44 gatti in fila...

>> venerdì 10 febbraio 2012

Forse non erano in fila per due... dovrei chiedere lumi a Lenticchia...
ma è proprio questa la canzoncina che mi è venuta in mente quando li mettevo bellini bellini in fila, prima dello scatto!

Anche loro, sono i biscotti della saga marthellamento, che ormai è diventato un appuntamento più o meno fisso, da queste parti.
La Martha (Stewart) li ha addirittura chiamati macaron al cocco.
La cosa mi ha fatto subito sorridere, visto che....di macaron non hanno proprio niente, nemmeno la forma!!
Ma il fatto che per me i macaron siano sempre stati una di quelle cose che pensi proprio che non riuscirai mai a fare, anche solo l'illusione consolatoria che questi fossero chiamati macaron mi ha convinto a provarli.
Sono semplicissimi e velocissimi da fare. Si accompagnano bene con un tè, ma si lasciano mangiare pure da soli..
Non hanno riposo in frigo e cuociono in poco tempo.
Potevano essere fatti con o senza gocce di cioccolato.
Che cosa avreste fatto voi? Io non ho avuto dubbi!!!

Cocco ciocco macaron

Per una trentina di biscottini:

3/4 di tazza di zucchero (circa 150gr)
2 tazze e mezzo di cocco grattugiato (circa 250gr)
2 albumi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
mezza tazza di gocce di cioccolato (circa 75gr)

In una ciotola capiente, mescola con le mani tutti gli ingredienti , finchè non si sono amalgamati bene.
Bagna le mani con un po' di acqua fredda (di questi tempi non è difficile reperirla, soprattutto fredda) e forma dei monticini (la Martha li chiama pagliai, tanto per farvi capire la forma) con circa un cucchiaio di composto.
Metti i biscotti a cuocere su una teglia rivestita di carta forno, distanti un paio di cm l'uno dall'altro.
Cuociono in 16-17 minuti a 160°.

Cocco ciocco macaron

Dopo aver fatto questi, a dir la verità, ho trovato anche il coraggio di farli, i macaron, quelli veri....
Una soddisfazione..., che vi racconterò.
Ma questa è un'altra storia.
:-)

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Il quadro indispensabile

>> lunedì 6 febbraio 2012

Non ho avuto dubbi.
La scelta era stata fatta ormai mesi e mesi fa, quando mi ritrovai il libro (finalmente) tra le mani.
Ma mi mancava l'accessorio, che, nonostante la poca importanza che gli dà questo nome, spesso diventa indispensabile.
Il caso ha voluto che il mio spacciatore speciale di cioccolato e in questo caso anche di attrezzatura da pasticceria, me l'abbia consegnato solo poco tempo fa.
Era giunto il momento: può un quadro da pasticceria farti sentire (anche se non diventare) una pasticcera?
A me ha fatto questo effetto. E così mi sono cimentata nell'impresa.
Ho apero il libro per l'ennesima volta, ma non mi sono limitata a sognare, nel vedere tutte quelle golosità.
Dovevo trasformarlo in realtà, e insieme, partecipare a una sfida d'eccezione, organizzata da Stefania e AnnaLuisa e Fabio.
Con carta e penna, mi sono messa a fare la lista della spesa, a studiare le ricette correlate, a capire quante uova dovevo comprare, a convertire le dosi indicate in modo da ottenere le quantità che serviva per il giusto peso di pan di spagna e di gelee...
Insomma un lavoro di intelletto:

Studio della torta


Per prima cosa serve il pan di spagna.
Di riso, dice la ricetta.
Peccato che in tutto il libro non ci sia indicata di preciso la ricetta per farlo.
Tuttavia ci sono un sacco di informazioni teorico-generali, da cui ho estrapolato/elaborato questo:

Pan di spagna al riso (per circa 400gr)

- 175 gr di uova (cioè 3)
- 122 gr di zucchero
- 75 gr di farina 00
- 30 gr di riso
- 35 gr di fecola di patate
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

In una ciotola si setacciano le due farine insieme alla fecola.
In un pentolino, su fuoco basso, si scaldano uova, zucchero e vaniglia, mescolando con una frusta, fino ad arrivare a 45°C.
Si montano poi con le fruste elettriche (io in planetaria) fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro.
Con un cucchiaio di legno, si versano le polveri a pioggia sulla montata, incorporando piano piano con movimenti rotatori dall'alto al basso, delicatamente.
Versare in uno stampo imburrato e infarinato di circa 20 cm di diametro (il mio era più largo e il pan di spagna è quindi venuto un po' più basso) e informate per circa 20 minuti in forno a 190°.
Lasciare raffreddare, prima di procedere al taglio.

Pan di Spagna al riso


Va fatta anche della crema chantilly, da aromatizzare con il limoncello.
In casa nostra i superalcolici sono scarsi. La torta, poi, dovendo essere commestibile pure per i bambini è stata trasformata in alcohol-free. Al posto del limoncello, ho usato succo di limone!

Crema pasticcera (per circa 600gr)

-400 gr di latte
- 100 ml di panna
- 150 gr di tuorli (servono 10 uova)
- 150gr di zucchero
- 17,5 gr di amido di mais
- 17,5 gr di amido di riso (ho usato la fecola di patate)
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Uova

Con una frusta (io, in planetaria) si montano i tuorli con lo zucchero e l'estratto di vaniglia, fino ad ottenere un composto chiaro e morbido.
Alla fine si aggiungono gli amidi.
Nel frattempo, in una pentola capiente si porta a bollire il latte con la panna. Appena raggiunto il bollore, si unisce la montata di uova e si continua a cuocere per un altro minuto, mescolando continuamente finchè non si raggiunge una consistenza densa, ma ancora morbida.
Si copre la crema con pellicola a contatto, e la si fa raffreddare velocemente, mettendo la ciotola in un'altra più capiente, riempita con acqua e ghiaccio.

Frusta parrucca

Chantilly al limoncello (per noi, limone)
- 800 gr di panna
- 600 gr di crema pasticcera
- 15 gr di colla di pesce in fogli
- 20 gr di scorza di limone grattugiata (servono 5 limoni)
- 20 gr di limoncello (per noi il pari peso di succo di 1 limone)

In una ciotola con acqua fredda, mettere in ammollo i fogli di colla di pesce.
Montare la panna (è una quantità enorme! dotatevi di una bella ciotola capiente).
Mescolare le scorze di limone con la crema pasticcera. Scaldarne una piccola parte nel microonde, poi sciogliervi dentro la gelatina, strizzandola bene e mescolando. Unirla al resto della crema.
Aggiungere il limoncello (noi, il succo di limone) e incorporare la panna, un po' per volta.

La cremosità e pannosità della torta è bilanciata da uno strato centrale di gelee' ai frutti rossi.
So che non è proprio la stagione delle fragole, ma per una volta ho fatto una scelta di acquisto controcorrente con le mie convinzioni. Non potevo mica fare una gelee' di cavolo viola, che è di stagione e avrebbe pur dato il suo contributo cromatico..., ma avrebbe lasciato tutti perplessi in quanto a gusto!!
Non aveveo scelta. Sono andata per le fragole.

Fragole

Gelee' di fragole (per circa 600 gr)
400 gr di purea di fragole (ottenuta con circa 650 gr di fragole intere)
140 gr di zucchero
12 gr di colla di pesce

Per prima cosa va preparata la purea di fragole. L'operazione è banale, tuttavia se volete eliminare tutti i semini, ci vuole un po' di tempo.
Si puliscono le fragole, si tagliano a pezzi e si mettono in pentola, su fuoco medio-basso per circa 5-10 minuti: il tempo che si ammorbidiscono.
Con il mixer a immersione se ne fa una purea. Potrebbe finire qui.
Ma se volete togliere i semini (come ho fatto io), prendete un colino e un recipiente e con santa pazienza versate un po' di purea sul colino, girate con un cucchiaio per far scendere il succo nel recipiente, e via via che i semini riempiono il colino, buttateli via e ripartite con le fragole rimanenti.
Può aiutare fischiettare, durante l'operazione. Non serve per far scendere meglio le fragole, ma fa passare il tempo....!

Nel mentre, se fate una pausa, mettete in ammollo la colla di pesce in acqua fredda.
Alla fine, una volta ottenuta la purea, riscaldatene un quarto con lo zucchero, che dovrete sciogliere. Aggiungeteci la colla di pesce strizzata bene, fatela sciogliere e poi unite il tutto alla purea rimasta.


A questo punto, c'è tutto o quasi.
Si puo' procedere con il montaggio della torta, che viene fatto in due momenti, per consentire alla torta di stabilizzare gli strati.
La torta è montata in senso inverso, perchè per essere servita dovrà essere rovesciata.

Torta quadro - Puzzle

Montaggio della torta

Passo 1
- foglio di acetato
- 2 stampi (per me uno stampo quadrato da 18cm e una tortiera tonda da 20cm)
- 500 gr di frutta fresca (kiwi, fragole, ribes, lamponi)

Ritagliare il foglio di acetato con la sagoma dello stampo.
Tagliare la frutta a fette e disporle sullo strato di acetato, lasciando spazio tra le fette.

Passo 2 e 3
- metà crema chantilly
- sac a poche con bocca tonda di 1 cm circa
- spatola

Versare la chantilly nel sac-a-poche e circondare le fette di frutta con la crema.
Procedere poi a riempire tutto lo stampo, fino a formare uno strato di circa 1 cm di altezza.
Livellare con una spatola.

Passo 4
- gelee' alle fragole

Con un romaiolo, versare la gelee' sulla crema, distribuire uniformemente e mettere in frigo a rapprendere.

Passo 5
- metà crema chantilly

Formate un altro strato di crema chantilly, usando un sac-a-poche e iniziando a riempire lo stampo facendo un giro intorno al perimetro, per poi proseguire nell'interno.
Io non ci avevo fatto caso e ho proceduto in modo diverso (come si vede in foto), per cui ho poi dovuto ripassare a riempire i vuoti lasciati. Ma non è niente di chè: si rimedia facilmente!


Passo 6
- pan di Spagna di riso
- 200 gr di acqua
- 200 gr di sciroppo di zucchero
- 50 gr di limoncello (io, succo di limone)

Per ottenere la bagna aromatizzata, mescolare insieme gli ingredienti.
Non avendo sciroppo di zucchero, ho usato gli ultimi 60gr di glucosio che avevo, a cui ho aggiunto 110 gr di zucchero e 30 di acqua, che ho sciolto un po' sul fuoco.

Tagliare il pan di spagna in strisce, in modo da ricoprire lo stampo quadrato a misura.
Per lo stampo rotondo, invece, appoggiarlo sul pan di spagna e con un coltello seguire il bordo.
Inzuppare il pan di spagna nella bagna (l'avevo versata in un piatto) e coprire la torta.
Mettere il dolce nel congelatore.

Passo 7
- 40 grammi di gelatina neutra
- Frutta fresca

Qualche ora prima di servirla, togliere la torta dal freezer e rovesciarla sul piatto di portata.
Decorarla con la frutta fresca.
Sollevare leggermente lo stampo per lucidare la torta con la gelatina (ho usato quella del super, seguendo le istruzioni indicate sulla busta).
Tenendo lo stampo sollevato, la gelatina non cola lungo il bordo!
Alla fine, togliere lo stampo.

Si gusta quando la torta, scongelandosi, torna ad essere morbida.
Noi non abbiamo resistito (cioè, io avevo calcolato male i tempi) e ce la siamo fatta fuori bella duretta, che pareva piu' una torta gelato. Ma il pezzettino avanzato, quello si che era ancora più eccezionale!

Torta Quadro


A vedere la foto del libro, mi ero illusa che il mio quadro fosse della stessa misura di quello della ricetta. Solo a cose fatte, mi sono resa conto che le dosi indicate nel libro erano davvero per 12 persone, nonostante l'illusione fotografica.
La gioia è stata doppia:
Invece di una torta, me ne sono venute fuori due!!
L'altra è in freezer che aspetta di essere consumata.
Qualcuno passa per merenda?



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L'insalata d'inverno

>> martedì 31 gennaio 2012

Così come mi piace tanto l'insalata d'estate, allo stesso modo, d'inverno la stessa insalata, proprio non mi va giù.
D'estate mi rinfresca e d'inverno mi infreddolisce.
Dovrei evitare di comprarla, lo so.
Ma il fatto è che la verdura che mi ritrovo ogni settimana nella busta del GAS è sempre una sorpresa, un po' come capita per caso (e chi ci crede?) ai cuochi della famosa 'Prova del cuoco'...
E allora scarola, lattuga, radicchi e quant'altro, dopo giorni e giorni di fresco riposo in frigo, mi chiedono pietà.


D'inverno, la loro fine è in padella (quando non le infilo nel minestrone)!

scarola

E così, il contorno è servito, dopo 5 minuti di cottura.
Saporito, veloce e finalmente: caldo!

Servono:
- un cespo di insalata (in foto, scarola)
- uvetta
- pinoli
- uno spicchio di aglio
- olio evo
- sale e pepe

In una padella soffrigere lentamente l'aglio tritato con un po' di olio.
Lavare l'insalata, tagliarla con le mani in grossi pezzettoni e metterla in padella senza stare a sgocciolarla troppo. Dopo un paio di minuti aggiungere l'uvetta e i pinoli.
Regolare di sale e pepe, far andare altri 3-4 minuti (deve rimanere un po' croccante) e servire!

scarola

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KAESESAHNEKUCHEN - che?

>> martedì 24 gennaio 2012

Ci sono dolci che ti rimangono nel cuore.
Questo di oggi, nel mio cuore c'è rimasto un anno e un po'.
Ma era sempre lì.
E c'era entrato per l'effetto marmorizzato, che mi aveva incuriosito, e per l'affetto per Giuliana, aka mammaIana, che nonostante sia un bel pezzetto che non si fa affaccia dalla sua casa virtuale, riesco lo stesso a sentire.
Poi, in una occasione speciale, ho conosciuto pure la sua di mamme...e così la sua torta (versione austriaca del cheesecakee dal nome impronunciabile), che proprio lei aveva fatto per un compleanno di Giuliana, è tornata alla ribalta!
Eccola qui, nella versione profumodimamma, perchè a me, spesso, non riesce fare le cose così come sono, ci devo mettere lo zampino!
E così il cheesecake austriaco alle pesche (vista pure la stagione) è diventato un cheesecake con base al cacao e con marmellata di ciliegie.

E' un cheesecake abbondante... che, se servito a fine pasto, può bastare per una decina di persone!
E' fresco e al tempo stesso sontuoso.
E se lo fate in anticipo e lasciate agli umori bianchi (ricotta, mascarpone, formaggio fresco spalmabile) il tempo di impregnare e ammorbidire il pan di spagna, sarà ancora più buono!

Cheese cake dall'alto

Direttamente da mammaIana, su questi schermi:

il KAESESAHNEKUCHEN (per una tortiera di 26 cm di diametro):

Per il pan di spagna:
2 uova
1 cucchiaio d'acqua
80 gr. di zucchero
50 gr. di farina 00
20 gr di cacao amaro in polvere
30 gr. di maizena
1 cucchiaino da the di lievito per dolci

Montare con una frusta uova, acqua e zucchero fino ad ottenere un composto molto schiumoso.
A parte mescolare farina, cacao, maizena e il lievito per dolci e setacciarli nel composto a base di uova, incorporando le polveri con movimenti dal basso verso l'alto, per non mangiare troppa aria.
Rivestire una tortiera a cerniera con carta forno bagnata e strizzata, in modo che aderisca perfettamente, versarci l'impasto e cuocere in forno preriscaldato a 175°C per 20 minuti.
Quando sarà raffreddata, ritagliarla del diametro e dell'altezza desiderata.
La torta dovrà essere montata usando un anello da pasticceria oppure l'anello della tortiera a cerniera, rivestito di acetato o di carta forno bagnata, strizzata e fatta aderire perfettamente.

Per la crema (ho ridotto e rivisto le dosi, anche in base alla disponibilità del frigo):
350 gr. di ricotta di mucca
250 gr. di mascarpone
150 gr. di yoghurt naturale
100 gr. di formaggio spalmabile
120 gr. di zucchero
6 fogli di gelatina
1 limone
200 ml. di panna fresca

1 vasetto di marmellata di ciliegie

In un po' di acqua fredda mettere i fogli di gelatina in ammollo.
Spremere il limone e, in una ciotola, mescolarne il succo con la ricotta, il mascarpone, lo yoghurt, il formaggio spalmabile e lo zucchero. Mescolare bene con una frusta.
Riscaldare una piccola parte del composto e scioglierci i 6 fogli di gelatina ammollati e strizzati.
Aggiungerlo al composto freddo e continuare a lavorare molto bene con la frusta. Quando la crema comincia ad addensare leggermente, montare la panna ed aggiungerla delicatamente alla massa.
Ricoprire il pan di spagna, freddo, di un leggero strato di marmellata, poi versare il composto su uno strato, spalmare un altro velo di marmellata e concludere con il resto della crema.
Mettere in frigo per qualche ora a solidificare, meglio se tutta la notte.
Prima di servire decorare con un po' di marmellata di ciliegie, versata con un cucchiaino e aiutandosi con uno stecchino di legno prelevarne la giusta quantità per formare una pallina.
Con il tempo, la marmellata tende a rilasciare un po' di acqua (dalla foto sopra, fatta il giorno dopo, un po' si nota), per cui conviene decorare giusto poco prima di portare in tavola.

Cheese cake fetta

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Bis-cotti bis-colori

>> venerdì 20 gennaio 2012

Rieccoci con il marthellamento.
L'avevo promesso, no, che vi avrei marthellato?
Questa è la seconda puntata.
La scelta è stata quasi obbligata: intersecando l'insieme di numerini scritti da Lenticchia sulla sua lista dei preferiti con la lista scritta da Fagiolino (per quel che ha potuto) l'unico numero che è venuto fuori è stato il 117 (peccato non poterlo giocare al lotto!!).
E a pagina 117 del libro di Martha c'erano questi biscotti.
Che hanno attirato l'attenzione dei legumini per il colore, la forma e il disegno.
Devo dire che il risultato, a loro e a tutta la banda che li ha assaggiati il giorno dopo Natale, è piaciuto. Io sono pignola, e secondo me li ho impastati troppo, perchè non mi sono venuti fuori friabili come mi immaginavo..
Tant'è che mi toccherà provare a rifarli. Devono venire friabili!


bis-cotti bis-colori

Martha indicava che con queste dosi ne sarebbero venuti fuori 28 a spirale e 34 a occhio di bue. Io non li ho fatti alti 7 mm come diceva lei, ma mi sono limitata alla solita altezza che faccio per questo tipo di biscotti (circa 4-5 mm) e così, ne abbiamo contati ben 64 a spirale e 75 a occhio di bue..
Quindi, senza stare a scervellarsi su quanti biscotti avrete alla fine, vi basti sapere che ne verranno fuori circa 1 kilo e 700 grammi.
Abbastanza, no?


Direttamente da Martha Stewart's Cookies:

340 gr di burro
1 tazza e 3/4 di zucchero (circa 350 gr)
2 uova e 1 albume
1 cucchiaino di sale
2/3 di tazza di latte (circa 380gr)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
5 tazze di farina 00 (circa 650 gr)+ quella per infarinare il piano di lavoro
1/4 di tazza di cacao amaro (circa 20 gr)

Nella planetaria con il gancio a foglia si mescola il burro a temperatura ambiente con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza cremosa. Si aggiungono le uova intere e il sale, il latte e la vaniglia, alla fine la farina in un colpo solo e si mescola lo stretto necessario per amalgamare il tutto. Mi raccomando, ne va poi della friabilità finale!
Si divide l'impasto in due parti e ad una si aggiunge il cacao.

bis-cotti bis-colori

Per i biscotti a occhi di bue:
si prende un quarto dell'impasto cioccolatoso e su una superficie leggermente infarinata lo si arrotola in un cilindro di circa 2 cm di spessore e lungo 30 cm. Si avvolge in pellicola senza PVC e si mette in frigo per 20 minuti.
Nel frattempo si prende una metà dell'impasto bianco e la si stende in un rettangolo di 30 cm per 10 cm, e alto un cm. Insomma, la misura giusta per avvolgere il cilindro cioccolatoso. Lo si copre con pellicola e si fa raffreddare in frigo per 20 minuti.
Alla fine si spennella il rettangolo bianco con un po' di albume, vi si appoggia sopra il rotolo cioccolatoso e lo si avvolge, sigillandolo lateralmente con un po' di pizzichi. Si lascia riposare 20 minuti in frigo.

Per i biscotti a spirale:
l'impasto cioccolatoso che è rimasto si stende in due rettangoli di circa 20 x 10 cm e alti circa 5 mm. Si fa altrettanto per l'impasto bianco. Si ricoprono con pellicola e si fanno riposare in friPgo per 20 minuti.
Poi, si spennella l'albume su ogni rettangolo cioccolatoso, vi si adagia sopra un rettangolo bianco e si arrotolano 'lungo il lato più lungo' e si sigillano con leggeri pizzichi. Altri 20 minuti in .... frigo!

La cottura:
Riscaldare il forno a 180°. Tagliare i rotoli che avete fatto in dischi di 5 mm di spessore (o quanto vi piace di più) e disporli su teglie coperte da carta forno. I biscotti vanno distanziati un po' perchè in cottura si ingrandiscono.
Si cuociono per circa 12-15 minuti, ruotando le teglie a metà cottura per uniformare la colorazione dei biscotti, che deve comunque rimanere piuttosto chiara (per la parte bianca).
Lasciarli raffreddare 3 minuti in teglia, poi trasferirli su una griglia.
Si conservano bene in un contenitore ermetico o in una scatola di latta per almeno 3-4 giorni.

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Connessioni dimenticate

>> martedì 17 gennaio 2012

A volte ti rendi conto solo alla fine che quello che hai fatto aveva inconsapevolmente un senso.
A me è capitato con questo pane, che ho fatto per la prima volta la settimana scorsa.
Per un anno me lo sono visto davanti tutte le volte che ho sfogliato Panificando di Giorilli, che sta nella libreria accanto al letto e che ho pure tentato di studiare, la sera prima dell'arrivo di Morfeo.
Ho aspettato un anno.
Poi mi sono decisa, non so perchè.
Ricordo solo che ero curiosa di provare a fare questo pane, di pasta dura. Per me una novità.
Solo dopo averne contemplato la crosta così liscia ed averne assaggiato la croccantezzza e al tempo stesso la soffice mollica, mi sono ricordata che pure Paoletta ne aveva parlato, e che già allora avevo promesso a lei e a me stessa di provarlo!
Ecco, è passato del tempo, ma probabilmente questa connessione, inconsapevolmente, era rimasta in sospeso...

Pane a pasta dura


Come dicevo, ho seguito la ricetta di Giorilli, adattando le dosi ad una produzione familiare.
Con queste, otterrete due filoni da circa 700gr.
A cose normali, ne avrei congelato uno e l'altro ce lo saremmo fatto fuori con calma, durante un'intera settimana.
In realtà, il primo ce lo siamo fatto fuori metà subito la prima sera... Croccante fuori, morbido dentro, è riuscito a stare bene con qualunque companatico avessi portato in tavola!


Pane a pasta dura - il taglio

Per due filoni da circa 700 gr di pane di pasta dura:

La sera, servono:
- 200 gr di farina w280 (ovvero farina 0 con almeno 11% di proteine)
- 100 gr di acqua
- 50 gr di lievito madre rinfrescato

Si divide in pezzetti il lievito madre e lo si scioglie nell'acqua. Siaggiunge poi la farina e si impasta.
Si lascia lievitare in una ciotola coperta con pellicola per 10/12 ore a 18° oppure per 8/10 ore a 22°.

La mattina, servono:
- il primo impasto
- 700 gr di farina W280 (ovvero farina 0 con almeno 11% di proteine)
- 300 gr di acqua
- 5 gr di malto (in alternativa, miele)
- 16,5 gr di sale

In una tazzina si scioglie il sale con un po' dell'acqua necessaria per l'impasto. Si procede poi a sciogliere il malto nell'acqua rimanente e a versarla gradualmente nella planetaria, aggiungendovi via via anche la farina. Per ultimo si inserisce l'acqua con il sale.
Si impasta bene fino ad ottenere una palla liscia e poi si lascia riposare per 10 minuti.
A questo punto bisognerebbe cilindrare, ovvero far passare l'impasto nell'apposita macchina a rulli che lo stende e lo liscia. Devo dire che questo optional mi manca... ma basta spianare con il mattarello l'impasto fino a formare una striscia, ripiegarlo su se stesso in 3 o 4 e ripetendo poi l'operazione altre due o tre volte.
Si divide l'impasto in due e si dà la forma desiderata.
Io l'ho arrotolati di traverso, per ottenere l'effetto che si vede sul pane che in foto sta sopra.
Si lasciano lievitare a 28° per circa tre ore, si tagliano con una lametta in senso longitudinale oppure di traverso per permetterne lo sviluppo in cottura e poi si infornano a 220° con una ciotola di acqua sul fondo del forno per 10 minuti.
Si abbassa a 200° e si continua a cuocere per altri 35 minuti circa, con tiraggio aperto per gli ultimi 10 minuti (ovvero, con il forno tenuto aperto dallo spessore di un mestolo di legno!!).

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Piadine o lumachine?

>> venerdì 13 gennaio 2012

Se mi avessero parlato della piadina romagnola negli anni 90, avrei subito pensato a Bersani.
Samuele (non sbagliamoci!!) e al suo progetto di esportarla in India (chi se lo ricorda?).
Poi, dopo averla mangiata sulla riviera romagnola e non potendo passare in romagna tutte le volte che ne avevo voglia, passavo dal super, prendevo la piadina pronta e a casa la farcivo.
Poi sono arrivati Reggì e lo ZioPiero, e con la loro ricetta me la sono autoprodotta più volte a casa.
Poteva finire lì.
Invece, mi sono ritrovata da Paola e ho scoperto che esiste pure in versione sfogliata.
E che potevo perdermela?
E così l'ho provata. A primavera. Poi l'ho rifatta in estate. E pure in inverno.
Quindi, mi sento di dire, a ragion veduta, che va bene per tutte le stagioni...

piadina sfogliata

Mi pare giunto il momento di farle un po' di pubblicità.
Il procedimento è semplice, e pure simpatico vedere tutte queste lumachine in frigo che aspettano il loro momento.
Ho anche tentato la via del congelamento. Funziona benissimo!

Per una merenda con 6 piadine, servono (direttamente da Paola, ma con dosi dimezzate):

500 gr di farina 0
50 gr di strutto
1 uovo
75 ml di latte
125 ml di acqua
6 g sale

+ 50 gr di strutto per la sfogliatura

Mettere la farina sulla spianatoia e fare un bel cratere.
Incorporare al centro le uova, lo strutto ed il sale.
Incorporare i liquidi (acqua e latte) gradualmente e cominciare ad impastare.
L’impasto deve risultare morbido e consistente.
Lasciare riposare l’impasto per circa 30 minuti sulla spianatoia coperto con un canovaccio.
Dividere l’impasto in 6 palline da circa 130 gr l’una.
Procedere alla sfogliatura:
stendere la piada il più sottile possibile, con un cucchiaino prendere una porzione di strutto e spalmarlo uniformemente sulla piada.
Arrotolare la pasta su se stessa a formare un rotolino e poi arriciolare il rotolino come a formare una lumachina.
A questo punto, si possono congelare, per tempi futuri.
Oppure farle riposare in frigorifero per circa un’ora coperte dalla pellicola.
Dopodichè si può stendere le piade non tanto sottili, iniziando a cuocere la prima piadina che è stata formata.
Far scaldare una piastra antiaderente a fuoco medio.
Cuocere un minutino da un lato e anche meno dall’altro, facendo molta attenzione a non bucare la piadina, che altrimenti potrebbe sfogliare male.

piadina sfogliata - how to

Poi si farciscono a piacere.
In casa, quando le ho fatte l'ultima volta avevo del buon salame. Non so se sia tipico, ma ce lo siamo gustati volentieri!

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