venerdì 26 febbraio 2010

Sushi, che soddisfazione!

Ecco qua, la nostra soddisfazione più grande della food session di domenica, insieme al gelo di mandarini:
il SUSHI

Sarà per il fatto che era la nostra prima volta, per il fatto che non ci è sembrato così difficile come si pensava, oppure per il fatto che ci sono venuti dei rotolini proprio bellini e buoni, ma ci sono piaciuti tanto tanto!!
E pensare che se li prendi al ristorante li fanno pagare tanto cari, ci ha dato ancora più soddisfazione!
Beh, ci vuole un po' di manualità per farli, e sicuramente i giapponesi (o i cinesi che si spacciano per tali, ora che il jap-style va tanto di moda...) sono bravissimi nelle decorazioni...
Ma vuoi mettere farli e mangiarli?

Abbiamo seguito pari pari le indicazioni che avevamo preso da qui, dimezzando le dosi visto che eravamo in tre, ma alla fine il risultato è stato solo di una dozzina di maki (i rotolini) e di tre nigiri (il riso con sopra il salmone)... la prossima volta, bisogna seguire le dosi originali!

Sushi Puzzle

Qui sotto vi riporto, per brevità, il procedimento, ripreso da qui e con le nostre modifiche, indicando però le dosi originali, che vanno bene per 4-5 persone.

IL RISO

• 480 ml di acqua
• 420 gr di riso
• 6 cucchiai di aceto di riso (abbiamo usato quello di mele)
• 3 cucchiai rasi di zucchero
• 6 piccoli pizzichi di sale

PROCEDIMENTO: E’ facile trovare il riso da sushi a chicchi piccoli e tondi, ma in alternativa potete usare il nostro arborio (noi abbiamo usato quello apposito, ma so per certo che il nostro riso roma potrebbe essere un degno sostituto).
Conviene preparare il riso la sera prima per poi usarlo a pranzo conservandolo in un contenitore di vetro o ceramica chiusi (meglio evitare la plastica visto che il condimento del riso ha una parte acida) (in realtà, sempre fonti attendibili, che hanno seguito corsi di cucina giapponese, ci hanno consigliato di non conservarlo in frigo ma di cuocere il riso poco prima di preparare il sushi, per garantirne la freschezza!).
In un pentola o padella antiaderente mettere 80 gr d’acqua per ogni 70 gr di riso (sciacquato in acqua fredda finché l’acqua non appare meno biancastra).
Portare a bollore a fuoco alto ed appena bolle coprire con un coperchio (sarebbe meglio annodarci intorno un tovagliolo per assorbire il vapore) e far cuocere per 10 minuti senza scoperchiare a fuoco bassissimo.
Dopo 10 minuti assaggiare ed eventualmente aumentare la cottura fino ad avere un riso comunque non troppo cotto.
Allargarlo in una terrina per farlo raffreddare lasciandolo coperto con un canovaccio (anche fuori in balcone).
Preparare lo sciroppo appena messo a cuocere il riso: mettere in un padellino l’aceto, lo zucchero ed il sale, portare appena a bollore e far raffreddare.
Lasciate riso e sciroppo almeno un quarto d’ora a raffreddare, poi uniteli mescolando delicatamente con una spatola finché il riso non è tutto lucido.
Una volta freddo metterlo nel contenitore scelto e poi il frigorifero (questo passo nonè stato necessario..).
Lavorate questo riso bagnando leggermente le mani in una ciotolina d’acqua perché è molto appiccicoso.


Il MAKI (o rotolino)

• uno stuoino di bambù (ho usato le tovagliette IKEA)
• alga nori
• riso

per farcire abbiamo usato
• peperone a fettine
• avocado a fettine
• carota
• salmone affumicato (facendo il sushi la domenica, non era il caso usare pesce crudo comprato il giorno prima..)

L'alga nori (che deve essere verde molto scuro, se è nera dovete passarla al volo sul fornello per tostarla un pò) va stesa sulla stuoino di bambù e sopra va messo uno strato da 1 cm di riso lasciando 2 cm di alga liberi sul lato opposto a voi.
Al centro del riso e per lungo mettere il ripieno a strisce (per esempio, 1 striscia di avocado, 1 striscia di carote, 1 striscia di salmone, o quello che vi ispira di più..).
Il ripieno deve avere un diametro massimo di 2 cm di diametro sennò non riuscirete a chiudere bene l’alga.
Arrotolate usando lo stuoino, bagnate con acqua il bordo libero di alga, pressate la chiusura e otterrete un cilindro.
Bagnando costantemente la lama liscia di un coltello affilato tagliate il cilindro prima a metà e poi medaglioni larghi 2 cm circa, ottenendo una decina scarsa di maki.

Il NIGIRI (il sushi con sopra il salmone)

• alga nori tagliata a striscioline
• riso
• wasabi

per farcire abbiamo usato
• peperone a fettine
• avocado a fettine
• salmone affumicato

Questa volta il riso va usato da solo. Si prende una noce di riso, si compatta e le si da la forma di un cilindro appiattino sopra e sotto, sopra ci si spalma pochissimo wasabi (noi questo ce lo siamo dimenticate) e si ricopre con un pezzo di salmone.

Noi ci siamo sbizzarrite con i colori e gli ingredienti e ci abbiamo aggiunto anche avocado su uno, peperone su un altro. Poi abbiamo avvolto la strisciolina di alga intorna, per tenere più fermo il salmone!

mercoledì 24 febbraio 2010

Planetaria day

La scusa è stata quella di far provare loro il mio carretto di planetaria.

MammaIana, dopo l'ardua prova a cui si era sottoposta (e aveva sottoposto i familiari vari) per fare il suo panettone, mi aveva toccato il cuore...
La mia omonima, invece, tempo addietro mi aveva proprio chiesto se alcune ricette che avevo proposto fossero state fattibili a chi di planetarie non ne possedeva...
Insomma, all'improvviso mi è balenata l'idea: perchè non radunarle un giorno da me per fargliela provare?

Planetaria day

L'idea è piaciuta parecchio a tutte e tre.. nel corso di un mese ci siamo scambiate email, abbiamo pensato a cosa preparare, l'omonima ha anche pubblicato un post propedeutico alla food session, che ci spiegasse meglio cosa lei, celiaca, avrebbe potuto mangiare...
Insomma, il giorno fatidico è arrivato domenica e ci siamo rese conto che la storia del Planetaria day è stata solo LA scusa per incontrarsi, pasticciare un po', raccontarsi e trascorrere una splendida giornata insieme!

La food session prevedeva pietanze gluten-free, e alla fine la planetaria l'abbiamo accesa solo per .. montare la panna e preparare la frolla... niente di speciale, ma penso che il mio carretto (che ha anche rischiato la vita!?!?) la sua figura l'abbia fatta!

E la food session è diventata anche una scusa per fare un po' di foto, vedete un po' quanto impegno e che set da professionisti avevamo attrezzato!

Gelo Shooting

Sushi Shooting


Di ricette ne abbiamo provate diverse, anche per la prima volta (come il sushi o il gelo di mandarini, che sono stati di tanta soddisfazione!), alcuni sono stati esperimenti falliti (i crackers di riso... sono diventati una soletta... ci dobbiamo studiare sopra!!) altri sorprese saporite, nonostante la dicitura gluten-free che a volte spaventa (la torta di porri e formaggio con farina di riso e mais)!!

Qui vi presento la ricetta dei nostri bicchieri di :

Gelo di mandarino gluten-free con polvere di agrumi

600 ml di succo di mandarino filtrato con un colino
150 gr di zucchero
mezzo cucchiaino di agar agar in polvere
panna montata
zucchero a velo
polvere di agrumi

Il procedimento è banale.
Si mette in un pentolino il succo di mandarino e lo zucchero e si riscalda fino a che non inizia a bollire, mescolando ogni tanto.
A quel punto, con una tazzina si recupera un po' di brodino bollente e ci si stempera l'agar agar in polvere. Quando si è sciolto bene, si rimette il contenuto della tazzina nel pentolino, sul fuoco, si mescola ancora un po' ed il gioco è fatto. Si versa nei bicchierini e si aspetta che si solidifichi (quando è già un po' raffreddato, lo potete mettere in frigo).

Prima di servire, montate la panna con lo zucchero a velo (noi abbiamo usato la planetaria con il gancio apposito, giusto per dare un senso al Planetaria day!), mettetela in un sac a poche e decorate i bicchierini, spolverizzandoli con un po' di polvere di agrumi.

NB. La bellezza dell'agar agar è (come svelato da mammaIana) che si solidifica a basse temperature, ma se la consistenza raggiunta non vi soddisfa, potete sempre riportare al bollore e aggiungerne un altro po', seguendo lo stesso procedimento.


Gelo di mandarini



E' stata proprio una splendida giornata! Eccoci qua, con il gancio della planetaria in primo piano, ad onorare il Planetaria day!

Tre pasticcione in cucina



lunedì 22 febbraio 2010

La mia prima quinoa, o forse la seconda

La mia curiosità in cucina è aumentata considerevolemente nell'ultimo anno...
Merito (o colpa, visto che il mio sport preferito sta diventando fare la spesa!) di questo mondo culinario in rete, che ha fatto conoscere tanti ingredienti (e non solo quelli) che fino ad un anno fa nemmeno sapevo esistessero, come per l'appunto la quinoa.
Proprio perchè non ne ho mai sentito parlare, ma solo letto, nemmeno so esattamente come si pronuncia... kinoa? quinoa? mah..
Fatto sta che in Corsica la scorsa estate, durante una delle solite spese, l'ho scovata tra gli scaffali orientaleggianti di un supermercato, in una confezione in cui le facevano compagnia anche chicchi di bulgur...
La prima volta ho fatto finta di ignorarla, la seconda mi sono avvicinata, alla terza l'ho presa!
Sono un tipo un po' indeciso, a volte... Ma poi non me ne sono affatto pentita!

La quinoa è coltivata sulle Ande da millenni ed è molto ricca di proprietà nutritive: contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco, ed è un'ottima fonte di proteine vegetali. Inoltre, ho appena scoperto che non contiene glutine. Quindi può essere consumata anche dalla persone intolleranti a questa sostanza (lo sapevi di gia', omonima?!?).

La quinoa cambia un po' aspetto cuocendo: da cruda, infatti, è in grani ma quando si cuoce, le palline si gonfiano, si aprono e lasciano uscire un piccolo germoglio bianco (quegli anellini bianchi a corona che si vedono in foto)!
Si cuoce lessandola in acqua bollente come se fosse pasta, ed è pronta dopo circa 15 minuti, ovvero quando i grani lasciano il posto agli anellini!

Quinoa e Lenticchie

La prima volta che l'ho fatta, per non sbagliare, ho provato una bella ricetta di Chiara, che mi era piaciuta.
La seconda volta, invece, ho fatto di testa mia e l'ho condita con delle lenticchie che avevo preparato in pentola a pressione (aggiungendo all'acqua solo un po' di aglio, salvia e pomodoro e spengendo il fornello dopo 20 minuti dal fischio).

Ne è venuto fuori un piatto unico, bello saporito, ricco di proteine vegetali, che sazia e che è pronto velocemente....

Vi ho convinte a provarlo?

venerdì 19 febbraio 2010

Con un dolce legnetto...

L'entusiasmo per essermi procurata gli ingredienti ed essermi prodotta in casa l'estratto di vaniglia, seguendo le indicazioni che avevo trovato qui da tuki e qui da kosenrufu mama, dopo mesi non è ancora passato.
La soddisfazione di aprire quella bottiglina, che da ottobre sta al buio e custodisce il prezioso liquido marroncino a pois neri (i semini delle bacche), mi inorgoglisce tutte le volte...
E così sulla scia dell'entusiasmo mi sono messa a produrre anche un altro estratto, che pero' forse non si chiama proprio così...
Un estratto di questi dolci legnetti:

Liquirizia

Avete capito che legnetti sono, vero?

Dei legnetti che mi hanno portato direttamente da quel di Rossano in Calabria, patria storica della produzione di questa LIQUIRIZIA!
Assaporarli così come sono, mi ha riportato con la mente indietro di quasi trent'anni, quando in una lontana estate li scoprii ai margini della spiaggia di Sibari, sulla strada di ritorno verso il campeggio...
Insomma, riceverli è stato proprio un bel regalo!

Tornando all'estratto, ho pensato che questi legnetti, oltre che ciucciarli (cosa che ha incuriosito un sacco anche lenticchia e fagiolo), potevano essere usati anche in qualche altro modo.. e così, li ho lavati, asciugati bene e messi nella vodka (gradazione alcolica 40), al buio, per un mesetto.
Per le dosi, ho fatto un po' a occhio.
In circa 200 ml di vodka (solo quella avevo) ci ho inzuppato 2 bastoncini di liquirizia (di circa 10 cm di lunghezza) ed il liquore è venuto molto buono, quindi penso che questa proporzione possa andare bene:
- 1 bastoncino di liquirizia ogni 100 ml di vodka.

Ho ancora altri bastoncini che aspettano di essere utilizzati, ma non ho trovato molte ricette in giro su come utilizzarli. Molte parlano di polvere di liquirizia... io ci ho provato a trasformarli in polvere, seghettando un po', ma non ci sono mica riuscita... :-(

Se avete consigli, non siate timidi!



Estratto di Liquirizia

mercoledì 17 febbraio 2010

Light Muffin...? Incredibile ma vero!

Dopo aver fatto dei muffin ipercalorici, non poteva mancare un antidoto: ecco a voi i muffin ipocalorici!

Incredibile ma vero!
Fatti SENZA zucchero, SENZA latte, senza UOVA, senza BURRO.
E nonostante tutto, buoni...

Me li aveva richiesti la mia cognatina (ve la ricordate? quella che mi aveva fatto scoprire i fiori di te'!) che nonostante il fisico longilineo, lo sport, la dieta, soffre di colesterolo da quando aveva venti anni...
La poveretta, costretta solo a guardare i dolci che a volte ho portato per il pranzo della domenica, alle immancabili riunioni di famiglia, mi aveva proprio chiesto per il suo compleanno, qualcosa che potesse essere commestibile anche per lei!!

Trovare un dolce poco dolce, senza zucchero, miele, latte, uova e burro è stato per me un compito difficile.
Ma alla fine l'ho trovato!

I colori, i profumi, la presentazione di questi cupcake speziati (o muffin) mi sono piaciuti molto e conoscendo i gusti della festeggiata, mi sono decisa e così sono partita all'opera.

Non è una ricetta difficile, ma bisogna organizzare bene i tempi, per la preparazione delle scorzette d'arancia e la salsina (che nelle dosi originali indicate risulta in sovrabbondanza, per i miei gusti).

Muffin ipo

La ricetta riporta le dosi in tazze (per l'appunto CUP, in inglese).
La tazza è una misura anglosassone/americana di volume, a cui noi italiani non siamo abituati, misurando generalmente in grammi.
Considerate che una tazza corrisponde a 240 ml ed il peso corrispondente dipende dal tipo di ingrediente (es. una tazza di farina peserà meno di una tazza di acqua).
Per non sbagliare, potete usare una caraffa graduata in ml, oppure usare questo converitore online o stampare questa tabella o questo promemoria o questi altri simpatici fumetti (in rete ne troverete molti altri ancora).

Dopo questa premessa, ecco la ricetta, con le mie modifiche (per circa 14-15 muffin):

1 tazza e ½ di farina di tipo 0
2 cucchiai di amido di mais
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
½ cucchiaino di zenzero in polvere
¼ di cucchiaino di sale marino integrale
½ tazza di malto di riso
1 cucchiaino di aceto di mele
½ tazza di succo d’arancia appena spremuto
½ tazza di latte di soia non dolcificato
½ tazza di olio extra vergine di oliva
5 cucchiai di sciroppo d’acero

Preriscaldate il forno a 180°. Unite tutti gli ingredienti secchi (eccetto il lievito) e le spezie in una ciotola, mescolate e aggiungete gli ingredienti liquidi, mescolando fino a qualndo non saranno tutti ben incorporati. L’impasto non deve essere troppo denso, quindi allungatelo con altro latte di soia o succo d’arancia se necessario. Raggiunta la consistenza desiderata, aggiungete il lievito e mescolate bene. Versate l’impasto nei pirottini di carta per muffin che avrete sistemato nella teglia da muffin. Tra i 2 e i 4 cucchiai circa saranno abbastanza per riempire i due-terzi di ciascun pirottino. Infornate e lasciate cuocere per circa 25-30 minuti, o fino a quando i tortini saranno dorati. Mettete da parte a raffreddare e trascorsi più o meno 5 minuti trasferite i tortini su una griglia da forno in modo che si asciughino bene. Aspettate che siano almeno tiepidi prima di aggiungere la salsa e completare la guarnizione.


Salsa all’arancia
1 tazza di succo d’arancia appena spremuto
1 ½ cucchiaio di malto di riso
½ cucchiaino di agar agar (oppure 1 ½ cucchiaino di amido di mais)

Versate il succo d’arancia in un pentolino, aggiungete il malto e mescolate fino a quando il malto si sarà sciolto. Versatevi l’agar agar (oppure l'amido) che avrete prima mescolato all’acqua e aspettate che la salsa raggiunga il bollore e si addensi fino alla consistenza che preferite (mescolando spesso). Togliete dal fuoco e fate raffreddare.


Scorzette
la buccia di 2 arance (meglio se biologiche), tagliate a listarelle
1 cucchiaio di malto di riso
1 tazza di acqua

Usate un pelapatate per sbucciare l’arancia, cercando di ricavare strisce abbastanza regolari e sottili in modo da non includere la parte bianca, che è la più amara. Ricavate poi delle striscioline abbastanza fini e lunghe dai 2 ai 3 cm. Mettete 1 tazza di acqua a bollire e scioglietevi 1 cucchiaio di malto, poi versatevi le scorzette d’arancia e fate cuocere per 5-10 minuti, fino a quando risulteranno tenere. Togliete dal fuoco, scolate e lasciate raffreddare.


Per servire
Quando i muffin si sono freddati, distribuite un pò di salsa su ogni tortino con una spatola da pasticceria o un coltello, poi decorate con le scorzette d’arancia.


Non ci avevo pensato.... (grazie alla mia omonima, per la dritta):
con questi partecipo alla raccolta di Pan di Panna: MUFFINS MANIA!



lunedì 15 febbraio 2010

Le mie patate e peperoni cruschi

E' da un pezzetto che ci pensavo e ci ripensavo.
Volevo proprio partecipare al contest Puglia e Basilicata a Tavola di Paoletta e Angela, di Sapori dei Sassi, ma all'inizio non avevo idea di cosa poter fare.. soprattutto perchè non conosco per niente la cucina lucana e di quella pugliese non vado molto oltre le orecchiette con le cime di rapa...
Poi, un giorno, da mia suocera ho scoperto un libro di cucina lucana, che aveva preso tanti anni fa insieme ad un quotidiano..
E così mi sono immersa nella lettura e ho scovato un sacco di ricette, tipicamente di origine contadina, ma davvero invitanti.
All'inizio mi era venuta voglia di fare qualcosa di lievitato, tipo un Pane di Matera, che mi era piaciuto tanto, oppure una pizza ripiena...
Poi, però, ho riletto per bene le regole del gioco e così ho deciso di provare a preparare un piatto decisamente elaborato: patate e peperoni cruschi, che avevo già preso da lei.
Fino a 2 mesi fa, tanto per essere chiari, non sapevo nemmeno che esistessero, nè che cosa fossero questi peperoni cruschi...

- Patate e peperoni cruschi -



Ma veniamo alla elaboratissima ricetta.
Servono:
- patate
- peperoni cruschi
- olio evo
- sale

Si lessano le patate e si schiacciano con una forchetta.
In un pentolino si mette a scaldare un po' di olio. Quando è bello caldo, ci si immergono, i peperoni cruschi, privati del picciolo e dei semini.
ATTENZIONE: i peperoni si bruciano molto velocemente. Al primo tentativo, li ho dovuti buttare via e ricominciare. Conviene armarsi di una pinza da cucina in modo da girarli senza indugi, bastano 2-3 secondi per lato e si gonfieranno senza bruciarsi.
Si lasciano scolare su un po' di carta assorbente e quando sono freddi si sbriciolano grossolanamente e si salano.
Si versano sulle patate insieme all'olio ed ecco fatto: un contorno profumato e saporito!


Vorrei ringraziare Angela e Paoletta per questa loro idea: non avrei mai pensato di preparare una ricetta della Basilicata, prima d'ora... Ma la voglia di partecipare a questa bella iniziativa mi ha costretto con piacere a chiedere, documentarmi ed aprirmi verso questa cultura così semplice e allo stesso tempo particolare!

venerdì 12 febbraio 2010

Un'idea che ci illumina di meno

Oggi, giornata dedicata a M'illumino di meno, l'iniziativa di Caterpillar (Radio2) per diffondere il messaggio del risparmio energetico (che si può fare anche in cucina) onoro la causa non con una ricetta, ma con un'idea.

L'idea è banale... lo so, ma non ci avevo mai pensato prima:
Preparare per tempo gli aromi che profumeranno le torte della collezione primavera/estate (quando le arance per natura non ci sono più) senza ricorrere all'uso degli aromi artificiali o senza ricorrere agli aromi, semplicemente.

aromi m'illuminodimeno


E' stata Silvia a suggerirmelo tempo fa, ma l'idea di essiccare le scorze di arancia e limone in forno, che mi ero fatta, proprio non mi andava, pensando che ci volesse tanto tempo (e quindi anche tanta energia)...

Poi, Iana mi ha ristuzzicato la voglia, con la sua polvere di arancia e mi ha dato l'idea che forse, sul termosifone sarebbe stato un po' più lungo, ma ce l'avrei fatta... e così è stato!

Abito in un condominio, per di più all'ultimo piano, dove fa caldo d'estate e anche d'inverno.
I termosifoni, legati indissolubilmente ad un impianto centralizzato, bollono e così le bucce di arance e limoni biologici (che per lo meno non hanno raccolto inquinamento, oltre il solito..), si sono essiccate in un paio di giorni.
Non ho dovuto consumare altra energia per prepararli!

Le scorze, le ho pelate con un coltellino affilato, cercando di non recuperare anche il bianco, che le rende amare, poi le ho lasciate a riposare in una candida ciotolina sul termosifone di cucina.
Devo dire che all'inizio il profumo ha invaso la stanza, poi, piano piano si è smorzato.
Passati due giorni, le ho tritate un attimo nel mixer e la polvere, preziosa per i tempi futuri, l'ho nascosta in dispensa..

Stasera, poi, come l'anno scorso, niente luci accese in casa: invece, cena a lume di candela...

Aderite anche voi all'iniziativa? Come?

mercoledì 10 febbraio 2010

A Viareggio di questi tempi...

Una domenica di sole, trascorsa al mare in bella compagnia, per far vedere ai bambini il Carnevale.
Viaggio in treno, maschere, musica e tanta confusione...
... e una famiglia di Barbapapà
:-)

Viareggio

Viareggio

Viareggio

Viareggio

lunedì 8 febbraio 2010

Dicciemme ...muffins!

Che sarebbero?
Vi ricordate i biscotti Ciccicccì, che stavano per Chocolate Chips Cookies, come li aveva ribattezzati lo ZioPiero?
Questi allora, sarebbero i Dicciemme, ovvero Double Chocolate Muffins... come li ribattezzo io!
In realtà si tratta di una ricetta di Sandra, affezionata lettrice senza blog (per ora) delle belle ricette di Paoletta.
Sandra (piena di idee, di energia e di simpatia) l'ho conosciuta sabato con la scusa di uno scambio di ingredienti da food-bloggers (e non), e così sono entrata in possesso del suo latticello ( e anche di altro.. ma non vi svelo ora cosa.. ;-)), che adesso riposa in frigorifero insieme alla sua nuova sorella, la pasta madre!
Si', perchè il latticello, come lo yogurt o la pasta madre, può essere riprodotto, come mi ha spiegato Sandra (potete vedere qui le sue spiegazioni) e così avro' la casa piena di muffin nei prossimi mesi!
Avevo intenzione di provare a fare la sua ricetta di questi muffin, anche prima che venisse fuori questa idea dell'incontro, per cui non è stato difficile decidere come iniziarmi all'uso di questo sconosciuto!

Domenica mattina ero già all'opera e ne sono venuti fuori dei muffin meravigliosi.
Di certo non ipocalorici, ma strepitosi.

Double Chocolate Muffin

La cosa che mi ha meravigliato e che ho notato nel fare i muffin in questo modo è stata la consistenza della massa che si ottiene amalgamando i liquidi ai solidi: anziche' diventare morbida e un po' fluida, come sempre... mi si è subito gonfiata come fosse stata una spuma!
L'avete notato anche voi?

Se ci volete provare anche voi (siiiiiii, ci vogliono 40 minuti in tutto. Li trovate?), questa è la ricetta di Sandra, per 15 pirottini:

Ingredienti:
SOLIDI:
- 230 gr farina 00
- 60 gr cacao amaro
- 180 gr zucchero (io ne ho messi di canna)
- 1 cucc.no bicarbonato
- 2 cucc.ni lievito
- ½ cucc.no sale
-120 gr gocce cioccolato

LIQUIDI:
- 2 cucc.ni estratto vaniglia
- 240 ml latticello
- 2 grandi uova
- 110 gr di burro ( da fondere e lasciare raffreddare)

Per il procedimento, come si fa per i muffins, si mettono gli ingredienti solidi in una ciotola capiente e quelli liquidi in un'altra. Dopodichè si versano i liquidi nei solidi, si mescola velocemente l'impasto (vedrete che bella consistenza che avrà se userete il latticello!) e si versa negli stampi da muffins riempiendoli per tre quarti.
Si infornano a forno caldo sui 190° per circa 20 minuti.
Grazie Sandra e grazie anche a Paoletta, che con lo spazio che dedica alle ricette dei lettori ce l'ha fatta conoscere!

PS1. Se non avete il latticello, ma ci volete provare lo stesso, potreste usare un surrogato, come suggerisce Sandra:
un cuoco americano dice di aggiungere un cucchiaio di succo di limone alla quantità di latte necessario alla ricetta e se poi si ha un po' di yogurth bianco, meglio ancora.
Bene, poiché la ricetta prevede 240 ml di buttermilk, si possono prendere 100 ml di yogurth bianco, aggiungere 140 ml di latte e strizzarci un cucchiaio di limone. Poi aspettare almeno 10 minuti.

PS2. Urge qualche altra idea su come usare il latticello... Ne avete??

Muffin di Sandra


Non ci avevo pensato.... (grazie a Stefania, per la dritta):
con questi partecipo alla raccolta di Pan di Panna: MUFFINS MANIA!



mercoledì 3 febbraio 2010

Non il solito pollo...

Anche chi ha un blog, la sera cena.
E spesso non riesce a preparare piatti elaborati (almeno io, che riesco a sbizzarrirmi e poi distruggermi solo il fine settimana).
E allora, una sera, ispirata dal pollo di Genny (che lamentava le mie stesse esigenze) e dalla presenza in dispensa di un sacchettino di anacardi che aspettavano dal loro arrivo in casa, reduci dall'acquisto al mercato di Porta Palazzo...
ci siamo fatti una cenetta velocissima (in 20 minuti) con un bel piatto orientaleggiante:
riso basmati con pollo e anacardi (anzi, anacaLdi, come direbbe un vero cinese in Italia...)!

Pollo con anacardi


Il procedimento l'ho ripreso proprio da Genny.

Cosa ci vuole?

- petto di pollo tagliato a dadini/striscioline
- anacardi
- salsa di soia (io ho usato la nuova versione della famosa salsa con il tappo rosso: quella con il tappo verde, che è decisamente MENO salata e mi è piaciuta moooolto di più)
- farina di riso
- riso basmati

Il riso basmati si mette a freddo in un pentolino. Le proporzioni che uso io sono 1 tazzina di riso per ogni persona, da cuocere con 1 tazzina e 3/4 di acqua.
Quando l'acqua comincia a bollire, mescolo, e tappo la pentola con un canovaccio/tovagliolo e copro con il coperchio. In questo modo il vapore rimane all'interno e non si rischia che l'acqua finisca ed il riso si bruci. Tempo 15 minuti ed il riso è cotto.

In questi 15 minuti, si mette un giro d'olio di semi in un wok e si fanno tostare gli anacardi.
Si taglia il petto di pollo a dadini, si infarina e si butta nel wok, a cuocere a fiamma vivace.
Si aggiungono un paio di giri di salsa di soia ed eventualmente un po' di acqua calda se il pollo si dovesse attaccare.

Quando il riso è cotto, di sicuro lo sarà già anche il pollo.
Et voila', la cena è servita!

PS. Piatto gluten free anche questo, a patto che si usi farina di riso e salsa di soia-no risks. Giusto omonima?






lunedì 1 febbraio 2010

Con salame o cioccolata?

... questo è il dilemma...
che mi ha attanagliato sabato mattina, a colazione...

Cioccolata o Salame

Mi era appena arrivato un profumatissimo pane di Matera (insieme ad altre delizie): in terra natia c'è stato giusto il tempo di essere sfornato, perchè Angela me l'ha subito impacchettato e spedito. Il poverino ha trascorso la notte in un furgone, attraversando mezza Italia, ma la mattina dopo già era nella sua nuova casa, per fortuna mia!
(Si', lo so, non è stato un acquisto a km 0, ma non me ne pento, assolutissimamente!)

Per prima cosa me lo sono goduto con gli occhi: una forma stranissima, una specie di sella di cavallo, che nasconde un cuore morbido e alveolato... poi me lo sono goduto con il naso: un profumo di pane e di sole (forse un po' condizionata dai calducci raggi di un sole nascente).. infine il dubbio irrisolto su come goderlo con il gusto:

con un salamino lucano appena arrivato
oppure
in una contaminazione nord-sud insieme ad una crema al gianduia, accattata in quel di Torino?

Per non saper leggere nè scrivere (come si dice qui), io me li sono gustati in entrambi i modi: prima nella versione salata e poi in quella dolce.

Ancora non ho deciso. Domani ci riprovo... ;-)

Pane di Matera