venerdì 30 ottobre 2009

Un pacchetto profumato

Lo stavo aspettando da giorni e giorni.

Avevo quasi perso la speranza... e kosenrufu mama lo sa, suo malgrado!
Invece, dopo un bombardamento di mail stile spam, i
tedeschi si sono fatti vivi, si sono scusati per aver dimenticato il mio ordine e da quel momento sono stati velocissimi.
Mi hanno addirittura spedito il mio pacchetto con un omaggio speziato in più (un bel sacchettino di stecche di cannella).
Il pacchetto profumato conteneva un mix aromatico composto, oltre che dal sopracitato omaggio, anche da un mazzetto di bacche di vaniglia, da anice stellato (non so cosa ci farò, ma è così bello che Lenticchia ne ha subito voluta una stellina), da mirtilli rossi e da pezzettini di mela disidratata che la legumina adora come merenda a scuola.

Nell'attesa che il pacchetto arrivasse, e perfino durante il mesetto precedente durante il quale ho covato l'ordine, il mio cervellino ha frullato tanto..
Ho in mente di tentare di fare l'estratto di vaniglia (ma non so ancora se seguire le indicazioni di
kosenrufu mama o di tuki), di abolire definitivamente l'aroma vanillina dalla mia dispensa e di sbizzarrirmi in ricette profumate...
In ogni caso, nell'attesa che l'estratto sia pronto, mi dovro' accontentare di usare le bacche..
Voi cosa mi suggerite?

Vaniglia

mercoledì 28 ottobre 2009

Un esperimento collaudato

Una delle prime volte che ho usato la pasta madre, ho voluto provare una ricetta collaudata da Silvia che frequenta il forum di Gennarino, ma che ha anche uno spazio tutto suo.
Il fatto che dicesse che le aveva fatte tante volte e sempre con successo, mi ha fatto coraggio, visto che io ero alle prime armi e che un consiglio di una grande esperta era proprio quello che mi ci voleva!
Cosi' ho preparato le sue brioche che io ho modellato in dosi più piccole per fare delle briochine, da divorare a colazione insieme ai legumini, alcune le ho farcite di cioccolata, altre le ho lasciate vuote, in modo da poterle farcire a piacere con una delle marmellate che ho in dispensa.


Briochine prima e dopo

Servono:
350 gr di lievito madre appena rinfrescato.
150 ml di latte
150 gr di zucchero
1uovo
1 cucchiaio di malto d'orzo
400/450 gr di farina ( io ho usato metà manitoba e metà 00)
50 gr di burro
sale (mezzo cucchiaino)
aromi a piacere (io ho usato la vanillina)

Ho iniziato l'impasto il pomeriggio verso le 18.
Ho impastato nella planetaria la pasta madre spezzettata, insieme al latte a temperatura ambiente mescolato con l’uovo, lo zucchero, il malto d’orzo e la farina.
Quando l'impasto è formato, ho aggiunto il burro sciolto con dentro il sale e la vanillina.
Ho lasciato lievitare circa tre ore, fino al raddoppio, tenendo l'impasto nel forno a microonde, al riparo da correnti d'aria.
Poi ho diviso in due l’impasto e gli ho dato le pieghe del primo tipo per 2 volte e ho lasciato riposare un'oretta.
Ho steso ogni panetto in forma piu' o meno tonda e ho tagliato a croce formando 16 triangolini, le 16 briochine (ad alcune ho aggiunto dei pezzetti di cioccolata, prima di arrotolarle!)
In totole, con le dosi indicate ho preparato 32 briochine, che ho disposto su due teglie, lasciando un po' di spazio tra le brioche appena formate perchè lievitino.
A questo punto, io sono andata a dormire. Loro sono rimaste sveglie e hanno lievitato.
A dir la verità, la mattina dopo mi immaginavo che sarebbero state belle gonfie, ma non si erano mosse tanto.. un po' delusa, le ho infornate e li' al calduccio del forno a 180° si sono svegliate e si sono alzate. Dopo un 15-20 minuti le ho tolte dal forno, che già stava profumando la casa di dolcezze.
Abbiamo aspettato con ansia che smettessero di bruciare e ce le siamo divorate!
Non tutte pero', quelle rimaste, appena si sono freddate, le ho subito infilate in freezer per le prossime colazioni!

Ecco cosa sono riuscita a fotografare, prima che sparisse!

Briochina alla Cioccolata

lunedì 26 ottobre 2009

Indignazione

Dicevo, appunto qui, degli amici di Gennarino, che dispensano consigli e suggerimenti.
Quando, come oggi, c'è bisogno di dare una mano, non si può rimanere in disparte.

Adriano, il grande maestro, si è scusato per lo sfogo, io invece denuncio la mia indignazione nei confronti di tutti coloro che utilizzano in modo indebito e senza citarne la fonte, il materiale che trovano in rete, appropriandosene la paternità.
Sembra che la rete sia un pozzo da cui attingere a piene mani, senza per questo dover ringraziare/citare le origini.
Molti confondono il fatto che ci siano tante informazioni disponibili con quello di potersene appropriare a fini di lucro.
Mi sono avvicinata da poco al mondo dei blog di cucina e apprezzo soprattutto quelli 'non professionali' perchè mostrano gli esperimenti, indicano in modo sincero i risultati ottenuti, non nascondendosi dietro falsi autoelogi.
Sono quelli che emanano l'amore e la passione per la cucina, che condividono le proprie esperienze con gli altri, e che sempre sono il frutto di tanta passione ma anche di tanto impegno.
Penso che sia INDEGNO appropriarsene.
E' successo per le ricette (qui con Adriano e qui con Lydia e qui con Artemisia) è successo per le foto (qui con Paoletta e qui con Antonia del forum di Gennarino).
Ancora per quanto?

Una pasta da coccolare

Come non chiamare così un esserino vivente, che pur stando la maggior parte del suo tempo in frigorifero, ha bisogno di tante cure e attenzioni? .. a volte anche di un bagnetto?

La pasta madre è un nuovo mondo, che sto scoprendo un po' per volta.

Al nuovo mondo mi ci sono avvicinata grazie al contributo di Mariella, che quando ho conosciuto di persona, mi ha donato un pezzetto della sua pasta, custodita con cura ed amore da tempo.

I primi momenti sono stati un susseguirsi di emozioni diverse.
All'inizio curiosità per questo strano impasto che viveva in frigo, poi preoccupazione per la paura di non essere in grado di farlo sopravvivere, poi incertezza per come e quando dargli da mangiare, infine impazienza e desiderio di utilizzarlo al meglio!

Nei passaggi tra le varie fasi, sono stati molto
preziosi i consigli di Stefano Spilli, che conosce un sacco di cose e le condivide con piacere, e leggere le discussioni e le ricette degli amici di Gennarino.

Ho già provato un paio di ricette, che non hanno fatto altro che aumentare il desiderio di conoscere di piu' questo strano impasto, che per qualcuno profuma addirittura di spumante!
Quello che ho capito, per ora, è che ogni lievito è un mondo a se'.
E solo utilizzandolo si impara a conoscerlo!


Come quello che mi è capitato dopo i primi giorni di utilizzo: non capivo cos'era..
Dopo un paio di rinfreschi, la mia pasta si era rinvigorita e mi aveva fatto le linguacce!!

La mia pasta madre

venerdì 23 ottobre 2009

Tonno a 4 mani

Quando a chiederti di aiutarti è una Lenticchia, in una delle rare volte che si incuriosisce di quello che stai preparando e abbandona giochi e disegni per stare a fare la cuoca, non si può dire di no!

Avevamo appena comprato un trancio di tonno fresco e mi è venuta voglia di farlo come non avevo mai fatto: marinato e avvolto in uno strato di semini di sesamo.

Ho preparato una marinata con salsa di soia e olio di girasole.
Ho tagliato il tonno a tocchetti e metà li ho fatti insaporire nella marinata, l'altra metà no, pensando di destinarla ai bambini, che forse non avrebbero apprezzato il gusto.

Tutti i tocchetti sono stati poi fatti rotolare nei semi di sesamo. A questa operazione ci ha pensato Lenticchia, che ha preferito con le sue manine spruzzare i semini come se fossero stelline... prima che la mamma intervenisse a completare l'opera.
Posati su un vassoio, coperti di pellicola, sono rimasti ad insaporirsi per una mezz'oretta in frigo.
Non li ho cotti molto, perchè capita che a cuocerli troppo, perdano la loro morbidezza e diventino un po' 'stopposi'.
Quindi, li ho semplicemente cotti a fuoco vivo in padella, giusto il tempo di formare la crosticina sopra: dentro sono rimasti belli rosa e si ... tagliavano con un grissino!


Tonno e sesamo

lunedì 19 ottobre 2009

Eccoli i semi!

Ve l'avevo chiesto.. e mi avete risposto! Grazie mille.
La storia della zucca ha avuto il suo lieto fine sabato pomeriggio, quando anche i suoi semi sono finiti in forno.
La ricetta, suggerita da SalsadiSapa nel suo post è semplicissima:
si lavano i semi, si asciugano, si adagiano non sovrapposti su una teglia e si cospargono di sale.
Si lasciano asciugare a 100° per circa 15 minuti.
Quando sono freddi, si possono sbucciare, ma soprattutto: prima, ciucciare ben bene la trasparente pellicina salata che si sarà formata sopra!

Sì. lo so: avrei speso meno tempo e denaro a comprarli già confezionati...
Ma non mi avrebbero dato la stessa soddisfazione!!
;-)


I miei semi di zucca

venerdì 16 ottobre 2009

La zucca e i suoi semi

C'era una zucca,
nella mia cucina, che aspettava il momento giusto per essere trasformata in qualcosa di diverso.
Era una zucca dalla buccia verde e dall'aspetto tondeggiante e bitorzoluto. Se ne stava lì, buona buona da un paio di settimane.
Alla fine la magia c'è stata:
Sbucciata e affettata a fette di 1 o 2 cm di altezza, è andata a far compagnia per 40/50 minuti in forno a 200°, a una manciata di pomodorini rossi e due spicchi di aglio, conditi con olio e sale.

teglia di zucca e pomodorini

Si sono fatti compagnia, si sono mescolati i sapori, la zucca quasi a fine, si è anche rigirata, lasciando una parte deliziosamente più abbronzata.
La sua fine, era segnata: su un candido piatto bianco, su una tavola imbandita.
Lenticchia e Fagiolo non l'hanno apprezzata, avrebbero preferito continuare a giocarci, immaginando storie di fate, di streghe e di incantesimi.
I loro genitori, invece, si!

Zucca e pomodorini al forno

E ora? Con i semi di zucca che non sono voluti andare in forno, che cosa ci faccio?
Qualcuno sa dirmi come fare a trasformare anche loro in qualcos'altro?
Cosi', magari, potrei metterli nel mio prossimo pane!

Buon fine settimana!

semi di zucca

mercoledì 14 ottobre 2009

Una marmellata verde

Questa volta ho cambiato ingrediente per la marmellata... e per dirla tutta, non l'ho nemmeno fatta io.... l'arteficie di questa delizia è la mia mamma, che voleva usare gli ultimi pomodori dell'orto, che con questo frescolino e poco sole non riuscivano piu' a diventare i suoi soliti profumati pomodori rossi.

Mi ha però passato il vasetto di marmellata, che ho poi passato volentieri ad un'altra persona che se l'era contesa con un altra ancora, dopo averla assaggiata...

Marmellata Pomodori Verdi


Oltre al vasetto, ovviamente, mi ha passato la ricetta e questa io la passo a voi!
Ci vogliono:
- 2 kg di pomodori verdi
- 700 gr di zucchero
- 1 limone

I pomodori vanno lavati (era sottinteso?), tagliati a pezzi e ripuliti dai loro semini.
Ci si aggiunge la scorza grattugiata del limone ed il suo succo, si mettono sul fuoco e si lasciano bollire per 4 ore. Poi si passano al setaccio ed alla polpa che se ne raccoglie si aggiunge lo zucchero. Questo composto si mette nuovamente sul fuoco e si fa bollire fintanto che non si sarà addensato.
Come sempre, si può fare la prova del piattino, per capire se la consistenza è quella giusta, visto che quando sono ancora calde, le marmellate sono sempre liquide:
si mette un piattino in freezer, per raffreddarlo, e poi si usa per versarvi sopra una goccia di marmellata. Se la marmellata si addensa, generalmente la consistenza è quella giusta e si può spengere il fuoco!

Descriverne il sapore è difficile, visto che non sa di pomodoro, nè tantomeno di pomodoro verde...
Ma vi posso dire che insieme al pecorino è una delizia!


Formaggio e pomodori Verdi

lunedì 12 ottobre 2009

Una gita speciale

E' stato un sabato memorabile.

Ho conosciuto la voce ed i visi di amici nuovi, accomunati dalla stessa passione, trovati un po' per caso, anche se forse il caso non è mai per caso.

Abbiamo colto l'occasione per conoscerci un sabato tra Chianciano Terme e la val d'Orcia: dopo un'abbuffata sciogli-ghiaccio opera delle nostre mani, che hanno contribuito a creare meraviglie culinarie da condividere in un allegro 'picnic'.

Siamo stati circondati da risate, allegria, entusiasmo e curiosità, ma anche da paesaggi mozzafiato, a cui non sono abituata, nonostante siano così vicini a casa.
La giapponesite che è in me non ha avuto tregua, ha contaminato anche Lenticchia, artefice di alcuni di questi scatti!

Un sabato memorabile.

Dintorni di Chianciano

Bagno Vignoni

Paesaggio toscano

Fiori


Sant'Antimo

San Quirico d'Orcia



venerdì 9 ottobre 2009

Pane panda

L'ho chiamato così perchè mi sembra una imitazione del vero pane panda che trovo all'ipercoop, a prezzi esagerati per un pane, anche se particolare..
E' ricco di semi, soprattutto di girasole, è fatto con farina biologica, ecc.

Il mio pane l'ho fatto seguendo il miracolo del pane che nasce con una lenticchia di lievito di birra, che avevo letto con tanto interesse e curiosità da Paoletta, nella sua ricetta del pane toscano.
Chissà, forse mi sono incuriosita anche perchè ci vuole davvero una lenticchia di lievito, e io per le lenticchie ho un debole!

Insomma, ho seguito la sua ricetta pari pari, iniziando con il primo piccolo impasto il venerdì mattina, prima di andare in ufficio, in modo tale da riuscire ad infornare la domenica mattina e avere per pranzo un bel pane calduccio e per casa l'odore del fornaio!

Solo nell'impasto del sabato sera, quello in cui si deve aggiungere la maggior quantità di farina, invece di metterne tutta di tipo 0, ne ho messa 250 gr di quella integrale setacciata con 500 gr di farina 0.
Ho lasciato riposare l'ultima notte e la domenica mattina quando ho ripreso l'impasto ci ho aggiunto semi di sesamo, semi di zucca, semi di girasole e noci.

Pane con semi e noci

Ho poi formato un paio di filoncini e li ho fatti lievitare un'oretta e mezzo o due.
Ho infornato secondo le indicazioni di Paoletta e sono venuti fuori due splendidi pani, che sembravano davvero fatti da un fornaio!

La preparazione è un po' lunga, dato che si deve partire un paio di giorni prima, ma se si considera che il lievito ci pensa da solo a fare il suo dovere, aiutato dall'acqua e dalla farina, in fin dei conti non ci vuole tanto tempo, solo pazienza!

Eppoi, vuoi mettere la soddisfazione di riuscire a tirar fuori due pani da una lenticchia!


Pane con Semi

mercoledì 7 ottobre 2009

Torta con pomodori

L'ho gia' detto che la pasta frolla salata con le erbette non l'avevo mai fatta prima di questo, e mi è piaciuta tanto.
Ho provato a fare la ricetta della torta salata con i pomodori del gatto goloso, proprio come ha fatto lei.
Unica variante: nella farcitura ci ho aggiunto anche una manciata di menta fresca tritata.

A dir la verità ho avuto un po' di difficoltà ad amalgamare l'impasto, molto probabilmente, come mi ha spiegato il gatto, per via della dimensione dell'uovo che avevo usato.
Il mio era medio-piccolo, ma con uno medio-grande non avrei avuto nessun problema!
Per risolvere la situazione ho solo aggiunto un po' di burro in piu'...

Il risultato è stato molto apprezzato!

Torta salata ai pomodori

lunedì 5 ottobre 2009

Un'altra marmellata speziata

Quest'anno mi sono data alle marmellate speziate.
Dopo il successo di quella con pesche e zafferano, che ci siamo portati dietro anche in Corsica e abbiamo fatto assaggiare agli 'isolani', questa volta ci riprovo con un altro ingrediente: il cardamomo.

L'idea sulla spezia da aggiungere e il procedimento da usare mi è venuta grazie ai vostri suggerimenti:
- loZioPiero ne aveva appena preparata una proprio con il cardamomo
- AngelaPia usa sempre la pectina naturale, di cui mi aveva indicato la preparazione
Grazie al suggerimento di AngelaPia ho usato mooolto meno zucchero dell'altra volta, ma si e' addensata lo stesso, e anche in meno tempo!
Insomma, in questa marmellata, io ci ho messo gli ingredienti. Il resto lo avete fatto voi (o quasi)!

Questa volta, ho usato:
- 1,100 Kg di pesche (un po' gialle, un po' bianche)
- 500 gr di zucchero
- 8 bacche di cardamomo
- 3 mele

Il procedimento usato, lo trovate qui.
L'unica variante: nella prima cottura, ho aggiunto i semi estratti dal cardamomo e un po' pestati (io ho usato l'estremità del mattarello, in una ciotolina, a mo' di mortaio!!).

Mentre cuoceva la marmellata ho preparato la 'pectina in casa', proprio come indicava AngelaPia:
Cuocio tre mele acidule tagliate a spicchi con buccia e torsoli coperte di acqua, quando sono spappolate le metto in un telo e lascio sgocciolare, riduco il succo ottenuto a densità cremosa e lo aggiungo alla marmellata in cottura.
Io l'ho aggiunto alla seconda cottura, che ho fatto la sera successiva.

Devo dire che la marmellata viene deliziosa, la consistenza perfetta, e le pesche sono quasi caramellate, penso grazie al riposo tra una cottura e l'altra.
Inoltre il quantitativo di cardamomo è giusto, nel senso che non copre il gusto delle pesche, ma lo avvolge...

Con queste dosi ne sono venuti i due barattoli in foto, piu' uno riempito per metà.

Troppo pochi. se la dovessi rifare, ne farei la dose doppia!

Pesche e Cardamomo

venerdì 2 ottobre 2009

Il tofu, questo sconosciuto

Non so se ve ne siete accorti, ma non sono una gran carnivora, o almeno, ultimamente lo sono un po' meno.
Non rinuncio agli affettati, ma negli ultimi tempi, la ciccia la mangio la domenica, oppure in occasione dei pranzi dai miei, che non possono farne a meno, o dai suoceri, che la fanno buonissima, e in ogni caso nessuno si limita alla fettina all'olio!

Però le proteine fanno bene, così l'altra sera ho aperto una confezione di Tofu, che stava in dispensa da un pezzetto, in attesa che trovassi l'ispirazione giusta.
Penso di averlo mangiato prima solo un paio di volte, e comunque in un passato remoto...

Pero' mi ha ri-incuriosita, e così l'altra sera l'ho provato.

Mi sono prima documentata un po', e ho capito che di per sè non è che abbia un gran sapore..

Cosi' ho preparato una marinata con olio, aceto, prezzemolo e sale e ce l'ho messo a riposare, tagliato a pezzettini per almeno una mezz'oretta.
Ho cotto patate e fagiolini al vapore e, una volta freddati, li ho conditi con il tofu marinato e con un po' di olio e di sale.

Con mia enorme sorpresa, il tofu è piaciuto anche a Lenticchia e Fagiolo, che se lo sono spelluzzicato prima ancora di finire il resto!


tofu patate fagiolini