mercoledì 28 aprile 2010

Un uovo senza guscio?!?!

Finalmente domenica il sole è tornato a splendere, così con i legumini, abbiamo approfittato della bella giornata e siamo tornati di nuovo all'amata campagna!

fiori a primavera

Non so se è cosa nota, ma con l'arrivo della primavera, dei fiori, dei profumi, dei colori, dei prati verde verde che pare di essere in Irlanda (vero Caituscia?) anche le galline si svegliano dal loro 'letargo oviparo' e cominciano di nuovo a fare le uova!

Intendo le galline vere, quelle felici, che razzolano nell'erba e beccano quel che trovano o, se capita una giornata di sole, fanno a gara per accaparrarsi gli avanzi che i legumini gli portano, nella classica missione dopo pranzo (della serie: che si fa ora? Si portano gli avanzi alle galline!!!).
Insomma, la regola non vale per le povere galline infelici, che vivono in 30cm quadrati (forse) tutta la vita, alla luce del neon notte e di' e che fanno uova come se fossero a cottimo, per la gioia degli scaffali sempre pieni dei supermercati...

Ecco, una di queste galline felici, con il risveglio primaverile ha prodotto, povera creatura, un mega uovo mai visto prima.
Dico mai visto prima, non tanto per la dimensione esagerata, che comunque batteva ogni record, ma per il fatto che si è dimenticata di avvolgerlo nel guscio...
Un uovo che sembrava una pallina di silicone, tutto molliccio (si vede dalle foto?) che faceva anche impressione spostarlo da una parte all'altra...
Dice, il contadino, che a volte capita... che alla povera gallina andrebbe fatto mangiare (non guardrare, eh?!?) un po' di calcio!
Voi l'avevate mai visto un uovo così?!?!

uovo senza guscio?!?

PS. Scusate la latitanza... ma qui stiamo per ristrutturare casa ed il tempo per questo angolino, per il momento, si sta riducendo per cause di forza maggiore..
Non ho la più pallida idea di cosa mi stia per aspettare, a dir la verità, ma cercherò di farmi coraggio... c'è di sicuro molto ma molto di peggio!

venerdì 23 aprile 2010

Decorazione di agretti

Non si finisce mai di imparare...
Io, per esempio, gli agretti o erbette negus (come quest'anno li ha ribattezzati la coop, traendomi un po' in inganno), non li avevo mai provati.
Per uno strano gioco di coincidenze, una mia collega li ha portati in ufficio per il pranzo e mi ha incuriosito. Il giorno dopo li ho visti dalla mia omonima, qui, e la curiosità è aumentata.

Poi, cercando in rete ho scoperto che in altre parti di Italia si chiamano barba di frate, ed in effetti, dopo averli guardati con attenzione, il nome non è proprio dato a caso, non vi pare (vedi foto sotto)?!?

Agretti

Trattasi di erbetta primaverile simile all'erba cipollina, ma solo nell'aspetto, perchè poi, per il sapore è molto neutra (a me sembrano filini di bietola...)
In rete avevo trovato diverse ricette in cui si cucina con le acciughe, ma non essendo pienamente soddisfatta, mi sono impegnata di creatività e ho preparato ..... una torta salata!
Niente di particolare, a dir la verità, ma mi sono sbizzarrita nelle decorazioni (deve essere il periodo) e mi sono divertita a disegnare dei motivi astratti con i fili di agretti, che si prestavano molto!

Torta di Agretti

Pasta brisè
Per la pasta brisè ho usato la ricetta indicata su gennarino, seguendo la variante per ottenere una pasta che si gonfi leggermente in cottura, che riporto qui:

500 gr di farina bianca
250 gr di burro
65 gr di latte fredo
1 uovo (circa 60 grammi)
sale

Per ricordarsi a mente le proporzioni, basta ricordare la terna 1-2-4 : 1 di liquidi, 2 di burro, 4 di farina.
In questo caso i liquidi sono latte e uovo, generalmente si puo' considerare anche solo acqua.
Ho mescolato con l'impastatrice la farina con il burro ed il sale, poi quando il tutto ha cominciato a diventare briciole (pochi minuti), ho aggiunto l'uovo che avevo mescolato al latte.
Ho formato una palla, avvolta in pellicola (senza PVC**) ed ho lasciato riposare in frigo.
Ho preparato la brisè la sera prima, quindi la mia ha riposato un giorno intero, ma può bastare una mezz'oretta (anche se a riposare di più, non peggiora, anzi!).

Quando si toglie dal frigo, si lascia a temperatura ambiente per renderla più malleabile, e si stende a circa 3-4 millimetri.
Di pasta, ne rimarrà un po'. Io l'ho usata per fare due cordoncini da arrotolare e appoggiare sulla torta prima della cottura finale.
Si fodera uno stampo, si copre con carta forno e fagioli secchi e si mette a cuocere la base della torta per circa 15 minuti a 180°.


Ripieno
2 mazzetti di agretti
60 gr di parmigiano grattugiato
250 gr di ricotta
1 mozzarella (tagliata a cubetti)
1 uovo + 1 tuorlo per spennellare
sale
mezzo cucchiaino di curcuma in polvere

L'operazione più lunga da fare è la pulizia degli agretti: io li ho lavati uno ad uno e gli ho tagliato la radice rossiccia (mi hanno poi svelato che, dopo averli lavati, basterebbe sfilarli, più che tagliarli... voi come fate??).
Poi li ho cotti 3 minuti al microonde (in alternativa si possono scottare in acqua salata).
Ne ho tenuti un po' da parte per la decorazione, gli altri li ho tritati e mescolati al ripieno.
Quando la base era cotta, ho aggiunto il ripieno, ho adagiato sul bordo il cordoncino di pasta, ho decorato con i fili di agretti tenuti da parte e ho spennellato la pasta con il tuorlo sbattuto.
In forno a 180° per circa 40-50 minuti (o il tempo che cuoce, in base al vostro forno).

Dato che gli agretti si trovano solo a primavera, con questa ricetta tento la carta Calendario e provo a concorrere per il mese di maggio del Calendario di Ornella!

[image1.jpg]


NOTA BENE. ** Le avete mai lette le confezioni dei rotoli di pellicola per alimenti?
Molte di esse, per legge, riportano la dicitura: " il prodotto, pur essendo adatto all’uso alimentare, NON va posto a contatto con cibi contenenti sostanze grasse" quindi formaggi, burro, salumi, ecc.
Questo perchè le plastiche che contengono PVC sono addizionate di ftalati, sostanza chimica molto solubile negli oli, e che quindi tende a migrare dalla plastica ai cibi o altro con cui vengono a contatto.
Diciamo che mangiare cibi confezionati nel PVC non è che faccia tanto bene.

Si trovano comunque in commercio anche pellicole senza PVC, che magari non sigillano benissimo come le altre (o almeno quelle che ho provato io) ma che sembra, facciano meno danni..

venerdì 16 aprile 2010

La panna secca: prove generali

Certo, non è che alla fin fine sia chissà che cosa...
preparare la panna secca!

Trattasi di comune meringa, ma è stata ribattezzata così dai legumini, che ne vanno ghiotti e a cui ricorda per l'appunto la panna. Ma secca.
Anche io da piccola ne andavo ghiotta (mi ricordo che a volte il babbo ce le comprava, quando tornava da Siena) e fino a poco tempo fa non avevo mai provato a farla.
Il primo tentativo che ho fatto è stato per decorare la torta al limone, ma la consistenza era molto più morbida, non come quella di una vera panna secca!
Così mi sono studiata bene bene tutti i segreti della meringa, che avevo già letto con curiosità da Mr Meringa e rivisto anche dallo ZioPiero.

panna secca

La scusa per farla, questa volta è stata quella di fare le prove generali per il prossimo compleanno di Fagiolino. Nonostante la mia titubanza, mi sono attrezzata anche di due boccette di colorante alimentare, per vedere come sarebbe venuta fuori.
Le mie mani sono venute belle colorate (e al solo pensiero del colore che avrebbe preso lo stomaco, lo stomaco stesso mi si stringeva..) e le meringhe sono venute in graziosi colori pastello, ma per la festa mi sa che proverò a lasciarle bianche ( o tuttalpiu' marroncine, se ci metto il cacao)!

Comunque, farle è stato più semplice di quanto pensassi. Anche i legumini mi hanno aiutato nello stringimento della sac-a-poche, ed è stato buffo vedere il loro entusiasmo nel dare la forma a queste dolcezze!
Ci siamo divertiti a farle nella forma classica, poi abbiamo provato a fare cuori, muretti (praticamente una S sdraiata su un fianco) e a scrivere le iniziali dei nostri nomi!

Una cosa bellina, che abbiamo scoperto per caso insieme è stato farle bicolori, cioè con le strisce rosa ed il ripieno azzurro.
Siccome di sac-a-poche ne ho solo una, prima ho fatto le panne secche rosa, poi per paura che il preparato azzurro mi si smontasse, l'ho subito rinfilato nel sacchetto.
Meraviglia delle meraviglie, quando ho iniziato ad usarlo, le meringhe che son venute fuori si sono sporcate di rosa in un modo fatto così bene, che sembrava fosse quello il trucco per farle di due colori!! Voi avete mai provato a farle bicolori? Si fa davvero così o sono solo rimasta troppo entusiasta??


Ed ora la ricetta, generale, per avere le panne secche abbastanza dure, non mollicce:
Si pesa l'albume
Si pesa il doppio di zucchero a velo
Si aggiunge qualche goccia di limone

Si inizia a montare l'albume a cui si è aggiunto il limone.
Quando è gonfiato molto (circa 4 volte) si aggiunge lo zucchero un po' alla volta.
Si continua a montare fino a che la spuma diventa consistente e se si alza la frusta, la spuma rimane a forma di punta e non si deforma.
(A questo punto io ho aggiunto un po' di colorante, ma mi sa che la prossima volta le panne secche le lascio bianche, vedi sopra)
Si riempie una sac-a-poche, si stende la carta forno su una teglia e si va di fantasia nella realizzazione delle forme che ci ispirano di più.
Poi si infornano per 2-3 ore a 80-90°, fintanto che non sono asciutte.

Per dettagli più approfonditi vi consiglio davvero di leggere qui.

PS. io pensavo che in cottura crescessero, ma non è così! Perdono solo l'umidità.

lunedì 12 aprile 2010

Treccia di panbrioche con pasta madre

Mi sembra di averlo gia' detto che tutto iniziò con la storia dell'alcol etilico aggiunto al pan carre', che scoprii per caso parlando con un'amica.
Da allora, in casa, i bambini fanno colazione con panini morbidi, pan carre', o pane brioche a fette, ovviamente tutto home-made.
Quello che più mi piace, nei lievitati, è lavorarli e sperimentare forme diverse, perchè anche l'occhio vuole la sua parte!!
E la cosa che mi meraviglia sempre è come con un po' di manualità si riescano a tirar fuori delle forme che fino a quel momento pensavo solo i fornai riuscissero a fare!
Per esempio, da quando ho scoperto come si fanno i cornetti, vedendo il suo passo-passo, a volte anche ai panini do' quella forma!!

La colpa di quello che sto per farvi vedere è della cara mammaiana, che un mesetto fa mi aveva parlato dello challah che aveva fatto. Poi, dopo averne vista la foto me ne sono innamorata, complice anche il fatto che io di trecce ne ho sempre fatte di capelli (prima alle bambole, e ora anche a Lenticchia) ed ero proprio curiosa di capire se mi sarebbe riuscito farne anche di pane!

Pan Brioche con Pasta Madre


Il video che Iana cita è stato utilissimo.
Me lo sono studiato ben bene, talmente bene che il sabato mattina alle 7, svegliata dal pensiero di dover formare il pan brioche che avevo preparato la sera prima con la pasta madre, nonostante il sonno, sono riuscita a fare una treccia a sei, decentemente!
(ps. ma sono malata solo io a questi livelli o capita almeno un pochino anche a voi?)

Ecco quindi la mia versione di pan brioche con pasta madre, ripresa pari pari dalla ricetta di Paoletta, che a sua volta aveva preso spunto da Adriano (così non si sbaglia), ma riadattata all'uso della pasta madre e quindi modificata nelle dosi di farina (e di yogurt, visto che io ne avevo solo un vasetto da 125, anziche' da 150) e nei tempi (più lunghi) per la lievitazione.
(le mie modifiche in corsivo)

Ingredienti:
200gr di pasta madre
430gr farina (250 gr manitoba e 180 gr di farina 0)
100gr latte
125gr yogurt (1 vasetto)
2 uova + 1 tuorlo
30gr zucchero
60gr burro fuso e raffreddato
1 albume per pennellare

Procedimento:
Spezzettiamo la pasta madre e la sciogliamo il più possibile insieme al latte.

Uniamo le uova, il tuorlo, metà dello zucchero e tanta farina quanta ne basta per incordare con la foglia. Aggiungiamo lo yogurt in 3 volte, insieme al resto dello zucchero e della farina, che inseriremo gradualmente, lasciandone 1 cucchiaio per lo spolvero finale.
Il sale andrà aggiunto in ultimo, prima del burro (inserito lentamente). Aggiungiamo il cucchiaio di farina e incordiamo, capovolgendo l'impasto un paio di volte, fino a che non otterremo una massa lucida, elastica e ben legata.

A questo punto lasciamo lievitare fino al raddoppio (io l'ho lasciata riposare tutta la notte, ma forse è stato troppo, considerando che le temperature si erano alzate).

Formiamo la treccia a 6 fili (nel video, si vede bene a partire dal minuto 5:06), lucidiamo con albume, spolveriamo con semi di sesamo e di papavero, copriamo e lasciamo raddoppiare.
Inforniamo a 170° per ca. 45’.
Prestiamo attenzione a non superare il punto di cottura ideale, che dovrà essere lasciato giovane, per non pregiudicare la sofficità.



Fetta di PanBriosche con Pasta Madre

venerdì 9 aprile 2010

Bastoncini alla 007

Ci avevo già provato a partecipare alla raccolta di ricette tratte dal Manuale di Nonna Papera, la raccolta di Sabrine, per festeggiare i 40 anni del primo libro di ricette di molte di noi!
Purtroppo, però, mi ero messa a fare la ricetta sbagliata...
Vi ricordate la torta al limone, quella che la vecchietta svampita, ma sicuramente attenta al colesterolo, aveva dato con così poco burro da rendere impossibile la preparazione?
Ci volevo proprio riprovare a farne un'altra di ricetta, per dare a Nonna Papera un'altra possibilità ;-)

Così ho provato i suoi Bastoncini alla 007.
Mi sarebbe piaciuto prepararli insieme ai legumini, ma quel giorno avevano altro da fare, tutti intenti a cercare di trovare il modo di aprire le uova di Pasqua prima del consentito..

Sono venuti buoni.
Con le dosi, questa volta, la nonnina ci ha azzeccato (anche se per i miei gusti personali, di uova, ne basterebbe una)!

Ho poi visto che questi bastoncini li aveva scelti anche Marmotta, e mi sono resa conto che la mia interpretazione di 'spirale' è stata un po' diversa dalla sua... Io, li ho attorcigliati più come una molla, che una spirale, e durante la cottura hanno un po' perso la forma iniziale. I suoi, invece, mi paiono più bellini!
Fatto sta, che il risultato non cambia: sempre Bastoncini 007 sono!
;-)


Bastoncini 007

Ecco la ricetta di Nonna Papera, trascritta dal manuale:

Che cosa occorre:
250 gr di farina
mezza bustina di lievito
100 gr di burro
100 gr di prosciutto crudo (magro) tritato
due uova
un pizzico di sale
un pizzico di prezzemolo finemente tritato

Come si procede:
preparate la pasta aggiungendo poi via via il prosciutto, il sale e il prezzemolo.
Lavorate fino a ottenerre una pasta liscia che lascerete riposare, coperta con un tovagliolo, per 10 minuti.
Ora che la pasta è... tranquilla e ben disposta, spianatela col matterello finché diventa alta cm 1, quindi tagliatela a striscioline lunghe circa cm 25 e larghe un dito (mignolo!) che attorciglierete a spirale.
Fate cuocere i bastoncini così ottenuti in forno moderato(160°) sulla piastra imburrata leggermente, e serviteli freddi.



La raccolta scade il 30 aprile. Avete ancora un po' di tempo, se volete partecipare anche voi!

martedì 6 aprile 2010

Il volo di una colomba fiorentina

E' arrivato il giorno tanto atteso!
Oggi, le colombe volano!

A solo un anno di distanza, oggi, il 6 aprile è un giorno di festa! Una festa di colombe!
Colombe che dall'Aquila hanno volato, volato e volato, in giro sull'Italia e fuori, per arrivare a portare un messaggio di pace e solidarietà e che oggi festeggiano tutte insieme, insieme all'Aquila ed alle Sorelle Nurzia!
(Per chi non lo sapesse ancora, tutto è nato meno di un mese fa da questa lettera)

Le colombe che sono arrivate a Firenze, hanno fatto atterrare un carico di delizie su un prato fiorito.

Tra le tante cose, questa confezione di amaretti morbidi e profumati, che hanno ispirato un crumble mandorlato con pere e cioccolato, da ripetere non solo a Pasqua!

Gli amaretti Sorelle Nurzia

Per 4 persone, servono:
- 3 pere
- cioccolato fondente (dose a golosità)
- 1 cucchiaino di zucchero (facoltativo)
- 2 cucchiai di liquore amaretto
- 5 amaretti morbidi Sorelle Nurzia

In una padella ho fatto cuocere tre pere mondate e tagliate a dadini, ci ho poi aggiunto il liquore amaretto e ho fatto evaporare. Quasi a fine cottura ho aggiunto lo zucchero.
Ho versato le pere cotte in una pirofila, le ho spolverate di scaglie di cioccolato fondente (grattugiando una stecca di cioccolato) e cosparse di briciole di amaretti.
Ho passato in forno per 10 minuti a 180°, il tempo di far asciugare un po' gli amaretti.

Crumble con amaretti

La ricetta è semplice e veloce, ma molto gustosa!
E voi cosa avete combinato? Sono proprio curiosa di passare a vedere!

Un abbraccio forte forte a l'Aquila e a Mara, Artemisia, Lydia e a chi ha voluto partecipare con tanto entusiasmo a questo splendido progetto!

venerdì 2 aprile 2010

Nell'attesa...

Nella trepida attesa di arrivare al 6 aprile, quest'anno giorno di festa di colombe, un assaggio di quello che è arrivato nel pacco delle Sorelle Nurzia ordinato con la mia omonima celiaca:

puzzle nurzia

E oggi, niente ricetta.
Solo un mare di auguri per una Pasqua serena con le persone a cui volete bene!
(un paio delle mie sono qui raffigurate..)

puzzle fiori