paoletta



Foto di gruppo - corso cucina
Eccoci tutti insieme, con una mascotte speciale..

Come l'anno scorso, anche quest'anno, non ho potuto fare a meno di portare qualcosa di fatto da me, per fare merenda tutti insieme!
Ma a differenza dell'incoscienza dell'anno scorso, questa volta, non mi sono cimentata in un lievitato difficile, nonostante abbia lo stesso nome: La schiacciata alla fiorentina.
Il dolce di carnevale tipico di Firenze, che anno scorso avevo preparato fuori stagione per farlo assaggiare ai maestri.
Quest'anno la stagione è stata quella giusta, ed il dolce l'ho fatto nella variante più semplice, quella casalinga e di famiglia, usando il lievito istantaneo.
Nonostante che farlo richieda molto poco tempo, a differenza della versione con il lievito di birra, il dolce dà poi molta soddisfazione.. E' stato molto apprezzato, al corso, e come l'anno scorso, mi sono ricordata di fargli la foto quando ormai ne erano rimasti solo pochi pezzetti...
Già questo, è una garanzia!!

La foto è abbastanza inguardabile, ma non fatevi ingannare dall'apparenza!
;-)

fetta Schiacciata alla fiorentina

Per una teglia (di circa 20x30cm) si usano:

10 cucchiai di farina
10 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di succo di arancia
1 cucchiaio di zibibbo (o vinsanto o altro vino liquoroso)
5 cucchiai di latte
4 cucchiai di olio
2 uova
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di una arancia
q.b. noce moscata
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 bustina di lievito per torte

burro per ungere la teglia
pan grattato per spolverare la teglia

Per prima cosa ho montato a neve gli albumi con il pizzico di sale e li ho messi da parte.
Poi ho montato zucchero e tuorli fino ad ottenere un colore molto chiaro (la percentuale di zucchero rispetto al peso dell'uovo è molto alta, per cui non si arriverà a scioglierlo completamente, ma va bene così).
Ho grattugiato la buccia dell'arancia e poi l'ho spremuta per ottenerne il succo (ne ho ricavato esattamente i 4 cucchiai).
Ho aggiunto a tuorli e zucchero gli altri ingredienti liquidi (succo di arancia, latte, zibibbo, olio, estratto di vaniglia) e ho mescolato un po'.
Poi ci ho grattato un po' di noce moscata e ho aggiunto la buccia di arancia. Infine ho setacciato farina e lievito e ho versato a pioggia nel composto, continuando a montare con le fruste.
Ho amalgamato le chiare montate a neve, incorporandole un po' alla volta, con movimenti dal basso verso l'alto per non farle smontare.
Ho imburrato una teglia rettangolare, l'ho spolverata di pan grattato e vi ho rovesciato l'impasto, che deve rimanere piuttosto liquido.
Ho infornato a 180° per circa 20 minuti (fate comunque sempre la prova stecchino... si sa che non c'è un forno uguale all'altro)!

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E' un dolce semplice da fare e molto buono, adatto di sicuro ai bambini.
Mi piacerebbe poterlo aggiungere alla raccolta di ricette per bambini che sarà regalata al reparto di neuro-fisiologia della Fondazione Santa Lucia.
Il Santa Lucia è un centro di riabilitazione che negli anni ha aiutato molte persone, e in particolare molti bambini, a cercare di risolvere i loro problemi, a dare sorrisi e speranza.
Purtroppo, però, per mancanza di fondi il centro rischia di non poter continuare a stare aperto e di dare continuità ai suoi piccoli pazienti...
Caris è appassionata di cucina ed è anche la mamma di un piccoletto che frequenta il centro tre volte a settimana, ma che rischia di non poterlo frequentare più.
Per questo, ha indetto questa iniziativa, nella speranza che una maggiore informazione possa essere di sostegno a chi putroppo ha bisogno di un centro così all'avanguardia ...
Possiamo tutti fare qualcosa, no?



venerdì 11 febbraio 2011

I medaglioni

Passato il clou biscottifero di un paio di mesi fa, qui si è ricominciato a biscottare da qualche settimana, complice un pacco di avena trovato in dispensa e che necessitava di essere usato.
Ma complice soprattutto, Ester, che con i suoi biscotti all'avena ci ha resi 'addicted'.

biscotti a colazione

Il fatto che fosse una ricetta tratta da un libro di cucina per bambini (Baking with kids, di Linda Collister) mi ha subito incuriosito. Così una domenica mattina, coinvolgendo i legumini, li ho fatti insieme a loro e dopo mezz'ora dall'inizio delle operazioni, ce li siamo sgranocchiati per colazione..

Sono venuti così buoni che ne è stato richiesto il bis dal capofamiglia, a meno di una settimana, e poi di nuovo. Nell'ultima versione, non avendo a disposizione la quantità di avena richiesta (... a forza di biscottare l'ho finita velocemente!!) ho aggiunto del riso soffiato. E sono venuti buoni lo stesso.
Anche la frutta secca/cioccolato può essere variata a piacimento. La prima volta ho messo metà uvetta e metà cioccolato spezzettato, la seconda e la terza volta invece ho sostituito l'uvetta con della papaia candita, tagliata a minuscoli quadrettini. Per il momento è la variante che più ci è piaciuta: il gommosetto del candito fa da contrasto con la croccantezza dei biscotti...

Un'ultima cosa: in cottura i biscotti, che sono senza lievito, tendono decisamente ad allargarsi, ecco perchè li abbiamo ribattezzati medaglioni!
Il consiglio è di tenerli un po' distanti, in modo da non farli attaccare tutti l'un l'altro. Considerate che i biscotti si spalmano fino a raddoppiare il loro diametro!
Facendo palline di 3-4 cm (che poi vanno un po' schiacciate) si hanno circa una trentina di medaglioni.

cookies puzzle: prima e dopo


Ecco la ricetta ripresa direttamente da Ester (grazie!) :

125 g. burro
100g. zucchero bianco
100g. zucchero di canna o muscovado (ho usato quello di canna)
1 rosso d'uovo (l'ho usato intero)
150 g. fiocchi d'avena (una variante: 120 avena e 20 riso soffiato)
125 g. farina bianca
1 pizzico di sale
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
75 g di uvetta o pezzetti di cioccolato o frutta secca di altro tipo (ottimi con papaia e cioccolato)

Accendere il forno a 180°
Si scioglie il burro nel forno a microonde a temperatura massima per circa 1 min, senza renderlo bollente, poi si mette in una ciotola grande, si aggiunge lo zucchero e si mescola con un cucchiaio di legno, si aggiunge l'uovo, e poi, mescolando bene all'aggiunta di ogni ingrediente ho messo nella ciotola l'avena, la farina, il sale, il bicarbonato e infine, ma proprio alla fine la frutta secca.
Si formano delle palline (circa 3-4 cm di diametro) e si appoggiano sulla teglia con carta da forno e si schiacciano fino a renderle dei dischi.
Si infornano per circa 13-15 min e poi si tirano fuori. All'inizio sono molto morbidi, ma tendono subito a prendere consistenza. Appena possibile si mettono su una griglia a raffreddare.
Chiusi in scatole di latta o di vetro, durano una settimana (se ci arrivano...)

Biscotti all'avena ciocco e papaia

venerdì 4 febbraio 2011

Baci baci

Non mi piacciono le feste comandate, e quindi, nemmeno la prossima festa (che più commerciale non ce n'è) che si avvicina...
E infatti, questi cioccolatini li ho fatti qualche settimana fa e non sono arrivati alla festa in agguato, ovviamente!


Baci baci

Sono stati i miei primi cioccolatini in assoluto! Dopo aver seguito il corso del Nanni, avevo trovato la scusa che non avendo gli stampi adatti non mi ero ancora messa a rifarli.
Poi, il Nanni in persona, gentilissimo, me li ha procurati e non ho più potuto inventare scuse..
In realtà avevo il timore di non riuscire a temperare il cioccolato, di metterci una vita, di dover scombussolare casa per poterli fare...
Ma dopo essere andata a ripetizione (come a scuola) mi sono finalmente decisa e questo che vedete ne è il risultato.

L'idea era di provare a fare i cioccolatini alla crema di nocciola.
Ho deciso di farli un sabato mattina, con calma. Ho tolto il cestone sotto il piano di marmo della cucina, in modo da riuscire a raccogliere il cioccolato da temperare senza sporcare troppo altro, ho aperto la dispensa, ma di crema alla nocciola spalmabile, neanche l'ombra.
Primo scompenso: " Chi l'ha finita?"
Secondo scompenso: "E ora?!?!?!?!"

Mica potevo scendere al negozio sotto casa e comprarla, vero?
Mi sono messa a farla da me.
Ho inaugurato la coppia pestello e mortaio appena comprata, e mi sono accinta a pestare le nocciole, che sono rimaste un po' granulose.
Diciamo che alla fine ho desistito a riprodurre in 2 balletti la crema e mi sono rassegnata a farcire i cioccolatini come se fossero dei baci (quelli che per la festa commerciale che si sta avvicinando raggiungono il maggior picco di vendita di tutto l'anno!!).

cioccolatini Puzzle ...


Il risultato, alla fine, è stato mooolto migliore di quello che avrei sperato... e quindi, se volete provare a farli, e non avete idea di come fare, trovate qui di seguito come ho fatto io:

Per il cioccolatino:
300 gr di cioccolato fondente (ne rimarrà, ma, come insegna il Nanni, del cioccolato non si butta via niente, come il maiale, :-) e lo potremo riutilizzare, ritemprandolo, per i prossimi cioccolatini o più semplicemente per una torta o una crema)

Per il ripieno (usate metà dose, perchè non avevo considerato che nei cioccolatini c'era anche la nocciola intera, che occupa un bel po' di spazio):

50 gr di nocciole di buona qualità tritate con il mortaio
30 gr di cioccolata gianduia
30 gr di cioccolato bianco
40 ml di panna
21 nocciole intere (una per ogni cioccolatino.. il numero dipende dallo stampo)

Si tritano i due cioccolati e si mettono in una ciotola.
Si porta ad ebollizione la panna e poi la si versa nel cioccolato mescolando fino a che i cioccolati sono sciolti e si ha una crema fluida.
Si aggiungono le nocciole tritate.


Per il procedimento:
Si deve sciogliere il cioccolato fondente e temperarlo. Per il temperaggio del cioccolato seguite le indicazioni del Nanni: QUI. Sono precise e dettagliatissime.

Si devono riempire con il cioccolato tutte le sagome dei cioccolatini del vostro stampo. Importante, poi, è battere lo stampo con forza sul piano, in modo da far uscire le eventuali bolle d'aria.

Si capovolge lo stampo per far uscire il cioccolato fuso in eccesso (e questa è la parte scenografica che adoro di più), poi si pulisce lo stampo con una spatola per togliere il cioccolato in eccesso e si appoggia lo stampo rovesciato su un foglio di carta forno. Dopo 5 minuti si mette in frigo, con la carta forno in alto, sempre coperto in modo da non fargli prender umidità.

In attesa che si raffreddi, si prepara il ripieno, come sopra.

Trascorso il tempo, si tira fuori lo stampo dal frigo, si mette una nocciola in ogni cioccolatino e non appena il ripieno si è un po' raffreddato (in caso contrario si rischierebbe di far sciogliere il rivestimento del cioccolatino), con una sac-a-poche si riempie il cioccolatino, lasciando libero un po' di spazio prima del bordo (un paio di mm).
Edit: Mi raccomando di usare una bocchetta abbastanza grande della sac-a-poche, altrimenti rischiate (come ho fatto io) di imprecare un po' per via che i pezzetti di nocciola bloccano l'uscita...

Si lascia di nuovo raffreddare (eventualmente rimettendo in frigorifero coperto di carta forno).
Nel frattempo si procede a temperare il cioccolato rimasto, per poter poi chiudere i cioccolatini.

Quando il cioccolato è in tempera, si cola in piccole quantità su ogni cioccolatino, sbattendo nuovamente lo stampo per far salire eventuali bollicine d'aria.
Con la spatola pulita si elimina il cioccolato in eccesso e si aspetta che si raffreddi.

Dopo circa un quarto d'ora si puo' smodellare lo stampo. Con un colpo deciso si batte sul piano e se tutto è andato bene, i cioccolatini si staccheranno da soli!!
Se ne dovessero rimanere alcuni attaccati, basta rimettere lo stampo in frigo, coperto con carta forno, e aspettare un altri 10 minuti.



Sembra lungo, ma se si riescono a rispettare i tempi, in un'oretta libera si ottiene un'ottima scatola di cioccolatini da regalare (o degustare piano piano in compagnia!)

Alla fine, ne sono rimasta molto soddisfatta, per essere la prima volta, anche se la parte inferiore dei cioccolatini non era perfetta e qualcuno aveva un po' di striature opache, ma nessuno di quelli che li hanno divorati se ne è nemmeno accorto!! ;-)

martedì 1 febbraio 2011

Quiz e salsicce

"La prostituzione, purtroppo, sta dilagando. Ragazze attirate in Italia con lo specchietto della moda, del cinema, della televisione e poi costrette in appartamenti. Vere e proprie schiave, una situazione intollerabile....Perciò abbiamo fatto questo disegno di legge: pene elevate per chi le sfrutta e per gli stessi clienti. Credo che queste pene siano molto giuste, soprattutto quando le prostitute sono minorenni."

CHI L'HA DETTO?

Silvio Berlusconi presentando la legge Carfagna, giusto un paio di anni fa.
Poi, però, non l'hanno approvata.
Chissà perchè?!?!

(Tratto dall'Editoriale di Marco Travaglio, Anno Zero, 20/01/2011)

E in tema di maiali, ecco a voi la ricetta che Lenticchia ha scelto dal suo bel libro di ricette di cucina per bambini (scritto tra l'altro dalla mamma di un suo amichetto):

Le salsicce del cowboy!

Che essendo tratte da un libro per bambini (che utilizza a volte prodotti in parte già pronti, per semplificare le cose), indica di usare 2 scatolette di fagioli... d'altronde i mitici Bud Spencer e Terence Hill, quelle avevano... Ovviamente, da degna food blogger ( e qui mi scappa da ridere...) ho dovuto riadattare alla dispensa e così, invece delle scatolette, ho usato fagioli da cuocere!!

Le salsicce del cowboy

Servono
- 400 grammi di fagioli borlotti freschi (li avevo in freezer, ma potete usare anche quelli secchi, facendoli rinvenire una notte a bagno).
- 1 lattina di polpa di pomodoro
- 6 salsicce (ho usato quelle di cinta senese, che il maiale deve essere di classe!! :-) )
- 2 spicchi di aglio
- 5 foglie di salvia
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- sale
- pepe
- peperoncino (io non l'ho messo)

Si lessano i fagioli in acqua salata. In genere uso la pentola a pressione, così dopo soli 20 minuti dal fischio sono pronti.

Si fa imbiondire l'aglio nell'olio e, volendo, si aggiunge il peperoncino.
Si aggiungono i fagioli, la polpa di pomodoro, la salvia e si regola di sale e di pepe.
Si lascia cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti, poi si aggiungono le salsicce tagliate a metà e si lasciano cuocere per un altro quarto d'ora.


Norma, Kemikonti, questo post aggiungetelo alla lista di quelli che non ne possono più.