giovedì 10 agosto 2017

Mugello a tutto tondo

La mia famiglia materna è originaria nel Mugello, una terra di montagne e di campi verdi tra Firenze e l'Appennino.
Qui ho trascorso tutte le mie estati, da che non andavo ancora a scuola fino ai tempi dell'Università.
Ed è qui che faccio trascorrere una parte dell'estate anche ai miei legumini, da quando sono nati, perché queste montagne devono far parte anche di loro.
Così quando mi hanno proposto di partecipare al contest Latti da Mangiare 3.0, per valorizzare con ricette originali i prodotti caseari  realizzati dalla storica Fattoria Il Palagiaccio, che ha sede a Scarperia, con l'insostituibile supporto delle mucche che pascolano in queste terre, è stato il mio cuore a decidere, prima ancora di aver realizzato che si trattava di una sfida di alto livello. Una gara con concorrenti temibili e con regole ferree da rispettare: l'abbinamento con uno o più prodotti di mare o montagna da scegliere tra quelli di una lista ristretta e inusuale.
Dopo averci pensato su settimane e poi mesi, mi sono decisa.
Ho realizzato un antipasto ed un primo piatto in cui i profumi dei formaggi del Mugello entrano a tutto tondo, è proprio il caso di dire.
L'antipasto è una versione locale ispirata alle olive all'ascolana, ma declinata ai sapori di questa terra e voluta dalla mia personale passione per gli abbinamenti tra formaggi e frutta: in questo caso con l'uso dei mirtilli dell'Appennino ed il Blu del Mugello. Si tratta di un formaggio erborinato dal gusto deciso, che riveste un cuore delicato di mirtillo, accompagnato dalla sua salsa, e che è a sua volta rivestito da una crosta croccante con panko e sesamo, unica nota esotica che lo attualizza.
Il primo piatto invece si sposta verso il mare e sposa il formaggio Gran Mugello con gli scampi e i pistacchi. Anche qui l'ispirazione segue il filo rosso delle forme: di nuovo la sfera per questi gnocchi di patate di montagna (rigorosamente mugellane) con un ripieno di formaggio, affogati in una profumata bisque di scampi del Mediterraneo e accompagnata con i crostacei e del pistacchio granulato.
Ma il valore aggiunto è il luogo di preparazione di questi piatti, che hanno respirato l'aria del Mugello dall'ideazione alla realizzazione fino al momento della loro degustazione, in piatti di ceramica ad hoc che celebrano il Mugello e Scarperia.


ANTIPASTO:

Palagiaccio

Mirtilli alla mugellana
per 4 persone (16 palline)

50 gr di Blu Mugello
15 gr di formaggio cremoso
16 mirtilli

per la salsa:
50 gr di mirtilli
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaino di zucchero

per la crosta
100 gr di farina
1 uovo
50 gr di panko (pangrattato giapponese, in alternativa, pan grattato)
50 gr di semi di sesamo
olio di semi di arachidi per friggere

In un mortaio pestare il formaggio Blu Mugello tagliato a dadini e poi ridotto in crema, unire il formaggio cremoso e amalgamare bene.
Lavare e asciugare i mirtilli. Con l'aiuto di un cucchiaino rivestire ogni mirtillo con la crema di formaggio, in modo da mantenere una forma sferica.
Conservare in frigorifero per qualche ora in modo da consentire al formaggio di indurirsi.

Nel frattempo preparare la salsa ai mirtilli. Dopo averli lavati sotto l'acqua corrente, farli cuocere 5 minuti con un cucchiaio di acqua e lo zucchero. Schiacciare eventualmente con una forchetta per ottenere una salsa fluida.

Palagiaccio

Togliere le palline di formaggio dal frigo.
Per avere una crosta croccante, evitando che il formaggio fuoriesca durante la frittura, è consigliato procedere ad una panatura doppia.
Per variare l'aspetto di questi stuzzichini, ho realizzato due panature: una utilizzando il panko e l'altra con i semi di sesamo.
Per le palline rivestite di panko: infarinare una pallina alla volta, immergerla nell'uovo sbattuto e panare nel panko. Ripetere.
Per le palline rivestite di semi di sesamo: infarinare una pallina alla volta, immergere nell'uovo sbattuto, panare nel panko e ripetere il tutto finendo con un tuffo nel sesamo.
Friggere in olio di semi profondo, aiutandosi con una schiumarola per immergere le palline e recuperarle dopo qualche minuto, quando hanno raggiunto un colore dorato. Lasciare scolare su carta assorbente.

Palagiaccio


Servire le palline ancora calde insieme alla salsa di mirtilli.


PRIMO PIATTO:


Palagiaccio

Chicche di patate mugellane ripiene di Gran Mugello agli scampi
per 4 persone

400 gr di patate mugellane
80 gr di farina
un pizzico di sale
80 gr di Gran Mugello

5 scampi
1 spicchio d'aglio
2 scalogni
4 pomodorini perini
olio extravergine di oliva
50 ml di vino bianco
2 bicchieri di acqua
prezzemolo
10 gr di pistacchi tritati al coltello


Pulire gli scampi e tenere le teste da parte.
Far soffrigere gli scalogni a pezzi con i pomodorini tagliati in quattro spicchi in quattro cucchiai di olio extravergine di oliva. Dopo un paio di minuti aggiungere le teste degli scampi e far rosolare un altro paio di minuti, sfumare con il vino bianco e, dopo che è evaporato, aggiungere il prezzemolo e l'acqua, in modo da coprire le teste.
Chiudere con il coperchio e lasciare ritirare l'acqua per un'oretta, a fuoco basso.
Passare le teste in un setaccio, premendole bene per raccogliere tutto il loro sughetto e tenere da parte. La bisque di scampi è pronta.

Palagiaccio

Nel frattempo preparare gli gnocchi. Lavare le patate e cuocerle al vapore oppure nel microonde alla massima potenza per un decina di minuti, lasciando la buccia e sigillando il contenitore con pellicola.
Quando sono ancora calde, prenderle con una forchetta per evitare scottature, sbucciarle e passarle nel passaverdure. Aggiungere l'uovo e la farina ed impastare il tutto fino a far assorbire tutta la farina ed avere un impasto morbido ma compatto.
Prenderne un pezzetto alla volta, della dimensione di una noce, appiattirla in un cerchio di 4 cm di diametro e al centro mettere tre cubetti di formaggio. Chiudere il disco a formare una pallina e proseguire.
Con queste dosi dovrebbero venir fuori una quarantina di palline.
Conservare su un vassoio di carta spolverato con un po' di farina.

Palagiaccio

Per la cottura dei crostacei, far rosolare lo spicchio d'aglio in un cucchiaio di olio extra vergine di oliva, aggiungere le code degli scampi, incise nella parte inferiore e dopo 3 minuti sfumare con un paio di cucchiai di vino bianco. Portare a cottura a fuoco vivace per due minuti e tenere da parte.

Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata e scolarli con una schiumarola non appena tornano a galla.
Servirne una decina per ogni piatto, versare un ramaiolo di bisque, lo scampo, del prezzemolo e i pistacchi tritati.

Palagiaccio



lunedì 31 luglio 2017

Crepe is the new black

Davvero si può fare il giro del mondo senza muoversi da casa, o quasi.
Per esempio, immergendosi nella cucina di altri paesi, incuriositi dalla scoperta di nuovi sapori o accostamenti che non fanno parte della nostra tradizione gastronomica.

Con il sesto libro di MTChallenge (la sfida tra blogger a cui partecipo ormai da qualche anno) si può viaggiare attraverso 45 paesi diversi, in modo semplice e alla portata di tutti.

Crepe is the new black

Con i 13€ del prezzo di copertina (di cui una parte devoluti a Piazza dei Mestieri, una associazione che recupera ragazzi che abbandonano la scuola, insegnando loro attività artigianali, tra cui il mestiere del cuoco), non si viaggia né su un aereo, né su un traghetto o con un treno o un'auto.
Si viaggia a bordo di una crepe.
Crepe is the new black: perché la crepe, con le sue 45 declinazioni nelle cucine di mezzo mondo, è il filo conduttore del nostro viaggio.
Oggi vi porto a far colazione in America!
In realtà non ci sono mai stata, ma assaporando questi pancake con gli occhi chiusi e un po' di immaginazione, non è difficile sentirsi laggiù!

Pancake


Buttermilk pancake
per 8-10 pezzi

250 g di farina
10 g di lievito per dolci
3 g di bicarbonato
3 g di sale
2 uova grandi
480 g di latticello (il buttermilk)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
60 g di burro fuso
50 g di zucchero


Pancake

In una ciotola setacciate la farina con il lievito e il bicarbonato e aggiungete lo zucchero e il sale. In un'altra ciotola, con una frusta a mano, mescolate le uova con il latticello e l'estratto di vaniglia. Unite il burro fuso e tiepido e mescolate. Incorporate gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate finché non resteranno più parti asciutte. Cuocete i pancake in una padellina antiaderente riscaldata. Versate un piccolo mestolo di impasto alla volta, oppure, tre pancake insieme, separati da 4 cm di spazio giro-giro, se usate una padella più grande. Cuoceteli per qualche minuto, fino a che la superficie si ricopre di bollicine, poi rigirateli delicatamente con l'uso di una spatola in gomma e cuocete leggermente dall'altra parte. Impilate i pancake già pronti per mantenerli umidi e caldi, coprendoli con un panno, e proseguite fino a terminare l'impasto.
Servite con una colata di sciroppo d'acero, frutta fresca tagliata a pezzetti o crema spalmabile al cioccolato e nocciole..
O come preferite!


PS. in mancanza di latticello potete usare 250 ml di yogurt bianco magro mescolati con 250 ml di latte parzialmente scremato e con 10 ml di succo di limone, dopo averlo tenuto a riposare una mezz'ora.

Pancake


Nonostante la pausa estiva della sfida MTC, con questa ricetta partecipo alla versione estiva, la SUMMER EDITION!

banner_summer-768x439


Pancake

mercoledì 26 luglio 2017

Di nuovo Cerreto e una scoperta

Anno scorso scoprii Cerreto Guidi, piccolo borgo sulle colline dietro Empoli, in provincia di Firenze. E rimasi incantata dalla sua bellezza.
Quest'anno a Cerreto Guidi ho fatto altre scoperte.
A partire dal fascino delle stradine che portano verso il centro, degli angolini dove fare l'aperitivo, delle biciclette rivestite all'uncinetto e decorate come fossero un centrotavola.

Cerreto Guidi

Cerreto Guidi

Cerreto Guidi

Ma soprattutto ho scoperto un locale speciale.
Che accoglie un presepe animato.
Fatto all'uncinetto.
Si, proprio all'uncinetto.
23 metri di presepe ambientato in una ricostruzione di Cerreto Guidi, riconoscibilissimo non appena si varca la soglia, grazie al modellino in miniatura della Villa Medicea, residenza di Isabella de' Medici che si trova nel fulcro del paese toscano.
In rete trovate perfino il sito web Le dame dell'uncinetto, dedicato al presepe e su cui campeggiano due aforismi che svelano la sua origine del tutto speciale:
“Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” di Albert Einstein
e “C’è una forza più potente del vapore e dell’energia elettrica: la volontà” di Fernán Caballero.

Cerreto Guidi

Cerreto Guidi

Cerreto Guidi

Il presepe di Cerreto Guidi è infatti nato dalla voglia di rivincita di Gessica Mancini, una giovane donna, con tre figli piccoli, che ha scoperto da qualche anno di essere affetta dal morbo di Parkinson e che invece di deprimersi, ha trasformato le lunghe notti insonni a causa dei farmaci e la rabbia nei confronti della malattia in energia positiva, dedicandosi all'uncinetto e cominciando a realizzare pezzi di un presepe ambientato nel suo paese.
Con la sua energia e la sua passione ha contagiato altre amiche e donne di Cerreto Guidi e, grazie ai social, la sua voce è arrivata un po' dappertutto. Adesso, parte del presepe è stato realizzato con pezzi di maglia giunti fino qua da tutta Italia e perfino da fuori: ci sono pezzetti di cielo che parlano addirittura francese.
L'entusiasmo e la passione si vede nella cura e nella precisione di ogni piccolo angolino. Sotto la sua guida, abbiamo scoperto dettagli che ad una prima vista erano andati perduti, come i nidi sotto i tetti, con le rondini che fanno capolino, le spighe di grano e i papaveri di un campo sorvegliato da uno spaventapasseri e personaggi del presepe, che sono stati ispirati da persone del paese, come il pasticcere, il sindaco, la fioraia oppure il falegname, che è proprio il suo babbo.
Se volete saperne di più, o siete anche voi appassionati di uncinetto e volete partecipare alla realizzazione di un pezzetto di presepe, mettetevi in contatto direttamente con Gessica. La trovate su Facebook alla pagina delle Dame dell'uncinetto oppure sull'omonimo sito Web.

Cerreto Guidi

Dopo questo incredibile ed emozionante giro di scoperta, anche quest'anno è stato un onore far parte della giuria tecnica della sfida gastronomica di Cerreto Guidi: il Mestolo d'Oro. La gara tra contrade che somma il voto tecnico espresso dalla giuria con il voto degli avventori della festa, che assaggiano i piatti in gara tra le vie del borgo, preparati dalle 4 contrade del paese.

Cerreto Guidi

Con enorme piacere, quest'anno le squadre si sono affrontate su piatti di un livello decisamente più elevato rispetto a quello di anno scorso e decretare il vincitore non è stato un compito facile. Noi quattro giurati eravamo addirittura con idee diverse prima dell'arrivo dell'ultimo assaggio, che invece ha convinto tutti ed ha sbaragliato le altre pietanze assaggiate, aggiudicandosi il primo premio.
Volete sapere cosa hanno preparato le contrade?
In ordine di assaggio:

Cerreto Guidi
Porta Fiorentina: Fagottini di crepe con ricotta e radicchio, su fonduta di gorgonzola, accompagnato con pere abate caramellate e noci

Cerreto Guidi
Porta Palagio: Pulled pork con fagioli e tonno di maiale, cotto nella birra con verdurine di Porta Palagio

Cerreto Guidi
Porta Caracosta: tagliatelle di'fattore con ragù di coniglio

Cerreto Guidi
Santa Maria al Pozzolo: zuppa ai fagioli borlotti e fagioli rossi, con olio aromatizzato al rosmarino e aglio, con dadini di pane, anelli di cipolle e pancetta croccante


Voi chi avreste premiato con il primo posto?
Quest'anno a Cerreto Guidi la giuria tecnica e quella popolare all'unanimità hanno premiato la contrada di Santa Maria al Pozzolo.

Ringrazio nuovamente Daniele Calugi della Proloco di Cerreto Guidi e i suoi assistenti per l'invito e i miei compagni giurati (tra cui Enrica Palandri, che cura il blog Una cena con Enrica) per la splendida serata.
Spero proprio di poter dire: "al prossimo anno, Cerreto!"

venerdì 21 luglio 2017

Carpaccio di tonno e pepe rosa

Estate = caldo = fornelli spenti.

E infatti, nonostante quest'anno la sempre sia lodata aria condizionata sia stata installata anche in cucina, la voglia di cucinare è scemata in modo inversamente proporzionale alla temperatura ambiente. Si vede anche dalla sporadicità dei post su queste pagine.
Ma mi devo correggere: più che la voglia di cucinare, direi la voglia di accendere i fornelli.

Una soluzione rapida e fresca per rimediare all'afa e per portare in tavola qualcosa di buono, l'ho scoperta di recente: questo carpaccio di tonno affumicato.
Si prepara una mezz'oretta prima di servirlo, giusto il tempo per consentire alla marinatura di ingentilire il gusto affumicato del tonno. Può essere servito come antipasto, ma se accompagnato da una bella fetta di pane e un'insalata, potete farci anche un pranzo estivo completo!

Carpaccio di tonno

Carpaccio di tonno al pepe rosa

un trancio di tonno affumicato
pepe rosa
olio extravergine di oliva
succo di limone
prezzemolo (o coriandolo fresco)

Preparate la marinatura, mescolando insieme il succo di limone, l'olio, il prezzemolo tritato e qualche bacca di pepe rosa pestata.
Per un tocco più esotico, potete sostituire il prezzemolo con foglie di coriandolo fresco, se vi piace il suo particolare profumo.
Tagliate il trancio di tonno in fette sottili, disponetele in un vassoio e irroratele con la marinatura. Coprite e conservate in frigorifero per una mezz'oretta.
Servite in tavola con qualche ciuffetto fresco di prezzemolo per decorare.

Carpaccio di tonno

Visto il periodo estivo, se volete sbizzarrirvi con nuove idee, oggi sulla pagina del Calendario del Cibo Italiano trovate altre ricette con il Tonno e i suoi fratelli!
Andate a vedere un po'....
Calendario del cibo italiano

venerdì 7 luglio 2017

Gita alla fabbrica di cioccolato

Qualche settimana fa, superando la mia timidezza e conseguente riservatezza, mi sono buttata in ciò che mai avrei pensato di riuscire a fare.
Organizzare un evento, come va tanto di moda dire ora.

Da golosa quale sono, non potevo non pensare di fare qualcosa di diverso.
Così, in quattro e quattr'otto, grazie soprattutto alla disponibilità che mi hanno riservato fin da subito Claudio e Claudia, i titolari, e grazie alla complicità della Van Pelt da quel di Singapore e di Mai, la grafica più rapida del west, è venuta fuori una visita privata in una vera fabbrica di cioccolato.
Cioccolato.
Avete capito bene.
Roba da far venire un attacco di invidia a Willy Wonka e a tutti quelli alla ricerca del biglietto d'oro.

Dove sono stata?
Insieme ad una delegazione del Calendario del Cibo Italiano (composta da Alice, Cecilia, Corrado, Fabio, Leila e Sabrina) ed un paio di appassionati della materia (Emanuela e Simonetta), sono stata invitata a visitare il laboratorio della famiglia Pistocchi e a degustare le loro prelibatezze!
I Pistocchi, quelli della TortaPistocchi?
Siiiii! Proprio loro.

Pistocchi
photo credits TortaPistocchi®

E cosa hai aspettato a dircelo?
Ho aspettato il momento giusto.
Oggi è la giornata mondiale dedicata al cioccolato.
Il Calendario del Cibo Italiano non poteva esimersi dal festeggiarla.
Ed io non potevo non raccontarvi cosa abbiamo fatto, quanto è stato affabile Claudio Pistocchi e affascinante la storia della sua piccola realtà artigianale, quanto è stata generosa Claudia a preparare le postazioni di degustazione e come sono volate in un battibaleno un paio di ore in una vera fabbrica di cioccolato. A Firenze.

Se volete tutti i dettagli, andate a leggere che gita è venuta fuori, là sul Calendario!

Pistocchi

martedì 27 giugno 2017

Il mio gelato alle arachidi per il Club del 27

Si dice il destino.
Oppure la stagione, più semplicemente.
E' capitato che un paio di settimane fa, incuriosita e stimolata da un'amica di blog, abbia finalmente fatto l'acquisto dell'anno. Una gelatiera.
Niente di che, una di quelle a poco prezzo che si trova in vendita in quella catena di supermercati tedeschi, diffusa in tutta Europa, che ogni settimana varia l'assortimento. Il supermercato delle consonanti, per capirsi.
Erano anni che ci pensavo. Mi avevano consigliato di prenderne una con il motore (ma che è ingombrante), oppure l'apposito accessorio della planetaria, ma niente, non avevo trovato il momento giusto.
Che è arrivato due settimane fa.

Per trovar posto nel freezer, dove si deve ghiacciare la ciotola dell'attrezzo, mi sono perfino convinta a sbrinare il congelatore. Operazione sempre rimandata, che ho effettuato con 30 gradi in cucina, e mi ha consentito il ritrovamento di resti del pleistocene, perfettamente conservati nella pellicola.


Cosa c'entra il destino? Vi starete probabilmente domandando... Ecco, il destino è stato che per l'appunto questo 27 del mese, il gruppo sempre più affiatato del Club del 27 si è dedicato proprio a fare gelati.


Riprendendo quelli della sfida 22, datata luglio di cinque anni fa, in cui la Mapi ci aveva ampiamente illustrato (a dire il vero io non ero ancora nell'MTC) come riuscire ad avere ottimi gelati in casa, con o senza gelatiera, in un interessantissimo articolo fitto di teoria ed esempi pratici, che trovate qui.
Che non è banale, data l'alchimia e le proporzioni da seguire per arrivare a quell'equilibrio tra grassi, zuccheri, solidi totali e acqua che consentono di avere un gelato consistente ma cremoso e che non si squaglia appena tolto dal freezer.
Vi consiglio vivamente una lettura dell'articolo e di provare a buttarvi a farne uno in casa. Dopodichè, quelli confezionati, non vi sapranno più di niente.


Personalmente, tra le tante proposte (che oggi trovate provate e rifatte dalle mie amiche di club, in questa pagina) mi sono buttata sul gelato alle arachidi, che adoro, che era stato ideato da Valentina.

Gelato alle arachidi


Gelato alle arachidi
Ingredienti per circa 500 grammi

250 gr di latte intero
1 uovo intero
100 gr di zucchero
75 gr di pasta di arachidi in purezza
3 gr di farina di semi di carrube
un pizzico di sale

Per le arachidi caramellate
una manciata di arachidi
pari peso di zucchero

Gelato alle arachidi

Per prima cosa va preparata una crema inglese.
Monta le uova intere (gli albumi aumentano la cremosità del gelato) con lo zucchero finchè il composto scrive, aggiungi il latte a filo e rimetti tutto sul fuoco fino a raggiungere 85°, sempre mescolando.
Aggiungi la pasta di arachidi e abbatti la temperatura immergendo la pentola in acqua e ghiaccio.
Lascia raffreddare qualche ora in frigo (o meglio tutta la notte) poi aggiungi come addensanste la farina di semi di carrube (l'ho trovata nel negozio del biologico),  frulla con un minipimer e metti in gelatiera per circa 20 minuti. Poi riponi in freezer qualche ora a solidificare.


Gelato alle arachidi





sabato 24 giugno 2017

Il nocino secondo Pellegrino

Sono anni che voglio scrivere questo articolo.
Basti pensare che le foto delle noci nel loro mallo verde sono di tre anni fa.
Che sia la volta buona, questa?

Il 24 giugno è San Giovanni, che di Firenze è il Patrono.
Tradizione vuole, che in questa giornata di festa venga disputata la partita finale del calcio storico fiorentino, giocato dalle rappresentative dei quattro storici rioni di Firenze, ognuna di un colore diverso (Bianchi, Verdi, Rossi e Azzurri).
Tradizione vuole anche che stasera  Firenze venga illuminata dai fuochi d'artificio, lanciati dalla collina dove si trova piazzale Michelangelo, famosissimo perchè da qui si gode una delle più belle viste di Firenze.
E tradizione vuole che la città (turisti e fiorentini) si fermi per godere lo spettacolo riflesso sull'Arno e rimanga incantata con il naso all'insù.

Tradizione vuole anche che per San Giovanni si raccolgano le noci.
Sono verdi.
Non sono pronte per essere gustate: il mallo verde riveste un frutto acerbo e dal sapore amaro e allappante in cui il guscio non si è ancora formato.
Ma è questa, da tradizione, la notte giusta per recuperare quei frutti acerbi che andranno a fare il nocino: un liquore digestivo amaro e molto aromatico di cui parla perfino Artusi, secondo cui è grato di sapore ed esercita un'azione stomatica e tonica.


Nocino

Quel Pellegrino Artusi a cui oggi il Calendario del Cibo Italiano dedica la giornata e che celebra con ricette tratte dal suo intramontabile 'La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene'.
Calendario del cibo italiano
Io ne ho una copia che mi ha regalato la mamma. E' la 95° ristampa integrale dell'edizione originale. La copertina è un po' sciupacchiata, è stata stampata prima che io venissi al mondo e all'epoca costava 1200 lire. Ma le pagine ci sono tutte e le ricette pure.

A leggerle ora, spesso fanno sorridere. Pellegrino, uomo del 1800, aveva un modo di scrivere completamente diverso da quello di oggi e le sue indicazioni sembrano a volte superficiali ed espresse in modo buffo. Ma sono comunque attuali: il suo volume è un patrimonio gastronomico e socio-culturale che non deve andare perduto.

Per questo, e per ricordarlo con una ricetta in qualche modo legata alla giornata del patrono di quella Firenze dove visse nella seconda parte della sua vita, vi riporto la sua ricetta originale.
L'italiano, come tutte le lingue vive, si evolve ma la bontà delle sue ricette rimane immutata.

E poi ditemi se non fa sorridere anche voi!


Noci verdi


Ricetta n 750 -  NOCINO

Noci (col mallo) n. 30
Spirito, litri uno e mezzo
Zucchero in polvere, grammi 750  (per me semolato)
Cannella regina tritata, grammi 2 (io un pezzetto di stecca)
Chiodi di garofano interi, 10 di numero
Acqua, decilitri 4
 La corteccia di un limone di giardino a pezzetti (per me la scorza di un limone bio)

Tagliate le noci in quattro spicchi e mettetele in infusione con tutti i suddetti ingredienti in una damigiana od un fiasco della capacità di quattro o cinque litri. Chiudetelo bene e tenetelo per quaranta giorni in luogo caldo, scuotendo a quando a quando il vaso.
Colatelo da un pannolino e poi, per averlo ben chiaro, passatelo per cotone o per carta, ma qualche giorno prima assaggiatelo, perché se vi paresse troppo spiritoso, potete aggiungervi un bicchier d'acqua.



Ne gradite un goccetto?