La panna rosa

>> venerdì 27 novembre 2009

La panna cotta non l'ho mai fatta prima, nonostante mi dicesse una mia amica che è una cosa stupidissima da fare ( e riesce anche a lei..)!
Ma penso che quello che mi è venuto fuori gli assomigli molto.

Avevo visto nella cucina dei calicanti il loro esperimento fallito, che mi era piaciuto molto.
Soprattutto le diverse consistenze che avevano ottenuto, loro malgrado, con la verrine di melograno mi aveva incuriosita, così mi sono procurata gli ingredienti e ci ho provato anche io.
Ovviamente il risultato non è stato pari al loro, e purtropppo il loro errore non sono stata in grado di ripeterlo... Gli strati non si sono formati, ma ho ottenuto una verrine di melograno che forse era come avevano in mente loro all'inizio...

panna cotta alla melograna


Come dicevo a Maite, ho provato ad usare come addensante, invece della gelatina, l'agar agar che tra l'altro non avevo mai usato prima.
L'altra differenza è stata che la mia melagrana era più piccola della loro (di sicuro) perchè passandola al passaverdura, ne ho ricavato solo 85ml di succo anzichè i loro 250ml...
Insomma, avrei dovuto fare metà dose rispetto alla loro, e così ho pensato di raddoppiare la percentuale di panna... (che idea, eh?)

Per cui, per arrivare ad avere una quantità sufficiente per 4 tazzine, ho usato:
- 85 ml di succo di melograna
- 200 ml di panna
- 2 cucchiaini di zucchero
- 2 gr di agar agar (forse ho esagerato)

La ricetta è semplicissima:
Si recupera il succo della melograna (io l'ho fatto usando il passaverdure, ma attenzione agli schizzi!), si mescola allo zucchero e si unisce la panna. Si mette in un pentolino e quando inizia a bollire, si versa l'agar agar e si mescola bene bene, continuando per un paio di minuti.
Poi si spenge il fuoco e si versa nelle tazzine/bicchierini/coppette.
Si attende che si raffreddi e poi si può mettere in frigo per almeno un paio d'ore.

Siccome non avevo un'altra melograna per guarnire con i chicchi la superficie (e comunque mi avrebbe impensierito dover sputacchiare i semini), ho tritato una manciata di mandorle spellate e le ho fatte nevicare sopra.

A noi, questa versione è piaciuta. Anche parecchio.


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Risotto alle castagne

>> mercoledì 25 novembre 2009

In questa ricetta io ci ho messo solo la cucina e la manovalanza.

Le castagne erano quelle raccolte dai tre castagni della mia mamma, in campagna, la ricetta invece me l'ha passata Stefano Spilli, vi ricordate?
Ultimamente è stato una grande fonte di ispirazione e suggerimenti per questi panini e per questi altri.

Si tratta di una ricetta molto sostanziosa, una di quelle che ti basta per risolverti la cena.
Non avendo mai tanto tempo a disposizione, per il pasto serale, io mi sono organizzata spellando e cuocendo le castagne la sera prima, per poi preparare il risotto la sera dopo..



Risotto con le castagne

Cosa serve per 4 persone:
- circa 50 castagne (sarebbero 12/15 castagne a testa)
- 50 gr di pancetta (io avevo quella a cubetti e ce ne ho messa forse il doppio ;-))
- 320 gr di riso

- rosmarino
- acqua
- sale

- parmigiano grattugiato

Come si procede:
Sbucciare le castagne. Stefano mi ha svelato un trucco che mi è piaciuto molto: tolgo la buccia, poi per levare la pellicina difficilissima, sbollento le castagne o marroni in acqua bollente per poco tempo, come si fa per i pomodori: diventa facilissimo spellarle, perché la castagna è ancora dura e la pellicina è ammorbidita.

Cuocere le castagne. Si mette a bollire nuova acqua che si sala, e ci si mettono a cuocere le castagne/marroni.

Stefano suggerisce: Per la quantità di acqua, siccome ho visto che per un risotto fatto con 320g di riso servono circa 750ml di brodo o liquido, io faccio in modo di ottenere circa la stessa quantità di liquido dopo l'assorbimento dovuta alla cottura delle castagne. In poche parole, per avere circa 750ml di liquido, io metto 1lt di acqua per la cottura delle castagne. Se vedi che non è abbastanza, rabbocca durante la cottura.

Queste due operazioni le ho fatte la sera prima.

La sera dopo, ho tolto alcune castagne intere e le ho messe da parte per decorare, poi ho riportato a bollitura le castagne, in modo da avere un bel brodino caldo per cuocere il risotto.

Preparare il risotto. Si fa un soffritto con la pancetta tagliata a striscioline (io avevo quella a cubetti e l'ho tritata un po' con la mezzaluna, mettendocene forse il doppio ;-)) in circa 5 cucchiai di olio e poco rosmarino tagliuzzato. Dopo circa 5 minuti si aggiunge il riso e lo si fa leggermente tostare, dopodiché lo si porta a cottura aggiungendo mano a mano l'acqua di cottura delle castagne con i pezzi dentro, perché si saranno sbriciolate nella cottura.

Alla fine si deve aggiustare di sale, pepare con pepe nero (io ho evitato, per via dei bambini) e mantecare con un po' di parmigiano grattugiato.

Servire il risotto con altro formaggio.

E con questo si va a letto senza mangiare altro!

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I biscotti ciccicccì

>> lunedì 23 novembre 2009

Ormai è un dato di fatto, il fine settimana, avendo più tempo libero, lo passo in cucina..
Capisco, che per chi mi sta accanto, a volte, sia dura, però riesco a farmi perdonare, soprattutto se dal mio piccolo regno tiro fuori robina come questa qui!

Sono i biscotti che Paoletta ha postato la settimana scorsa, che poi ho visto anche da Paola, e che sono una ricetta del Maestro Maurizio Santin.
Mi sono accorta che questo fine settimana, sfornare questi biscotti è diventato lo sport nazionale per gli amici del forum di Gennarino, che come me, non hanno saputo resistere alla foto, alla ricetta, al profumo e alla curiosità di provarli!
In effetti sono incredibilmente buoni e friabili come mai ero riuscita a fare i biscotti!

I biscotti in realtà si chiamano Chocolate Chips Cookies, confidenzialmente ribattezzati ciccicccì dallo zioPiero di Gennarino... E così, che ciccicccì siano.

Per la ricetta, io ho seguito la versione di Paoletta, che è sempre una garanzia, e che trovate qui.
L'unica variante che ho adottato è stata quella di mettere i biscotti nel freezer anzichè nel frigo, per la mezz'oretta di riposo.
Paoletta, infatti, suggeriva di tenerli in frigo, di tagliarli, stenderli sulla teglia e rimettere la teglia in frigo nell'attesa che il forno raggiungesse la temperatura di cottura.
Nel mio frigo, però, le teglie non entrano, e così ho pensato di evitare questo doppio passaggio, e per avere i biscotti freschi al momento della cottura, ho pensato di metterli appunto nel freezer.
In questo modo, tra l'altro, è stato semplice tagliare i salsicciotti, perchè (forse per il tanto burro) erano duri il giusto e non si sono sformati nel tagliarli, cosa che temevo.

Giusto per darvi un'idea, l'impasto l'ho diviso in tre salsicciotti di diametro intorno ai 3 cm, che ho poi tagliato ad uno spessore di mezzo centimetro: in cottura, i biscotti si allargano un pò (i miei sono arrivati a 4 cm più o meno).
Con le dosi indicate io ho contato 104 biscotti, se non me ne è sfuggito qualcuno quando nel mio regno sono apparsi zitti zitti Lenticchia e Fagiolo, e di soqquatto (e con le bocche piene?) se ne sono poco dopo andati...



Choc Chip Cookies

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Il miglio, che sorpresa..

>> venerdì 20 novembre 2009

Il miglio è uno di quei cereali (correggetemi se non lo è) che non avevo mai nè usato nè assaggiato prima di un paio di settimane fa.
Anzi, tutte le volte che pensavo al miglio, nella mia mente risuonava miglio verde, che in realtà non c'entra proprio niente!
Fatto sta, che non avendo trovato molte ricette in rete, ho chiesto aiuto agli amici di gennarino, che mi hanno consigliato sulla cottura e sui modi di utilizzo.
Alla fine, ho pensato di farne delle polpette, mescolandolo ai soliti ingredienti con cui si fanno proprio le polpette di carne..
Mi era venuta la remora che il mio utilizzo non fosse stato proprio ortodosso (soprattutto, avendo poi scoperto che il miglio lo usa molto chi è vegetariano), ma in realtà, la penso proprio come Azabel: i cibi sono materie prime, da utilizzare secondo i propri gusti e inclinazioni!
Quindi, per me, il miglio sta benissimo anche con la carne!

Tra l'altro Azabel è stata di grande aiuto. Mi ha svelato le proporzioni per cuocere il miglio, a seconda dell'uso.
In pratica:
- per farlo "asciutto" (quindi più sgranato) si usa una parte di miglio e due di acqua (es: 100 gr di miglio ->200 gr di acqua)
- per usarlo per crocchette e simili si usa 1 parte di miglio e 3 di acqua (es: 100 gr di miglio ->300 di acqua)

Ecco come sono venute le polpette.

Polpette di miglio

Praticamente ho lessato in acqua salata per 20 minuti un etto di miglio, che si è disfatto abbastanza ( ma per farci delle polpette va bene), poil'ho scolato e fatto raffreddare.
Ho preparato l'impasto delle polpette con un paio di fette di petto di pollo, che ho tritato con la mezzaluna, una salsiccia, un uovo (in realta' io ci ho messo solo una chiara, che avevo gia' in frigo ) un po' di prezzemolo, mezzo cucchiaino di curcuma e del parmigiano.
Ho amalgamato il tutto insieme al miglio e ho formato delle palline, che ho fatto rotolare su un piatto di farina di mais.
Ho cotto in padella con un filo di olio EVO.

A me queste polpette sono piaciute perche' il miglio ha dato una consistenza morbida, dentro, e la farina di mais le ha rese croccanti, fuori.
In famiglia, le hanno apprezzate in 3 su 4, tra cui una sei-enne! ;-)

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Fagiolino gentile

>> mercoledì 18 novembre 2009

Non si tratta del mio, di Fagiolino, che comunque è gentile lo stesso (e anche un po' mammone), ma di un fagiolino secco che ho comprato tempo fa.

Di solito, i fagioli che uso sono i borlotti freschi che coltiva la mia mamma e che conservo nel freezer, per poterli poi avere quando non è più stagione; ma questi fagiolini, un po' per la dimensione (sono piccoli piccoli) un po' per il colore e l'occhio marrone, mi hanno incuriosita!


Li ho preparati semplicemente cuocendoli, in un pentolino di coccio, seguendo le preziose indicazioni che Paolo Petroni dà sul suo libro della vera cucina fiorentina di cui parlavo per l'appunto l'altro giorno con elena.spa e Stefano Spilli del forum di gennarino, quando ci siamo incontrati per la presentazione del libro del cavoletto, qui a Firenze.
La ricetta la riporto precisa precisa qua sotto, indicando anche i miei commenti.

Eh, si,
FiorDiVanilla, mo' ti tocca anche questa, di ricette toscane!!

Prendete dei fagioli bianchi
(secchi, indica il Petroni nel titolo della ricetta) che siano dell'annata (un etto a testa circa) e poneteli in una pentola possibilmente di coccio (in mancanza usate una pentola di acciaio con il fondo termico molto spesso) dove verserete acqua fredda pari a 5 volte il peso dei fagioli (considerando che noi siamo 4 persone, ma in realtà i legumini fanno uno in due, ho messo 3 etti di fagioli e per noi sono stati più che abbondanti!).
Salate, unite uno spicchio d'aglio,un rametto di salvia e 2 cucchiai di olio d'oliva; ponete il recipiente sul fuoco a fiamma bassissima; non alzatela mai, anzi, se occorre, abbassatela ancora durante la cottura.

Questo è il segreto: l'acqua deve bollire impercettibilmente e i fagioli non si devono quasi muovere; ricordate che questa non è una cottura per chi ha fretta
(in effetti, io l'ho fatta una domenica mattina ;-))
Pensate che, una volta, i fagioli venivano cotti nel forno appena spento (dopo che era stato fatto il pane) o su un lato del fornello della vecchia cucina a legna.

Per il tempo di cottura non è possibile dare indicazioni, è troppo variabile da tipo a tipo: può durare da un'ora fino a 4 ore
(i miei fagioli erano pronti dopo un paio); ad ogni modo, il metodo migliore per non sbagliare è sempre quello di assaggiarli ogni tanto (e non è un dispiacere!).




fagioli ..

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La fettunta

>> lunedì 16 novembre 2009

E' banale, ma di questa stagione, quando l'olio è novo e profuma ancora di oliva, di foglie e di sole, a volte con pane e olio si cena addirittura.

E quando il pane te lo fai da sola, con la pasta madre, ci aggiungi i semini (di papavero, di sesamo, di girasole) e lo tieni a lievitare tutta la notte, per riempire di profumo di pane la domenica mattina...
allora pane e olio (che qui da me si chiama anche fettunta) è la sua fine....

Fettunta

Per questo elaboratissimo piatto, occorrono:
- fette di pane abbrustolite
- olio extravergine di oliva nuovo (io ho olio novo toscano, di una azienda biologica delle colline dietro Firenze)
- sale (ho usato il sale dolce integrale di Cervia, dono di Sereme del forum di Gennarino)

Facile!

Con questa ricetta non ricetta contribuisco alla raccolta di Dada e Mariluna.

L\

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Ottobre rosa in ritardo e ... sorpresa

>> venerdì 13 novembre 2009

Questa volta arrivo in ritardo, ma meglio tardi che mai, soprattutto in questo caso.

Ho scoperto che ottobre era il mese rosa, quello della prevenzione dei tumori al seno.

Ho scoperto anche che l'Istituto Nazionale Tumori, a Milano, ha una sede detta per l'appunto Cascina Rosa, in cui si fa ricerca e prevenzione.
Quello che mi ha colpito di più è stato scoprire che all'interno della struttura sono molte le iniziative e i progetti in corso strettamente legati all'alimentazione.

Il motivo è semplice: siamo quello che mangiamo.

L'Istituto Nazionale Tumori, in collaborazione con il World Cancer Research Fund, ha anche avviato uno studio di intervento alimentare per la prevenzione del tumore mammario in giovani donne.
In pratica, la dieta prevede un minore consumo di farine raffinate, pane bianco, zucchero, bibite, carne rossa, latticini e un aumento di cereali integrali, legumi, vari semi e verdure.
Il progetto ricerca la collaborazione di giovani donne sane e disponibili a modificare la loro dieta per un anno. Chi abita in zona e volesse partecipare, può trovare informazioni qui.
Per le altre, modificare un pò la dieta diminuendo grassi e zuccheri e aumentando l'uso di verdure, come indicato sopra, non potrà che fare bene (come minimo, alla linea!).
Tra l'altro alla Cascina Rosa, organizzano anche Corsi di Cucina Naturale per insegnare a creare pasti equilibrati, scegliere gli ingredienti, e molti altri argomenti, tra cui: come fare un dolce sia buono che salutare!!
E chi proprio non ce la fa ad andare, ma vuole saperne di più, c'è il libro: Prevenire i tumori mangiando con gusto. A tavola con Diana di Villarini e Allegro.

Fiore a Stella


E per finire, visto che Ester mi ha voluto regalare l'emozione di questo testimone, vi racconto 8 cose di me, rispondendo alle sue 8 domande.

1. 6 nomi con cui ti chiamano.
gaia (tutti), mamma (Lenticchia e Fagiolo), ciccia (le persone del cuore), gaiuccia (babbo e mamma), gaietta(amici), gaie'(amici di Roma)
2. 3 cose che indossi in questo momento.
jeans, stivali, gli orecchini che non tolgo mai.
3. 3 cose che hai fatto stanotte ieri e oggi.
stanotte ho dormito
ieri ho portato i legumini in piscina
oggi ho appena fatto colazione, con le mie briochine
4. 2 cose che hai mangiato.
latte e briochine
5. 2 persone a cui hai telefonato oggi.
una sola, la mia mamma
6. 2 cose che farai oggi.
prenderò i bambini da scuola e preparerò la pizza ad un'amica che mi viene a trovare.
7. 3 bibite preferite.
acqua, latte, ...aranciata.. ogni tanto
8. 3 cose che desideri intensamente.
la serenità per me ed i miei cari
vedere crescere i legumini in un mondo diverso
la pizza!

Ed io il testimone lo passo, in ordine rigorosamente casuale e se loro vogliono prenderlo, a:
Tina
Paoletta
Alex

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