venerdì 30 dicembre 2011

Stuzzichini - idea

Siamo ancora nel pieno delle feste.
Passato (per il momento) il tormentone dei regali mangerecci di Natale, e con ancora gli avanzi della festa nel frigo (sono solo io ancora in questa condizione???)... qui c'è da pensare all'ultimo dell'anno.
Ormai manca proprio poco.
E proprio poco ci vuole per preparare questi stuzzichini sfiziosi, ripieni di prosciutto cotto e mozzarella, che sono andati a ruba alle prove generali e che quindi saranno ripetuti!

Stuzzichini

Si possono pure preparare in anticipo. Ma il consiglio è di consumarli calducci (anche ripassandoli 5 minuti sotto il grill del forno), per apprezzare ancora di più il ripieno!

Per circa 15 stuzzichini, servono:

- 1 rotolo di pasta sfoglia (meglio se rettangolare, in modo da evitare gli scarti)
- 3 fette di prosciutto cotto
- 1 mozzarella (vedere il trucco)
- 1 uovo per spennellare
- semi di papavero per la decorazione

Si taglia la pasta sfoglia in rettangoli di circa 5 x 10 cm.
Si stagliuzza il prosciutto cotto e se ne mette un mucchietto su una metà di ogni rettangolo.
Si aggiunge su ogni mucchietto un po' di mozzarella.
TRUCCO: per evitare che la mozzarella, in cottura, perda acqua e sciupi la consistenza friabile dello stuzzichino, prevengo il problema. La taglio a fette, che dispongo su un piatto, e la metto nel micro alla minima potenza per un minuto o quanto basta per farle perdere l'acqua.
Si spennellano i bordi di ogni rettangolo con un po' di acqua, si sovrappone la metà libera su quella farcita e si sigilla bene.
Si spennella la superficie con un po' di uovo e si decora con spolverate di semi di papavero.
In forno caldo 180° sono pronti dopo 20-25 minuti.

Chi è stato??

E.... con l'occasione:

Buon anno!!

che sia un 2012 sereno e gioioso


(alla faccia degli antichi Maya!)

sabato 24 dicembre 2011

Uso improprio del web

Concedetemelo, un uso improprio, oggi.

Prima di tutto per fare i miei auguri a chi passa di qua:
che sia un Natale sereno e di pace.

Buon Natale


E secondo, per lasciare un messaggio a Babbo Natale da parte dei legumini, e per avvisarlo che, dovesse sbagliare strada, da un paio di giorni delle speciali indicazioni stradali hanno fatto capolino sull'albero in salotto.

Indicazioni stradali


Tanti Auguri!!

mercoledì 21 dicembre 2011

Anche all'ultimo momento

Se siete nel panico per l'avvicinarsi della prossima scadenza del fine settimana...
Se volete donare un pensierino fatto con le vostre manine...
Se non avete voglia/tempo per dedicarvi alla produzione di panettoni nè tanto meno di pandori...
Potreste prendere in considerazione l'idea del cantuccino.

Cantuccini

Da queste parti, i cantuccini, sono tipici di Prato.
E si inzuppano nel vin santo.
Sono abbastanza secchi e si conservano bene anche per un paio di settimane (in una scatola di latta oin un vaso di vetro con il tappo).

Ci vuole davvero solo una mezz'oretta o poco più, tra prepararli e averli sfornati (praticamente meno del tempo che mi ci è voluto nel fine settimana per fare il primo dei due impasti del panettone...).
La ricetta che avevo seguito qualche anno fa, non mi aveva soddisfatto: i cantuccini sapevano troppo di uovo...
Ma poi ho trovato questa (da Panpepato), e nelle ultime 2 settimane l'ho rifatta, modificandola con farine e ingredienti vari di contorno, per almeno tre volte.

Questo quello che ho rielaborato (per tre filoncini di biscotti):

Per la base
200 gr di farina 00
100 gr di farina di orzo ( o di altro tipo o farina 00)
200 gr di zucchero
2 3 uova
1 cucchiaino e ½ di lievito istantaneo per dolci
1 cucchiaino di scorza d’arancia bio grattugiata (oppure qualche goccia di olio essenziale alimentare di arancia bio)
3 gr di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di latte (per spennellare)

Per il ripieno, ho provato:
150 gr di mandorle con la pellicina
oppure
100 gr di mandorle con la pellicina, 80 gr di gocce di cioccolato, 30 gr di arancia candita
oppure
120 gr di nocciole con la pellicina, 80 gr di gocce di cioccolato
oppure
sbizzarritevi...

In una ciotola si setacciano insieme farina, lievito e bicarbonato. Poi si aggiungono zucchero, scorza d’arancia e gli ingredienti che abbiamo scelto per il ripieno, miscelando il tutto. Si incorporano le uova e si impasta. Il risultato rimane un panetto morbido e un po' appiccicaticcio. Se fosse troppo duro (per via della dimensione delle uova) si puo' aggiungere un po' di latte.
Si divide l'impasto in 3 parti uguali e si formano 3 filoncini larghi circa 2 dita, che vanno adagiati ben distanti su una teglia coperta di carta forno (in cottura, come si vede dalla foto qui sotto, i filoncini si allargano parecchio, per cui conviene tenerne di conto).

Cantuccini: prima e dopo

Si spennellano con un po' di latte e si infornano a 180° per circa 15-20 minuti, fino a che non hanno un bel colore dorato. I cantuccini sono tipicamente biscotti secchi, per cui vanno cotti fintanto che fuori non diventano belli dorati.
Una volta sfornati, si lasciano raffreddare su una griglia e poi si procede al taglio, facendo fette di circa un paio di centimetri scarsi (ogni fetta diventerà un biscotto).
Se fossero ancora un po' morbidi, una volta raffreddati, si possono ripassare in forno per 5 minuti per farli asciugare ulteriormente.

venerdì 16 dicembre 2011

Senza parole, solo foto

Questa volta, invece di raccontarvi le emozioni vissute, le facce riviste, le bontà realizzate, la gentilezza dei maestri... per non essere ripetitiva, visto che di giornate simili ve ne ho già parlato qui e pure qui, oggi lascio le parole alle immagini di dove sono stata e con chi, ormai quasi 2 settimane fa.

Si capisce che è stata una giornata (anzi due) impegnativa e indimenticabile?

Puttino
Ciò che ci circondava


Un programmino denso
Un programmino giusto un attimino denso..


Ingredienti


Paoletta
Paoletta


Facce da corso
Entusiasmo,


Facce impegnate..

impegno e ...

Sarà...

...perplessità!


Si copia...


Un po' di appunti

appunti


La produzione:

Cestino di pane

Cestini di pane




Mani




Pandoro
Pandori


Panettone Glassato

Panettoni glassati


Fetta di Panettone

martedì 13 dicembre 2011

Il buco con il biscotto intorno

Oggi sarebbe la festa di Santa Lucia.
Non è una festa propriamente sentita dalle mie parti fiorentine, contrariamente a quanto accade un po' più a nord, in Italia e in Europa.

Biscotti con finestra caramellosa

Per me, Santa Lucia ha un nuovo significato, da quando Caris ci ha raccontato la storia DEL Santa Lucia, in primavera: adesso, quando sento parlare della santa, mi vengono in mente subito lei e il suo Albertino.
Per questo oggi, il post è dedicato a loro e a tutti quelli che fino ad oggi sono stati aiutati dalla fondazione Santa Lucia, dai suoi medici e fisioterapisti, nel difficile cammino della riabilitazione e che nuovamente, come mesi fa, rischiano di rimanere a casa, perchè sembra che i fondi pubblici siano finiti.
Viviamo in un paese civile, dice.
Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione.
Qualcuno, se ne è dimenticato?



Per Albertino, preparerei con gioia questi biscotti con la finestrina colorata. Sono sicura che sarebbe un ottima scusa per festeggiare il suo prossimo goal (e senza deambulatore)!

Ho seguito la stessa collaudata ricetta della frolla di Montersino, che avevo indicato QUI per i biscotti velenosi.

How to - window cookies

In più servono solo un po' di caramelle dure, da mettere in un sacchetto di plastica per alimenti e schiacciare con il batticarne, fino a sbriciolarle.
Si tagliano i biscotti con un buco centrale (usando un'altra formina) e si infornano per 5 minuti a 180°, si tolgono dal forno e si riempie il buco con un bel mucchietto di briciole di caramella.
Si infornano per altri 5 minuti (i biscotti devono rimanere pallidi), si tolgono dal forno e si lasciano raffreddare in teglia per qualche minuto, in modo che la caramella si solidifichi e il biscotto non si rompa, staccandolo dalla carta.

E con questi biscottini, la speranza...

On OFF

si accende!

sabato 3 dicembre 2011

Conto alla rovescia

Insieme all'inizio del mese, è pure cominciato il conto alla rovescia.
Mancano 22 giorni.
Volendo c'è ancora tempo per preparare qualcosa home made per un pensierino natalizio.
Come il famoso estratto di vaniglia, che dona l'aroma vanigliato a tanti biscotti/torte/creme in modo naturale, evitando l'uso del corrispettivo aroma sintetico tanto usato nello zucchero a velo e in molte ricette.
E poi è comodo: invece di tenere in infusione le bacche, se ne può usare un cucchiaino, all'occorrenza.

Ma.....non si può avere subito.
Ci vuole pazienza per arrivare a poterlo usare.
Le bacche di vaniglia, in infusione nell'alcool, rilasciano il loro profumo lentamente.
Ci vorranno almeno un paio di mesi per togliersi la voglia.
E come il vino, invecchiando migliora: l'alcool svanisce e rimane il profumo della vaniglia!
Per cui, iniziando a prepararlo ora, dovrete avvisare il fortunato destinatario di questa bottiglina, che dovrà pazientare.....Ma l'attesa lo ripagherà!!

Estratto di vaniglia

La ricetta che ho seguito e che ho sperimentato almeno per due volte, si basa su quella di Tuki:

mezzo litro di vodka con 40° di alcool
15 bacche di vaniglia di medie dimensioni (lunghezza circa 16 cm)
una bottiglia di vetro da un litro

Le bacche devono essere cicciotte, morbide e profumate (io le ho prese tutte le volte qui), si lavano, asciugano, dividono a metà nel senso della lunghezza, si dividono in pezzetti lunghi 4-5 cm e si mettono in una bottiglia da 1 litro, poi si coprono con la vodka, stando attenti che siano sommersi.
La bottiglia va conservata al buio (basta anche in un mobile in cucina :-)) ed agitata ogni giorno per almeno due settimane. Poi, basta agitarla una volta a settimana o quando uno se ne ricorda!

Se volete fare i regalini, vi consiglio di suddividere l'estratto e le bacche in tante bottigline (le mie erano di succhi di frutta) solo all'ultimo momento... Se lo fate prima, fintanto che l'estratto sarà sotto la vostra custodia, vi toccherà agitare diverse bottigline invece che una sola!

PS. Oggi, chi è a Roma, potrebbe fare un salto al mercatino di beneficienza della Chiesa Valdese in Piazza Cavour (tutti i dettagli QUI) dove un nutrito gruppo di mitiche e volenterose ragazze di questo matto e generoso mondo di foodblogger avrà un banchino con delizie natalizie, i cui proventi andranno ad aiutare i bambini di Rocchetta Vara.

Io, invece, scappo... che mi aspettano... LORO!!

venerdì 25 novembre 2011

La mela di Biancaneve

Chi si ricorda la favola di Biancaneve?
Indipendentemente dall'avere prole o meno, che ti costringe a rispolverarle, è difficile scordare le favole, nonostante non si abbia più l'età.
Vi ricordate come era la mela avvelenata che la matrigna strega offre alla povera Biancaneve?
Tutti ci hanno fatto sempre credere che fosse una bella e lucida mela rossa.

Non è così.
Siete pronti per una notizia sconvolgente?
Recenti scoperte mi hanno svelato che la mela velenosa era gialla.
Pure un po' bruttina e dotata di un numero di semi inimmaginabile.
Di sicuro chicchiolata e immangiabile. E infatti Biancaneve, al primo morso, cadde in terra svenuta.

Le mele di Biancaneve

Me ne hanno portate non un solo esemplare, ma una cassetta, addirittura.
L'aspetto bruttino, non deve trarrre in inganno. Hanno il dono di un profumo floreale, che sprigionano senza tregua.
Un esemplare continua a farmi compagnia sulla scrivania, e non riesco a perdere il vizio di una sniffatina ogni tanto.

Essendo immangiabili così come sono, le mele velenose devono essere cotte.
E cuocendole, ne viene fuori una marmellata velenosa ed incredibilmente profumata.
Ricca di vitamina C (ho appena scoperto) e asprina, pur senza l'aggiunta di una sola goccia di limone!
E la morte sua è su un frollino, la cui dolcezza e burrosità contrastano con il sapore deciso della marmellata.
Sono sicura, che se alla povera Biancaneve avessero offerto un biscottino come questi, invece della mela avvelenata, lo svenimento sarebbe stato di tutt'altro tipo!


Mele velenose :-D


Per la marmellata velenosa (ricetta gentilmente passata dallo spacciatore di mele velenose, Gabriele):

1 kg di mele velenose al netto degli scarti (trattasi di mele cotogne giapponesi - chaenomeles japonica)
500 gr di zucchero
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchiere di acqua
una stecca di vaniglia aperta (mio personale contributo)

Pulire le mele togliendogli il torsolo. Tagliare la polpa a pezzi e togliere la buccia dove si presenta sciupata.
Tagliare le mele a pezzetti.
Mettere i pezzi di mela sul fuoco in un tegame largo dal fondo spesso, con il vino bianco, l’acqua e la bacca di vaniglia, tagliata a metà nel senso della lunghezza.
Quando l’acqua bolle, abbassare il fuoco e mettere il coperchio al tegame.
Girare spesso con un mestolo di legno per evitare che si attacchi.
Dopo circa un’ora, o un’ora e mezzo (o comunque quando tutti i pezzetti di mela sono ben cotti) si frulla tutto con un frullatore ad immersione,si aggiunge lo zucchero e si mescola bene facendo bollire ancora qualche minuto, poi può essere messa nei vasetti sterilizzati.
Riempire i vasetti mentre la marmellata continua a bollire, quindi tappare subito (pulendo prima il bordo con un panno pulito, se la marmellata è colata di fuori) e rovesciare il vasetto per sterilizzare il tappo.
Dopo 5/10 minuti rimettere il vasetto dritto e lasciarlo raffreddare.


Biscotti velenosi

Per i biscotti di pasta frolla (ricetta di Montersino)

250 gr di farina
150 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
2 tuorli
la buccia grattugiata di metà limone
1 cucchiaino di estratto di vaniglia


Preparare la frolla mescolando la farina con il burro freddo tagliato a pezzettini, fintanto che il tutto non ha la consistenza delle briciole, stando attenti a non riscaldare il burro.
Aggiungere lo zucchero a velo e la buccia del limone e continuare a lavorare.
Per ultimo, versare i tuorli mescolati con l'estratto di vaniglia ed amalgamare velocemente fino a che si ottiene un panetto (io uso la planetaria con il gancio a foglia per tutto il procedimento).
Rivestire di pellicola senza PVC e far riposare la frolla un'oretta in frigo (meglio ancora tutta la notte).

Stendere l'impasto ad uno spessore di 3 o 4 mm e ricavare i biscotti con le formine.
Con l'aiuto di due cucchiaini versare un po' di marmellata al centro di ogni biscotto. Appoggiare i biscotti su una teglia rivestita di carta forno e rimettere in frigo a riposare 15 minuti.
Cuocere i biscotti per circa 10 minuti in forno a 180° (non devono scurirsi, sennò raffreddandosi tendono a diventare troppo secchi).


Con questa ricetta velenosa partecipo al contest dell'Araba più Felice di tutte (per la sezione biscotti):

Il nuovo giveaway di arabafelice

lunedì 21 novembre 2011

E anche per quest'anno abbiamo dato

Questo è un periodo di festeggiamenti, in casa legumi.
Prima Lenticchia e, ad una settimana di distanza, il suo babbo.
L'anno scorso vi eravate beccati prima la setteveli, poi la ragnatela.
L'anno prima c'era stata una torta speciale e anche una carrellata di ispirazioni, compresi i panini maialini.
Quest'anno il periodo di festeggiamenti compleanniferi si conclude con questa torta a strati, un po' stile setteveli, ma con un po' meno di cioccolata ( e pure di panna)...
In cui la morbidezza del ripieno è contrastata dalla croccantezza della base e che, come al solito, è la maledizione dei golosi come me, che, avendola davanti, con la scusa che hanno preso una porzione piccola, non smetterebbero di affondare la forchettina...

Operativamente è strutturata con una base croccante di cioccolata, uno strato di bavarese al cioccolato, uno strato di dacquoise, uno strato di bavarese alla crema e per finire uno strato di dacquoise.

Essendo a strati, ci si può organizzare con il lavoro.
Un giorno si può fare la dacquoise (meringa con frutta secca) e congelarla.
Un altro giorno si può fare la base croccantina al cioccolato e congelarla.
La sera prima di servirla, si possono preparare le creme bavaresi, e procedere al montaggio.
Il riposo in frigo migliora il risultato, consentendo alle dacquoise di assorbire l'umidità della bavarese e rendendo la torta più armonizzata.


Torta bavarese


Dacquoise con nocciole e cocco (su ispirazione di Montersino)
160 gr di albumi (circa 4 uova)
160 gr di zucchero
70 gr di cocco grattugiato
60 gr di nocciole
65 gr di zucchero a velo

Tritare insieme le nocciole, il cocco e lo zucchero a velo fino ad ottenere la consistenza di una farina e tenere da parte.
Preparare la meringa, montando a neve ben ferma con le fruste (io ho usato la planetaria) gli albumi con lo zucchero (in pratica, se la spuma si solleva con un cucchiaio, devono rimanere le punte).
Amalgamare alla meringa la polvere di nocciole, cocco e zucchero a velo, un po' per volta, mescolando con delicatezza dall'alto verso il basso, per non far smontare il tutto.
Ricoprire una teglia (di quelle grandi da pizza, delle dimensioni del forno) con la carta forno.
Con un sac a poche con la bocca larga, ricoprire tutta la superficie della teglia, partendo dai bordi e proseguendo a spirale fino al punto centrale.
Infornare a 180° per circa 15 minuti.
Lasciare raffreddare, tagliare lungo la metà del lato lungo, coprire con pellicola ed eventualmente porre in freezer.


Base croccante al cioccolato (su ispirazione della base della setteveli, memore del monito di zioPiero)
120 gr di cioccolato fondente
100 gr di fiocchi di mais o similari

Su un foglio di carta forno disegnare la sagoma della torta (in base alla dimensione della dacquoise).
Tritare i cereali grossolanamente.
Fondere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde in una ciotola. Aggiungere i cereali e mescolare bene fino a che sono ben ricoperti.
Versare i cereali sul retro della carta forno disegnata (così il composto non tocca l'inchiostro della penna) e spalmare fino a ricopreire tutta la sagoma.
Lasciare raffreddare su un piano, poi conservare da parte oppure in freezer.


Crema inglese
(la base della bavarese)
125 gr di latte
2 tuorli (circa 30 grammi)
30 gr di zucchero
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (oppure metà bacca)
scorza di mezzo limone bio

In un pentolino che possa andare sul fuoco, mescolare bene tuorli e zucchero, fino ad ottenere una spuma giallo chiaro.
In un altro pentolino versare il latte, l'estratto di vaniglia e la scorza del limone. Far arrivare al bollore e poi versare il tutto (filtrando con un colino per trattenere la panna se è affiorata) sulla spuma di tuorli e zucchero.
Continuare a cuocere mescolando sempre fino a 82° (o fino a che la crema non vela il cucchiaio).

Base per la bavarese
la crema inglese
250 ml di panna
un cucchiaio di zucchero a velo
3 gr di colla di pesce (un foglio e mezzo)

Ammollare in acqua fredda la colla di pesce.
Quando la crema inglese è ancora calda, aggiungervi la colla di pesce ben strizzata e mescolare bene fino a farla sciogliere.
Montare la panna insieme al cucchiaio di zucchero a velo.
Quando la crema è arrivata a circa 35°-40° (toccandola con la punta di un dito, non ci si scotta... :-D), procedere con l'aggiunta degli ingredienti per fare le due aromatizzazioni:

Bavarese al cioccolato
metà crema inglese (circa 90gr)
80 gr ricotta
50gr cioccolato fondente
metà panna montata (125 ml)

Sciogliere il cioccolato a bagno maria o nel microonde. Amalgamarvi la ricotta.
Aggiungere la crema inglese e per ultimo la panna montata, con movimenti delicati dall'alto in basso per evitare che si smonti.


Bavarese alla ricotta
metà crema inglese (circa 90 gr)
120 gr di ricotta
metà panna montata (125 ml)

Mescolare la ricotta con la crema inglese e poi amalgamare la panna montata, sempre con movimenti delicati dall'alto in basso per evitare che si smonti.

Montaggio della torta
Nel piatto di portata, appoggiare la base croccante al cioccolato (foto1), poi con un cucchiaio (oppure un sac-a-poche) versare e spalmare lo strato di bavarese al cioccolato (foto2) e coprire con uno strato di dacquoise (foto3).
Aggiungere lo strato di bavarese alla ricotta, lasciandone un po' da parte per la decorazione (foto4) e coprire con l'altro strato di dacquoise (foto5).
Edit: Conservare la bavarese di ricotta avanzata in una sac-a-poche in frigo per almeno un'oretta, in modo che si rapprenda.
Decorare la torta spolverando del cacao in polvere e sbizzarrendosi con la bavarese rimasta, messa nella sac-a-poche con bocca dentellata (foto6).


Torta bavarese - passi 1 e 2
Torta bavarese - passi 3 e 4
Torta bavarese - passi 5 e 6

lunedì 14 novembre 2011

Festeggiamenti

Da queste parti, e per di più con questa bella giornata di sole, oggi si festeggia!
Finalmente!

E per festeggiare, ho portato un bel vassoio di muffin, tutti colorati e di buon auspicio, che ce ne vuole parecchio!

Muffin allegri

Sono muffin che dedico con gioia ai bambini e ai ragazzi di Borghetto-Vara, che dopo la tremenda alluvione di Genova e dintorni, sono rimasti senza la casa famiglia che avevano ritrovato dopo aver perso la loro, di casa e di famiglia.
E' un vassoio dolce, colorato e allegro, che dedico loro con la speranza che presto il sorriso e la serenità torni nelle loro vite.
Questo è solo un gesto simbolico.

Se volete partecipare anche voi a questo progetto, potete andare a dare un'occhiata da Patrizia.
E se volete dare un aiuto concreto, potete fare una donazione direttamente alla cooperativa sociale Gulliver, che si occupa della casa famiglia e di altre realtà bisognose di Borghetto e Roccheta Vara, sul C.C. IBAN IT30X0617549720000000546980 di Banca CARIGE Ag.394


Per12 muffins (ricetta tratta da Baking with Kids di L. Collister):

175 gr di farina
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito istantaneo per torte
25 gr di cacao amaro in polvere
150 gr di zucchero ( ho usato quello di canna)
100 gr di burro a temperatura ambiente
2 uova
125ml di latte

Accendere il forno a 170°.
Nell'attesa che arrivi a temperatura, setacciare farina, cacao, sale, lievito e zucchero in una ciotola. Aggiungere il burro morbido a pezzetti.
In un'altra ciotola sbattere un po' le uova con una frusta.
Aggiungere le uova ed il latte alle polveri e mescolare bene con un mestolo di legno.
Versare il composto a cucchiaiate in ogni stampo da muffin, riempiendolo per due terzi.
Cuocere in forno per circa 20 minuti.

Per la copertura
100 gr di cioccolato bianco
150 gr di formaggio spalmabile

Fondere il cioccolato (a bagnomaria o nel microonde) e amalgamarvi il formaggio.
Quando i muffin sono freddi, decorarli con la crema e i confetti colorati.

Per far rapprendere velocemente la crema, tenere i muffin in freezer un quarto d'ora.

lunedì 7 novembre 2011

Di una torta d'effetto e di tutti i dietro le quinte

Vi sembra possibile che una, ad agosto, in piena calura, veda una torta e poi non se la tolga di mente per esattamente 2 mesi e 5 giorni, ovvero fino a quando finalmente arriva l'occasione per poterla rifare?
E' quel che è successo a me quando ho visto questa qui, da Caris.
Fugato velocemente il dubbio che non potesse essere adatta ad una legumina ottenne, è cominciato il count down.

Torta bambola

Dietro le quinte
All'avvicinarsi della data, sono cominciati i dubbi amletici su quale torta usare e quale farcitura.
Dopo un alternarsi di idee, ha prevalso quella di una torta al cioccolato, e la fantastica idea di farcirla con una crema di marscarpone.
Fantastica idea, ma fantasticamente poco pratica per essere usata su una torta a strati, che man mano che costruivo, diventava sempre piu' pesante, con l'irrimediabile conseguenza dello straripamento della crema da tutte le parti ed il conseguente scivolamento degli strati dove volevano loro..
La disperazione ha aguzzato l'ingegno, così il secondo strato è stato attaccato bene bene con una mano di crema spalmabile alle nocciole, dotata di una vischiosità stile cemento: oltre alla bontà c'era da pensare a come tenere unita tutta la struttura e così mi sono trasformata in ingegnere, architetto, muratore e pasticciere!

Torta bambola - work in progress

L'occorrente

Ci sono stati altri intoppi, durante la lavorazione, come per esempio:
- il taglio a occhio degli ovali che, sovrapposti, dovevano formare la gonna (cosa difficile da fare a occhio, appunto)
- il bellissimo momento in cui ho dovuto infilare la bella barbie nel suo vestito.
Una volta montata la gonna, e' stato durissimo fare il foro per contenere le sue gambe, così che l'ho dovuta pigiare con forza delicata. Ma il suo di dietro ha sformato la linea della gonna e così, nonostante la sua linea snella, è venuta fuori una damina dell'ottocento, con un bel sederone a massaia (come si dice da queste parti)!
- la vestizione, ovvero quando la pasta di zucchero si trasforma in gonna. Non essendo sarta e non avendo un cartamodello, quando ho steso e tagliato lo strato di pdz ho sbagliato misura, ed ho quindi dovuto riattoppare alla meglio il dietro del vestito, usando anche il trucchetto dei fiori di pdz, a nascondere le magagne.


Sul palcoscenico
Ecco, invece, come ho proceduto per realizzare il tutto (ispirandomi ad una torta di Caris):

La torta
6 uova
300 gr di farina 00
360 gr di zucchero
60 gr cacao amaro in polvere
100 gr di olio di semi
100 gr di acqua
2 yogurt bianchi
50 gr di cioccolato fondente
1 bustina di lievito

Si scioglie il cioccolato (a bagnomaria o nel microonde) e una volta intiepidito si aggiunge allo yogurt.
Si montano insieme le uova e lo zucchero con la frusta.
Si aggiungono olio e acqua e si mescola piano piano.
Si aggiunge anche lo yogurt cioccolatoso.
Si setacciano farina, lievito e cacao e si uniscono al composto.
Ho imburrato una tortiera di 26 cm di diametro, l'ho spolverata con farina, ho versato l'impasto e infornato a 180° per circa 50 minuti (fare la prova stecchino-asciutto per verificare la cottura).
Penso che se dovessi rifarla, proverei ad utilizzare uno stampo a ciotola, di un'altezza adeguata per ottenere una gonna che vada bene alla bambola da vestire.
Ho visto che esistono stampi appositi per fare questo tipo di torte, con un foro centrale, tipo kugelhopf o ciambellone americano. Ma per evitare di investire in un attrezzo che si usa poche volte, proverei a simulare lo stampo con una ciotola, scavando poi il foro quando la torta si è raffreddata.

Torta bambola - work in progress

Pronta per la vestizione

La pasta di zucchero
Ho seguito le indicazioni della mia omonima celiaca e le dritte segnalate da Caris:

450 g di zucchero a velo
6 g di colla di pesce (3 fogli)
25 g di sciroppo di glucosio (può essere sostituito da miele dal sapore neutro)
45 g di acqua fredda
10 g di glicerina per alimenti
coloranti alimentari (ho usato quelli in gel)
18 g di olio insapore e inodore (ho usato olio di semi di arachide)

Mettere la colla di pesce a bagno nell'acqua per un quarto d'ora, aggiungere lo sciroppo di glucosio, la glicerina e per ultimo l'olio. Sciogliere il tutto a bagnomaria o per pochi secondi nel microonde.
In una ciotola versare lo zucchero a velo e mescolarlo con il composto liquido, versandolo a filo (ho usato la planetaria). Quando il tutto diventa compatto, è pronto.
Per colorare di rosa la pdz ho aggiunto qualche goccia di colorante in gel e mescolato con cura. Il colore si è distribuito uniformemente.
Ho poi avvolto in una pellicola trasparente e messo in un contenitore ermetico fino al momento dell'uso (tende a seccare in fretta).

Il cemento
Prima di avvolgere la torta nel vestito di pdz, l'ho rivestita di crema al burro.
Il vantaggio è doppio: spalamando la crema di burro sulla torta e conservandola una notte in frigo, la torta acquista rigidità e sostegno.
Inoltre, il velo chiaro tende a non far trasparire dalla pdz il colore scuro del cioccolato.
Ho seguito le indicazioni di Marjlet (per me un guru in questo campo):

100 gr di burro morbido
200 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio scarso di latte

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Sbatterlo alla massima potenza con lo zucchero a velo. aggiunto a cucchiaiate. In ultimo aggiungere il latte.

Torta bambola - profilo?!?!?

Un profilo di altri tempi ... ?!?!

L'assemblaggio
Torta
Crema spalmabile alla nocciola
Crema al burro
Bambola a sirenetta (ovvero con le gambe rivestite di pellicola)
Pasta di zucchero

Una volta che la torta è raffreddata, tagliarla in 3 dischi di diametro a scalare.
Tenere sottomano la bambola che dovrà essere vestita, per prendere la misura di quanto dovrà essere alta la gonna.
Via via che si tagliano i dischi, incidere un buco centrale, che dovrà contenere le gambe.
Sovrapporre gli strati unendoli con una bella spalmata di crema spalmabile alla nocciola, facendo attenzione a centrare i dischi sul foro che conterrà le gambe.
Con il coltello modellare la gonna in modo da renderla di forma svasata.
Rivestire la torta-gonna di crema al burro, correggendo le varie imperfezioni.
Coprire con pellicola e tenere in frigo fino al giorno dopo.
Il giorno dopo, preparare il vestito spianando la pasta di zucchero su carta forno con il matterello, tenere le mani asciutte ed eventualmente spolverarle con poco zucchero a velo, in modo che la pasta non si attacchi.
Divertirsi a modellare la gonna e sbizzarrirsi con le decorazioni (anche per nascondere le magagne) facendo finta che la pdz sia Didò!
Infilare la bambola nella gonna, attaccare il corpetto, la gonna e attaccare le decorazioni con una goccia di acqua.

F I N I T O.

Torta bambola - dettaglio di salvataggio

Dettaglio (copri magagna)


L'impresa è stata ardua, un po' lunga (mi ci è voluto un pomeriggio e qualche ora della mattina successiva per completare l'opera), gli inconventi non sono mancati.
E' stata la mia prima torta foderata con la pasta di zucchero.
Ma nonostante tutta la faticaccia e lo stress, è bastato vedere la faccina di Lenticchia, gli occhi sgranati, il sorriso fino alle orecchie e l'emozione di quando si è trovata davanti la sua torta di compleanno, per far svanire tutta la stanchezza!

venerdì 4 novembre 2011

Un pomeriggio, per merenda...

Strano ma vero.
Un pomeriggio per merenda, abbiamo assaggiato un risotto.
Di zucca, con il gorgonzola. E a Lenticchia è piaciuto un sacco.
Offertole da Juls di persona personalmente, quando è venuta a Firenze per collaborare con un negozio di casalinghi d'autore, per un pomeriggio di cucinamenti vari.
La sorpresa di vederla divorare un risotto alle 5 di pomeriggio si è unita alla sorpresa di scoprire come il dolce della zucca stia bene con il sapore deciso del formaggio...
E pensare che è stata la ricetta d'esordio di Giulia, che ho scoperto a distanza di soli quasi 4 anni!
Come si dice?
Meglio tardi che mai!



zucca e gorgonzola



Riporto qui sotto la sua versione originale:



Ingredienti per 4 persone

320 gr riso
1 porro
(io una cipolla rossa)
500 gr di zucca gialla (meglio più che meno)
3 cucchiai di olio evo
50 gr di gorgonzola
4 rondelline di provola affumicata (io non l'avevo)
brodo vegetale
sale e pepe

Ho messo l’olio in una padella antiaderente, quando era ben caldo ho aggiunto il porro a rondelline fine, (io un battuto di cipolla rossa) quando si è imbiondito, ho messo tutta la zucca tagliata a cubettini, sale e pepe, ed ho fatto cuocere la zucca aggiungendo mano a mano il brodo vegetale, fino a che la zucca non ha cominciato ad ammorbidirsi e a disfarsi un po’. Allora ho aggiunto il riso, l’ho mescolato bene per farlo tostare e anche qui ho aggiunto volta volta il brodo fino a che il risotto non è cotto, mescolando spesso. A quel punto, prima di toglierlo, ho aggiunto gorgonzola e provola (io la provola non l'avevo) ed ho mantecato bene.
Prima di servirlo ho macinato un po’ di pepe sopra, per dargli un buon profumo – oltre che sapore – ed un tocco di colore.

C'e poi un trucchetto simpatico: i semi della zucca possono essere puliti e lavati e fatti cucocere in un tegamino coperto con un goccio d’olio. Quando cominciano a scoppietare, come i pop corn, si tolgono, si asciugano dall’olio e si salano. Son decorativi e buoni da mangiare, perché creano un bel contrasto croccante con il risotto vellutato.


Grazie Juls, anche da parte di Lenticchia!

lunedì 31 ottobre 2011

Paura...!

Vi fanno paura, questi muffin, vero?

Halloween-idea

Trattasi di muffin di stagione, stagionati un anno..

In effetti, sono stati fatti per Halloween 2010, all'ultimo minuto.
E siccome foto e post sarebbero stati fatti a festa passata, mi sembrava che fossero ormai troppo fuori stagione.. e quindi, sono rimasti in bozza.

Adesso, ad un anno di distanza, ve li faccio vedere in tempo, anche se un po' all'ultimo minuto, anche questa volta...

Premetto che quest'anno ho avuto un'altra idea, suggeritami dall'omonima celiaca, ma mi ci devo ancora cimentare.. Quindi forse la vedrete il prossimo anno, se riesco a realizzarla e se viene fuori decentemente!

Siccome questi muffin sono dell'anno scorso, chi si ricorda più come li avevo fatti?!?!

Forse era una torta all'acqua, a cui avevo aggiunto gocce di cioccolato, e che avevo poi suddiviso nei pirottini da muffin.
Avevo sciolto cioccolato fondente al microonde e l'avevo poi versato su ogni muffin, decorando con confettini colorati e cocco grattugiato fintanto che il cioccolato era ancora malleabile.

Ma non è tanto importante la ricetta, quanto l'idea della decorazione.

Che forse non è venuta benissimo, ma è stata d' effetto, per i pargoli e per i loro amichetti!
Vi puo' tornare utile per stasera?
:-)

Buona festa!

Halloween - idea

lunedì 24 ottobre 2011

Calabria calling

Ad essere sinceri i peperoni, dovessi comprarli, avrei sempre il dubbio che poi toccherebbe mangiarli solo a me.
E si sa che fare 4 pietanze diverse, per 4 persone diverse, non è proprio il caso. Non siamo mica al ristorante!
E così, quando qualche settimana fa mi sono ritrovata 3 brillanti peperoni rossi e verdi, nella busta che il contadino ci porta ogni settimana, ho interpretato il fatto come un segno del destino.
Cosa ci avrei potuto fare?
La marmellata, quella per i formaggi, ce l'ho già.
La peperonata non è il caso, che poi mi si lamentano che non la digeriscono.

Così mi è venuta in mente Tery, e il suo Peperoni e Patate, che non solo è il nome di casa sua, qui in rete, ma anche la prima ricetta che ha pubblicato.

Peperoni e Patate (e cipolle)

Non l'avevo mai fatta prima, ma, complice la simpatia per Tery, ci ho voluto provare.
E' venuto fuori un contorno appetitoso, e non so se per merito della freschezza dei peperoni o che, non è risultato indigesto a nessuno.

Essendo un piatto di origini contadine, a parte le misure che sono a occhio, anche l'esecuzione cambia da famiglia a famiglia.
Io ho scelto la versione più croccante, e così ho aggiunto giusto un goccio d'acqua in cottura, quando proprio era inevitabile.
E siccome è un piatto calabrese, ho onorato i luoghi unendo al tutto anche una bella cipolla di Tropea!

Ho usato:
- 3 peperoni (misura medio-piccola)
- 3 patate medie
- 1 cipolla di Tropea
- olio e.v.o.
- sale

I peperoni, lavati, si mondano togliendo i semini e si fanno a listarelle.
Le patate, lavate e sbucciate, si tagliano a spicchi, come se dovessero essere fritte.
La cipolla, mondata della buccia esterna, si taglia a spicchi fini.
In una padella si riscalda l'olio evo (circa 5 cucchiai) e si fanno cuocere le verdure, a fuoco medio basso, girando la prima volta quando le patate hanno iniziato a fare la crosticina (per evitare che si spappolino). Condire con sale e portare a cottura, girando ogni tanto ed eventualmente aggiungendo poca acqua se dovesse servire.

Così, adesso, suffragata dal post di Tery, dove dice che ogni famiglia ha la propria ricetta di peperoni e patate, da oggi, anche la mia ne ha una!


Peperoni e patate

lunedì 17 ottobre 2011

Schiacciatine per merenda

Ieri era il World Bread Day: un giorno speciale, in onore del pane.
Non tanto un giorno celebrativo su questo splendido prodotto, prima della terra e poi delle nostre mani, ma un giorno per ricordare che il pane, pur nella sua semplicità, ancora non è presente sulle tavole di tutti.Io lo festeggio in ritardo, ma festeggio e condivido, oggi.

Quando era ancora caldo e non accendevo il forno (perchè bastano così pochi giorni di freddo per farti sembrare una vita fa che si stava bene, e perchè quando si stava bene ci si lamentava sempre che era troppo caldo??) avevo iniziato a comprare delle schiacciatine simili per la merenda dei legumini.
Poi, al solito, leggendo gli ingredienti e tutti i conservanti contenuti, mi è passata la voglia.
E mi è venuta quella di farmele da me.

schiacciatina morbida

Così, tra le prime cose fatte, quando è ri-iniziata la stagione del forno acceso, sono state queste schiacciatine.
Morbide, morbide.
Molto meno unte di quelle comprate.
E pure della misura giusta.

Per 14 schiacciatine:

250 gr di pasta madre (rinfrescata due volte)
350 gr di farina 0
150 gr farina manitoba
200 gr di latte
50 gr di acqua
50 gr di burro (sciolto e lasciato raffreddare, si mette che è una crema)
16 gr di fiocchi di patate (2 cucchiai)
7 gr di sale
3 gr lievito di birra

Per la salamoia:
30 ml di acqua e 30 ml di olio, circa, emulsionati bene con una forchetta

Ho sciolto la pasta madre nei liquidi (latte e acqua) tiepidi, in cui avevo precedentemente fatto sciogliere quel poco di lievito di birra (messo per dare un aiutino ai lieviti naturali, che ancora non conosco bene, dato che sono i nipotini della mia vecchia FU pasta madre).
Ho impastato con le due farine setacciate, a cui avevo mescolato i fiocchi di patate.
Per ultimo ho aggiunto il burro (sciolto nel microonde e lasciato raffreddare fino alla consistenza di una cremina) in cui avevo mescolato il sale.
Ho lasciato riposare fino al raddoppio e poi ho diviso in pezzi da 75 grammi circa.
Ho avvolto a palla e lasciato riposare per una mezz'oretta.
Ho schiacciato ogni pallina delicatamente con i polpastrelli e ho fatto i buchini con le dita.
Ho cosparso ogni schiacciatina con un cucchiaio di salamoia.
Ho coperto con pellicola (senza PVC) e lasciato lievitare nuovamente.
In forno, cuociono a 180° per circa 20-25 minuti.


schiacciatina morbida

mercoledì 12 ottobre 2011

schiacciata 3.0

Altro che Web 2.0!!

Qui siamo arrivati addirittura alla 3.0, ma di versioni di.. schiacciata con l'uva. Che dopo la prima con la pasta madre, la variante con il lievito di birra, adesso sono qui a presentare con il lievito istantaneo.

Sì, perchè io sono curiosa (oltre che golosa) e così, dopo averla assaggiata ad un rinfresco in ufficio, mi sono fatta portavoce di tutti quelli che come me, ne volevano la ricetta.

E dopo intense pressioni psicologiche, il malcapitato che ce l'aveva fatta assaggiare è arrivato a telefonare a casa per avere conferma di procedimento e dosi.

E così, ho fatto giusto in tempo a procurarmi un po' dell'ultima uva di stagione, per poter offrire nuovamente questa schiacciata, con la quale abbiamo festeggiato il rientro nella banda di una cara collega (ora pure compagna di stanza)!

A differenza delle precedenti versioni, questa è molto rapida, non avendo tempi di lievitazione: si impasta (semplicemente mescolando) e si inforna.
Il sapore è molto gustoso. A me ricorda molto la schiacciata con l'uva che si trova dal fornaio.
Segnatevela, tra le cose da provare per il prossimo autunno (se non trovate l'uva prima).

Schiacciata con uva 3.0


Per una teglia grande 30x40 circa ( o due più piccole):

250gr di farina
150gr di zucchero
un bicchiere di acqua (circa)
1 kg di uva (da schiacciata)
1/2 bustina di lievito in polvere da dolci
olio q.b.
pan grattato

Impastare acqua, farina (setacciata con il lievito) e zucchero fino ad ottenere un impasto non troppo morbido.
Lavare l'uva ed eventualmente zuccherarla se non fosse troppo dolce. Mescolare l'uva all'impasto.
Ungere una teglia con olio e spolverarla di pan grattato.
Adagiarci la schiacciata, cospargere la superficie con olio e zucchero.
Infornare in forno caldo a 180-200° per circa un'ora.

Schiacciata con l'uva 3.0


Con questa ricetta, tipicamente toscana, partecipo al contest di Federica, mia conterranea:

La Toscana nel piatto: il mio nuovo contest