mercoledì 30 dicembre 2009

Last minute snack e buon anno!

Avete mai pensato di friggere la pasta invece di lessarla?

Io, a dir la verità, non ci avevo mai pensato.. fino a che non l'ho scoperto dalla mia omonima, che la sua pasta gluten free, la trasforma in uno snack sfiziosissimo!
Poi, su idea di Stefania, ho provato anche con gli spaghetti di riso.
Uno spettacolo!
E' incredibile vedere come si compie la magia che li trasforma in un nido croccante!

Spaghetti di Riso

Cosa occorre?
- Spaghetti di riso (oppure pasta di mais - io ho provato con fusilli di mais e riso)
- Olio di semi

Si mette in padella (o in un pentolino) l'olio a scaldare e quando è bello caldo, ci si buttano gli spaghetti. Io ho usato un pentolino, quindi gli spaghetti li ho prima spezzati, senno' non ci entravano!...
Tempo 5 secondi e gli spaghetti si gonfieranno e si attorciglieranno!!
Poi si scolano su carta assorbente e si salano. Fatto!

Se in casa avete un po' di pasta di mais o di riso, provateci!
Anche solo per vedere l'effetto che fa!! ;-)





PS. Sto per partire, quindi ci risentiamo la settimana prossima.

TANTI AUGURI PER UN NUOVO ANNO SERENO a tutti!

lunedì 28 dicembre 2009

Panini di zucca con tuppo ?!?

Nel periodo di entusiasmo per le zucche (un mesetto fa), che era tutto un proliferare di ricette dolci e salate con le suddette, avevo trovato il post di Asa_Ashel (alias la caloria solitaria) che mi aveva incuriosito, e avevo messo da parte.
Da quando ho scoperto che la maggior parte del pancarrè che vendono è trattato con alcool etilico, i legumini fanno colazione con i panini morbidi che fa la loro mamma (che dopa solo con burro e marmellata, per farcirli)!
Avete presente la dispensa della moglie di Fantozzi, quando andava sempre dal fornaio?? Ecco, in scala ridotta, nel nostro freezer c'è sempre qualche panino!

Così, ho provato a fare questi gialli panini morbidi alla zucca, seguendo alla lettera il procedimento di Asa e variando solo la forma (non sono buffi, così con il tuppo?) ed i tempi, che sennò per colazione non sono mai pronti e calducci!

Panini con la zucca


La sera alle 18 ho preparato il lievitino con:
-100 gr. farina 00
-12 gr.lievito di birra
-70 gr di acqua

Nel frattempo che lievitava ho bollito 150gr di zucca tagliata a dadini, che una volta cotta e raffreddata ho fatto diventare una cremina con il mixer a immersione.

Verso le 20.30 ho preparato l'impasto principale con:
-150 gr farina 00
-250 gr farina manitoba
-100 gr di acqua
-70 gr di olio evo
-2 cucchiai di zucchero
-8 gr di sale
e la crema di zucca.

Va fatta la fontana con tutti gli ingredienti compresa la zucca. Si impasta, poi si unisce il lievitino e si continua ad impastare bene in modo che i due impasti siano bene amalgamati (piu' o meno una decina di minuti). Si forma una palla, che si olia leggermente e si mette a lievitare fino al raddoppio. A questo punto, io, l'ho messa in frigo a dormire (era l'ora giusta: le 23!).

La mattina dopo, l'ho tolta dal frigo, l'ho lasciata a temperatura ambiente una mezz'oretta e poi l'ho divisa in palline di circa 30 gr l'una, le ho spennellate con un po' di latte (il tuorlo non l'avevo) e le ho lasciate riposare un'altra mezz'oretta. Poi le ho infornate a 190° per circa 15-20 minuti.

Una volta questi panini li ho offerti farciti con salumi per una festicciola in casa.
Sono andati a ruba e nessuno credeva che fossero stati fatti con la zucca!

venerdì 25 dicembre 2009

mercoledì 23 dicembre 2009

Della scatola di latta e di cosa la sostituì

Avevate partecipato anche voi alla magica iniziativa di Daniela (alias Calme et cacao) La danza delle scatole di latta?
La magia era pensare che in giro per il mondo (o forse solo Italia-Francia?) in un periodo particolare dell'anno, tante scatole di latta si sarebbero incrociate, ognuna con una strada diversa da fare, ognuna contenente qualcosa di unico, un pensiero scambiato tra due persone perfette sconosciute.
Ecco, la scatola che aveva preso ( o forse no?) la strada verso casa mia si deve essere persa...
Mi è dispiaciuto tanto. La magia e la curiosità di scoprire cosa conteneva si è dovuta pian piano dissolvere.

Ma il destino mi ha voluto donare un'altra scatola di latta, a mia insaputa, insieme a tanti altri piccoli ma preziosi pensieri.
Pensieri che ti fanno capire quanta generosità ci sia dall'altra parte, quanta voglia di condividere e di dare un pezzetto di se'.
Dono di una quasi perfetta sconosciuta (ma che adesso non lo è più!), quando ci siamo incontrate per la seconda volta, in un ambiente a prova di mamma: ai giardini, in compagnia dei miei legumini e dei suoi due splendidi pargoletti.
Grazie di cuore, Iana!

Le dolci sorprese di Iana


Ed in suo onore, provate a fare i suoi biscotti allo zibibbo (che erano nella scatola di latta)!
Non vi deluderanno!
Ecco come sono venuti a me..
... e Buon Natale a tutti!


EDIT del 24 Dicembre: La scatola di latta ha trovato la sua strada! Grazie Cristina per gli stupendi pensierini hand-made e tanti auguri per un sereno Natale anche a te e alla piccola Alice!

Biscotti allo zibibbo di Iana

lunedì 21 dicembre 2009

La neve a Firenze

Era tanto tempo che non nevicava sotto casa...
Fagiolino, la neve non l'aveva mai vista prima!
E' stato bello vederla scendere, venerdì sera, al calduccio, con il naso attaccato alla finestra e solo la luce dell'albero acceso.
E soprattutto, il giorno dopo, finalmente toccarla e lanciarla, farci un pupazzo di neve (anzi una pupazza) e vedere il Duomo un po' imbiancato!

Firenze sotto la neve
Neve e sole

venerdì 18 dicembre 2009

Cuori di cocco di Pippi

Beh, forse anche questi potrebbero essere dei pensierini velocissimi da fare per Natale...
Magari da regalare a qualche bambino, a cui molto probabilmente piaceranno, visto che piacciono anche a Pippi Calzelunghe!
La ricetta, infatti, l'ho trovata sul libro di Elisabetta (alias Panemiele) che ha raccolto in un libriccino alcune ricette riprese un po' dalle avventure di Pippi e un po' dalla tradizione scandinava.
A dir la verità queste, non sono proprio tipicamente nordiche.. il cocco non è una pianta che cresce rigogliosa nel NordEuropa :-)) ma a Pippi piacciono anche i dolcetti cinesi.. come questi!
Che sono poi delle gelatine parecchio dense e molto profumate.

La ricetta prevedeva l'uso del latte di cocco, ma non avendolo l'ho sostituito con una miscela di latte e acqua, ed ho dovuto modificare un po' il procedimento.
Con le mie modifiche (dovute all'adattamento della ricetta alla mia dispensa) ho usato:

- 350 ml di latte
- 150 ml di acqua
- 100 gr di zucchero
- 12 gr di agar agar (un addensante di origine vegetale.. è un'alga!)
- 100 gr di cocco essiccato

Ho riscaldato acqua e latte in un pentolino con il cocco, in modo che si aromatizzassero un po'.
Prima del bollore, ho tolto il cocco, ho aggiunto l'agar agar (anche se ho poi scoperto che andrebbe messo a freddo) e lo zucchero e ho mescolato bene bene con una frusta per evitare
che si formassero grumi e ho fatto sobbollire per circa 5 minuti. Poi ho aggiunto il cocco che avevo messo da parte ed ho riempito un po' di stampini a forma di cuore (che in realtà mi erano stati donati per fare i cioccolatini) e il resto l'ho steso, sottile un mezzo centimetro in una teglia.
Quando si è raffreddato (e ci è voluto poco) ho tagliato quello in teglia a quadretti, ed ho sformato i cuoricini.

Oltre a Pippi, questi dolcetti cinesi sono piaciuti anche ai miei legumini!

Cuori Di Cocco

mercoledì 16 dicembre 2009

Carciofi cake

Un plum cake salato.
Per me è stata una novità.
Li ho sempre fatti dolci, classici ed infatti ero partita per farne uno dolce, seguendo l'idea di Virginia, che è stata scelta anche per far parte del libro del cavoletto.
Avevo anche tutti i vari ingredienti, in casa.
Poi, però, ho cambiato le carte in tavola.

Avevo dei bei carciofi presi al mercato che non volevo fare trifolati, come sempre, e così, travolta dagli eventi (;-)) la mia mente ha elaborato e le manine hanno realizzato il loro primo plum cake salato con carciofi, pancetta e ricotta.
E' venuto fuori una torta morbida, soffice e saporita. Ma salata...!

Per la preparazione dei carciofi, ho usato:
- 4 carciofi
- 1 spicchio di aglio
- olio EVO
- 90 gr di pancetta a dadini
- prezzemolo

Per prima cosa ho pulito i 4 carciofi el i ho tenuti in acqua e limone (per non farli annerire), li ho tagliuzzati a striscioline e li ho trifolati (eh, proprio non riesco a farne a meno).
In pratica, li ho cotti in padella, in cui avevo prima fatto scaldare un filo d'olio extravergine con un aglio in camicia, che ho tolto subito.
Ho salato, aggiunto un po' di prezzemolo e la pancetta, e ho portato a cottura.

Poi, ho impastato il plum cake con (in ordine di inserimento):
- 100 gr latte
- 70 gr di caprino
- 150 gr di ricotta
- 3 uova
- 90 gr olio EVO
- sale q.b.
- mezzo cucchiaino di curcuma ( ma se non l'avete, pazienza)
- 200 gr di farina
- una bustina di lievito

ed ho aggiunto i carciofi, che una volta freddati, ho ritagliuzzato con la mezzaluna.
Ho foderato uno stampo da plumcake con cartaforno e ho infornato a 180° per un 45-50 minuti.



Cake di Carciofi

lunedì 14 dicembre 2009

Una splendida giornata

Oggi niente ricetta.

Solo un po' dell'atmosfera che abbiamo respirato in una fredda giornata di sole splendente, immersi nel verde e nel silenzio (se non fosse stato per le voci dei bambini e delle galline).

Una giornata di giochi, di ricerca delle uova fresche, di raccolta di bacche di rosa canina e di legnetti per fare il fuoco.

Buon inizio di settimana!


Dicembre 2009

Dicembre 2009

Dicembre 2009

Dicembre 2009

venerdì 11 dicembre 2009

Variazioni in tema di biscotti

Mi erano proprio piaciuti i biscotti ciccicccì.
Sono semplici da fare, e di una bontà infinita.


Per cui, pensando al Natale e ad eventuali pensierini da regalare, mi è venuta voglia di rifarli, variandoli un po'.
La ricetta di base è così buona che immagino che qualsiasi modifica agli aromi possa portare a dei bei risultati!


Come li ho fatti io?
Questa volta i gusti sono stati: un classico uvetta e pinoli, un double chocolate e un particolare tè matcha e cioccolato bianco.

Ho seguito il solito procedimento descritto da Paoletta, ma ho dovuto variare farina e cioccolato fondente.
Dopo aver preparato la crema con burro e zucchero e averci aggiunto le uova e la vaniglia, l'ho suddivisa in parti uguali in tre ciotoline.

Poi ho miscelato 350 gr di farina (invece di 370) con il lievito ed il bicarbonato. Questo composto l'ho suddiviso in tre ciotole, di cui una con piu' o meno 110 grammi e le altre due con la metà del rimanente.

Nella prima ho aggiunto 20 grammi di cacao amaro e una bella manciata di cioccolato fondente a pezzetti (saranno stati 80 grammi) per fare i biscotti double chocolate.

Nella seconda ci ho aggiunto una manciata di pinoli e una di uvetta (che avevo messo prima ammollo in un po' di acqua calda).
Nella terza ci ho messo un cucchiaino di te' matcha in polvere e un 100grammi di cioccolato bianco a pezzetti.

Poi ho mescolato il contenuto di ogni ciotola di polveri con una delle ciotole con burro, uova, zucchero, ecc. che avevo preparato prima.
Ho mescolato un po', ho formato un salsicciotto per ogni impasto diverso e l'ho avvolto nell'alluminio.
In freezer per mezz'ora, poi tagliato a rondelle di mezzo cm di spessore, messe in teglia (una per ogni salsicciotto) e cotti in forno per 12 minuti a 180°.


Che dire? Sono piaciuti tutti e tre!

Il sondaggio in famiglia su quali fossero quelli più strepitosi ha avuto un vincitore netto:
Double chocolate!!!

(si vede anche dalla foto, quello alla cioccolata era uno degli ultimi superstiti...)
;-)

Variazione sul tema Cicciccci

mercoledì 9 dicembre 2009

Gli zuccherini della mia mamma

Questi biscottini, mi ricordano la campagna, dove vado d'estate da quando sono nata, perchè lì ci è nata proprio la mia mamma.
Sono semplicissimi da fare, ma per ora, non mi ci sono mai cimentata. Tutte le volte è, per tradizione, la mia mamma che li fa.
L'ultima volta, le sono venuti particolarmente buoni, morbidi come mai prima d'ora, merito della cottura, che ha abbreviato. Quelli che si trovano a giro, di solito, sono belli durini, da mangiare inzuppati nel latte o nel vin santo. Questi, invece, si mangiano volentieri a tutte le ore e anche da soli.


Zuccherini


La versione della mia mamma è quella tipica di Firenzuola, paese del Mugello.
Ma in altri paesi vicini si possono trovare anche aromatizzati all'anice e con forme diverse.

Come riportato nella sezione turismo del sito della Comunità Montana Mugello: Gli zuccherini erano dolci molto comuni nel territorio di Firenzuola: erano infatti sempre presenti a conclusione di pranzi tenuti in particolari occasioni, feste e ricorrenze, oltre che ai rinfreschi per i matrimoni. La lavorazione a mano conferisce a questi biscotti un gusto particolare, che nella produzione industriale va perduto. La ricetta degli zuccherini è tramandata oralmente da molte generazioni.
Qui, invece, la ricetta la trascrivo, così come me l'ha passata la mia mamma, con la speranza che venga voglia anche a voi di provarci!

Per farli, ci vuole pochissimo, forse passa mezz'ora tra pesare gli ingredienti e avere i biscotti pronti.
Ci vogliono:

500 gr di farina 00
200 gr di zucchero + zucchero per decorazione
150 gr di burro fuso
3 uova
la buccia grattugiata di un limone
1 bustina di lievito per dolci
Liquore Alchermes
sale

Si impastano i vari ingredienti (senza il liquore) e si stende l'impasto con il mattarello fino ad uno spessore di mezzo centimetro. Se l'impasto fosse troppo duro e difficile da stendere, tipicamente a causa delle dimensioni delle uova, si può aggiungere del latte (in alternativa dello yogurt o del succo di arancia).
Si tagliano i biscotti a piacere, ma la forma tipica dovrebbe essere simile allo stemma di Firenzuola, cioè un mezzo giglio e una mezza croce (come si vede sotto).
Si cuociono in forno a 180° per circa 10 minuti scarsi.
Una volta cotti e raffreddati, si inzuppa un attimo nell'Alchermes la parte superiore dei biscotti e subito dopo la si passa nello zucchero semolato.

Unico suggerimento: non devono essere troppo cotti, perchè si corre il rischio di farli troppo duri, con il fatto che poi induriscono di per sè raffreddandosi.

La forma degli Zuccherini

lunedì 7 dicembre 2009

Girelline girelline

L'avevo promesso ad Antonella (alias Pappa-reale) che le avrei fatte.
Mi erano piaciute fin dal primo momento, forse perchè ne avevo assaggiate di buonissime, alla 'nduia e stracchino, alla presentazione del libro del cavolo, qui a Firenze.
Forse perchè ne avevo fatte di recente anche di dolci (vedrete, vedrete...)
Forse perchè Antonella le ha proposte con il lievito madre, e mi ha incuriosito ancora di più vedere come sarebbero venute a me, con il mio.

Insomma, le ho preparate per venerdì sera, ma ho dovuto cambiare un po' i tempi ed il procedimento, perchè i miei orari (compreso il lavoro) non mi permettevano di sincronizzarmi con i tempi previsti, ma la voglia di assaggiarle era tanta.
Tra l'altro, non avendo a disposizione gli ingredienti della versione originale, ho anche adattato il ripieno, che secondo me si presta ad essere personalizzato a seconda dei gusti, tanto è buono e morbido l'impasto!

Girelline Salate

Per preaparare l'impasto ho seguito le dosi indicate da Antonella, che riporto qui sotto:
- 100 gr di pasta madre (attiva)
- 200 gr di farina “0
- 150 gr di latte tiepido
- 1/2 cucchiaino di miele
- 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva
- 3 gr di sale

Ho rinfrescato la mia pasta madre la sera verso le 19, e l'ho lasciata a temperatura ambiente fin verso le 23.
A quell'ora, ne ho presi 100gr (il resto l'ho messo in frigo) ed ho impastato i vari ingredienti, prima sciogliendo la pasta madre nel latte tiepido con il miele, poi, quando non aveva più grumi, ho aggiunto la farina, il sale, l'olio ed ho impastato seguendo i movimenti che Antonella fa vedere anche nel suo video (compresa la sbattitura finale!). Ho fatto la palla, tagliata a croce e l'ho messa in frigo. Io, invece, sono andata a letto.
La mattina, sveglia solita alle 7, ho tirato fuori dal frigo l'impasto, che era un po' lievitato, e l'ho tenuto in cucina a riprendersi dal frescolino fin verso le 8, quando, poco prima di uscire, gli ho dato le pieghe del primo tipo ( vedere Adriano qui , oppure il solito video) e l'ho rimesso al frescolino.
La sera, rientrata alle 17, la prima cosa che ho fatto è stata di toglierlo dal frigo e tenerlo al calduccio sul termosifone per un'oretta. A quel punto, l'impasto era bello cresciuto e ho cominciato a farcirlo.
L'ho steso con il matterello a forma di rettangolo di 1 cm di spessore, più o meno.
L'ho farcito cospargendolo delle briciole di un paio di salsiccie, i dadini di una mozzarella, un po' di formaggio asiago e origano. Poi l'ho arrotolato nel senso della lunghezza e ho ricavato le girelline, tagliando il rotolo con lo spago (facendolo passare sotto il rotolo e tirando verso l'alto) ad una distanza di un paio di centimetri.
Mi sono venute una ventina scarsa di girelline, che ho messo su una teglia con carta forno, ho coperto con la pellicola e ho lasciato riposare nel forno (che avevo riscaldato un po') per un paio d'ore.
A quel punto erano le 20. L'ora di cena!
Ho tolto le girelline dal forno, l'ho acceso a 200°, e quando ha raggiunto la temperatura, ce l'ho infilate dentro per un 20-30 minuti.

Squisitissime.

venerdì 4 dicembre 2009

Per una colazione rilassata

Semplicemente un'idea sfiziosa per una colazione rilassata, di quelle che si fanno di domenica, o di sabato, o quando è festa o semplicemente quando si ha a disposizione una mezz'oretta per prepararla.
Diciamo che per i miei ritmi mattutini, con i minuti contati, tra colazioni, preparazione delle merende per scuola, vestimenti, varie ed eventuali, durante la settimana è improponibile...


Si tratta di accendere il forno e mentre si riscalda, preparare questi rotolini di pasta sfoglia (io ho usato quella già pronta).
In pratica, si fa nevicare il ripieno (che possono essere pinoli e uvetta, oppure pezzetti di cioccolato oppure quello che avete voglia di metterci) sulla sfoglia stesa, la si taglia a striscioline e si arrotolano a formare delle piccole girelline, oppure dei ventagli (come quelli più dietro, che si vedono in foto) che ho modellato semplicemente arrotolando le due estremità della striscioline, una verso l'altra.
Si spennella con un po' di tuorlo, si spolvera di zucchero e si inforna a 180° per 10-15 minuti, finchè non sono dorate o finchè, come spesso mi regolo io, il profumo non comincia ad uscire dal forno!

Appena fatte sono buonissime...


Sfoglie varie a colazione

mercoledì 2 dicembre 2009

Il primo di Antonella

Il mese scorso, il mio babbo è stato in Puglia per una settimana. Ospite di amici a Castro Marina.
Con questa mia avventura del blog, lo tormento tutte le volte che lo vedo: "hai visto cosa ho pubblicato?", "ti piace?". Se è al PC e si distrae, casualmente si ritrova davanti il blog.
Come la goccia che scava la roccia. :-)

Così, quando è andato in Puglia, con la scusa che era sempre l'ora di cena, mi raccontava cosa aveva mangiato e, se gli era piaciuto, allora il mio mantra era: "fatti dare la ricetta!"

Una sera, ospite a casa di una gentilissima Antonella e di Floriano, ha assaggiato questo primo, profumato di mare e di monti.
Deve avergli raccontato del blog (che adesso, con tanta soddisfazione mia, legge con curiosità anche lui). Per l'appunto, quando l'ho chiamato lo aveva appena divorato ed alla mia solita richiesta, con la scusa del blog, mi ha addirittura fatto parlare con Antonella in persona, che io non conoscevo!!

Potenza del web.
Non mi era mai capitato, finora, di parlare al telefono con qualcuno mai visto e conosciuto che mi spiega come si prepara un piatto!

Beh, forse scrivendo e leggendo blog di cucina dovrei esserci abituata (ho conosciuto virtualmente tante nuove persone con la mia stessa passione, in questi ultimi mesi), ma avere un contatto diretto come al telefono mi è sembrato così strano e così entusiasmante allo stesso tempo!!

Antonella è stata gentilissima, mi ha spiegato come fa lei questo primo veloce (che come piace a me, si prepara giusto il tempo che ci mette la pasta a cuocere...) e mi ha raccontato che lei ci aveva condito gli scialatielli.
Gli scialatielli non li ha trovati, ma di ritorno a casa, il mio babbo mi ha portato ... le orecchiette pugliesi!
E così, per onorare degnamente Antonella, il loro primo utilizzo è stato proprio nella sua ricetta!
Che io adesso, per ringraziarla, voglio condividere con voi.

Per 4 persone ci vogliono:

- 320 gr di pasta (io ho usato le orecchiette)

- 1 etto di speck in una sola fetta
- 3 zucchine
- gamberi o gamberetti (ne ho usati 2 etti di quelli surgelati, ma se ne può mettere a piacere)
- mezzo bicchiere di vino bianco
- aglio
- olio extravergine di oliva
- sale q.b.

Mentre l'acqua bolle, in una padella si fa soffriggere l'aglio schiacciato in un po' di olio, dopodichè ci si buttano a cuocere le zucchine tagliate a dadini.
Una mezza zucchina, io l'ho tagliata a rondelline fini fini, che ho fritto velocemente in un po' di olio, in un'altra padellina, ed ho poi usato per decorare il piatto.
Dopo un po' che le zucchine stanno cuocendo, si aggiunge la fetta di speck, anch'essa fatta a dadini e che insaporirà il piatto, si aggiunge il vino bianco e quando le zucchine sono quasi fatte, si aggiungono i gamberi.
Se ce n'è bisogno si aggiusta di sale e ci si condisce la pasta, decorandola con le rondelline di zucchina fritte.
Spero di non essermi dimenticata niente...


Grazie Antonella!



Orecchiette Antonella